SABATO 1 MARZO – ORE 10 CASSINETTA DI LUGAGNANO sala consiliare p.zza Negri ASSEMBLEA DI MOBILITAZIONE degli amministratori locali, dei cittadini, dei comitati, delle associazioni ambientaliste, dei movimenti, dei partiti CONTRARI ALLA LEGGE “AMMAZZAPARCHI” Contro l’emendamento “ammazza parchi” della Regione Lombardia. Gli emendamenti alla legge Urbanistica regionale 12/2005 proposti dall’Assessore all’Urbanistica Davide Boni e approvati in Commissione hanno come obiettivo quello di facilitare espansioni insediative nei Parchi Regionali.
Queste scelta causerà gravissime conseguenze sulla tutela e sulla gestione delle risorse territoriali e sul sistema della pianificazione dei parchi. Con l’emendamento 13 bis diviene possibile “scavalcare” in toto il parere dei Parchi, delegittimando gli stessi ed i rispettivi Piani Territoriali di Coordinamento: non sarà più necessario rispettare i vincoli dei parchi per realizzare nuove lottizzazioni a fini edificatori, basterà chiederlo all’assessore regionale.
E’ evidente che l’emendamento “Ammazzaparchi” non risponde a particolari bisogni che non siano le aspettative di espansione urbanistica e residenziale nella “mezzaluna fertile” a sud di Milano. L’incontinenza edilizia della grande metropoli vuole trovare sfogo nelle terre fino ad oggi tutelate e preservate da due importanti parchi: Il Parco Agricolo Sud Milano e il Parco del Ticino – Riserva Unesco.

Per dire NO, per costruire una forte, democratica e civile opposizione a tale disegno scellerato, Per non subire in silenzio la volontà di pochi a danno del futuro già precario e fortemente compromesso del nostro territorio e del nostro patrimonio ambientale.
ADERITE,PARTECIPATE E DIFFONDETE

Domenico Finiguerra Sindaco di Cassinetta di Lugagnano 

 

 

Parco del Ticino Riserva Biosfera UNESCO

La Regione ha approvato un emedamento che inserisce, nuovamente, l’inceneritore di Abbiategrasso nel Piano Provinciale per lo smaltimento dei rifiuti.
Il nuovo impianto, dovrà essere ingrado di smaltire 35 mila tonnellate di rifiuti all’anno (circa 100 tonnellate al giorno).
Il Sindaco Albetti, grazie ai suoi “agganci” in Regione è riuscito a far passare questa decisione. Senza che fosse presente nel suo programma elettorale. Senza consultare i cittadini. Senza consultare le amministrazioni vicine.
Per fortura, nel frattempo, qualcuno sta cercando di far partire il dibattito in città.
Venerdì 7 marzo, presso il quartiere fiera, la rete GAS – I fontanili, rete dei gruppi di acquisto solidali, organizza una prima iniziativa.
Questo il link dal sito
www.sosteniamoci.it

http://www.sosteniamoci.it/immagini/Rifiuti%20abbiategrasso.jpg

comunicato stampa 

“Se la Regione Lombardia, nonostante la mobilitazione di migliaia di cittadini, di centinaia di associazioni ambientaliste e di tutti i partiti dell’opposizione, dovesse procedere all’approvazione definitiva della norma “ammazzaparchi”,noi ricorreremo al referendum abrogativo. Se qualcuno sta preparando la conquista dei parchi, sappia che qualcun altro sta preparando una vera e propria resistenza”.

Il sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Domenico Finiguerra, promette battaglia e dopo aver invitato per sabato 1 marzo, le associazioni, i movimenti, i partiti e gli amministratori locali alla mobilitazione generale e alla costituzione di un comitato regionale contro l’“ammazzaparchi”, rilancia ulteriormente. “Sono sicuro che i 9 milioni di Lombardi, se adeguatamente informati, non permetteranno il più grande saccheggio del territorio che seguirebbe a tale norma scellerata. Un vero e proprio scippo ai danni dei parchi e delle generazioni future a favore di pochi imprenditori del mattone, che a tutto pensano, tranne che al rispetto dell’ambiente, alla tutela del paesaggio e alla salute psico-fisica dei cittadini. Basta guardare cosa sono le periferie milanesi per rendersene conto e convincersene”.

