MOBILITAZIONE REGIONALE CONTRO L’AMMAZZAPARCHI
Febbraio 29, 2008
Queste scelta causerà gravissime conseguenze sulla tutela e sulla gestione delle risorse territoriali e sul sistema della pianificazione dei parchi. Con l’emendamento 13 bis diviene possibile “scavalcare” in toto il parere dei Parchi, delegittimando gli stessi ed i rispettivi Piani Territoriali di Coordinamento: non sarà più necessario rispettare i vincoli dei parchi per realizzare nuove lottizzazioni a fini edificatori, basterà chiederlo all’assessore regionale.
E’ evidente che l’emendamento “Ammazzaparchi” non risponde a particolari bisogni che non siano le aspettative di espansione urbanistica e residenziale nella “mezzaluna fertile” a sud di Milano. L’incontinenza edilizia della grande metropoli vuole trovare sfogo nelle terre fino ad oggi tutelate e preservate da due importanti parchi: Il Parco Agricolo Sud Milano e il Parco del Ticino – Riserva Unesco.
Per dire NO, per costruire una forte, democratica e civile opposizione a tale disegno scellerato, Per non subire in silenzio la volontà di pochi a danno del futuro già precario e fortemente compromesso del nostro territorio e del nostro patrimonio ambientale.
ADERITE,PARTECIPATE E DIFFONDETE
Domenico Finiguerra Sindaco di Cassinetta di Lugagnano
Parco del Ticino Riserva Biosfera UNESCO
Inceneritore ad Abbiategrasso. Comincia il dibattito?
Febbraio 28, 2008
La Regione ha approvato un emedamento che inserisce, nuovamente, l’inceneritore di Abbiategrasso nel Piano Provinciale per lo smaltimento dei rifiuti.
Il nuovo impianto, dovrà essere ingrado di smaltire 35 mila tonnellate di rifiuti all’anno (circa 100 tonnellate al giorno).
Il Sindaco Albetti, grazie ai suoi “agganci” in Regione è riuscito a far passare questa decisione. Senza che fosse presente nel suo programma elettorale. Senza consultare i cittadini. Senza consultare le amministrazioni vicine.
Per fortura, nel frattempo, qualcuno sta cercando di far partire il dibattito in città.
Venerdì 7 marzo, presso il quartiere fiera, la rete GAS – I fontanili, rete dei gruppi di acquisto solidali, organizza una prima iniziativa.
Questo il link dal sito www.sosteniamoci.it
http://www.sosteniamoci.it/immagini/Rifiuti%20abbiategrasso.jpg
UN REFERENDUM CONTRO L’AMMAZZAPARCHI
Febbraio 20, 2008
comunicato stampa
Il sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Domenico Finiguerra, promette battaglia e dopo aver invitato per sabato 1 marzo, le associazioni, i movimenti, i partiti e gli amministratori locali alla mobilitazione generale e alla costituzione di un comitato regionale contro l’“ammazzaparchi”, rilancia ulteriormente. “Sono sicuro che i 9 milioni di Lombardi, se adeguatamente informati, non permetteranno il più grande saccheggio del territorio che seguirebbe a tale norma scellerata. Un vero e proprio scippo ai danni dei parchi e delle generazioni future a favore di pochi imprenditori del mattone, che a tutto pensano, tranne che al rispetto dell’ambiente, alla tutela del paesaggio e alla salute psico-fisica dei cittadini. Basta guardare cosa sono le periferie milanesi per rendersene conto e convincersene”.
In base allo statuto della Regione Lombardia il referendum può essere richiesto da novantamila elettori lombardi o da cinquanta consigli comunali. Contestualmente all’approvazione in Consiglio Regionale dell’emendamento n. 13 bis alla legge 12/05 proposto dall’assessore Boni e condiviso da tutta la Giunta Formigioni, il sindaco di Cassinetta di Lugagnano convocherà un consiglio comunale straordinario per adottare la prima delibera che avvierà l’iter referendario. Senza tuttavia escludere la possibilità di raccogliere anche 90 mila firme dei cittadini. Ma la controffensiva che il piccolo comune del Parco del Ticino propone non si esaurisce con il referendum. Sarà infatti formalizzata a tutti i sindaci la richiesta di rigettare unilateralmente le opportunità che l’emendamento suddetto metterà a disposizione dei comuni.
