Archivio per Luglio 2008

24
Lug
08

DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA

Il 24 luglio 2008 ho formalmente comunicato la mia decisione di rendermi indipendente e di lasciare il movimento Sinistra Democratica.

Sono convinto che, in questa fase storica, non solo in Italia, la politica debba ricostruire se stessa a partire dalla base, dai territori, dalle problematiche e dalle contraddizioni che da globali si sostanziano a livello locale.

Se si vuole davvero partecipare alla ricostruzione di un rinnovato senso civico e cercare di ridare speranza e futuro al nostro pianeta, al nostro paese e alle nostre comunità, bisogna avere il coraggio di rimettere tutto in discussione e sgomberare il campo da equivoci. Comprese le proprie appartenenze partitiche. Che in questa fase sono solo di intralcio alla costruzione di un vero partito dei cittadini, per il bene comune, per la terra, per l’aria e per l’acqua, per la giustizia, per la pace tra i popoli e tra le generazioni, per i diritti civili, per la salute.

Chi decide di impegnarsi politicamente deve compiere una scelta:

A) cercare di salire su un grande transatlantico. Bello, luminoso, nuovo, che solchi rotte apparentemente sicure. Ma difficilmente questa bella nave potrà esplorare gli angoli dell’oceano dove nascono nuove specie deformi, i vortici dove si ammassano i rifiuti del pianeta, i fiordi morti dove l’acqua si imputridisce. Ma sarà impossibile per questo ingombrante natante risalire fiumi e addentrarsi in quelle terre dove gli uomini cercano di sopravvivere ad un modello di sviluppo che toglie loro il pane di bocca… e la natura stenta a riprodursi. Una bella nave, sicura per chi ci abita (anche se la punta di un iceberg nella nebbia può sempre apparire all’ultimo momento), ma devastante per chi capita sotto le sue eliche d’acciaio o per chi respira la sua fuliggine cancerogena.

oppure

B) costruirsi una zattera, leggera, che si accompagni ad altre mille zattere, umili, a remi. Che vada ad esplorare nuove terre e che si avventuri alla ricerca di un nuovo mondo. Che riscopra il desiderio della lotta per gli ultimi e per gli oppressi. Che riesca a ritrovare le virtuose correnti che portano all’isola della giustizia e della pace o alla città della gioia e della felicità, senza distizioni di sesso, censo, razza o religione. Che riesca a raggiungere tutti gli scogli pericolosi, anche per la grande nave, per costrirci sopra nuovi fari segnalatori, in grado di tracciare una nuova rotta, più sicura e più rispettosa della terra e di tutti i suoi abitanti. Una zattera fatta di materiale riciclabile, riutilizzabile, recuperabile. Una zattera sicuramente più pericolosa, facilmente ribaltabile dalle onde anomale provocate dal grande transatlantico, ma altrettanto facilmente in grado di ritrovare il filo d’acqua e restituire la luce del sole ai suoi marinai .

Io ho deciso. Comincio a costruire la mia zattera.

Tutti i marinai lo sanno, se si resta troppo vicini ad una grande nave, o si chiede di essere issati a bordo o si rischia di essere travolti dalla sue onde o ancora peggio dalle sue terribili eliche d’acciaio…

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E siccome credo nella trasparenza degli atti e dei comportamenti politici, pubblico la mia lettera indirizzata al coordinatore provinciale di SD.

24
Lug
08

LASCIO SD

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Gent.ma Chiara Cremonesi
Coordinatore Provinciale
Sinistra Democratica Milano

Cara Chiara,
dopo mesi di riflessione ho maturato la decisione di rendermi indipendente da Sinistra Democratica.

E’ risultato sempre più difficile conciliare le mie posizioni e le mie convinzioni con quanto sostenuto o sottaciuto da SD a livello provinciale.

