NUCLEARE. A FIN DI KIOTO!!!
Novembre 12, 2008
“Energia nucleare come via per il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto.”
Lo ha affermato il Ministro dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare Stefania Prestigiacomo durante l’ultima audizione alla Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati.
Eh certo. Ma come hanno fatto a non pensarci prima…
Intanto, visto che il paese è distratto e comincia a far freddo e quindi a breve ci sarà gioco facile con la crisi energetica, il gas russo, ecc. ecc. bla bla bla,
è già operante il Dipartimento nucleare per il rischio tecnologico, attivo presso l’Ispra, Istituto superiore di protezione e ricerca ambientale di recente creazione.
Incredibile. No! Vero.
Viva l’Italia
VIENNESI, VERONESI E PICCOLI FANS
Ottobre 28, 2008
Recentemente mi capita spesso di discutere di immondizia. E nell’ultimissimo periodo, in concomitananza con le sceneggiate che si stanno tenedo in Provincia di Milano attorno al Piano Rifiuti, mi sono imbattuto in animatissime discussioni con altri sindaci o assessori.
Ora, io posso comprendere che l’onda che tira, e che pare premiare, sia quella del decisionismo (anche quando non produce alcun effetto benefico sulle situazioni che si dichiara di voler risolvere). Dell’uomo forte in grado di affrontare con risolutezza i problemi della cosiddetta “gente”.
Posso transigere e limitarmi al sorriso quando si tratta di floKlore del tipo Vietato Mangiare sui Gradini della Chiesa.
Però, che decisioni di importanza enorme, come quelle riguardanti i rifiuti, che possono avere gravi ricadute sulla salute dei cittadini, vengano assunte alla leggera, sulla base di un’ignoranza di fondo, lo reputo davvero mortificante e squalificante.
In queste discussioni capita che le argomentazioni dei FANS degli inceneritori (dove FANS, non sta per Farmaci Antifiammatori Non Steroidei, ma per l’esatto contrario, e cioè per “Formidabili Agenti Neo Infiammanti”) siano le seguenti:
“Eh, si. Sei bravo! Tu e le tue barricate contro i termovalorizzatori. Ma dicci un po’: dove li mettiamo i rifiuti. In discarica? Con il “pergolato” che si infila nella falda (si proprio così, il pergolato)? Ma piantala con ste menate ambientaliste. La gente vuole che si elimini l’immondizia. A Vienna il termovalorizzatore l’hanno in centro! E quelli sono tedeschi eh! E poi, non hai sentito il Veronesi dal Fazio: ha detto che dagli inceneritori non esce nulla. Zero!”
Partiamo da Vienna. L’inceneritore Spittelau di Vienna è perfettamente a norma di legge. Certo. Peccato però che emetta quotidianamente 8 chili di polveri e 12 milioni di picogrammi di diossine, ossia la massima dose tollerabile per 90.000 viennesi.
Si magnificano le doti dei filtri di questo impianto. Bene. Bisogna però dirla tutta e aggiungere che le ceneri trattenute finiscono comunque nella discarica di Rautenweg, classificata da Greepeace tra i siti più inquinati dalle diossine.
Venendo alle rassicurazioni di Veronesi (che non mi risulta annoveri tra le proprie ricerche scientifiche nessuno studio sulle emissioni dei forni inceneritori, ma attendo smentita), le nanoparticelle sono talmente piccole che, oltre a non poter essere misurate, non sono trattenute dai filtri di nuovissima generazione. Quindi è falso, o almeno non può essere provato, affermare che non vi siano ricadute sulla salute umana, animale e vegetale. O come dice Veronesi che dai nuovi forni esca Zero.
Ed è insultante per l’intelligenza dei cittadini, pensare che se ne stiano tutti sotto la cattedra a prendere come oro colato quello che dice il Presidente dello IEO.
