Di Riccardo Baarlam, IL SOLE 24 ORE

«Questa strada non è del Pdl, della Lega o del Pd. È una strada di tutti». Il 30 marzo 2008 i titoli di coda dei telegiornali nazionali mandano le immagini dell’inaugurazione della superstrada Malpensa-Boffalora, a Ovest di Milano. Una strada lunga 18,6 km, costata 260 milioni di euro. Infastidito dalle bandiere verdi della Lega, al momento fatidico del taglio del nastro l’allora ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, si fa portare un tricolore da sventolare e taglia corto: «Questa è una strada di tutti». Applausi. Vicino a lui batte le mani il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Centro-destra. Il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati. Centro-sinistra. E un entusiasta presidente dell’Anas, Pietro Ciucci.

La strada, voluta dalla Regione Lombardia, convoglierà il traffico che arriva dal Piemonte direttamente verso lo scalo aeroportuale lombardo. E poi, in un secondo momento, continuerà fino a Milano, collegando la tangenziale Ovest a Malpensa.

Giugno 2009. Tra pochi giorni il Cipe potrebbe dare il via libera al secondo tratto della superstrada Boffalora-Magenta-Milano. L’opera è fortemente osteggiata dai Comuni del territorio: 7 su 9 sono contrari all’attuale tracciato. Tra questi sette ci sono sindaci di centro sinistra, ma anche sindaci di centro destra. Il motivo dell’ostilità è semplice. La superstrada, secondo il progetto depositato dalla società Errevia, per conto della Sea e dell’Anas, passerà a poche decine di metri dai Navigli. A poche decine di metri dai palazzi secenteschi e dalle dimore storiche distesi lungo le sponde del canale progettato da Leonardo da Vinci. A poche decine di metri dalla lunga pista ciclabile che da Milano arriva fino al Lago Maggiore, paradiso dei milanesi per le gite fuori porta. Non è tutto. La strada attraverserà il Parco del Ticino e numerosi siti di interesse comunitario. Taglierà in due una delle poche zone agricole rimaste intatte alle porte di Milano: il Parco del Ticino è un enorme polmone verde di 91mila ettari che circonda a Ovest, da Sud a Nord, Milano, e tocca Piemonte e Lombardia. Il Parco è stato dichiarato Riserva della biosfera dall’Unesco (sono solo 6 in Italia).

La cosa singolare di questa vicenda è che il Parco del Ticino, l’ente che dovrebbe tutelare territorio e paesaggio, non osteggia come si potrebbe pensare l’opera voluta dalla Regione, ma anzi la favorisce. Presidente del Parco è Milena Bertani. Bertani, diploma da geometra, Dc prima e poi Ccd, già segretaria di Ombretta Fumagalli Carulli e poi fedelissima di Formigoni, è stata assessore regionale ai Lavori pubblici dal 1998 al 2000, e poi assessore al Bilancio e alle risorse finanziarie della Regione Lombardia dal giugno a dicembre 2000, prima di finire agli arresti domiciliari per una storia di appalti che coinvolgeva l’ex coordinatore provinciale di Forza Italia e consigliere regionale, il costruttore lodigiano Massimo Gianluca Guarischi. Si dimise dopo l’arresto (è stata poi assolta con formula piena). Ma è stata nominata in seguito presidente del Parco del Ticino.

La storia di questa strada, e della sua lunga scia di polemiche, parte da lontano. Il progetto viene depositato in Regione Lombardia nel 2001 dalla società Errevia e dalla Sea, per conto dell’Anas. Seguendo l’Accordo di programma quadro approvato dal Governo D’Alema nel 1999 che prevedeva stanziamenti per le infrastrutture annesse alla Grande Malpensa. Grande Malpensa che nel frattempo Grande non è più, penalizzata dalla vicenda Alitalia e dalla crisi internazionale che ha ridotto drasticamente il traffico aereo (-19,8% negli ultimi dodici mesi: dati Enac).

La spesa prevista era di 215 milioni di euro nel 2001. Nel frattempo, nel 2009, otto anni dopo, prima ancora di partire, tale valore è lievitato a 419 milioni di euro, più Iva. Lo ha comunicato di recente, in una riunione ufficiale con gli enti locali interessati, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo. Quasi il doppio.