Grandi infrastrutture, rifiuti e inceneritori, Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale e Expo 2015. Su questi temi, a mio modo di vedere strategici, SD non è riuscita a differenziarsi da quanto portato avanti dal Partito Democratico e dal suo alfiere Filippo Penati. E in diverse occasioni, tali posizioni (del PD e di Penati) sono state da me duramente e pubblicamente contestate.

Per coerenza con le mie convinzioni e con il mio operato amministrativo di sindaco di Cassinetta di Lugagnano, non posso continuare a militare in un movimento che a livello provinciale porta avanti o comunque non contrasta istanze ed idee del tutto diverse dalle mie.

1. Come ben sanno tutti i compagni milanesi impegnati nelle istituzioni provinciali e regionali, ho da molti anni una posizione contraria rispetto ad una delle più importanti infrastrutture (tangenziali esterne milanesi) che segnerà, insieme ad EXPO 2015, l’avvio della conquista immobiliarista del Parco del Ticino e del Parco Agricolo Sud Milano.
Ma l’assessore provinciale alla viabilità di SD, porta al tavolo istituzionale una posizione favorevole all’opera, seppur con richieste di attenzione e di mitigazione.

2. Negli ultimi mesi, insieme a molte associazioni locali, comitati, reti di acquisto solidali, agricoltori, sto partecipando ad una mobilitazione contraria all’inceneritore di Abbiategrasso. Una mobilitazione che è naturale conseguenza sia di una convinzione generale circa la pericolosità e stupidità di una politica dei rifiuti basata sugli inceneritori, sia di un semplice fatto: i cittadini del comune che mi onoro di amministrare raggiungono quasi l’80% di raccolta differenziata e il comune vicino (amministrato da Forza Italia e da un “sindaco segretario di Formigoni”), invece di puntare anch’esso alla raccolta differenziata come tutti i comuni vicini, decide di costruirsi un bell’impianto con l’OK di Penati e Brembilla.
Anche in tal caso la componente di SD in provincia approva il piano rifiuti che prevede proprio il nuovo forno di Abbiategrasso (contrario PRC, astenuti i Verdi).

3. Sono assolutamnete convinto che EXPO 2015 non sarà nient’altro che una vasta operazione immobiliare all’italiana, con enormi fette di territorio che passeranno da destinazione agricola a residenziale.
Ma devo prendere atto che SD, invece di “stonare” veramente rispetto al coretto deprimente di Moratti-Formigoni-Penati, decanta, certo con toni più dimessi, le chances per Milano e le opportunità di riqualificazione urbanistica, limitandosi a chiedere solo maggiore attenzione.

4. Dopo essermi fatto promotore di una grande mobilitazione contro l’emendamento cosiddetto ammazzaparchi proposto dall’assessore regionale leghista Boni (mobilitazione vincente, ma solo per ora, credo), insieme alle associazioni di categoria degli agricoltori, sto partecipando ad una campagna di sensibilizzazione contro la ridefinizione degli ambiti agricoli del PTCP.
Ma ho dovuto osservare che SD (e anche i silenzi contano) non riesce ad avere il coraggio necessario per “guastare” i compromessi di Penati con il Comune di Milano (senza dimenticare la vicenda del CERBA di Veronesi, gravissimo precedente per le sorti future del parcoSud).

Credo tu possa benissimo immaginare l’imbarazzo di sedersi a tavoli istituzionali o di partecipare a dibattiti pubblici consapevole di avere un’etichetta SD addosso, e vedersi rinfacciare dai propri avversari politici il fatto che i miei compagni non sono d’accordo con me.

Cara Chiara, sono davvero spiacente, ma nonostante la stima che nutro nei tuoi confronti, è diventato per me impossibile continuare a militare, addirittura rappresentandola quale coordinatore di zona, in Sinistra Democratica.

Mi (ti) risparmio la manfrina che si usava ai tempi del PCI-PDS-DS che portava i dissidenti ad iscriversi in altre federazioni.
Sono il Sindaco di un piccolo comune della Provincia di Milano. E’ quì che faccio politica. Ed è quì che voglio trovare i miei compagni di viaggio.