In base allo statuto della Regione Lombardia il referendum può essere richiesto da novantamila elettori lombardi o da cinquanta consigli comunali. Contestualmente all’approvazione in Consiglio Regionale dell’emendamento n. 13 bis alla legge 12/05 proposto dall’assessore Boni e condiviso da tutta la Giunta Formigioni, il sindaco di Cassinetta di Lugagnano convocherà un consiglio comunale straordinario per adottare la prima delibera che avvierà l’iter referendario. Senza tuttavia escludere la possibilità di raccogliere anche 90 mila firme dei cittadini. Ma la controffensiva che il piccolo comune del Parco del Ticino propone non si esaurisce con il referendum. Sarà infatti formalizzata a tutti i sindaci la richiesta di rigettare unilateralmente le opportunità che l’emendamento suddetto metterà a disposizione dei comuni.
“Sostanzialmente – spiega il sindaco Finiguerra – proponiamo a tutti i comuni di non approfittare del nuovo quadro normativo. E di non avanzare domande di modifica ai piani territoriali dei parchi che non siano condivise e concordate con i parchi stessi. Perché deve essere chiaro a tutti. L’emendamento “ammazzaparchi” è una pistola puntata alla tempia degli enti parco. Ma non è sufficiente per commettere il delitto. C’è bisogno anche di una mano che prema il grilletto. E quella mano possono esserlo solo i 400 sindaci dei parchi lombardi. Per questo, chiedo ai miei colleghi di dimostrare nei fatti di avere a cuore il territorio, rigettando le numerose ed allettanti richieste di costruire che arriveranno, puntuali, all’indomani dell’approvazione di questa legge vergogna”.

28 febbraio 2008, Cassinetta di Lugagnano, Parco Lombardo della Valle del Ticino – Riserva della Biosfera UNESCO
finiguerra@comune.cassinettadilugagnano.mi.it , salvaparchi@gmail.com

Apprendo dalla stampa locale che il Comune di Abbiategrasso si avvia a realizzare un nuovo nceneritore.
Pur essendo cittadino abbiatense, per ragioni di “bon ton” istituzionale, ho sempre cercato di non ntervenire nel dibattito politico della mia città.
Ma rispetto alla questione rilevAntissima dell’inceneritore, data la ricaduta grave che tale scelta avrebbe sull’intero territorio dell’abbiatense e sulle generazioni future, non posso fare a meno di prendere posizione. Sia in qualità di sindaco di un comune vicino, sia in qualità di cittadino di Abbiategrasso.

Come sindaco è doveroso da parte mia agire a tutela della salute dei cittadini residenti nel comune che amministro. Il sindaco è autorità sanitaria locale ed è obbligato a perseguire obiettivi di salute pubblica per la comunità che rappresenta. Faccio notare, per inciso, che i cittadini di Cassinetta di Lugagnano sarebbero più vicini all’inceneritore di molti cittadini di Abbiategrasso.
Senza voler intraprendere alcuna polemica sono costretto ad avviare un’azione politica e mministrativa, per cercare di evitare sia le ricadute sulla salute dei cittadini sia la “violenza” ambientale che il nostro territorio subirebbe dall’azione combinata dell’inceneritore, delle migliaia di camion necessari per trasportarvi centinaia di tonnellate di rifiuti ogni giorno e della nuova utostrada per Malpensa, cui continueremo ad opporci.
La legislazione urbanistica stabilisce il coinvolgimento dei comuni vicini finanche per l’apertura di un supermercato. A maggior ragione, credo che per l’avvio di un inceneritore sarebbe auspicabile almeno una consultazione delle amministrazioni locali limitrofe.

Preoccupazione e contrarietà al nuovo inceneritore la esprimo anche come cittadino. L’impianto viene definito all’avanguardia e innovativo, tanto da essere basato su tecnologia ritenuta ancora sperimentale. Ne deriva che non sono ancora chiare le ripercussioni sulla salute e sulla catena alimentare. Non vi sono ancora leggi e direttive che obblighino la misurazione delle nanoparticelle emesse dai camini, grandi un quarto del PM10, radicali liberi e diossina, difficilissimi da catturare. Emissioni dalle quali il nostro organismo non è in grado di proteggersi.

Essendoci ricadute che andrebbero ancora indagate e permanendo ancora più di un dubbio sulla effettiva innocuità dei forni inceneritori, ci si dovrebbe fermare un attimo. Ed applicare un principio semplice che seguiamo tutti i giorni, quello precauzionale.
Invece, cavalcando una campagna mediatica, condotta ad arte e attivata anche per rilanciare in parallelo l’energia nucleare, si ri-propone il territorio abbiatense come cavia.

