Perugia, 29 giugno 2009 – Alla vigilia del G8, Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
 
“Incredibile, ma vero. Il G8 costa più dell’intero bilancio che l’Italia dedica alla lotta alla povertà. 400 milioni di euro contro i miseri 321,8 milioni stanziati quest’anno dal governo italiano per lottare contro la morte per fame e la miseria nel mondo. Una vergogna che getta un’ombra inquietante sul vertice che si sta per aprire a L’Aquila.
 
Nonostante il fumo mediatico che è stato innalzato attorno a questo evento, lo scandalo non può essere cancellato. Quest’anno ci sono cento milioni di persone in più che muoiono di fame e il nostro governo butta 400 milioni di euro o forse più per organizzare un vertice. Salvo poi dire che la crisi gli impedisce di mantenere gli impegni internazionali contro la povertà. O, peggio ancora, fare, come accadrà all’Aquila, nuovi annunci e distribuire nuove promesse. Tutto questo è intollerabile.
 
E’ noto che i problemi dell’umanità non si risolvono con i vertici.
Ma con un lavoro quotidiano sistematico e coerente in istituzioni internazionali democratiche ed efficienti. E tuttavia, se davvero fosse necessario riunire gli otto paesi più industrializzati, si potrebbe fare, senza troppi costi aggiuntivi, in una delle tante sedi istituzionali esistenti nel mondo.
 
Il problema è ancora più serio, perché in un mondo che cambia rapidamente, la formula (G8) è ormai palesemente obsoleta. Tant’é che dal G8 si sta rapidamente passando al G20 e ogni anno gli organizzatori di turno sono costretti ad allungare la lista degli invitati.
 
Per questo al primo punto dell’Agenda del G8 dell’Aquila ci dovrebbe essere un obiettivo ragionevole: abolire queste costosissime parate annuali inconcludenti e investire sulle istituzioni internazionali (democratiche o da democratizzare) come l’Onu che possono davvero fare la differenza.
 
In attesa che il sogno si avveri, vale la pena di ricordare che:
 
1. i “grandi” che s’incontreranno in Italia detengono potere, risorse e mezzi in grado di determinare, nel bene e nel male, le condizioni di vita e il futuro di tanta parte dell’umanità. Su di loro pesa come un macigno la responsabilità di aver fatto tante promesse e di non averle ancora mantenute. Non basterà una foto sulle macerie del terremoto per liberarsene;
 
2. nei prossimi giorni, all’Aquila, si consumerà una grande messa in scena mediatica sulla pelle dei terremotati che forse riceveranno in dono il restauro di qualche monumento ma non quello che più desiderano: una ricostruzione certa e condivisa. Se dopo il terremoto, Berlusconi avesse annullato il G8 e versato la somma risparmiata agli sfollati dell’Abruzzo i benefici sarebbero stati più grandi ed efficaci;
 
3. nessuno conosce davvero i conti di questo G8. Bertolaso ha detto che sono stati impegnati 500 milioni di €. Poi si è parlato di risparmi ma la confusione delle cifre è totale. Una gran parte è stata spesa in Sardegna. Qualche decina di milioni sono stati spesi per le riunioni preparatorie. Altri sono stati spesi all’Aquila per accogliere e proteggere i leader mondiali. Altri ancora ne verranno spesi in questi giorni. Possibile che nel nostro paese non si possa sapere realmente quanto ci è costato questo G8? Da dove sono stati presi i fondi? A quali altre attività sono stati sottratti? Il Parlamento dovrebbe esigere un bilancio completo e dettagliato. Indovinate un po’ chi pagherà il conto?”
 

VIVA IL G8…

Giugno 25, 2009

Alla vigilia del G8 2009, mi rinfresco la memoria con il G8 2008…

Dal G8 di Tokio arrivano importanti notizie per l’ambiente, per il futuro del pianeta e dei popoli che lo abitano.

I mutamenti climatici? C’è tempo fino al 2050! I “grandi (?)” governanti affrontano il problema del surriscaldamento del pianeta e delle emissioni di gas serra, rinviandolo alle prossime generazioni. Complimenti e disgusto.

Il pianeta sta morendo di caldo, i ghiacci si sciolgono, gli ecosistemi, non solo quelli marini, sono entrati in evidente disequilibrio, gli eventi meteorologici estremi sono sempre più frequenti … e i grandi della terra, da autentici paladini decidono di mettere, ancora un avolta, la testa sotto la sabbia e di rinviare di altri 40 anni le dicisioni che andrebbero prese subito.