Confermandoti comunque, il mio impegno politico, in qualità di indipendente, e la mia disponibilità a collaborare con te e con i compagni che vorranno utilizzare la mia piccola esperienza, ti auguro un buon lavoro, per la sinistra e per il bene dell’Italia.
Fraternamente.

Domenico Finiguerra

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21
Lug
08

IL FASCINO DELL’ERA SOLARE

  TESI DI DOBBIACO 2007

IL FASCINO DELL’ERA SOLARE

 

Economia e società nella transizione dal petrolio al sole

Tesi 1

In futuro, vivremo nella nuova era solare. È vero che l’era fossile attuale ha impresso una spinta enorme alla civiltà materiale, ma al prezzo di aver saccheggiato le risorse del Pianeta e alterato il suo equilibrio climatico. Se l’umanità vuole sopravvivere in modo civile, entro due generazioni dovrà entrare nell’era solare e avere la possibilità di farlo. A quel punto, grazie alle tecnologie solari e ai sistemi sofisticati di efficienza energetica, disporremo di energia in quantità sufficiente. Ma non bastano le tecnologie. Dobbiamo anche reimpostare i nostri rapporti: dal livello internazionale (equità nell’uso del carbonio), a quello europeo, nazionale e locale, ripensando il nostro modo di vivere e il nostro rapporto con la natura. La nuova Era Solare è il progetto organico e culturale di una nuova civiltà. Si tratta né più e né meno di transitare dal petrolio al sole. È l’unica opzione possibile, e al tempo stesso una sfida affascinante.

 

Tesi 2

Non ci resta più molto tempo. Chi altera l’equilibrio climatico intacca le risorse della nostra vita, ossia la crescita delle piante – da cui dipende la nostra alimentazione – e la biodiversità. Coi cambiamenti climatici galoppanti, stiamo intaccando queste risorse a ritmi così incalzanti che occorre agire subito e senza indugio. Le scelte dei prossimi 10–15 anni saranno decisive per diversi secoli, e da loro dipenderà il futuro di molte fasce costiere e di milioni di persone. Inoltre, stiamo consumando sempre più velocemente le risorse fossili, ossia carbone petrolio e metano. Ben presto sarà raggiunto il “picco” di estrazione del petrolio, e mancando nuovi giacimenti altrettanto produttivi, d’ora in poi il divario tra l’aumento della domanda e il calo dell’offerta sarà sempre più drammatico. L’impennata vertiginosa del prezzo del petrolio non è che l’inizio. L’era fossile e nucleare sarà solo un breve episodio nellastoria dell’umanità.

 

Tesi 3

I cambiamenti climatici stanno diventando un’emergenza planetaria. L’unico modo per scongiurarla è stipulare un patto sociale per una transizione rapida nell’Era Solare. Una politica di tutela del clima tempestiva ed efficace non può essere rivolta contro le imprese e i cittadini, ma deve contare sul contributo attivo di tutte le componenti della società. Le imprese, dal canto loro, sono chiamate a fornire conoscenze tecniche, potenziale produttivo e risorse finanziarie per la transizione nell’economia solare, e in compenso, potranno contare su regole affidabili e certe. I cittadini, a loro volta, devono mettere in gioco la propria creatività, energia e a volte anche disponibilità al sacrificio, per riconvertire la società in chiave solare. In compenso, gli organi politici devono garantire che tutti gli interventi di salvaguardia del clima siano socialmente equi. E poiché la difesa del clima non si realizza quando regnano incertezza e preoccupazione, va istituito un reddito minimo garantito a tutti i cittadini. Solo così si potrà evitare l’emergenza.