Il progetto iniziale resta in un cassetto per circa un anno. La legislazione allora prevedeva per l’autorizzazione delle nuove infrastrutture una procedura complicata: una testa un voto in Conferenza dei servizi con tutti gli enti coinvolti sul territorio. Nel 2002 il primo Governo Berlusconi approva la Legge obiettivo: per le nuove infrastrutture individuate dal Governo, sentite le Regioni, non c’è più il parere vincolante dei Comuni. Una volta che il progetto viene approvato dal Cipe, a Roma, si procede. C’è solo un obbligo consultivo, non vincolante, che prevede che venga sentito il parere dei Comuni. Uno degli aspetti della Legge obiettivo che è stato messo più volte sotto l’attenzione dell’Unione europea per la sua poca democraticità. Non solo. Con la Legge obiettivo salta l’obbligo per le nuove infrastrutture di effettuare una Valutazione di impatto ambientale (Via): la Valutazione vincolante diventa uno Studio di impatto ambientale fatto non più da un ente terzo indipendente, ma dallo stesso progettista.

La Legge obiettivo ha deregolamentato la procedura per le nuove infrastrutture, ma in realtà, in questo caso, non è servita a velocizzare l’iter burocratico. Dal basso, sul territorio, sono nati comitati di cittadini, un po’ come è stato per i No Tav (con i quali il Comitato No tangenziale si è gemellato), che contestavano il progetto, per come è stato concepito: «Hanno tirato una linea sulla carta senza rendersi conto di dove passava questa strada, senza pensare alle alternative che pure ci sono, a partire da quella di allargare e ammodernare le strade già esistenti», spiega Domenico Fininguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano, il primo Comune a opporsi a quest’opera «inutile e inopportuna»…

«All’inizio la nostra opposizione era come quella di Asterix e del suo piccolo villaggio circondato dall’Impero Romano. Con il passare del tempo sono aumentati i dubbi anche dei Comuni vicini». E al battagliero sindaco di Cassinetta, ripreso di recente anche da Report, Rai Tre, per la sua opposizione solitaria al consumo di territorio, si sono aggiunti altri sindaci, di centro-sinistra come lui e di centro-destra. Sono state raccolte 14mila firme di cittadini contrari al progetto. «Con la Legge obiettivo – spiega il sindaco – una volta che parti con un’opera è come gettare una biglia in un tubo senza via di uscita. Non puoi sportarla neanche di 50 metri perché dovresti ripartire da zero. Hanno sbagliato all’inizio. L’hanno fatta, per così dire, “fuori dalla patta” e non hanno voluto ammettere l’errore. E continuano ad andar avanti con ostinazione. Ma il progetto fa acqua da tutte le parti».

L’attuale tracciato, come accennato, attraversa il Parco del Ticino, Riserva della biosfera tutelata dall’Unesco. Attraversa molti siti di interesse comunitario, le ville, i boschi i fontanili (luoghi che su richiesta del Governo italiano sono stati individuati di interesse comunitario).

Secondo Asterix-Finiguerra questo «progetto è fatto con i piedi. Gia nel primo incontro con la Regione ho evidenziato tutte queste criticità, ma nessuno mi ha ascoltato». Tutti i Comuni interessati hanno presentato varianti su varianti per mitigare l’impatto ambientale: tunnel, barriere isolanti, svincoli spostati più in là. Così la spesa è arrivata a 400 milioni di euro e passa. Prima di partire. Non poco. In tempo di crisi. Ora l’Anas, la Regione Lombardia e la società di progettazione sono in difficoltà perché i tanti sindaci che prima, con la promessa di aggiustamenti e mitigazioni, erano favorevoli, sono diventati contrari, anche perché non sono sicuri che in tempo di crisi e dopo l’emergenza del terremoto in Abruzzo ci siano davvero i soldi per fare tutte le modifiche e le mitigazioni approvate dalla Regione. Su 9 sindaci, come detto, 7 formalmente sono contrari, anche di centrodestra: Cusago, Cassinetta di Lugagnano, Robecco, Albairate, Cisliano, Ozzero, Boffalora sopra Ticino. D’accordo sono rimasti solo Abbiategrasso (favorita di fatto dalla nuova strada perché la vecchia passa più vicina al Comune) e Magenta. Ad Abbiategrasso e Magenta ci sono due giunte di Forza Italia.