I cittadini, pensano che i politici siano dotati di buon senso. E un politico dotato di buon senso, dovrebbe applicare sempre il principio di precauzione: “Se non conosco le conseguenze di una decisione e soprattutto se possono essere dannose per me o per gli altri, evito di assumerla”.
Drammatiche vicende come quella che ha coivolto migliaia di cittadini di Casale Monferrato (Eternit) dovrebbero insegnare qualcosa.
Ma evidentemente si fa appello al buon senso solo quando non “cozza” con altri buoni interessi.
Quindi, dovendo abbandonare il terreno del buonsenso, poco praticato in materia e quindi abbastanza inagibile, provo a fare un ragionamento più terra terra.
Allora… Se io differenzio tutto il differenziabile, riutilizzo tutto il riutilizzabile, riciclo tutto il riciclabile e, soprattutto, raccolgo e valorizzo (facendo buon compostaggio) tutti i rifiuti organici (l’umido, gli scarti che puzzano e che creano il famoso Pergolato),
se faccio tutto questo, mi resta ben poco da smaltire. O no?
E comunque, se non riesco a riciclare una sedia, un mangianastri, un appendiabiti, questi non rappresentano nessun pericolo per la salute. E possono essere tranquillamente stoccati in una discarica, che senza frazione organica di rifiuti urbani è di fatto innocua.
Restano i rifiuti speciali e quelli industriali? Benissimo. Allora concentriamoci su questi e proviamo a utuilizzare le migliori tecnologie per inertizzarli. Ve ne sono molte e molto meno costose dei cosiddetti termovalorizzatori.
Va bene?
No.
E perchè?
Perchè no!
E la discussione è chiusa.
Anzi, manco si è aperta.
ITALIANI
Ottobre 15, 2008

Ancora una volta la crescita verrà prima di tutto. Anche prima della salute.
Il Ministro Ronchi si lamenta in continuazione. Ha iniziato qualche settimana fa. Ora accellera. Dice che il pacchetto europeo per l’ambiente costerà all’Italia 180 miliardi di euro, quasi 25 miliardi l’anno.
E aggiunge che pur volendo mantenere l’obiettivo dell’Unione europea per la riduzione delle emissioni inquinanti del 20% entro il 2020, l’Italia deve per forza chiedere alla presidenza di turno francese «tempo e flessibilità ».
“Brontolo” Ronchi insiste che con la crisi planetaria che ha cambiato il volto della finanza mondiale non dobbiamo ulteriormente affossare le nostre imprese nei settori cardine del cemento, dell’acciaio e delle auto.
Nel settore cardine del cemento???
Gl fa eco e corre in soccorso “Mammolo” Frattini. Anche per lui “serve una modifica nella direzione di una maggiore «flessibilità sul timing» perchè se fosse approvato così com’è «l’Italia avrebbe un danno grave dato che il costo per il nostro Paese, a regime, equivarrebbe a 1,14 punti del Pil».
Quindi l’Italia insiste per rinegoziare le misure tenendo conto dell’impatto effettivo sull’economia reale.
La Marcegaglia, naturalmente, aumenta il pressing e appoggia.
All’Italia, che minaccia il veto, si sta affiancando la Polonia. E anche la Germania si accinge a dire di No.
Stiamo soffocando. Le malattie cardiorespiratorie e i tumori legati all’inquinamneto sono in costante aumento. Nonostrante i progressi della scienza.
I nostri bambini respirano un’aria di m…. e il governo si fa promotore di un’azione di interdizione per impedire vincoli stringenti del pacchetto clima UE.
Bene.
Il governo Berlusconi piace al 62% degli italiani.
Italiani. Brava gente.
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VOLA VOLA L’APE MAIA
Ottobre 13, 2008
La notizia non è nuova.
Le api stanno morendo. In tutto il mondo. E’ un dato di fatto. Un’orrenda verità statistica. Succede costantemente da molti anni. Non vi è più margine d’errore.