Approfittando dello scenario emergenza rifiuti (che nel nostro territorio, in realtà, non mi risulta),  l’amministrazione di Abbiategrasso decide di “riesumare” il tanto ambito “termovalorizzatore” (termine del tutto fuorviante in quanto l’energia prodotta e risparmiata con il riciclo, il riuso o il compostaggio è ben 4 volte superiore a quella prodotta con l’incenerimento). Senza compiere il minimo e preventivo sforzo nel portare la percentuale di raccolta differenziata a livelli accettabili.
Si consideri che 4 tonnellate di rifiuti inceneriti producono comunque 1 tonnellata di ceneri da conferire in discarica. Pertanto, senza bruciare alcunché, effettuando una raccolta differenziata che arrivi al 75%, percentuale migliorabile come insegnano anche grandi città, rimarrebbe
invariata la necessità quantitativa di aprire nuove discariche. Appurato quindi che incenerire non significa abolire o ridurre le discariche, la decisione di costruire un inceneritore dovrebbe essere assunta con estrema cautela, informando correttamente i cittadini e coinvolgendoli direttamente
in una scelta partecipata.
E invece, pur non essendo previsto dal programma elettorale, l’amministrazione comunale (all’unanimità?) sembrerebbe avere già preso la sua decisione.
Ma i cittadini possono e devono far sentire la loro voce.

CRESCITA ZERO

Febbraio 1, 2008

note per

 

Un Piano di Governo del Territorio a
CRESCITA ZERO

IL PROLOGO

Cassinetta di Lugagnano (MI) è un comune del Parco Lombardo della Valle del Ticino, riserva della Biosfera UNESCO. Nel mezzo di una bella pianura irrigua, una mezzaluna fertile, che va da Melegnano a Legnano.
Ma come tutti i comuni a sud della grande metropoli milanese, è sottoposto ad una fortissima pressione a costruire. Infatti, il sud-ovest Milano, con il solo 19% di territorio urbanizzato, è il naturale luogo dove sfogare l’ “incontinenza” edilizia della grande metropoli e dove realizzare grandi infrastrutture, dettate dal modello di sviluppo che ha già creato Malpensa e che ci porterà (forse) Expo2015 e tutte le sue conseguenze.

LE ELEZIONI

 

Quando nel 2002 la lista civica Per Cassinetta è stata eletta, con il 51% alla guida dell’amministrazione comunale di Cassinetta di Lugagnano, il programma elettorale al capitolo “urbanistica” prevedeva in maniera molto chiara ed esplicita la volontà di:
-
non procedere a nessun nuovo piano di insediamenti residenziali se non attraverso il recupero di volumi già esistenti
-
puntare sulla valorizzazione del centro storico e del patrimonio artistico ed architettonico (il naviglio grande, le sue ville, i parchi ed i giardini)
-
salvaguardare l’agricoltura
-
promuovere la qualità ambientale e il turismo
- opporsi alle grandi infrastrutture legate all’aeroporto di Malpensa.

LA CRESCITA ZERO

 

La scelta del risparmio del suolo e l’adozione del principio ispiratore cosiddetto della “crescita zero” per tutta la politica urbanistica dell’amministrazione derivava dalle seguenti convinzioni/costatazioni:
-
non è sostenibile un modello di sviluppo che prevede il consumo sistematico del suolo, l’impoverimento delle risorse naturali, la progressiva ed inesorabile urbanizzazione e conurbazione tra diverse città e paesi;
- non è più sostenibile il meccanismo deleterio che spinge le amministrazioni a “utilizzare” il territorio come risorsa per finanziare la spesa corrente.

LA DECISIONE

 

La decisione di adottare la “crescita zero” quale faro della politica urbanistica, anche se già ampiamente prevista dal programma amministrativo, è stata confermata successivamente anche attraverso assemblee pubbliche aperte a tutta la cittadinanza.Nell’ambito del procedimento partecipato di elaborazione del PGT il dilemma da sciogliere è stato sostanzialmente il seguente: “per finanziarie le opere e i servizi necessari alla comunità, la comunità stessa preferisce:
-
ricorrere al finanziamento delle opere necessarie per mezzo di nuove lottizzazioni (e conseguente incremento di popolazione, e conseguente necessità di nuovi servizi, e conseguente necessità di nuove lottizzazioni, e via così fino all’esaurimento delle aree libere);
-
oppure, ricorrere al finanziamento per mezzo di accensione di mutui con conseguente ricaduta sulla fiscalità locale?