L’ultimo atto di questa recita a soggetto, prima dell’atteso pronunciamento del Cipe, si è svolto a Roma, al ministero dell’Infrastrutture, lo scorso 26 maggio. Tutti i soggetti riuniti attorno al tavolo della Conferenza dei servizi. «Oggi – diceva il giorno prima l’assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo, che è stato più volte sollecitato attraverso il suo portavoce a intervenire su questa vicenda, ma che ha declinato l’invito – ci sono 280 milioni di euro già stanziati per risolvere i problemi viabilistici dell’ovest milanese che domani rischiano di non esserci più. Regione Lombardia in Conferenza dei servizi sosterrà convintamente l’opera con un giudizio positivo. Chi dice no a questa opera deve dire ai suoi cittadini che sta sottraendo loro queste risorse, condannando questo territorio a rimanere in questa situazione per gli anni a venire e negando a Malpensa di vedere crescere il proprio grado di accessibilità».

La tensione tra enti locali e Regione è aumentata perché all’ultima riunione preparatoria convocata dall’assessore Cattaneo al Pirellone, il 19 maggio, i sette sindaci si sono presentati con un documento scritto contrario. Il Parco Sud di Milano ha espresso parere contrario. La Provincia di Milano ha espresso parere contrario. E il Parco del Ticino non si è presentato. C’era invece il 26 maggio a Roma alla Conferenza dei servizi, al ministero, dove per voce di un Consigliere delegato del Parco, Fausto Sanson, ex sindaco di Castano Primo, del Partito democratico, ha espresso parere favorevole. Il Parco del Ticino, che in un primo tempo aveva dato un primo parere contrario con una delibera, non ha formalmente cambiato posizione. Ma a voce ha espresso parere favorevole. Ora la palla passa al Cipe. Con una battaglia che rischia di diventare interminabile in caso di assenso all’opera.

La posizione dei sindaci e dei cittadini non è di ostilità preconcetta all’opera, ma al tracciato che è stato scelto. «Sin dall’inizio – racconta Finiguerra – abbiamo avanzato una proposta alternativa che è quella, più economica e ragionevole, di potenziare e raddoppiare le strade attuali: la Milano-Baggio Abbiategrasso, cioè la Provinciale 114, e di sistemare in maniera importante il tratto di strada statale che da Abbiategrasso va fino a Magenta realizzando una circonvallazione esterna a Robecco sul Naviglio, che è il Comune più penalizzato dal traffico attuale. Invece hanno deciso e insistono per realizzare una strada completamente nuova. Aprendo al saccheggio del territorio perché dove sorge uno svincolo arriva subito un centro commerciale o un’area di servizio. Il conto sarebbe pesantissimo per il nostro territorio. Il paesaggio è l’unica nostra vera risorsa. Dovremmo preservarlo e non devastarlo. Gli interventi alternativi che noi proponiamo permetterebbero di risolvere il problema del traffico su Milano. E costerebbero certo meno dei 400 milioni di euro e passa del progetto della Regione. Con i soldi risparmiati l’assessore Cattaneo potrebbe comprare i nuovi treni della tratta Milano-Mortara che serve quest’area e che è stata raddoppiata per facilitare il trasporto su rotaia verso la città. Il buon senso direbbe di fermarsi, di riconsiderare l’opera, anche alla luce del declassamento dello scalo di Malpensa. Invece sembra di stare in un flipper».

Ringrazio Michele Buono, Milena Gabanelli e tutta la redazione di Report.

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R…ESISTEREMO

Dicembre 20, 2008

Prendo atto con grande preocuppazione dell’approvazione del progetto definitivo da parte di ANAS e, soprassedendo in attesa di chiarimenti su quanto affermato da Ciucci (ANAS) in ordine alla mancanza di circa 140 milioni per la realizazione dell’infrastruttura, confermo che l’opposizione del Comune di Cassinetta di Lugagnano non si fermerà davanti ad un atto del cda ANAS, ma proseguirà in tutte le sedi: legali, amministrative e politiche.