“Sostanzialmente – spiega il sindaco Finiguerra – proponiamo a tutti i comuni di non approfittare del nuovo quadro normativo. E di non avanzare domande di modifica ai piani territoriali dei parchi che non siano condivise e concordate con i parchi stessi. Perché deve essere chiaro a tutti. L’emendamento “ammazzaparchi” è una pistola puntata alla tempia degli enti parco. Ma non è sufficiente per commettere il delitto. C’è bisogno anche di una mano che prema il grilletto. E quella mano possono esserlo solo i 400 sindaci dei parchi lombardi. Per questo, chiedo ai miei colleghi di dimostrare nei fatti di avere a cuore il territorio, rigettando le numerose ed allettanti richieste di costruire che arriveranno, puntuali, all’indomani dell’approvazione di questa legge vergogna”.
28 febbraio 2008, Cassinetta di Lugagnano, Parco Lombardo della Valle del Ticino – Riserva della Biosfera UNESCO

Apprendo dalla stampa locale che il Comune di Abbiategrasso si avvia a realizzare un nuovo nceneritore.
Pur essendo cittadino abbiatense, per ragioni di “bon ton” istituzionale, ho sempre cercato di non ntervenire nel dibattito politico della mia città.
Ma rispetto alla questione rilevAntissima dell’inceneritore, data la ricaduta grave che tale scelta avrebbe sull’intero territorio dell’abbiatense e sulle generazioni future, non posso fare a meno di prendere posizione. Sia in qualità di sindaco di un comune vicino, sia in qualità di cittadino di Abbiategrasso.
Come sindaco è doveroso da parte mia agire a tutela della salute dei cittadini residenti nel comune che amministro. Il sindaco è autorità sanitaria locale ed è obbligato a perseguire obiettivi di salute pubblica per la comunità che rappresenta. Faccio notare, per inciso, che i cittadini di Cassinetta di Lugagnano sarebbero più vicini all’inceneritore di molti cittadini di Abbiategrasso.
Senza voler intraprendere alcuna polemica sono costretto ad avviare un’azione politica e mministrativa, per cercare di evitare sia le ricadute sulla salute dei cittadini sia la “violenza” ambientale che il nostro territorio subirebbe dall’azione combinata dell’inceneritore, delle migliaia di camion necessari per trasportarvi centinaia di tonnellate di rifiuti ogni giorno e della nuova utostrada per Malpensa, cui continueremo ad opporci.
La legislazione urbanistica stabilisce il coinvolgimento dei comuni vicini finanche per l’apertura di un supermercato. A maggior ragione, credo che per l’avvio di un inceneritore sarebbe auspicabile almeno una consultazione delle amministrazioni locali limitrofe.
Preoccupazione e contrarietà al nuovo inceneritore la esprimo anche come cittadino. L’impianto viene definito all’avanguardia e innovativo, tanto da essere basato su tecnologia ritenuta ancora sperimentale. Ne deriva che non sono ancora chiare le ripercussioni sulla salute e sulla catena alimentare. Non vi sono ancora leggi e direttive che obblighino la misurazione delle nanoparticelle emesse dai camini, grandi un quarto del PM10, radicali liberi e diossina, difficilissimi da catturare. Emissioni dalle quali il nostro organismo non è in grado di proteggersi.
Essendoci ricadute che andrebbero ancora indagate e permanendo ancora più di un dubbio sulla effettiva innocuità dei forni inceneritori, ci si dovrebbe fermare un attimo. Ed applicare un principio semplice che seguiamo tutti i giorni, quello precauzionale.
Invece, cavalcando una campagna mediatica, condotta ad arte e attivata anche per rilanciare in parallelo l’energia nucleare, si ri-propone il territorio abbiatense come cavia.
Approfittando dello scenario emergenza rifiuti (che nel nostro territorio, in realtà, non mi risulta), l’amministrazione di Abbiategrasso decide di “riesumare” il tanto ambito “termovalorizzatore” (termine del tutto fuorviante in quanto l’energia prodotta e risparmiata con il riciclo, il riuso o il compostaggio è ben 4 volte superiore a quella prodotta con l’incenerimento). Senza compiere il minimo e preventivo sforzo nel portare la percentuale di raccolta differenziata a livelli accettabili.
Si consideri che 4 tonnellate di rifiuti inceneriti producono comunque 1 tonnellata di ceneri da conferire in discarica. Pertanto, senza bruciare alcunché, effettuando una raccolta differenziata che arrivi al 75%, percentuale migliorabile come insegnano anche grandi città, rimarrebbe
invariata la necessità quantitativa di aprire nuove discariche. Appurato quindi che incenerire non significa abolire o ridurre le discariche, la decisione di costruire un inceneritore dovrebbe essere assunta con estrema cautela, informando correttamente i cittadini e coinvolgendoli direttamente
in una scelta partecipata.
E invece, pur non essendo previsto dal programma elettorale, l’amministrazione comunale (all’unanimità?) sembrerebbe avere già preso la sua decisione.
Ma i cittadini possono e devono far sentire la loro voce.