Dal dibattito che ne è sortito, non c’è stata nessuna levata di scudi in nome del motto “giù le tasse”, anzi, le considerazioni più ricorrenti sono state: “vogliamo mantenere integro il territorio e non vogliamo crescere”, oppure “siamo scappati dall’hinterland milanese e abbiamo scelto Cassinetta di Lugagnano per la sue qualità ambientale”.

L’amministrazione, pertanto, con grande sorpresa anche degli urbanisti incaricati ha ritenuto giusta ed ha confermato la decisione di non prevedere nessuna zona di espansione.

IL BILANCIO COMUNALE

 

Fin dall’insediamento, la politica di bilancio è stata improntata al massimo rigore, puntando alla realizzazione di un importante e strategico obiettivo: “l’emancipazione” del bilancio dagli oneri di urbanizzazione. Progressivamente, a partire dal 2002, è stata ridotta fino allo 0 (zero) % (obiettivo raggiunto contestualmente all’approvazione del PGT) la quota di oneri di urbanizzazione destinata al finanziamento delle spese correnti.
Inoltre, anche sul lato delle spese in conto capitale (investimenti) si è proceduto con una intensa e faticosa ricerca di contributi provinciali, regionali e statali a fondo perduto.
Il Comune di Cassinetta di Lugagnano, nell’ultimo quinquennio ha realizzato opere per diversi 4 milioni di euro grazie a contributi della Regione Lombardia e della Provincia di Milano.
I pochissimi interventi di recupero dei volumi esistenti o alcuni micro-interventi sono stati autorizzati dall’amministrazione a fronte di ingenti opere pubbliche (a titolo di esempio, con il recupero di una villa del ‘500 e di annesso fienile a fini abitativi, l’amministrazione si è vista realizzare opere aggiuntive per 400 mila euro; la costruzione di una nuova farmacia privata è stata accompagnata alla realizzazione del nuovo polo sanitario).

Moltissime sono state le iniziative realizzate per mezzo di sponsorizzazioni (si cita a titolo di esempio la sponsorizzazione del Piano Colore allegato allo stesso PGT da parte di Caparol).
La scuola materna è stata costruita accendendo un mutuo finanziato con l’incremento di un punto dell’ICI sulle attività produttive.
L’ICI sulla prima casa è rimasta ferma al 6 per mille e l’addizionale irpef al 2%. La tariffa rifiuti prevede il recupero del 100% a carico dei contribuenti. Ma la raccolta differenziata è oltre il 73%.
Si fa notare che se non avesse scelto l’opzione crescita zero, l’amministrazione avrebbe potuto ridurre, e di molto, la pressione fiscale sui cittadini e sulle imprese.

L’offerta di servizi sociali, educativi e culturali è aumentata e non è stato fatto nessun taglio alla spesa per servizi alla persona.

IL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO

Il PGT del Comune di Cassinetta di Lugagnano è stato approvato definitivamente nel mese di marzo 2007, alla vigilia delle elezioni amministrative. Non prevede nessuna zona di espansione. E’ incentrato sul recupero e sulla valorizzazione del patrimonio esistente ed è corredato di un dettagliatissimo Piano del Colore.

CONCLUSIONI

 

Riassumendo arrivare ad un PGT a crescita zero è possibile, ma sono necessarie le seguenti condizioni:
1. solidità della maggioranza e impermeabilità alle pressioni esterne
che spesso pongono l’amministratore di fronte a offerte difficili da rifiutare: “se mi fai realizzare questo intervento edilizio, ti sistemi il bilancio, fai tante opere pubbliche utili senza sforzo e vieni rieletto oppure fai carriera “.
2. forte condivisione della scelta da parte della comunità
e continua partecipazione della stessa (i bambini, le associazioni, i gruppi informali, i singoli cittadini) alle decisioni assunte dell’amministrazione
3. seria politica di bilancio
che renda indipendenti sia le spese correnti che quelle in conto capitale dagli oneri di urbanizzazione dovuti a nuovi insediamenti e che ricerchi risorse alternative
4. utilizzo ed incentivo al recupero di tutti i volumi esistenti

UNA POSTILLA

Alle ultime elezioni amministrative del 2007, la lista civica (rosso-verde) è stata riconfermata con oltre il 63% dei voti, in netta controtendenza rispetto a tutta la provincia di Milano, dove il centrosinistra ha perso in comuni importanti come San Donato Milanese, Rho, Pieve Emanuele, Buccinasco, Monza.