Il progetto approvato sarà un tassello del nuovo anello di tangenziali esterne milanesi e un asse di penetrazione. Un coltello come nel burro: nel parco agricolo Sud, proprio oggi sotto grave attacco e minaccia cementificatoria e che perderà gran parte della sua stessa vocazione agricola e nel Parco del Ticino.

Valuteremo assieme al nostro legale, avv. Felice Besostri, e a quello dei comitati No tangenziale, Avv. Veronica Dini, le prossime azioni legali da proporre.

 

 

 

Sicuramente risolleveremo la questione a Bruxelles per la mancata effettuazione della Valutazione di Impatto Ambientale sui Siti di Imporanza Comunitaria (grave carenza, sulla quale la commissione petizioni del parlamento europeo ha già chiesto di aprire una procedura di infrazione al governo italiano).
Presto presenteremo un nuovo esposto all’Unesco, affichè l’organismo dell’ONU possa preservare (visto che chi sarebbe preposto ha da tempo abdicato al proprio ruolo), il Parco del Ticino. Quest’ultimo, infatti, è riserva della biosfera sottoposta alla tutela e vigilanza dell’Unesco, che già nel 2003 è intervenuto, proprio su segnalazione mia e di molte centinaia di cittadini, minacciando la revoca del riconoscimento internazionale all’ente guidato dalla Presidente Bertani.
Sento parlare di grande soddisfazione in alcuni colleghi, come il sindaco di Abbiategrasso. Forse non si rendono conto della grave responsabilità che si stanno assumendo, ferendo in maniera gravissima e irrimediabile l’ultimo pezzo di territorio ancora di pregio che possiede la provincia di Milano. Oppure si rendono conto, ma preferiscono chiudere gli occhi e sognare il paradiso di expo 2015.  Una kermesse, quella voluta dal trio Moratti, Formigoni, Penati, che con ilpassare dei mesi mostra la sua vera natura: cemento, cemento, cemento. Altro che nutrire il pianeta.
Non si fa che progettare infrastrutture autostadali, insediamenti e lottizzazioni, parchi di divertiemento, hotel e capannoni. Da realizzare dove oggi ci sono campi agricoli. Quelli che dovrebbero nutrire il pianeta…
Proprio come questa Tangenziale che, se sarà realizzata, dovrà essere battezzata Autostrada dell’ExParco del Ticino e dell’ExParco Agricolo Sud Milano.

E’ davvero, infine, paradossale che l’unica città slow (Abbiategrasso) della zona si stia rendendo protagonista, non per la sua azione di tutela e salvaguardia del territorio e dell’agricoltura dell’Est Ticino, ma per la sua furia distruttiva. 

 

 

 

Mi domando se ad Abbiategrasso, città slow e del gusto, invece di autostrade, lottizzazioni e inceneritori non si dovrebebro pensare piste ciclabili, piani agricoli e formaggi.

Ma forse si è talmente in preda al delirio di onnipotenza dell’uomo sulla natura che si riesce ad immaginare solo un futuro fatto di svincoli e grandi opere, di ciminiere e di betoniere, mandando alle ortiche l’investimento che i nostri nonni hanno fatto negli anni 70 “costruendo”  il parco del ticino.

 

 

 

Sicuramente si è succubi delle decisioni dei vertici lombardi e milanesi da non sentire la grave responsabilità di compromettere senza via di ritorno il futuro del proprio territorio.
Una responsabilità enorme, della quale chiederanno conto le prossime generazioni. Una responsabilità che avrà nomi e cognomi e tra questi non ci sarà il mio, né quello degli altri membri della mia amministrazione, né quello dei cittadini che si batteranno con ogni mezzo lecito contro la rovina programmata del Parco Sud e del Parco del Ticino.