 

Tesi 4

L’economia dell’Era Solare sottrarrà alla natura meno materie prime, e in compenso produrrà oggetti da usare più a lungo. I servizi potranno essere meno costosi e sostituire i prodotti usa e getta. La nostra economia attuale determina non solo ingiustizie a livello planetario, ma erode sempre di più la coesione sociale anche in seno ai paesi ricchi industrializzati, dove cresce il divario tra povertà ed eccesso. Nell’Era Solare il lavoro, il reddito e i consumi saranno meglio distribuiti, stabilendo dei limiti che rispettino le esigenze di giustizia a livello globale. Oltre al lavoro professionale, sarà valorizzato il lavoro al servizio della collettività e della famiglia, ed anche il tempo libero, trovando un equilibrio sano tra il lavoro e la vita, e ridimensionando il ruolo dei consumi. Vivere col sole e del sole significa anche lavorare in modo sensato, autonomo e sano. Oltre alla rivoluzione dell’efficienza energetica, occorre una rivoluzione della cultura che ci faccia abbandonare l’ideologia neoliberista della crescita.

 

Tesi 5

Con le fonti energetiche rinnovabili è possibile assicurare in modo duraturo una disponibilità energetica meno inquinante, meno rischiosa e meno costosa. Tra le varie fonti disponibili, è soprattutto il sole che può fornirci energia in quantità più che abbondante. Continuando ad investire nell’efficienza energetica, occorre ampliare gradualmente la quota delle fonti rinnovabili fino a coprire con esse tutto il fabbisogno. Già oggi, il loro potenziale tecnologico è elevato, e tutto lascia presagire che aumenterà ancora notevolmente. Per ora sono ancora pochi i paesi che si impegnano seriamente ad investire nelle fonti rinnovabili, sicché occorrono urgentemente delle iniziative internazionali di politica energetica che stabiliscano obiettivi vincolanti, incentivi efficaci e adeguamenti strutturali. Altrimenti, non riusciremo a sfruttare i pochi anni che ancora ci restano per adottare misure di salvaguardia del clima in modo da limitare il rialzo della temperatura a non più di 2 gradi centigradi.

 

Tesi 6

Nell’Era Solare, l’uomo non sarà più considerato solo un consumatore passivo, ma potrà realizzare le proprie aspirazioni in modo assai più ampio e gratificante. Analogamente alla produzione dei beni, che dovrà migliorare sul piano qualitativo anziché dilagare nella quantità, anche l’uomo è chiamato a far emergere il meglio della propria natura, sviluppando in pieno il proprio patrimonio spirituale ed emotivo. Se è vero che per il momento stiamo sfruttando solo una frazione minima dell’energia solare disponibile, stiamo anche sfruttando una frazione esigua delle nostre reali risorse spirituali ed emotive. Per di più, diversamente dalle risorse naturali, quelle emotive, usandole, non si esauriscono, ma aumentano e si valorizzano. Un’educazione estetica in grado di far affiorare il meglio della natura umana, e di sfruttare la forza creativa, vitale e liberatoria delle necessarie limitazioni materiali, potrà spianare la strada alla nuova civiltà solare. 

 

Tesi 7

Una politica estera lungimirante, volta a favorire la transizione all’incipiente Era Solare, deve far sì che l’accesso alle risorse naturali non diventi una minaccia per la pace e la stabilità, e deve far capire che difendere il clima vuole anche dire difendere la pace. Oltre ai rischi ecologici ed economici, i cambiamenti climatici celano gravi pericoli per lo scoppio di nuovi conflitti, per esempio scatenati da una concorrenza sempre più agguerrita per accedere a risorse essenziali come l’acqua o le aree di pascolo. Potenziare in tutto il mondo le fonti energetiche rinnovabili – a partire da quella solare – è un contributo importante per scongiurare queste derive dagli effetti imprevedibili. L’energia solare ha un potenziale enorme, soprattutto nei paesi caldi arabi e nordafricani che s’affacciano sull’Europa. È qui, dunque, che deve far leva la politica internazionale, con un’opera di persuasione, con regole certe e condivisibili, e con forme sostenibili di collaborazione energetica. A queste condizioni, il potenziale dell’energia solare può diventare un’occasione concreta per la pace sul Pianeta. 