Qualcuno, si dice Einstein, ha detto: “Se le api dovessero scomparire, al genere umano resterebbero cinque anni di vita”. Non mi sembra una tesi tanto campata in aria.
Non è geniale, ma naturale ed intuitiva: niente api, niente impollinazione, niente frutta e vegetali. Un effetto domino senza limiti.
Mele, pere, mandorle, agrumi, pesche, kiwi, castagne, ciliegie, albicocche, susine, meloni, pomodori, zucchine, soia, girasole e colza, ovvero tutte quelle piante la cui produzione dipende completamente o in parte dalle api (grazie alla loro impollinazione) sarebbero a rischio di estinzione.
Non siete vegeteriani e siete carnivori indomabili? Sarebbero a rischio anche le colture foraggiere, fondamentali per i prati destinati a pascolo e quindi anche l’allevamento potrebbe essere destinato a essere coinvolto dalla spirale perversa innescata dalla scomparsa delle api.
Molte le cause possibili. Inquinamento, cambiamenti climatici e pesticidi.
Si ipotizza anche una colpa dei nostri telefonini luccicanti, vibranti e chattanti. Infatti, secondo uno studio dell’Università di Landauanche, anche l’inquinamento elettromagnetico ha le sue colpe. Le api, stordite e sviate dal segnale dei telefonini, perdono il senso dell’orientamento e non riescono a tornare all’alveare, morendo.
Senza voler essere sempre i soliti catastrofisti, forse è il caso che il problema si affronti.
O pensiamo di attendere la nuova generazione di telefonini. Che invieranno sms in grado di impollinare ciò che incontrano viaggiando nell’etere?
Rifiuti: ci stanno imbrogliando alla grande
Settembre 10, 2008

Ricevo e volentieri pubblico dall’
Associazione Marco Mascagna onlus
Rifiuti: ci stanno imbrogliando alla grande
A credere ai mass media Berlusconi ha compiuto il miracolo risolvendo il problema rifiuti in Campania. La realtà è che ci stanno imbrogliando ancora una volta e che la pagheremo cara. Vediamo perché esaminando una serie di fatti.
- “A Parco Saurino ho trovato una discarica perfettamente attrezzata nel 2002, mai usata. Come è possibile che nessuno si sia posto il tema di utilizzare una discarica che da sola può contenere tutti i rifiuti prodotti dalla Campania in 6 mesi e, dunque, usandola non ci sarebbe mai stata l’emergenza?”. Questa è la denuncia che Walter Ganapini, Assessore all’Ambiente della Regione Campania dal febbraio 2008 nonché uno dei maggiori esperti di rifiuti italiani, ha fatto il primo giugno 2008. A questa precisa denuncia il Commissariato non ha mai risposto. Nei giorni successivi, anzi, il Commissario si è negato a incontri con i giornalisti e non ha rilasciato nessuna dichiarazione: una strategia ben nota in comunicazione quando si è nel torto. (L’intervista a Ganapini è su www.openpolis.it/dichiarazione/356713)
- “A Parco Saurino, in un campo, ho trovato abbandonati i vagli mobili acquistati nel 2002 e mai usati, del valore di qualche decina di milioni di euro”, queste macchine che non sono mai state usate avrebbero potuto far funzionare correttamente gli impianti CDR e impedire che venissero prodotte milioni di ecoballe. Questa è un’altra denuncia di Ganapini a cui il Commissariato non ha dato risposta (vedi la medesima intervista sul medesimo sito).
- Il Governo approva il decreto rifiuti che deroga a 47 leggi nazionali (molte di esse sono recepimenti di normative europee). Grazie all’emergenza verranno smaltiti rifiuti indifferenziati e anche pericolosi in discariche, verranno costruiti 4 inceneritori capaci di bruciare oltre il 60% dei rifiuti prodotti attualmente in Campania, sono definitivamente ripristinati i CIP6 per gli inceneritori Campani (cioè l’elargizione di circa 60 euro per ogni tonnellata di rifiuto bruciato, soldi presi tramite la tassa del 7% sulle bollette dell’energia elettrica, che dovrebbe invece finanziare le energie rinnovabili; finanziare l’incenerimento è contrario alla normativa europea e la UE ha più volte richiamato l’Italia).