AVANZA IL CEMENTO

Dicembre 13, 2008

Modifica dei confini del Parco Sud, è polemica: “Avanza il cemento”

Di Davide Bortone

ZELO SURRIGONE – Qualcuno la giudica come una sorta di “Ammazzaparchi bis”. Altri plaudono, indicandola come uno strumento utile per razionalizzare le esigenze del territorio. Di certo, la variante dei confini del Parco Agricolo Sud Milano sta facendo discutere. A destra. E pure a sinistra del presidente dell’ente, nonchè assessora provinciale all’Ambiente, Bruna Brembilla.

“Siamo in presenza di un vero e proprio delirio di onnipotenza del cemento rispetto alla terra – attacca Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano – non si perde occasione per edificare. La posizione assunta da Bruna Brembilla non mi sorprende solo perché considero centrosinistra e centrodestra uguali sotto il profilo della gestione del territorio: siamo di fronte alla riproposizione, in chiave Pd, della cosiddetta ‘Legge Ammazzaparchi’ del Pirellone”.

Non la pensa così Paola Belcuore, sindaco di centrodestra di Zelo Surrigone. “Nessuno di noi si sogna di cementificare il Parco – commenta – anzi, noi sindaci del sud ovest milanese ci teniamo moltissimo a salvaguardarlo. Se l’ente Parco ha concesso l’opportunità a qualche Comune di modificare i confini è solo per andare incontro a esigenze di razionalizzazione del territorio, che possono anche migliorare la qualità della vita degli abitanti: per esempio noi, in passato, abbiamo richiesto al Parco di poter ampliare la zona industriale esistente, per insediare lì nuove attività produttive ed evitare che queste fossero altrimenti inserite in contesti residenziali, dove potevano creare ovvi disagi”. Di certo c’è che la modifica dei confini non vuol dire per forza cementificazione.

Un esempio? Trezzano creerà un superparco attrezzato, in cambio di territori prima vincolati dal Parco dove sarà realizzata una nuova strada. “La delibera votata ieri a maggioranza – evidenzia il presidente di Legambiente Lombardia, Damiano Di Simine – parla di ‘aree di ricomposizione e riassetto dei margini urbani’ ai fini della riqualificazione paesaggistica e ambientale. Secondo noi la soluzione proposta è sbagliata, in quanto pretende di risolvere un problema serio per la vivibilità dei nostri centri urbani con una terapia, quella del cemento, che produce un ulteriore danno al parco, cancellando suoli e superfici agricole.

“L’obiettivo di queste proposte – spiega Massimo D’Avolio, presidente Pd dell’Assemblea dei sindaci del Parco Sud – è di favorire un’equilibrata organizzazione dei territori comunali del Parco così da garantire il soddisfacimento dei bisogni essenziali delle collettività locali riqualificando le zone degradate e assicurando la qualità ambientale dell’area protetta. Si tratta di un’esigenza molto sentita e richiesta dai sindaci dei Comuni del Parco perché il territorio è cambiato così come sono cambiate le esigenze”.

“Questa scelta - dichiara Bruna Brembilla, presidente del Parco Sud - integra il lavoro degli ultimi quattro anni in cui la Provincia e il Parco sud hanno lavorato per realizzare i Piani di cintura, cinque grandi parchi metropolitani attraverso il principio della compensazione che porterebbe ad edificare poche aree marginali e degradate nel parco per qualche migliaio di abitanti, in cambio di 20 milioni di mq di aree verdi”.

IL VIDEO

 LE SLIDES DELL’INTERVENTO

 

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Mi risponde Carlo Petrini

Dicembre 11, 2008

 

Qualche settimana fa, ho scritto una lettera aperta a Carlo Petrini, con la quale manifestavo le mie perplessità rispetto alla presenza della Lumachina di Slowfood sotto i piedi dell’Uomo Vitruviano di Expo2015.

Ecco la risposta del presidente di Slowfood

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Caro Domenico Finiguerra,

Ho letto con molta attenzione la Sua lettera del 23 ottobre e sono a dirle non solo che la condivido, ma che non ho alcuna intenzione di fare la foglia di fico rispetto a una speculazione edilizia attorno all’Expo 2015, a dispetto del tema di questa manifestazione, che ho condiviso e sostenuto.
Stia certo che non assisterò passivamente o, peggio ancora “complice” di un’ulteriore colata di cemento, per il rispetto del movimento che rappresento e per quella poca credibilità che mi è ancora riconosciuta.
Non stia a disagio, ogni cosa a suo tempo. E complimenti per il Suo lavoro.
Sinceri auguri,
Carlo Petrini

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DALL’ASSEMBLEA

Dicembre 7, 2008

Da Cronaca Quì

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Continua la battaglia contro il prolungamento a sud della Boffalora-Malpensa

Contro la tangenziale si alza la voce: “Quella strada non la vogliamo!”