 

Tesi 8

La crescita economica dei paesi emergenti sta aumentando a ritmi incalzanti. L’unico modo per coprire in modo sostenibile una domanda d’energia sempre più elevata è quello di migliorare l’efficienza energetica a livello di produzione, trasformazione e utilizzo, e ricorrere sempre di più alle fonti rinnovabili. Le tecnologie per sfruttare in modo economico a livello globale gli enormi potenziali di efficienza energetica esistono già, ma stentano ad affermarsi per mancanza di professionalità, ostacoli strutturali, organizzativi o giuridici, ed anche per l’assenza di strategie e condizioni di mercato favorevoli. L’Europa ha le risorse per acquisire una qualificazione elevata nell’efficienza energetica e per maturare esperienze in questo campo, e deve stringere alleanze strategiche con altri paesi, soprattutto nell’Est Europeo e in Asia. Nel contempo, però, vanno concordati dei limiti alla crescita economica, nel rispetto delle risorse e dell’equità mondiale.

 

Tesi 9

La minaccia per la vita sul Pianeta causata dai cambiamenti climatici può essere affrontata solo con una collaborazione concreta fra tutti i paesi e i cittadini del mondo. Non possiamo pretendere dai paesi del Sud più ragionevolezza e slancio etico di quanto non riusciamo a produrre noi stessi. A fronte dei danni climatici prodotti dai nostri paesi ricchi, per garantire una cooperazione internazionale siamo noi a dover compiere i primi passi, con misure atte a costruire fiducia. Prima di tutto, dobbiamo ridurre drasticamente la nostra “impronta ecologica“. Poi, finanziare almeno in parte ai paesi emergenti la transizione diretta nell’Era Solare, saltando la fase insostenibile dell’economia fossile. Infine, dobbiamo agevolare con risorse economiche adeguate le misure di adattamento dei paesi più poveri agli impatti ormai inevitabili dei cambiamenti climatici. Occorre garantire il diritto all’accesso alle tecnologie. Il transfer finanziario dal Nord al Sud sarà dell’ordine di decine miliardi di euro l’anno.

 

 

Tesi 10

Già oggi, in tutto il mondo si stanno compiendo i primi passi verso l’Era Solare. Il modello della società dei “2000 Watt” pro capite scelto dalla città di Zurigo è un modo concreto per frenare i cambiamenti climatici. Questo limite si realizza con edifici progettati con cura, anche più convenienti nella realizzazione e soprattutto nella gestione, e col percorso SIA per l’efficienza energetica, uno strumento efficace per conseguire l’obiettivo. La Val Pusteria, culla dei Colloqui di Dobbiaco, è stata ormai ribattezzata “la valle del clima”. Gli edifici vengono riscaldati da centrali di teleriscaldamento a biomassa, si sta diffondendo l’agricoltura biologica, e anche nell’edilizia, grazie all’iniziativa CasaClima, si stanno realizzando progetti assai innovativi. In Cina il progetto di Dongtan darà vita ad una città ecologica di 500.000 abitanti, in grado di autoprodurre tutto il proprio fabbisogno energetico e alimentare. Sarà la prima vera città ecologica del mondo. La strada che ci porterà nell’Era Solare si percorre imitando e sviluppando ulteriormente questi esempi positivi.