- L’Unione Europea mette sull’avviso l’Italia: “Le autorità italiane devono rispettare la legislazione comunitaria in materia ambientale. La normativa comunitaria in materia ambientale stabilisce un quadro per la tutela della salute umana e dell’ambiente. Sarebbe paradossale se, per affrontare rischi di carattere sanitario a breve termine, fossero nuovamente messi in pericolo la salute umana e l’ambiente, ad esempio per la mancata applicazione di disposizioni chiave della direttiva sulle discariche, che prevedono obblighi sanitari di lungo periodo che dipendono dalla natura, pericolosa o non pericolosa, dei rifiuti destinati a discarica” (Commissione Europea 17/6/08).
- Un recente documento dell’ANIDA (le imprese che costruiscono inceneritori) dal titolo “Proposta per un Piano nazionale dei termovalorizzatori dei rifiuti urbani” propone di costruire nuovi inceneritori per una capacità complessiva di 17 milioni di tonnellate l’anno. In tale maniera si potrebbe bruciare il 65% dei rifiuti attualmente prodotti in Italia. L’inizio del documento è significativo: «Durante la campagna elettorale dell’aprile scorso, diversi partiti politici hanno sostenuto la necessità e l’utilità della termovalorizzazione quale strumento decisivo per superare le emergenze ambientali attuali e future». I diversi partiti sono PdL, UDC, PD. La proposta di introdurre i CIP6 è del PD, la Lega è recalcitrante ma poi vota a favore insieme a PDL e UDC. Il documento propone anche di bruciare i rifiuti tal quali, senza più trattarli in impianti per separare dai rifiuti la parte bruciabile (il CDR che è circa il 30-40% dei rifiuti) e di ripristinare i CIP6 per tutti gli inceneritori presenti e futuri in Italia.
- Parte la raccolta differenziata a Napoli. Si inizia con 20.000 abitanti dei Colli Aminei. In soli 2 mesi si arriva ad una percentuale del 73% di raccolta differenziata. Ad ottobre la raccolta sarà estesa al Rione Alto, Chiaiano, Ponticelli, Bagnoli, Pianura: entro dicembre 2008 riguarderà 100.000 abitanti ed entro fine 2009 200.000 abitanti, entro il 2011 600.000 abitanti. Anche in moltissimi Comuni della Campania è partito il porta a porta con percentuali di raccolta intorno al 60-70%.
- Vista l’emergenza e visto che in Campania si producono 2,8 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno – come recita il cappello di tutti i recenti documenti, ordinanze e decreti sui rifiuti in Campania – saranno realizzati 4 inceneritori (uno dovrebbe entrare in funzione nel 2009, gli altri non prima del 2011), si sono aperte diverse discariche, altre sono in costruzione e altre ancora in progetto (Berlusconi e Bertolaso hanno dichiarato il 4/9/08 che “bisogna allestire altre discariche per una capacità complessiva di 3-4 milioni di tonnellate”). Quindi avremo tante discariche capaci di accogliere da sole tutti i rifiuti prodotti in Campania nei prossimi 24-30 mesi e tanti inceneritori capaci di smaltire il 60% dei rifiuti prodotti in Campania (il solo inceneritore di Acerra può smaltire il 25% dei rifiuti prodotti). E le politiche di riduzione dei rifiuti, il riciclaggio, il compostaggio, previsti dalla normativa europea e nazionale che fine faranno? E i rifiuti raccolti in maniera differenziata dai tanti Comuni della Campania?
