Di Riccardo Baarlam, IL SOLE 24 ORE

«Questa strada non è del Pdl, della Lega o del Pd. È una strada di tutti». Il 30 marzo 2008 i titoli di coda dei telegiornali nazionali mandano le immagini dell’inaugurazione della superstrada Malpensa-Boffalora, a Ovest di Milano. Una strada lunga 18,6 km, costata 260 milioni di euro. Infastidito dalle bandiere verdi della Lega, al momento fatidico del taglio del nastro l’allora ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, si fa portare un tricolore da sventolare e taglia corto: «Questa è una strada di tutti». Applausi. Vicino a lui batte le mani il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Centro-destra. Il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati. Centro-sinistra. E un entusiasta presidente dell’Anas, Pietro Ciucci.

La strada, voluta dalla Regione Lombardia, convoglierà il traffico che arriva dal Piemonte direttamente verso lo scalo aeroportuale lombardo. E poi, in un secondo momento, continuerà fino a Milano, collegando la tangenziale Ovest a Malpensa.

Giugno 2009. Tra pochi giorni il Cipe potrebbe dare il via libera al secondo tratto della superstrada Boffalora-Magenta-Milano. L’opera è fortemente osteggiata dai Comuni del territorio: 7 su 9 sono contrari all’attuale tracciato. Tra questi sette ci sono sindaci di centro sinistra, ma anche sindaci di centro destra. Il motivo dell’ostilità è semplice. La superstrada, secondo il progetto depositato dalla società Errevia, per conto della Sea e dell’Anas, passerà a poche decine di metri dai Navigli. A poche decine di metri dai palazzi secenteschi e dalle dimore storiche distesi lungo le sponde del canale progettato da Leonardo da Vinci. A poche decine di metri dalla lunga pista ciclabile che da Milano arriva fino al Lago Maggiore, paradiso dei milanesi per le gite fuori porta. Non è tutto. La strada attraverserà il Parco del Ticino e numerosi siti di interesse comunitario. Taglierà in due una delle poche zone agricole rimaste intatte alle porte di Milano: il Parco del Ticino è un enorme polmone verde di 91mila ettari che circonda a Ovest, da Sud a Nord, Milano, e tocca Piemonte e Lombardia. Il Parco è stato dichiarato Riserva della biosfera dall’Unesco (sono solo 6 in Italia).

La cosa singolare di questa vicenda è che il Parco del Ticino, l’ente che dovrebbe tutelare territorio e paesaggio, non osteggia come si potrebbe pensare l’opera voluta dalla Regione, ma anzi la favorisce. Presidente del Parco è Milena Bertani. Bertani, diploma da geometra, Dc prima e poi Ccd, già segretaria di Ombretta Fumagalli Carulli e poi fedelissima di Formigoni, è stata assessore regionale ai Lavori pubblici dal 1998 al 2000, e poi assessore al Bilancio e alle risorse finanziarie della Regione Lombardia dal giugno a dicembre 2000, prima di finire agli arresti domiciliari per una storia di appalti che coinvolgeva l’ex coordinatore provinciale di Forza Italia e consigliere regionale, il costruttore lodigiano Massimo Gianluca Guarischi. Si dimise dopo l’arresto (è stata poi assolta con formula piena). Ma è stata nominata in seguito presidente del Parco del Ticino.

La storia di questa strada, e della sua lunga scia di polemiche, parte da lontano. Il progetto viene depositato in Regione Lombardia nel 2001 dalla società Errevia e dalla Sea, per conto dell’Anas. Seguendo l’Accordo di programma quadro approvato dal Governo D’Alema nel 1999 che prevedeva stanziamenti per le infrastrutture annesse alla Grande Malpensa. Grande Malpensa che nel frattempo Grande non è più, penalizzata dalla vicenda Alitalia e dalla crisi internazionale che ha ridotto drasticamente il traffico aereo (-19,8% negli ultimi dodici mesi: dati Enac).

La spesa prevista era di 215 milioni di euro nel 2001. Nel frattempo, nel 2009, otto anni dopo, prima ancora di partire, tale valore è lievitato a 419 milioni di euro, più Iva. Lo ha comunicato di recente, in una riunione ufficiale con gli enti locali interessati, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo. Quasi il doppio.

Il progetto iniziale resta in un cassetto per circa un anno. La legislazione allora prevedeva per l’autorizzazione delle nuove infrastrutture una procedura complicata: una testa un voto in Conferenza dei servizi con tutti gli enti coinvolti sul territorio. Nel 2002 il primo Governo Berlusconi approva la Legge obiettivo: per le nuove infrastrutture individuate dal Governo, sentite le Regioni, non c’è più il parere vincolante dei Comuni. Una volta che il progetto viene approvato dal Cipe, a Roma, si procede. C’è solo un obbligo consultivo, non vincolante, che prevede che venga sentito il parere dei Comuni. Uno degli aspetti della Legge obiettivo che è stato messo più volte sotto l’attenzione dell’Unione europea per la sua poca democraticità. Non solo. Con la Legge obiettivo salta l’obbligo per le nuove infrastrutture di effettuare una Valutazione di impatto ambientale (Via): la Valutazione vincolante diventa uno Studio di impatto ambientale fatto non più da un ente terzo indipendente, ma dallo stesso progettista.