 

Tesi 11

La comunicazione è essenziale per la transizione nella nuova Era Solare, anzi, è la chiave per cambiare concretamente la mentalità e le abitudini dominanti. Se all’inizio l’informazione sullo sviluppo sostenibile è stata allarmista e sensazionalista, in futuro occorrerà puntare su notizie positive, immagini accattivanti e soluzioni concrete. Le notizie su catastrofi ambientali hanno determinato uno shock che ha aperto la strada ad una politica ecologica, ma allarmismo e sensazionalismo innescano solo paura e rassegnazione. Per favorire una vera svolta sul piano scientifico, economico e sociale, occorrono invece nuove forme di comunicazione, più decentrate e meno monopolizzate. L’Era Solare ha come centro la decentralizzazione, così come la comunicazione via Internet. L’aumento della partecipazione e l’interesse pubblico condizioneranno sempre più la rete Internet, e l’aumento della partecipazione individuale coinvolgerà fortemente anche i mezzi d’informazione tradizionali.

 

Tesi 12

La transizione nella nuova era solare è una sfida difficile, ma anche una grande opportunità. Se riusciamo a gestirla consapevolmente, è un’occasione per migliorare la qualità della vita, se invece restiamo inerti e ci facciamo cogliere impreparati, può diventare una minaccia. Questa transizione può giovarsi di molti fattori positivi: il fascino delle tecnologie solari, il potenziale di democrazia ed equità del sole – che splende dappertutto, e in particolare nei paesi attualmente più poveri – e l’immagine del sole come simbolo della vita. In questo processo, noi dei paesi ricchi abbiamo una responsabilità maggiore: come possiamo indicare agli altri la strada della salva-guardia del clima e del rispetto delle risorse naturali, se non rinunciamo noi stessi alla cultura dominante dello spreco? La “libertà” di sperperare risorse va ripensata. “Meno velocità e quantità, più qualità e bellezza” potrebbero diventare le coordinate del nuovo benessere nell’Era Solare, e la limitazione può diventare una vera risorsa. Accettare i limiti in modo appassionato significa amore per la vita.

I contributi presentati nell’ambito dei Colloqui di Dobbiaco 2007 possono essere scaricati dal sito Internet www.toblacher-gespraeche.it
21
Lug
08

INCENERITORE, SI DELLA PROVINCIA. ALBETTI GONGOLA…

La Giunta Priovinciale ha approvato il nuovo piano per lo smaltimento dei rifiuti. E tra le novità, quella più rilevante e il via libera alla costruzione del nuovo impianto di Abbiatagrasso.

Il sindaco Albetti fieramente afferma:”Il termovalorizzatore rappresenta una parte di un progetto più globale che consentirà di  riorganizzare da cima a fondo la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti di Abbiategrasso. In un futuro non lontano sarà introdotta la raccolta differenziata porta a porta, compresa quella dell’umido. Il nuovo impianto utilizzerà una tecnologia che consentirà di incenerire i rifiuti producendo energia e senza danneggiare l’ambiente”.

Leggi articolo su

IL GIORNO del 19 luglio 2008 

17
Lug
08

PER CASSINETTA RISPONDE

NO ALLA TANGENZIALE, NO ALL’INCENERITORE

SI ALLA TUTELA DELLA SALUTE, DELL’AMBIENTE E DEL PAESAGGIO

 

IL SINDACO E LA GIUNTA VADANO AVANTI COSI’

 

PER CASSINETTA E PER LE PROSSIME GENERAZIONI

 

Carissimi cittadini,

recentemente avete assistito ad un attacco a freddo dell’UDC di Cassinetta (e/o di Abbiategrasso?) al nostro sindaco Domenico Finiguerra.

L’accusa che gli esponenti locali del partito di Totò Cuffaro hanno rivolto al nostro primo cittadino e all’amministrazione comunale è sostanzialmente quella di opporsi sia alla tangenziale, che dovrebbe passare a meno di 300 metri dal nostro naviglio, che al forno inceneritore, che il Comune di Abbiategrasso vorrebbe costruire a meno di 2 Km da Cassinetta di Lugagnano.

Si rincara la dose rimproverando al sindaco la sua preconcetta difesa del verde del nostro territorio.

 

Non c’è che da restare basiti!!!

