
Sconcertanti dichiarazioni e dubbie rassicurazioni sull’inceneritore di Abbiategrasso
Scrivo perché sconcertato dalle candide dichiarazioni del Presidente Amaga F. Bardazzi apparse alcuni giorni fa su un noto giornale locale , nell’ambito di un articolo che annunciava il prossimo (e benvenuto!) inizio della raccolta dei rifiuti porta a porta anche per Abbiategrasso.
In quell’occasione, il Presidente affermava che, nel caso Abbiategrasso si dovesse dotare di un nuovo inceneritore, i cittadini non dovrebbero temere perché l’impianto sarebbe ultramoderno.
In qualità di lettore e di cittadino, non sono per niente convinto dell’innocuità di un nuovo impianto, anzi, la numerosa documentazione che proprio in questi mesi si sta producendo sulla tossicità delle nanoparticelle sembra dimostrare il contrario.
Cito un esempio: A Modena, nel 2007, l’Ordine dei Medici ha presentato un esposto alla Magistratura penale per contestare l’ampliamento della portata annua del piccolo inceneritore di Coriano (Forlì) da 60.000 a circa 72.000 tonnellata/anno, avendo dimostrato, con studi epidemiologici promossi dalla Comunità Europea, che tali impianti risultano provocare uno statisticamente significativo aumento di varie patologie, e soprattutto di tumori, nei residenti entro un raggio di circa 5 km dall’impianto (fonte: Antonio Marfella, tossicologo/oncologo – Medici per l’ambiente di Napoli e difensore civico)
Le nanoparticelle di dimensioni infinitesimali non possono essere trattenute dai filtri, anche se ultramoderni, semplicemente per il fatto che sono così piccole che bloccarle significherebbe impedire qualunque uscita di fumi dal camino. Le nanoparticelle sono del resto anche il risultato delle tecniche “ultramoderne” adottate per limitare la fuoriuscita di diossine. Il metodo adottato è infatti quello di innalzare la temperatura di combustione delle sostanze che vengono incenerite, in questo modo si riduce la diossina ma si aumenta significativamente la produzione di nano particelle. Francamente non mi sembra un gran passo in avanti.
Anche i moderni filtri DeNox, pur svolgendo un azione positiva sul trattenimento di cloruri e ossidi d’azoto, non risultano efficaci per il trattenimento del resto del particolato extrafine.
Perché il Presidente non afferma pubblicamente che anche le nanoparticelle verranno completamente trattenute dai fantomatici filtri ultramoderni? Se c’è questa certezza, dovrebbe affermarlo con specifica chiarezza e con annessa documentazione tecnico/scientifica, cosa che reputo improbabile.
Oggi esistono metodi più innovativi per affrontare il problema rifiuti. Molto meno costosi e più efficaci. Insistere sull’incenerimento credo sia la scelta più onerosa e irrazionale e, ovviamente, la più dubbia dal punto di vista sanitario;
Faccio una proposta. Perché non organizzare un tavolo di lavoro a cui far partecipare scienziati e tecnici scelti da entrambi i fronti, pro e contro incenerimento?
E per piacere, basta dire che da qualche parte gli inceneritori bisogna costruirli.
Una volta che i sistemi comunali e regionali si adegueranno alle prassi di altri comuni italiani (o stati esteri) più virtuosi di loro nella riduzione a monte e riutilizzo a valle, dei rifiuti prodotti, ci si accorgerà che gli inceneritori esistenti bastano e avanzano e che non ci sono giustificazioni alla costruzione di nuovi impianti.
Penso che una persona che riveste un ruolo importante come il Presidente Bardazzi, anzichè divulgare pubblicamente quel teorico “non abbiate timore” dovrebbe invece prima rassicurarci con dei dati certi inconfutabili. Scegliere a priori sarebbe scandaloso!
Cordialmente,
marcello_roh@yahoo.it
(cittadino timoroso di Albairate con due figlie, residente a 2 Km. da Mendosio)
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