La Legge obiettivo ha deregolamentato la procedura per le nuove infrastrutture, ma in realtà, in questo caso, non è servita a velocizzare l’iter burocratico. Dal basso, sul territorio, sono nati comitati di cittadini, un po’ come è stato per i No Tav (con i quali il Comitato No tangenziale si è gemellato), che contestavano il progetto, per come è stato concepito: «Hanno tirato una linea sulla carta senza rendersi conto di dove passava questa strada, senza pensare alle alternative che pure ci sono, a partire da quella di allargare e ammodernare le strade già esistenti», spiega Domenico Fininguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano, il primo Comune a opporsi a quest’opera «inutile e inopportuna»…

«All’inizio la nostra opposizione era come quella di Asterix e del suo piccolo villaggio circondato dall’Impero Romano. Con il passare del tempo sono aumentati i dubbi anche dei Comuni vicini». E al battagliero sindaco di Cassinetta, ripreso di recente anche da Report, Rai Tre, per la sua opposizione solitaria al consumo di territorio, si sono aggiunti altri sindaci, di centro-sinistra come lui e di centro-destra. Sono state raccolte 14mila firme di cittadini contrari al progetto. «Con la Legge obiettivo – spiega il sindaco – una volta che parti con un’opera è come gettare una biglia in un tubo senza via di uscita. Non puoi sportarla neanche di 50 metri perché dovresti ripartire da zero. Hanno sbagliato all’inizio. L’hanno fatta, per così dire, “fuori dalla patta” e non hanno voluto ammettere l’errore. E continuano ad andar avanti con ostinazione. Ma il progetto fa acqua da tutte le parti».

L’attuale tracciato, come accennato, attraversa il Parco del Ticino, Riserva della biosfera tutelata dall’Unesco. Attraversa molti siti di interesse comunitario, le ville, i boschi i fontanili (luoghi che su richiesta del Governo italiano sono stati individuati di interesse comunitario).

Secondo Asterix-Finiguerra questo «progetto è fatto con i piedi. Gia nel primo incontro con la Regione ho evidenziato tutte queste criticità, ma nessuno mi ha ascoltato». Tutti i Comuni interessati hanno presentato varianti su varianti per mitigare l’impatto ambientale: tunnel, barriere isolanti, svincoli spostati più in là. Così la spesa è arrivata a 400 milioni di euro e passa. Prima di partire. Non poco. In tempo di crisi. Ora l’Anas, la Regione Lombardia e la società di progettazione sono in difficoltà perché i tanti sindaci che prima, con la promessa di aggiustamenti e mitigazioni, erano favorevoli, sono diventati contrari, anche perché non sono sicuri che in tempo di crisi e dopo l’emergenza del terremoto in Abruzzo ci siano davvero i soldi per fare tutte le modifiche e le mitigazioni approvate dalla Regione. Su 9 sindaci, come detto, 7 formalmente sono contrari, anche di centrodestra: Cusago, Cassinetta di Lugagnano, Robecco, Albairate, Cisliano, Ozzero, Boffalora sopra Ticino. D’accordo sono rimasti solo Abbiategrasso (favorita di fatto dalla nuova strada perché la vecchia passa più vicina al Comune) e Magenta. Ad Abbiategrasso e Magenta ci sono due giunte di Forza Italia.

L’ultimo atto di questa recita a soggetto, prima dell’atteso pronunciamento del Cipe, si è svolto a Roma, al ministero dell’Infrastrutture, lo scorso 26 maggio. Tutti i soggetti riuniti attorno al tavolo della Conferenza dei servizi. «Oggi – diceva il giorno prima l’assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo, che è stato più volte sollecitato attraverso il suo portavoce a intervenire su questa vicenda, ma che ha declinato l’invito – ci sono 280 milioni di euro già stanziati per risolvere i problemi viabilistici dell’ovest milanese che domani rischiano di non esserci più. Regione Lombardia in Conferenza dei servizi sosterrà convintamente l’opera con un giudizio positivo. Chi dice no a questa opera deve dire ai suoi cittadini che sta sottraendo loro queste risorse, condannando questo territorio a rimanere in questa situazione per gli anni a venire e negando a Malpensa di vedere crescere il proprio grado di accessibilità».