 

Domenico Finiguerra e la lista Per Cassinetta hanno ricevuto un mandato preciso dagli elettori, che a grandissima maggioranza (oltre il 62%) hanno preferito il programma, delle donne e degli uomini che si battono per difendere il verde, l’ambiente, il paesaggio e l’agricoltura, dalla violenza di un progetto scellerato, che comprometterà il futuro di tutto l’Est Ticino, Abbiatense e Magentino.

Invitiamo tutti e soprattutto gli esponenti locali dell’UDC a recarsi nei comuni interessati dalla bretella Boffalora-Malpensa appena terminata (Marcallo, Mesero, Cuggiono ecc. ecc.) per visionare con i loro occhi lo scempio realizzato. Con l’accordo dei sindaci. Accontentati da 4 alberelli e due piste ciclabili.

Si accusa il sindaco per non aver proposto soluzioni alterative.

Ricordiamo che fin dall’inizio il Comune di Cassinetta ha chiesto la razionalizzazione e la messa in sicurezza delle strade esistenti. A partire dalla statale 526 Robecco/Abbiategrasso.

Ma, evidentemente, l’obiettivo di ANAS, Regione Lombardia e Comune di Abbiategrasso non è migliorare la viabilità locale a favore dei pendolari e dei ciclisti, bensì realizzare il secondo anello tangenziale milanese, e contestualmente aprire al saccheggio del territorio.

Per la cronaca ricordiamo che l’esponente locale dell’UDC ha votato una delibera (passata all’unanimità) che obbliga il Comune ad opporsi politicamente e legalmente ad ogni progetto che preluda alla realizzzazione di collegamenti di tipo tangenziale o autostradale. Forse i capipartito di Abbiategrasso hanno richiamato all’ordine i loro uomini di stanza a Cassinetta?

 

Quanto all’inceneritore di Abbiategrasso, è davvero stucchevole ricevere critiche perché ci si oppone.

Cassinetta di Lugagnano, insieme agli altri comuni del Consorzio Navigli, ha investito sulla raccolta differenziata, sul riciclaggio e sul recupero, sul compostaggio, trovando vie virtuose nella gestione dei rifiuti, …

e dovrebbe stare zitta se il comune più vicino ed importante decide di praticare la facile e malsana via dell’inecerimento dei rifiuti?

I cìttadini di Cassinetta separano pazientemente l’immondizia e dovrebbero respirare i fumi dell’impianto di Abbiategrasso senza battere ciglia?

Lo faccia pure l’UDC, sia di Casssinetta che di Abbiategrasso.

La lista Per Cassinetta e il sindaco Finiguerra continueranno invece a battersi per salvaguardare la salute dei cittadini, e a settembre cominceranno a raccogliere le firme per dire no all’impianto di Mendosio.

17
Lug
08

L’ UDC ATTACCA

Riporto fedelmente l’intervento dell’UDC di Cassinetta-Abbiategrasso
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Care/i Cassinettesi,

l’UDC di Cassinetta si permette di entrare nelle vostre case per proporvi una riflessione.

Da parecchio tempo leggiamo sui quotidiani e sui settimanali locali interventi rilasciati dal nostro sindaco Dott. Finiguerra, in merito alla famosa bretella che da Magenta collegherà la strada Milano/Baggio. Successivamnete lo stesso ha espresso il proprio punto di vista con riguardo al termovaorizzatore di Abbiategrasso, ed infine, recentemente, ha espresso la sua preconcetta difesa del territorio.

Per ogni problema ha espresso parere negativo senza proporre soluzioni alternative! Qual è il risultato ottenuto? La bretella stradale si farà.

Non era forse meglio arrivare ad un accordo conciliando l’esigenza di non procurare danni eccessivi al territorio, determinando un minor impatto ambientale e nel contempo portare a casa qualche beneficio per la nostra comunità?