- In Sicilia è stato siglato un accordo che introduce la regola del “deliver or pay”: in base a essa la quantità di rifiuti da conferire all’inceneritore viene fissata in maniera autoritativa fin dall’inizio insieme alla tariffa di conferimento; se un Comune fa troppa raccolta differenziata e non conferisce all’inceneritore abbastanza rifiuto indifferenziato, paga lo stesso. La regola del “deliver or pay” è stata richiesta anche per gli inceneritori della Campania.
- Stante l’attuale normativa europea l’Italia riceverà salatissime multe per avere contravvenuto alle norme che vietano lo smaltimento di rifiuti indifferenziati e tossici in discarica, l’incenerimento di rifiuti indifferenziati, il finanziamento dell’incenerimento dei rifiuti (CIP6).
- I famigerati CIP6 non solo sono un enorme esborso di soldi per l’incenerimento ma distorcono anche l’economia di mercato, perché rendono non conveniente economicamente il riciclaggio della carta e di gran parte delle plastiche (polistirene, polipropilene, ecc.): conviene infatti più bruciarle e intascare i CIP6 che venderle a cartiere e industrie della plastica.
In conclusione l’emergenza rifiuti è stata determinata ad arte ed è stata risolta mettendo in piedi un sistema sovradimensionato ed estremamente dispendioso dal punto di vista economico: nell’immediato, quando sarà a regime e ancora più quando la UE ci comminerà le sue multe. Un sistema che non tutela la salute dei cittadini e dell’ambiente (per tale motivo smaltire rifiuti indifferenziati e pericolosi in discarica e bruciare rifiuti indifferenziati sono vietati dalla UE), ma che fa guadagnare cifre da capogiro a molti. Un “grande affare”, un mare di soldi, e, quando ci sono tanti soldi, in tanti ci si buttano per accaparrarsene una parte. Forse così si spiega il silenzio di voci critiche, l’afasia di gran parte degli “esperti” (troppe consulenze e finanziamenti hanno avuto grazie all’emergenza rifiuti!). Tutti in riga per non disturbare il grande affare, per non rischiare ritorsioni, per non esporsi. Perfino un istituto autorevole come l’Istituto Superiore della Sanità ha firmato un documento insieme all’Ordine dei Medici e al Commissariato nel quale si dice che “Gli impianti di incenerimento (quale quello che entrerà in funzione ad Acerra) non rappresentano un rischio aggiuntivo per la salute delle popolazioni residenti nelle aree circostanti. Il loro impatto ambientale è paragonabile a quello conseguente a normali situazioni di traffico urbano”. (www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/rifiuti_piano_salute/index.html).
Ora si stima che l’inquinamento atmosferico prodotto dal traffico automobilistico (in particolare quello urbano) determina oltre 30.000 morti all’anno in Italia (Künzli Lancet 2000), per cui tale asserzione è una palese contraddizione, una mistificazione indegna.
Che possiamo fare di fronte a questo quadro desolante? Bisogna:
- smascherare questa mistificazione, informando quante più persone è possibile del grande imbroglio;
- fare in modo che la raccolta differenziata sia dappertutto un successo come ai Colli Aminei, per rendere evidente l’inutilità di 4 inceneritori e di altre discariche;
- impedire che la regola del “deliver or pay” sia adottata anche in Campania;
- rallentare il più possibile la costruzione degli inceneritori di S. Maria la Fossa, Salerno e Napoli (quello di Acerra basta e soverchia per bruciare il CDR che residua dalla raccolta differenziata). In questa maniera si può arrivare nel giro di un anno o poco più ad una situazione di fatto che faccia capire anche ai più distratti o ideologici l’assurdità del sistema messo in piedi dal Governo Berlusconi con l’appoggio dell’UDC e del PD.
Associazione Marco Mascagna onlus
Una centrale al giorno…
Agosto 30, 2008
Copio e incollo dal Blog di Marco Boschini

La propaganda è ormai quotidiana, con l’obiettivo evidente di creare il consenso e legittimare la decisione assurda di installare nuove centrali nucleari in Italia, facendosi beffa del referendum del 1987.