La tensione tra enti locali e Regione è aumentata perché all’ultima riunione preparatoria convocata dall’assessore Cattaneo al Pirellone, il 19 maggio, i sette sindaci si sono presentati con un documento scritto contrario. Il Parco Sud di Milano ha espresso parere contrario. La Provincia di Milano ha espresso parere contrario. E il Parco del Ticino non si è presentato. C’era invece il 26 maggio a Roma alla Conferenza dei servizi, al ministero, dove per voce di un Consigliere delegato del Parco, Fausto Sanson, ex sindaco di Castano Primo, del Partito democratico, ha espresso parere favorevole. Il Parco del Ticino, che in un primo tempo aveva dato un primo parere contrario con una delibera, non ha formalmente cambiato posizione. Ma a voce ha espresso parere favorevole. Ora la palla passa al Cipe. Con una battaglia che rischia di diventare interminabile in caso di assenso all’opera.

La posizione dei sindaci e dei cittadini non è di ostilità preconcetta all’opera, ma al tracciato che è stato scelto. «Sin dall’inizio – racconta Finiguerra – abbiamo avanzato una proposta alternativa che è quella, più economica e ragionevole, di potenziare e raddoppiare le strade attuali: la Milano-Baggio Abbiategrasso, cioè la Provinciale 114, e di sistemare in maniera importante il tratto di strada statale che da Abbiategrasso va fino a Magenta realizzando una circonvallazione esterna a Robecco sul Naviglio, che è il Comune più penalizzato dal traffico attuale. Invece hanno deciso e insistono per realizzare una strada completamente nuova. Aprendo al saccheggio del territorio perché dove sorge uno svincolo arriva subito un centro commerciale o un’area di servizio. Il conto sarebbe pesantissimo per il nostro territorio. Il paesaggio è l’unica nostra vera risorsa. Dovremmo preservarlo e non devastarlo. Gli interventi alternativi che noi proponiamo permetterebbero di risolvere il problema del traffico su Milano. E costerebbero certo meno dei 400 milioni di euro e passa del progetto della Regione. Con i soldi risparmiati l’assessore Cattaneo potrebbe comprare i nuovi treni della tratta Milano-Mortara che serve quest’area e che è stata raddoppiata per facilitare il trasporto su rotaia verso la città. Il buon senso direbbe di fermarsi, di riconsiderare l’opera, anche alla luce del declassamento dello scalo di Malpensa. Invece sembra di stare in un flipper».

Ringrazio Michele Buono, Milena Gabanelli e tutta la redazione di Report.

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Comune di Cassinetta di Lugagnano

NOTIZIE PER LA STAMPA

 

TANGENZIALE ANAS NEL PARCO DEL TICINO E NEL PARCO SUD: LA MAGGIORANZA DEI COMUNI DICE NO

 

Ieri pomeriggio presso il Pirellone, il sindaco del Comune di Cassinetta di Lugagnano, insieme ai colleghi di Albairate, Boffalora Sopra Ticino, Cisliano, Cusago, Ozzero e Robecco sul Naviglio, ha nuovamente espresso il proprio parere contrario al Progetto definitivo di collegamento tra la SS11 e la tangenziale Ovest, presentato il 19 marzo scorso da ANAS e Regione Lombardia. Un parere sottoscritto e messo a verbale in un documento congiunto ed inequivocabile (che si allega in copia), che preannuncia il parere contrario dei 7 comuni (su 9) anche in occasione della conferenze di servizi che si terrà a Roma il prossimo 26 maggio.

“La nostra posizione non è mai cambiata – afferma Domenico Finiguerra – ed è nota da tempo, fin dal novembre del 2002. Ma oggi, è la stragrande maggioranza dei comuni ad aver dichiarato e deliberato la propria opposizione al progetto scellerato dell’ANAS. Una contrarietà sancita all’unanimità anche dal Parco Agricolo Sud Milano.

La Regione Lombardia e l’Assessore Cattaneo prendano atto di un fatto politico. Il territorio dice no. Lo dicono i comuni interessati per oltre il 90% dal progetto dell’ANAS. Lo dicono le associazioni degli agricoltori. Lo dicono migliaia di cittadini che chiedono miglioramenti alla viabilità locale e non progetti faraonici, dannosi per l’ambiente e per il paesaggio.

Nell’incontro di ieri abbiamo tutti anche appreso, dalle vive parole dell’Assessore Cattaneo, che mancano ancora ben 140 milioni all’appello, e che il progetto, partito da quota 215, è lievitato fino a 420 milioni di euro. Cifre enormi, che se messe a disposizione del trasporto pubblico e del miglioramento della viabilità locale, razionalizzandola, mettendola in sicurezza e rendendola più fluida (eliminando ad esempio tutti i semafori) come richiediamo da almeno dieci anni, risolverebbero i problemi di mobilità. Problemi che qualcuno si illude di risolvere con opere sproporzionate, che in realtà servono solo ad aprire a nuove colate di cemento nell’ultimo polmone verde della Provincia di Milano.”