Il pianeta (anzi, una parte del pianeta) sta morendo di fame, milioni di bambini hanno mosche intorno alla testa, la crisi energetica sta influenzando ed infiammando i prezzi dei beni alimentari, insomma, è evidente a tutti quanto il modello economico attuale sia incompatibile con il benessere degli abitanti del pianeta terra (mentre al contrario è molto adatto a rinverdire le tasche dei pochi potenti) … e i grandi della terra se la cavano con dichiarazioni demenziali, che dovrebebro essere considerate al limite del ridicolo. Dovrebbero. Invece, stante la complicità della stampa di casa nostra, sempre più cagnolino da compagnia e non da guardia del potere politico, causa la affinità di fini con lo stesso potere politico, le farneticazioni (ma siamo sicuri siano farneticazioni e nonrispondano ad un disegno ben preciso?), diventano titoli degni di altissima considerazione.

Come quella di Silvio Berlusconi, che arriva perfino a ipotizzare 1000 nuove centrali nucleari per risolvere la crisi energetica.

TG1, il TG2, il TG4, il TG5, TG6, TG7, TG8, TG45, non approfondiscono il tema, non dicono che il nucleare è diseconomico, che è pericoloso (nessuna assicurazione al mondo copre i rischi legati alle centrali nucleari), che l’uranio sta finendo, che le scorie sono un problemino… No.

E certo, perché mica sono fessi. I padroni dei giornali. Sono gli stessi che si butteranno a pesce sulla torta del nucleare, che in Italia, naturalmente, sarà finanziato dal pubblico.

Piatto ricco? Mi ci ficco! Viva il G8!

di Rosaria Ruffini

Mentre nel paese imperversano discussioni sull’ eutanasia, grembiulino a scuola, guinzaglio al cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell’acqua pubblica.

Il Parlamento ha votato l’articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti, che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica.

Così; il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l’acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e quindi sarà gestita da multinazionali (le stesse che possiedono l’acqua minerale). Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l’acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%. Ai consumatori che protestano, Veolia manda le 20 sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori.

La privatizzazione dell’acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri.  L’uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita. L’acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto.

L’acqua è l’oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo.

Acqua in bocca.

LA VERA COLPA

Giugno 6, 2008

Il vertice della Fao si è concluso senza aver dato alcuna risposta seria. Nessuna sorpresa. Nessuna luce, neanche una pila tascabile, per illuminare le buie sorti di chi deve evidentemente rassegnarsi a morire di fame.

Anzi vera e propria indiferenza rispetto ai dati che parlano molto chiaro: gli affamati aumentano proporzionalmente all’aumento dei prezzi alimentari e dell’energia (e del petrolio in particolare).

Le promesse del vertice FAO del 1996, già scordate. Allora ricordiamole: dimezzamento del numero di affamanti entro il 2015.

E sicuramente tutti i governati, soprattutto quelli dei paesi più ricchi e potenti, si lanceranno ad attaccare e deprecare il “carrozzone FAO, che non serve a niente”.

Cercando di distrarre i governati (e il pianeta) dalle loro vere responsabilità. Esercitando la loro ipocrita arte della politica.

Evitando abilmente, grazie a brillanti comunicati e interviste sapienti, di assumersi LA VERA COLPA.

Quella di non volere (potere?) guardare in faccia la cruda e nuda verità e prendere le decisioni conseguenti: questo modello di sviluppo è incompatibile con la serenità e la vita di tutti gli abitanti di questo pianeta e con il pianeta stesso.

Ogni anno consumiamo ciò che il pianeta può riprodurre in 15 mesi (dati WWF). Ma nessuno lo dice al TG.

Ci accontentiamo di condire con un po’ di sconsolazione il nostro guardare questi piccoli esserini che bramano un po’ d’acqua, quando e se ne ha nnola forza.

Ci accontentiamo di devolvere l’8 o il 5 per mille a qualche associazione o a qualche chiesa.

Ci accontentiamo di far dire alla nostra coscienza “mi dispiace”. Ci vergognamo e facciamo la faccia contrita per cinque minuti e ….

…poi corriamo al centro commerciale!

LIBERI DALLA FAME

Giugno 4, 2008

“Papaaà!!?? questa minestra non mi piace. Sa di verdura”. “Ecco amore mio, mangia un bel danito. Buono eh!?”.

Ogni giorno più di 8oo milioni di persone vanno a dormire senza aver mangiato. Cinquanta milioni in più del 1996, quando si svolse il Vertice Mondiale dell’Alimentazione. Allora i leader mondiali (il leader dovrebbe essere colui che conduce, che guida…) presero un impegno: dimezzare entro il 2015 il numero di affamati.

