comunicato stampa
Il sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Domenico Finiguerra, promette battaglia e dopo aver invitato per sabato 1 marzo, le associazioni, i movimenti, i partiti e gli amministratori locali alla mobilitazione generale e alla costituzione di un comitato regionale contro l’“ammazzaparchi”, rilancia ulteriormente. “Sono sicuro che i 9 milioni di Lombardi, se adeguatamente informati, non permetteranno il più grande saccheggio del territorio che seguirebbe a tale norma scellerata. Un vero e proprio scippo ai danni dei parchi e delle generazioni future a favore di pochi imprenditori del mattone, che a tutto pensano, tranne che al rispetto dell’ambiente, alla tutela del paesaggio e alla salute psico-fisica dei cittadini. Basta guardare cosa sono le periferie milanesi per rendersene conto e convincersene”.
In base allo statuto della Regione Lombardia il referendum può essere richiesto da novantamila elettori lombardi o da cinquanta consigli comunali. Contestualmente all’approvazione in Consiglio Regionale dell’emendamento n. 13 bis alla legge 12/05 proposto dall’assessore Boni e condiviso da tutta la Giunta Formigioni, il sindaco di Cassinetta di Lugagnano convocherà un consiglio comunale straordinario per adottare la prima delibera che avvierà l’iter referendario. Senza tuttavia escludere la possibilità di raccogliere anche 90 mila firme dei cittadini. Ma la controffensiva che il piccolo comune del Parco del Ticino propone non si esaurisce con il referendum. Sarà infatti formalizzata a tutti i sindaci la richiesta di rigettare unilateralmente le opportunità che l’emendamento suddetto metterà a disposizione dei comuni.
“Sostanzialmente – spiega il sindaco Finiguerra – proponiamo a tutti i comuni di non approfittare del nuovo quadro normativo. E di non avanzare domande di modifica ai piani territoriali dei parchi che non siano condivise e concordate con i parchi stessi. Perché deve essere chiaro a tutti. L’emendamento “ammazzaparchi” è una pistola puntata alla tempia degli enti parco. Ma non è sufficiente per commettere il delitto. C’è bisogno anche di una mano che prema il grilletto. E quella mano possono esserlo solo i 400 sindaci dei parchi lombardi. Per questo, chiedo ai miei colleghi di dimostrare nei fatti di avere a cuore il territorio, rigettando le numerose ed allettanti richieste di costruire che arriveranno, puntuali, all’indomani dell’approvazione di questa legge vergogna”.
28 febbraio 2008, Cassinetta di Lugagnano, Parco Lombardo della Valle del Ticino – Riserva della Biosfera UNESCO





IL PARCO DEL TICINO CHIUDE MA NESSUNO LO SA’
Quello che non sono riusciti a fare con un emendamento lo stanno facendo dall’interno.
Ormai la smobilitazione operata dall’amministrazione del del Parco del Ticino nei confronti del personale è già iniziata: con un organico attuale di circa 70 persone, sottodimensionato per le necessità, il 31 dicembre saranno lasciti a casa 10 dipendenti, e altrettante nel prossimo biennio, senza alcuna possibilità di sostizione. Tutto questo nonostante una delibera del c.d.a. che doveva con urgenza disponeva le assunzione delle personale. Personale che da 2 anni ha fatto presente il problema fornendo le possibili soluzioni, ricevendo in cambio promesse fatte solo per allungare i tempi. Personale che da una decina d’anni lavora con contratti rinovati di anno in anno, sul quale il Parco ha investito nella formazione, conoscenze e professionalità, risorse che dal 1 gennaio saranno buttate al vento.
Se qualcuno può fare qualcosa lo faccia subito altrimenti il Parco sarà solo un confine geografico dove accompagnare le scolaresche, dove passerano il fine settimana i milanesi mangiando e dormendo nei pantagruelici agriturismi.
Da: Luca su Settembre 20, 2008
alle 8:15 am
[...] UN REFERENDUM CONTRO L’AMMAZZAPARCHI [...]
Da: RISPUNTA L’AMMAZZAPARCHI « domenicofiniguerra su Gennaio 30, 2009
alle 8:31 am