Il sindaco Finiguerra torna anche sulle dichiarazioni del collega Albetti, il quale vista la popolazione del Comune di Abbiategrasso si sente legittimato a decidere per tutti e sulla testa degli altri comuni. “La gravità di queste affermazioni e l’arroganza istituzionale dimostrata dal collega mi lasciano davvero basito. Siamo in presenza di una supponenza condita di prepotenza che ritengo inaccettabile. Il Sindaco Albetti si scusi, soprattutto con i cittadini di Cassinetta di Lugagnano. Che lo ricordo, hanno votato democraticamente il sottoscritto e la sua lista civica sulla base di un programma chiaro e netto. Non esistono comuni di seria A e comuni di serie B, e se qualcuno lo pensa, e soprattutto lo ricerca nella pratica politica quotidiana, sappia che è un atteggiamento che non può non avere gravi conseguenze sui rapporti istituzionali.”

All’incontro di ieri pomeriggio è risultato assente il Parco del Ticino. Una sedia vuota che non è passata inosservata. “Mi sembra davvero strano che la Presidente Bertani non abbia trovato un consigliere o un funzionario in grado di sostituirla. In proposito, faccio presente, al Parco del Ticino innanzitutto, che qualora la Regione e il CIPE decidessero di procedere approvando il progetto ANAS, presenteremo un nuovo esposto all’Unesco, affichè l’organismo dell’ONU possa preservare il Parco del Ticino stesso. Quest’ultimo, infatti, è una delle sei Riserve della Biosfera italiane, e come tale è sottoposta alla tutela e vigilanza dell’Unesco.

Ricordo che la Commissione Italiana UNESCO è già intervenuta nel 2003, proprio su segnalazione del Comune di Cassinetta di Lugagnano e di molte centinaia di cittadini, minacciando la revoca del riconoscimento appena ricevuto”.

Cassinetta di Lugagnano, 20 maggio 2006

ERAVAMO RIMASTI SOLI…

Maggio 4, 2009

 

Comune di Cassinetta di Lugagnano

NOTIZIE PER LA STAMPA

TANGENZIALE ANAS, UN PROGETTO SCELLERATO IL COMUNE DI CASSINETTA DI LUGAGNANO CONFERMA IL PROPRIO PARERE CONTRARIO 

IL SINDACO FINIGUERRA, FAREMO NUOVAMENTE RICORSO AL TAR E PRESENTEREMO UN SECONDO ESPOSTO ALL’UNESCO

La Giunta Comunale di Cassinetta di Lugagnano ha confermato il proprio parere contrario al Progetto definitivo della Superstrada di collegamento tra la SS11 e la tangenziale Ovest. L’amministrazione guidata dal sindaco Domenico Finiguerra che fin dal novembre del 2002, si è messa al fianco dei Comitati No Tangenziale, mantiene quindi inalterata la propria ferma opposizione alla scellerata infrastruttura. Un’opera considerata sproporzionata rispetto alle esigenze del territorio, voluta solo per aprire alla cementificazione nel Parco del Ticino e nel Parco Sud.

“Risolleveremo la questione a Bruxelles per la mancata effettuazione della Valutazione di Impatto Ambientale sui Siti di Imporanza Comunitaria, una grave carenza, sulla quale la commissione petizioni del parlamento europeo ha già chiesto di aprire una procedura di infrazione al governo italiano – afferma il primo cittadino -. Presto presenteremo un nuovo esposto all’Unesco, affichè l’organismo dell’ONU possa preservare il Parco del Ticino. Quest’ultimo, infatti, è una delle sei Riserve della Biosfera italiane, e come tale è sottoposta alla tutela e vigilanza dell’Unesco. Ricordo a tutti, Regione, Ministero ed Ente Parco, che la Commissione Italiana è già intervenuta nel 2003, proprio su segnalazione del Comune di Cassinetta di Lugagnano e di molte centinaia di cittadini, minacciando la revoca del riconoscimento appena ricevuto.”

Ma dopo le recenti prese di posizione di altri comuni, Domenico Finiguerra ci tiene anche a puntualizzare alcuni passaggi importanti, affinché siano ben chiare le responsabilità e le posizioni in campo.

“Come tutti sanno, il nostro atteggiamento non è mai cambiato e l’abbiamo ribadito in ogni incontro formale. E per questa nostra intransigenza abbiamo subito da più parti l’accusa di essere troppo radicali, degli estremisti. Di non voler scendere a compromessi.

Bene, oggi alla luce del progetto definitivo presentato da ANAS, tutti possono giudicare. L’unico compromesso possibile era in realtà quello di accettare l’ipotesi di una vera e propria autostrada. Le richieste del territorio sono state completamente disattese. Anche un bambino capirebbe che le cosiddette mitigazioni e le belle parole inventate per addolcire la pillola, le cosiddette “strade parco” erano e sono solo una presa in giro. Un insulto all’intelligenza. E sono davvero contento che alcuni sindaci che pensavano di sedersi al tavolo delle trattative, dopo aver ricevuto la cosiddetta “porta in faccia” abbiano fatto retromarcia e siano tornati su posizioni contrarie.