E uno degli strumenti più efficaci in questo senso è creare e diffondere la sensazione che ormai la maggioranza della popolazione sia già favorevole. Anche il recente sondaggio realizzato da SWG per Confesercenti va in questa direzione, mostrando che il 54% degli Italiani sarebbe favorevole al nucleare.
Un risultato “leggermente differente” da quello ottenuto da un sondaggio analogo realizzato da IlSole24Ore, secondo il quale sarebbe invece favorevole al nucleare solo l’8% degli italiani, mentre il 57% risulterebbe favorevole alle fonti di energia rinnovabili!
Il risultato del sondaggio SWG è il frutto prevedibile della domanda, che è stata posta in modo tale da orientare già la risposta: “Negli ultimi mesi si è riaperto il dibattito sulla realizzazione di centrali nucleari all’interno del territorio italiano, per permettere la produzione di energia a costi ridotti. Lei cosa ne pensa?”
La prospettiva dei “costi ridotti” è ovviamente allettante, e indirizza già la risposta; ma per chi si occupa di questioni energetiche è chiara ormai la consapevolezza che il nucleare non ridurrebbe affatto i costi dell’energia in Italia.
L’uranio 136 diventa sempre più raro e difficile da estrarre; il suo costo è cresciuto di 6 volte negli ultimi 5 anni (cioè il triplo di quanto è cresciuta la benzina!) e le prospettive per il futuro sono ancora peggiori; questo rende gli investimenti in questo settore poco allettanti per gli stessi investitori.
Secondo un recente studio Usa condiviso dall’industria atomica (il Nuclear Power Joint Fact-Finding) l’elettricità di una nuova centrale nucleare è destinata a costare il doppio (8-11 centesimi di dollaro per kWh) rispetto alla media.
Non a caso la gara per la costruzione di nuove centrali indetta da Bush è andata deserta fino a quando l’amministrazione non ha introdotto un incentivo di 1,8 centesimi di dollaro al KWh, la stessa cifra prevista per l’eolico. Sostenere che il ritorno al nucleare riduce la bolletta è falso, ormai questo lo ammettono anche i più seri sostenitori dell’atomo.
Inoltre i recenti incidenti verificatisi nel giro di poche settimane, in Spagna nella centrale di Cofrentes, in Slovenia nella centrale di Krsko e ancor più in Francia a Tricastin, con fughe radioattive che hanno contaminato 97 operai e fuoriuscita di acque contenenti uranio riversatesi in due fiumi della zona, hanno riaperto il dibattito sulla sicurezza delle centrali, mentre resta sempre attuale il problema delle scorie radioattive, che impiegano milioni di anni per decadere.
Inoltre, se ancora non bastasse, in termini di occupazione il nucleare crea 5 volte meno posti di lavoro rispetto all’eolico (tanto per fare un esempio fra le rinnovabili) a parità di energia prodotta, con 100 posti per GWh generato, contro i 542 dell’eolico.
Michele Dotti
micheledotti.myblog.it
NULLA SI CREA, NULLA SI DISTRUGGE
Luglio 17, 2008
Non si può distruggere la massa. Si può trasformare. E si può aumentarne la pericolosità…
Intervista al Dottor Montanari
OGM?
Luglio 9, 2008

Votate, votate, votate.
Mercoledì sera al TG1 delle 20.00 è stato lanciato un sondaggio in tema di OGM: Di fronte all’emergenza alimentare mondiale siete favorevoli a liberalizzare gli OGM?
sondaggio TG1
Dichiarazione di voto: No!
RIECCOMI ITALIA!!!
Aprile 20, 2008
NON E’ CHE FORSE LO ABBIAMO PRESO TROPPO SUL RIDERE, QUESTO SIGNOR BERLUSCONI?