CASSINETTA DI LUGAGNANO 06/12/2008 – “Se dal punto di vista legale, con la legge obiettivo, le possibilità di realizzare la tangenziale ci sono è dal punto di vista politico che la questione è ancora aperta. Dobbiamo essere in grado di dare vita ad un movimento culturale di cittadini che prendano coscienza del problema e contrastino una strada inutile e dannosa”. Così si è espresso il sindaco di Cassinetta di Lugagnano l’altra sera in un’aula consiliare gremita di gente come non si era mai visto, perchè si parlava di un argomento che tocca tutto il sud ovest Milano. Quello del prolungamento a sud della Boffalora-Malpensa: “Non chiederemo lo spostamento della strada di qualche centinaio di metri – ha detto Finiguerra -, la nostra battaglia è per il bene di tutto il territorio non solo del nostro piccolo paese. E se la perderemo non sarà la nostra sconfitta, sarà la sconfitta di tutti”.
In mezzo al pubblico c’erano tanti agricoltori proprietari di cascine ed aziende che tra le campagne di Robecco sul Naviglio lavorano da anni in mezzo a fontanili e rogge. C’erano i comitati “No tangenziale” che hanno raccolto oltre 13mila firme. L’opera costerà 280milioni di euro, per una strada a doppia carreggiata con due corsie per senso di marcia, corsia di emergenza e spartitraffico che dalla rotonda che immette nella Boffalora-Malpensa a Magenta, arriverà a Robecco sul Naviglio, continuerà per la frazione di Castellazzo dè Barzi, lambierà Cassinetta di Lugagnano e continuerà fino alla tangenziale ovest. Una strada che, secondo le preoccupazioni di molti, metterà in ginocchio gli agricoltori (molti dei quali già contattati da importanti ditte di distribuzione carburanti) pronti a sottolineare come la tangenziale anche dotata di opere di mitigazione, sia essa interrata o in trincea, provocherà un impatto devastante. Pronti a dare battaglia i comitati “No tangenziale”. Secondo Massimo Marotta i danni, dal punto di vista viabilistico, saranno enormi: “Auto e mezzi pesanti che usciranno dalla Milano-Torino entreranno tutti nei nostri paesi”, ha detto.

E Igor Bonazzoli del comitato di Magenta ha ricordato un’iniziativa collaterale che stanno portando avanti. Quella sulla qualità dell’aria nel territorio, inevitabilmente danneggiata dal proliferare di strade. Ciò che accadrà è ancora tutto da vedere. A Robecco sul Naviglio l’ultimo consiglio comunale ha creato una spaccatura nella maggioranza in tema di tangenziale. E la stessa Cassinetta ha presentato ricorso al Tar: “Per diversi motivi – ha concluso Finiguerra – per cominciare la legge obiettivo scavalca l’autonomia dei comuni. Poi non è stata rispettata la VIA, la valutazione di impatto ambientale. Quella strada rappresenta semplicemente uno dei tasselli della tangenziale esterna milanese”.

Lo stato di avanzamento del progetto:
Secondo indiscrezioni il progetto definitivo del prolungamento a sud della Boffalora-Malpensa doveva essere pronto entro la fine di novembre. Così non è stato, anche se le voci dicono che non manca molto. Una volta che il documento otterrà il via libera dalle amministrazioni comunali passerà al Cipe che lo approverà in via definitiva. Quindi Anas avrà mandato di realizzare il progetto esecutivo e si partirà con la gara d’appalto. E’ dal 2002 che si parla della tangenziale. L’inizio lavori è preventivato per la fine del 2010, la fine tassativamente entro la fine del 2014. Alla vigilia di Expo 2015. Sulla strada pende ancora la petizione presentata al Parlamento di Bruxelles dai comitati “No tangenziale” che verrà ridiscussa non appena il progetto diventerà definitivo.