Cassinetta di Lugagnano era rimasta sola. L’ha riportato ampiamente la stampa locale; l’hanno chiaramente certificato i verbali degli incontri agli atti della Regione. Ricordo che all’incontro del 19 settembre 2008, quando l’Assessore Raffaele Cattaneo ha chiesto il parere di tutti i Comuni e dei Parchi, sono stato l’unico sindaco a manifestare in modo chiaro ed inequivocabile una netta contrarietà, senza possibilità alcuna di scendere a patti o compromessi. Tant’è che lo stesso Assessore Cattaneo concludeva compiaciuto l’incontro riportando a verbale: “A parte Cassinetta, gli altri Comuni sono tutti favorevoli”.

Oggi, però, pare che la nostra condizione di isolamento sia venuta meno. Mentre all’indomani del suddetto incontro, da molti considerato conclusivo, sembrava che Cassinetta fosse rimasta appunto isolata, oggi la nostra posizione è diventata ampiamente maggioritaria. Infatti, oltre ai comuni di Albairate e Cisliano, registro con piacere la contrarietà del Comune di Robecco S/N, del Comune di Ozzero, del Comune di Cusago, del Parco Agricolo Sud Milano

Così, ad esprimersi favorevolmente sono rimasti solo i comuni di Magenta e di Abbiategrasso, mentre non ha ancora deliberato il proprio parere il Parco del Ticino, che comunque in passato ha già espresso una valutazione negativa, fortemente critica e corredata da relazioni indipendenti condotte da professionisti autorevoli.

Alla luce di tutto ciò, se la Regione Lombardia e il CIPE dovessero andare avanti approvando il progetto, sarebbe un atto gravissimo, irrispettoso della volontà della maggioranza degli enti coinvolti e dal significato politico gravissimo. L’assessore Cattaneo, il Presidente Formigoni ed ANAS si fermino. Ritirino il progetto e riconvochino tutti i comuni per ridiscutere a partire dalle esigenze del territorio e del mondo agricolo, rispettando il titolo di Riserva della Biosfera del Parco del Ticino e la vocazione agricola dello stesso Parco Sud.”

Il Comune di Cassinetta di Lugagnano desidera infine ringraziare i Comitati No Tangenziale che in questi giorni stanno organizzando e coordinando l’invio delle osservazioni all’ANAS da parte degli espropriandi. Un lavoro mai cessato e che ha contribuito a mantenere alta l’attenzione, organizzando iniziative di informazione e mobilitazione contro questo progetto, che se realizzato sarà il primo passo verso il declino ambientale e del paesaggio dell’abbiatense e del magentino. Un colpo mortale all’agricoltura, alle numerose aziende agrituristiche e alle ipotesi di filiera corta e di economia locale e solidale che con fatica si stanno radicando nel territorio