Cerchiamo di non rimanere fuori dalla realtà anche in merito alla realizzazione del termovalorizzatore, ragionando sui benefici alla popolazione in termini di risparmio economico, ma anche chiedendo con forza l’utilizzo delle migliori tecnologie per gli impianti.

RingraziandoVi per l’attenzione a noi prestata, lasciamo a Voi la riflessione, sempre disponibili ad un confronto costruttivo.

Indirizzo e-mail: udc.abbiategrasso-cassinetta@fastwebnet.it

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17
Lug
08

NULLA SI CREA, NULLA SI DISTRUGGE

Non si può distruggere la massa. Si può trasformare. E si può aumentarne la pericolosità…

Intervista al Dottor Montanari

16
Lug
08

DOVE CRESCONO LE ROSE SELVATICHE

Mi sono imbattutto in questa canzone. Di nuovo. E puntualmente, anche questa volta, mi salgono i brividi lungo la schiena.

Nick Cave, un poeta. Vero.

14
Lug
08

Liberté, Égalité, Fraternité

14 luglio 1789. Una folla inferocita prende d’assalto la fortezza della Bastiglia, simbolo del governo dispotico della dinastia dei Borboni. Un evento di dimensioni storiche: il potere non è più nelle mani del Re in quanto rappresentante di Dio, ma nelle mani del popolo. Nel giro di due giorni la Rivoluzione diventa incontrollabile. Per tutti i cittadini francesi la presa della Bastiglia diviene simbolo di libertà e di democrazia, nella lotta contro l’oppressione.

da wikipedia

Libertà

La prima parola del motto repubblicano, Liberté fu all’inizio concepita secondo l’idea liberale. La Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino (1795) la definiva così: «La libertà consiste nel potere di fare ciò che non nuoce ai diritti altrui». «Vivere liberi o morire» fu un grande motto repubblicano. Sotto il governo di Maximilien de Robespierre, la libertà era riservata a coloro che detenevano il potere: «Nessuna libertà per i nemici della libertà» recitava il motto del Terrore (Terreur ).

Uguaglianza

Secondo termine del motto repubblicano, la parola Égalité significa che la legge è uguale per tutti e le differenze per nascita o condizione sociale vengono abolite; ognuno ha il dovere di contribuire alle spese dello Stato in proporzione a quanto possiede.

Fratellanza

Nella Dichiarazione dei diritti e doveri del cittadino, parte integrante e iniziale della Costituzione dell’anno III (1795), la Fraternité, terzo elemento del motto repubblicano, è definita così: «Non fate agli altri ciò che non vorreste fosse fatto a voi; fate costantemente agli altri il bene che vorreste ricevere».

 Viva la Rivoluzione Francese

11
Lug
08

A TUTTO GAS CONTRO L’INCENERITORE…

Non bruciamo una risorsa.

Sabato 12 luglio dalle 10 fino a sera in P.za Marconi ad Abbiategrasso il gruppo di acquisto solidale i Fontanili promuoverà uno spazio informativo sul tema rifiuti: come ridurli alla fonte, come differenziare e riciclare invece di “termodistruggerli”.

Nel corso della giornata distribuzione gratuita di compost (ottimo concime per orti e giardini), offerto dall’impianto di compostaggio di Albairate, pannelli informativi sui pericoli degli inceneritori, raccolta firme promossa da Sosteniamoci contro la costruzione di un inceneritore ad Abbiategrasso (firma quì)e dimostrazione pratica, con la supervisione di un “ospite” a sorpresa, di come tutti noi scegliendo bene quando facciamo la spesa, possiamo contribuire a ridurre rifiuti e materie prime.

Invitiamo tutti, grandi e piccini, a partecipare.

La Rete Gas i Fontanili

 

FIRMA

NO ALL’INCENERITORE DI ABBIATEGRASSO 




Domenico Finiguerra è il Sindaco di Cassinetta di Lugagnano.

CONTATTI

domenico.finiguerra@gmail.com

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