 

Scritto da: GM – graziano.masperi@cronacaqui.it
 

 

COMUNE DI CASSINETTA DI LUGAGNANO

TANGENZIALE ANAS – MALPENSA EXPO 2015
QUALE FUTURO PER IL NOSTRO TERRITORIO?

GIOVEDÌ 4 DICEMBRE 2008 ORE 21

SALA CONSILIARE – PIAZZA NEGRI 3

ASSEMBLEA PUBBLICA

SCARICA IL VOLANTINO

 

Venerdì 14 novembre, il comune di Cassinetta di Lugagnano ha presentato ricorso al Tar per richiedere l’annullamento del progetto preliminare di collegamento tra Magenta e la Tangenziale Ovest di Milano.

“Si tratta di una decisione obbligata, afferma il sindaco Domenico Finiguerra, dettata da quanto deliberato dal consiglio comunale, che ha impegnato sindaco e giunta ad opporsi con ogni mezzo politico, legale e amministrativo a qualsiasi ipotesi di progetto che possa preludere alla realizzazione di un collegamento di tipo autostradale.

E siccome il proseguimento della Malpensa-Boffalora fino ad Abbiategrasso, per come è stato progettato, andrà a formare uno dei tasselli del sistema di tangenziali esterne milanesi, confermiamo la nostra opposizione intransigente. Senza tentennamenti e senza scendere a compromessi.

Restiamo al fianco dei Comitati No-Tangenziale e dei 14 mila cittadini dell’abbiatense e del magentino che hanno firmato contro la realizzazione dell’autostrada nel Parco del Ticino e in coerenza con il parere contrario espresso dal Parco del Ticino e dall’Unesco”.

Per informare la cittadinanza, l’Amministrazione comunale ha convocato un’assemblea pubblica per il 4 dicembre 2008 ore 21:00 L’adunanza si terrà presso la sala consiliare di Piazza Negri.

“Stiamo anche valutando l’opportunità di ripresentare il caso all’Unesco, che nell’aprile 2003 aveva già minacciato la revoca del riconoscimento di Riserva della Biosfera qualora il progetto non fosse stato rispettoso dei vincoli paesaggistici ed urbanistici tesi al mantenimento e alla salvaguardia dell’ecosistema, il cui valore è riconosciuto dal consesso internazionale.

I consiglieri regionali della nostra zona puntano su Expo 2015, un evento che ritengo completamente privo di senso nell’era di internet, per accelerare la realizzazione di questa infrastruttura.

Però, leggendo il titolo di questa kermesse, ovvero “Nutrire il Pianeta”, mi sembra davvero contraddittorio calare sull’unica realtà agricola forte della Provincia di Milano progetti a base di cemento che ne andranno a compromettere irrimediabilmente la sua stessa vocazione agricola.

Mi sarebbe piaciuto vedere lo stesso impegno profuso per le autostrade a favore dei pendolari e del trasporto pubblico, invece devo prendere atto che l’unica iniziativa a loro favore è l’opposizione alla riduzione di corse da parte di Trenitalia.

Davvero pochino per chi, dal Pirellone, si propone di migliorare la qualità della vita dei cittadini”.

 

 

 

 

 

LA TERRA TREMA

AL LEONCAVALLO

 La roncola dalla parte del manico

Sabato 29 Novembre 2008 h 18

 Discussione pubblica su

Territorio, Agricolture e Cemento nell’anno dell’elezione di Milano EXPO 2015

Partecipano:

C. Bianchetti (Politecnico To),

R. Brambilla (Rete Lilliput),

V. Cancelli (Comitati NoTav),

C. Casti (Governatore di Slow Food Italia),

D. Finiguerra (Sindaco di Cassinetta di Lugagnano),

Leoncavallo (Spazio Pubblico Autogestito),

S. Passerini (Agricoltore),

P. Santeramo (Presidente CIA Lombardia Milano Lodi),

A. Savi (s.o.s Fornace).

Coordina: Paul B (La Terra Trema)

 

 

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