Di Renata Lovati, Contadina

Mi permetto di inserirmi nel dibattito sul progetto A.N.A.S, collegamento veloce con Malpensa.
Ci tengo a precisare il luogo dove dovrebbe portare questa spropositata infrastruttura, perché così chiunque nel nostro territorio può riflettere sull’interesse e il beneficio che questa strada porterà.
Sono contenta naturalmente che se ne riparli e le persone vengano coinvolte anche dalle amministrazioni che si sono finalmente accorte che al tavolino della Regione non si riusciva a cambiare il volto di un’opera devastante, costosa ed inutile.
Del resto il nostro territorio è già mutato profondamente in questi ultimi anni, grazie agli insediamenti logistici, ai centri commerciali, alle villettopoli.
La sensibilità fortunatamente sta cambiando, nel giro di soli due o tre anni, parlare di consumo di suolo non è più un’eresia, pian piano i semi gettati da chi lanciò per primo un grido di allarme per la conservazione dei nostri paesaggi e delle bellezze del nostro Paese, stanno incominciando a dare i loro frutti.
Il primo probabilmente fu il prof. Asor Rosa che diede vita al coordinamento dei comitati toscani per la difesa del territorio.
Da allora in tanti hanno fatto la loro parte e io come coordinatrice degli agricoltori del progetto papaveri e fiordalisi ho lavorato, e in una fase iniziale, devo dire tanto, per cercare di diffondere quel messaggio che era partito da Bosco in Città nel 2006, seminando i primi campi di cereali con le fioriture scomparse proprio dentro alla città di Milano.
All’idea iniziale di riavvicinare i cittadini ai paesaggi agricoli e ridare valore alla biodiversità, ho aggiunto quella della sensibilizzazione al problema del consumo di suolo provocato nelle aree agricole dall’eccessiva urbanizzazione
Ma chi si voleva sensibilizzare?
Il Sindaco di Cisliano, che positivamente sta muovendosi per cercare di fermare il progetto, ha giustamente detto che l’amministrazione del Parco Sud poco ha fatto per tutelare il nostro territorio se non a parole o con campagne di immagine su papaveri e fiordalisi.
Ora io credo che con questa piccola iniziativa, che tuttavia si sta allargando e pian piano trova consensi anche al di fuori delle nostre zone, siamo riusciti a sensibilizzare non solo i cittadini, ma anche qualche amministratore e una piccola parte di agricoltori.
Se non fosse stato per questi ultimi che hanno dapprima strabuzzato gli occhi di fronte alla mia proposta, e poi hanno aderito con coraggio e con sensibilità diverse a questa iniziativa, l’assessora all’ambiente e all’agricoltura non avrebbe seminato neanche un’aiuola.
Il comitato tecnico agricolo del Parco, per quanto ne so, ha cercato più volte di mettere in evidenza le carenze di valutazione dell’impatto ambientale dell’opera, l’ultima pochi giorni dopo che ad Ottobre2008, in sede UE, era stata accolta la petizione presentata dai cittadini e da alcuni Comuni.
Le risposte della politica purtroppo prendono strade diverse dai nostri desideri, ma in questo caso io auspico che la ragionevolezza e il senso di appartenenza al nostro territorio ci unisca nel desiderio di preservare una delle poche zone agricole e accoglienti intorno alla grande città.
Un’altra mobilità è possibile con lo sforzo di ognuno di noi.
Cerchiamo di unire gli sforzi dei Comuni, dei cittadini, degli agricoltori, delle associazioni, dei comitati, dei Gas, che stanno promuovendo la creazione di un distretto equosolidale del Sud Milano, di tutti coloro che hanno capito quanto sia inutile e dannoso questo progetto autostradale.
Mi sento di chiedere che, con coraggio, le amministrazioni del Parco Sud e del Parco del Ticino, tutelino, non solo a parole, come in tanti pensano, l’agricoltura e la qualità di vita di questo territorio.
Se con un semplice ma profondo slogan per ottenere un cibo Buono, Pulito e Giusto l’associazione di Slow Food è riuscita con il suo progetto di Orti in condotta ad allestirne uno persino alla Casa Bianca, forse noi con un concetto simile per una mobilità Pubblica, Pulita e Giusta riusciremo a fermare il progetto ANAS.

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Sottoscrivo ogni parola dell’amica Renata

No Tangenziale

RISPUNTA L’AMMAZZAPARCHI

Gennaio 30, 2009

C’era da aspettarselo. L’avevano promesso. Ci riproveranno.

Formigoni, Boni & co.

Nel testo dela nuova proposta di legge di riordino dei parchi lombardi svetta  l’articolo 8,  il quale prevede che la giunta regionale nella fase istruttoria del coordinamento del parco o delle sue varianti garantirà il confronto tra l’ente gestore e il comune, in caso di conflitto tra un parco e un ente locale, l’ultima parola spetterà al Pirellone.

Praticamente, viene riproposto l’emendamento ammazzaparchi, il quale consentiva appunto ai comuni di bypassare il parere contrario dei parchi concordando la variante direttamente in Regione. 

Così,  se un comune ha un attacco improvviso di incontinenza edilizia (che l’ente parco, a causa di vincoli, lacci e laciuoli non può soddisfare), ci pensa mammina regione.

Ma comunque, la nuova legge di Formigoni è già più avanti. Perchè? Perchè garantirà l’eliminazione dello stesso dissenso. Come? Facile. Nominando i direttori dei Parchi.

Avete mai sentito un direttore dell’ASL mettere in discussione il modello sanitario lombardo?

 

R…ESISTEREMO

Dicembre 20, 2008

Prendo atto con grande preocuppazione dell’approvazione del progetto definitivo da parte di ANAS e, soprassedendo in attesa di chiarimenti su quanto affermato da Ciucci (ANAS) in ordine alla mancanza di circa 140 milioni per la realizazione dell’infrastruttura, confermo che l’opposizione del Comune di Cassinetta di Lugagnano non si fermerà davanti ad un atto del cda ANAS, ma proseguirà in tutte le sedi: legali, amministrative e politiche.

Il progetto approvato sarà un tassello del nuovo anello di tangenziali esterne milanesi e un asse di penetrazione. Un coltello come nel burro: nel parco agricolo Sud, proprio oggi sotto grave attacco e minaccia cementificatoria e che perderà gran parte della sua stessa vocazione agricola e nel Parco del Ticino.

Valuteremo assieme al nostro legale, avv. Felice Besostri, e a quello dei comitati No tangenziale, Avv. Veronica Dini, le prossime azioni legali da proporre.

