Inserito da: Domenico Finiguerra | Febbraio 20, 2008

INCENERITORE AD ABBIATEGRASSO? NESSUNA DECISIONE SULLA TESTA DEI CITTADINI

Apprendo dalla stampa locale che il Comune di Abbiategrasso si avvia a realizzare un nuovo nceneritore.
Pur essendo cittadino abbiatense, per ragioni di “bon ton” istituzionale, ho sempre cercato di non ntervenire nel dibattito politico della mia città.
Ma rispetto alla questione rilevAntissima dell’inceneritore, data la ricaduta grave che tale scelta avrebbe sull’intero territorio dell’abbiatense e sulle generazioni future, non posso fare a meno di prendere posizione. Sia in qualità di sindaco di un comune vicino, sia in qualità di cittadino di Abbiategrasso.

Come sindaco è doveroso da parte mia agire a tutela della salute dei cittadini residenti nel comune che amministro. Il sindaco è autorità sanitaria locale ed è obbligato a perseguire obiettivi di salute pubblica per la comunità che rappresenta. Faccio notare, per inciso, che i cittadini di Cassinetta di Lugagnano sarebbero più vicini all’inceneritore di molti cittadini di Abbiategrasso.
Senza voler intraprendere alcuna polemica sono costretto ad avviare un’azione politica e mministrativa, per cercare di evitare sia le ricadute sulla salute dei cittadini sia la “violenza” ambientale che il nostro territorio subirebbe dall’azione combinata dell’inceneritore, delle migliaia di camion necessari per trasportarvi centinaia di tonnellate di rifiuti ogni giorno e della nuova utostrada per Malpensa, cui continueremo ad opporci.
La legislazione urbanistica stabilisce il coinvolgimento dei comuni vicini finanche per l’apertura di un supermercato. A maggior ragione, credo che per l’avvio di un inceneritore sarebbe auspicabile almeno una consultazione delle amministrazioni locali limitrofe.

Preoccupazione e contrarietà al nuovo inceneritore la esprimo anche come cittadino. L’impianto viene definito all’avanguardia e innovativo, tanto da essere basato su tecnologia ritenuta ancora sperimentale. Ne deriva che non sono ancora chiare le ripercussioni sulla salute e sulla catena alimentare. Non vi sono ancora leggi e direttive che obblighino la misurazione delle nanoparticelle emesse dai camini, grandi un quarto del PM10, radicali liberi e diossina, difficilissimi da catturare. Emissioni dalle quali il nostro organismo non è in grado di proteggersi.

Essendoci ricadute che andrebbero ancora indagate e permanendo ancora più di un dubbio sulla effettiva innocuità dei forni inceneritori, ci si dovrebbe fermare un attimo. Ed applicare un principio semplice che seguiamo tutti i giorni, quello precauzionale.
Invece, cavalcando una campagna mediatica, condotta ad arte e attivata anche per rilanciare in parallelo l’energia nucleare, si ri-propone il territorio abbiatense come cavia.

Approfittando dello scenario emergenza rifiuti (che nel nostro territorio, in realtà, non mi risulta),  l’amministrazione di Abbiategrasso decide di “riesumare” il tanto ambito “termovalorizzatore” (termine del tutto fuorviante in quanto l’energia prodotta e risparmiata con il riciclo, il riuso o il compostaggio è ben 4 volte superiore a quella prodotta con l’incenerimento). Senza compiere il minimo e preventivo sforzo nel portare la percentuale di raccolta differenziata a livelli accettabili.
Si consideri che 4 tonnellate di rifiuti inceneriti producono comunque 1 tonnellata di ceneri da conferire in discarica. Pertanto, senza bruciare alcunché, effettuando una raccolta differenziata che arrivi al 75%, percentuale migliorabile come insegnano anche grandi città, rimarrebbe
invariata la necessità quantitativa di aprire nuove discariche. Appurato quindi che incenerire non significa abolire o ridurre le discariche, la decisione di costruire un inceneritore dovrebbe essere assunta con estrema cautela, informando correttamente i cittadini e coinvolgendoli direttamente
in una scelta partecipata.
E invece, pur non essendo previsto dal programma elettorale, l’amministrazione comunale (all’unanimità?) sembrerebbe avere già preso la sua decisione.
Ma i cittadini possono e devono far sentire la loro voce.


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