 

 

 

Sicuramente risolleveremo la questione a Bruxelles per la mancata effettuazione della Valutazione di Impatto Ambientale sui Siti di Imporanza Comunitaria (grave carenza, sulla quale la commissione petizioni del parlamento europeo ha già chiesto di aprire una procedura di infrazione al governo italiano).
Presto presenteremo un nuovo esposto all’Unesco, affichè l’organismo dell’ONU possa preservare (visto che chi sarebbe preposto ha da tempo abdicato al proprio ruolo), il Parco del Ticino. Quest’ultimo, infatti, è riserva della biosfera sottoposta alla tutela e vigilanza dell’Unesco, che già nel 2003 è intervenuto, proprio su segnalazione mia e di molte centinaia di cittadini, minacciando la revoca del riconoscimento internazionale all’ente guidato dalla Presidente Bertani.
Sento parlare di grande soddisfazione in alcuni colleghi, come il sindaco di Abbiategrasso. Forse non si rendono conto della grave responsabilità che si stanno assumendo, ferendo in maniera gravissima e irrimediabile l’ultimo pezzo di territorio ancora di pregio che possiede la provincia di Milano. Oppure si rendono conto, ma preferiscono chiudere gli occhi e sognare il paradiso di expo 2015.  Una kermesse, quella voluta dal trio Moratti, Formigoni, Penati, che con ilpassare dei mesi mostra la sua vera natura: cemento, cemento, cemento. Altro che nutrire il pianeta.
Non si fa che progettare infrastrutture autostadali, insediamenti e lottizzazioni, parchi di divertiemento, hotel e capannoni. Da realizzare dove oggi ci sono campi agricoli. Quelli che dovrebbero nutrire il pianeta…
Proprio come questa Tangenziale che, se sarà realizzata, dovrà essere battezzata Autostrada dell’ExParco del Ticino e dell’ExParco Agricolo Sud Milano.

E’ davvero, infine, paradossale che l’unica città slow (Abbiategrasso) della zona si stia rendendo protagonista, non per la sua azione di tutela e salvaguardia del territorio e dell’agricoltura dell’Est Ticino, ma per la sua furia distruttiva. 

 

 

 

Mi domando se ad Abbiategrasso, città slow e del gusto, invece di autostrade, lottizzazioni e inceneritori non si dovrebebro pensare piste ciclabili, piani agricoli e formaggi.

Ma forse si è talmente in preda al delirio di onnipotenza dell’uomo sulla natura che si riesce ad immaginare solo un futuro fatto di svincoli e grandi opere, di ciminiere e di betoniere, mandando alle ortiche l’investimento che i nostri nonni hanno fatto negli anni 70 “costruendo”  il parco del ticino.

 

 

 

Sicuramente si è succubi delle decisioni dei vertici lombardi e milanesi da non sentire la grave responsabilità di compromettere senza via di ritorno il futuro del proprio territorio.
Una responsabilità enorme, della quale chiederanno conto le prossime generazioni. Una responsabilità che avrà nomi e cognomi e tra questi non ci sarà il mio, né quello degli altri membri della mia amministrazione, né quello dei cittadini che si batteranno con ogni mezzo lecito contro la rovina programmata del Parco Sud e del Parco del Ticino.

MAGENTA 18/12/2008 – La notizia che era nell’aria è arrivata. Il Consiglio di Amministrazione dell’Anas, presieduto da Pietro Ciucci, ha approvato il progetto definitivo per l’avvio delle procedure di Legge Obiettivo dei lavori di collegamento tra la strada statale 11 ”Padana Superiore”, a Magenta, e la Tangenziale ovest di Milano, che prevede la realizzazione della variante di Abbiategrasso e l’adeguamento in sede del tratto Abbiategrasso-Vigevano della strada statale 494 ”Vigevanese”, fino al ponte sul fiume Ticino.

Si tratta del prolungamento a sud della Boffalora-Malpensa (sul quale pende il ricorso al Tar del comune di cassinetta di Lugagnano e la procedura di infrazione della commissione petizioni al parlamento Europeo) che attraverserà la frazione robecchese di Castellazzo dè Barzi e passerà per Albairate. Quella che, in sostanza, va a rappresentare un anello della tangenziale esterna milanese e contro loa quale sono state raccolte oltre 13mila firme.

”Questo intervento – ha detto Ciucci – si inquadra nel complesso di opere di adeguamento e potenziamento della viabilità di connessione con l’aeroporto di Malpensa al fine di migliorare, in continuita’ con il collegamento viario Boffalora-Malpensa, l’accessibilita’ veloce all’aerostazione dal bacino territoriale sud-ovest milanese, con contestuali effetti di riequilibrio dei carichi di traffico e di decongestionamento della rete esistente”.

L’itinerario stradale attraversa nove Comuni edè stato suddiviso in tre tratte funzionali: la tratta A, compresa tra la strada statale 11, nel Comune di Magenta, e l’interconnessione verso Abbiategrasso, nel Comune di Albairate, per una lunghezza complessiva di 10 km; la tratta B, compresa tra l’interconnessione nel Comune di Albairate e la Tangenziale ovest di Milano, per una lunghezza complessiva di 12 km; e la tratta C, compresa tra l’interconnessione di Albairate ed il termine del tratto di adeguamento in sede nel Comune di Abbiategrasso, in corrispondenza dell’inizio dell’intervento relativo al nuovo Ponte sul Fiume Ticino escluso, per una lunghezza complessiva di oltre 10 km.

”Questa infrastruttura – ha concluso Ciucci – richiede un investimento di circa 420 milioni di euro, dei quali oltre 281 milioni sono giàfinanziati, mentre per la restante parte si rende necessario un nuovo finanziamento”. Il progetto definitivo per appalto integrato verrà ora inviato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il completamento delle procedure approvative e per i finanziamenti necessari. 

 Scritto da: GM – graziano.masperi@cronacaqui.it

IL VIDEO

 LE SLIDES DELL’INTERVENTO

 

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DALL’ASSEMBLEA

Dicembre 7, 2008

Da Cronaca Quì

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Continua la battaglia contro il prolungamento a sud della Boffalora-Malpensa

Contro la tangenziale si alza la voce: “Quella strada non la vogliamo!”

CASSINETTA DI LUGAGNANO 06/12/2008 – “Se dal punto di vista legale, con la legge obiettivo, le possibilità di realizzare la tangenziale ci sono è dal punto di vista politico che la questione è ancora aperta. Dobbiamo essere in grado di dare vita ad un movimento culturale di cittadini che prendano coscienza del problema e contrastino una strada inutile e dannosa”. Così si è espresso il sindaco di Cassinetta di Lugagnano l’altra sera in un’aula consiliare gremita di gente come non si era mai visto, perchè si parlava di un argomento che tocca tutto il sud ovest Milano. Quello del prolungamento a sud della Boffalora-Malpensa: “Non chiederemo lo spostamento della strada di qualche centinaio di metri – ha detto Finiguerra -, la nostra battaglia è per il bene di tutto il territorio non solo del nostro piccolo paese. E se la perderemo non sarà la nostra sconfitta, sarà la sconfitta di tutti”.
In mezzo al pubblico c’erano tanti agricoltori proprietari di cascine ed aziende che tra le campagne di Robecco sul Naviglio lavorano da anni in mezzo a fontanili e rogge. C’erano i comitati “No tangenziale” che hanno raccolto oltre 13mila firme. L’opera costerà 280milioni di euro, per una strada a doppia carreggiata con due corsie per senso di marcia, corsia di emergenza e spartitraffico che dalla rotonda che immette nella Boffalora-Malpensa a Magenta, arriverà a Robecco sul Naviglio, continuerà per la frazione di Castellazzo dè Barzi, lambierà Cassinetta di Lugagnano e continuerà fino alla tangenziale ovest. Una strada che, secondo le preoccupazioni di molti, metterà in ginocchio gli agricoltori (molti dei quali già contattati da importanti ditte di distribuzione carburanti) pronti a sottolineare come la tangenziale anche dotata di opere di mitigazione, sia essa interrata o in trincea, provocherà un impatto devastante. Pronti a dare battaglia i comitati “No tangenziale”. Secondo Massimo Marotta i danni, dal punto di vista viabilistico, saranno enormi: “Auto e mezzi pesanti che usciranno dalla Milano-Torino entreranno tutti nei nostri paesi”, ha detto.

E Igor Bonazzoli del comitato di Magenta ha ricordato un’iniziativa collaterale che stanno portando avanti. Quella sulla qualità dell’aria nel territorio, inevitabilmente danneggiata dal proliferare di strade. Ciò che accadrà è ancora tutto da vedere. A Robecco sul Naviglio l’ultimo consiglio comunale ha creato una spaccatura nella maggioranza in tema di tangenziale. E la stessa Cassinetta ha presentato ricorso al Tar: “Per diversi motivi – ha concluso Finiguerra – per cominciare la legge obiettivo scavalca l’autonomia dei comuni. Poi non è stata rispettata la VIA, la valutazione di impatto ambientale. Quella strada rappresenta semplicemente uno dei tasselli della tangenziale esterna milanese”.

Lo stato di avanzamento del progetto:
Secondo indiscrezioni il progetto definitivo del prolungamento a sud della Boffalora-Malpensa doveva essere pronto entro la fine di novembre. Così non è stato, anche se le voci dicono che non manca molto. Una volta che il documento otterrà il via libera dalle amministrazioni comunali passerà al Cipe che lo approverà in via definitiva. Quindi Anas avrà mandato di realizzare il progetto esecutivo e si partirà con la gara d’appalto. E’ dal 2002 che si parla della tangenziale. L’inizio lavori è preventivato per la fine del 2010, la fine tassativamente entro la fine del 2014. Alla vigilia di Expo 2015. Sulla strada pende ancora la petizione presentata al Parlamento di Bruxelles dai comitati “No tangenziale” che verrà ridiscussa non appena il progetto diventerà definitivo.

 

Scritto da: GM – graziano.masperi@cronacaqui.it