“Mamma, questa bistecca è dura. Ma da dove arriva, dall’Africa?”. “Mangia, che laggiù i bambini non hanno niente da mangiare. Sai come se la divorerebbero!?

Dopo dodici anni, la situazione è peggiorata. La fame acuta, che si verifica specialmente durante le carestie o i disastri naturali causa la morte di 16.000 bambini ogni giorno. La fame cronica affligge il 90% degli affamati. I suoi sintomi sono il rachitismo o il sottopeso, la causa è la mancanza di sufficiente quantità e qualità di cibo.

“Oh che bel bambino. Quanto pesa?! Sette chili. Solo sei mesi? Caspita. E complimenti!”

Ogni anno diciassette milioni di bambini nascono sottopeso. E questa è l’unica eredità che ricevono dalle loro madri, anche loro povere e sottonutrite. Vi è poi la cosiddetta fame nascosta o malnutrizione dovuta alla mancanza di vitamine o minerali, che colpisce oltre 2 miliardi di persone. La malnutrizione, nel lungo periodo, provoca problemi di salute molto gravi.

“No, io mi sono fatto un bel giardino. Sai, l’orto non fa per me. Preferisco comprare tutto al supermercato. Magari bell’è pulito”.

Soffrire la fame vuol dire avere difficoltà di crescita, non poter vivere dignitosamente, subire ritardi mentali e impedimenti fisici. La fame blocca la produttività e lo sviluppo degli individui e delle società. Sette persone affamate su dieci vivono nelle aree rurali dove accesso alla terra, acqua, fertilizzanti e sementi sono insufficienti. La situazione è aggravata dalla privatizzazione delle terre, da inique pratiche di eredità che discriminano le donne, da scorrette regole di mercato, da sussidi ed esportazione a basso costo che causano un indebolimento dell’agricoltura locale. Purtroppo, però, manca un sistema in grado di spingere i governi all’adempimento dei loro obblighi di rispetto, protezione e realizzazione del diritto al cibo.

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Seconda giornata sulle risorse rinnovabili

Sabato 5 Aprile – Ore 20.30
Sala Consiliare
           Cassinetta di Lugagnano

A “Parole sull’acqua”… questa volta si parla d’acqua! Ospite d’onore della giornata è infatti Giuseppe Altamore, il cui Acqua SPA ha colto i nodi decisivi dell’attuale crisi delle risorse idriche.

Nel pomeriggio – al piano superiore del Palazzo Comunale di Cassinetta di Lugagnano – ci sarà un’anticipazione per le giovanissime generazioni: a partire dalle ore 15.00 Emilia Leonelli e Karin Biavaschi (educatrici, attrici e drammaterapeute) metteranno in scena lo spettacolo teatrale Nuvole d’acqua, che invita i bambini a scoprire i meccanismi del ciclo idrico, la penuria di acqua nel terzo mondo, il concetto di spreco e di utilizzo ragionato della risorsa ecc. Attraverso le buffe scaramucce di Nerea (regina delle terre aride) e di Goccia (signora del paese delle sorgenti), i bambini riflettono in prima persona su temi di grande attualità, stimolati da suggestioni e immagini significative a cogliere l’importanza per tutta l’umanità di un utilizzo rispettoso dell’acqua.

Queste problematiche, con taglio ovviamente diverso, sono il cuore del dibattito serale che sarà integralmente ripreso dalla troupe coordinata dal regista Alessandro Acito e trasmesso in diretta sulla nuova web tv all’indirizzo www.liblab.org/tv. La serata prenderà le mosse dai ricchi spunti del bestseller Mondadori di Altamore: sarà lo stesso vice-caporedattore di Famiglia Cristiana a illustrare il senso della propria opera e a rispondere alle domande del pubblico e del prod-autore Antonello Galimberti. Tra gli ospiti della serata ci saranno Giovanni Pioltini (responsabile Ambiente di AMAGA, multiservizi che nell’abbiatense gestisce anche le forniture idriche), Massimo Gatti (presidente di CapGestione Spa, società per la gestione del servizio idrico integrato) e Silvana Galassi (ordinario di Ecologia all’Università degli Studi di Milano). Ma sono attesi numerosi altri giornalisti, politici, tecnici e attivisti.

Accanto alle parole, non mancheranno contributi musicali, fotografici e video, per sottolineare la poliedricità dei valori legati all’acqua. E non mancheranno neppure le proposte gastronomiche genuine offerte dalla Rete dei Gruppi di Acquisto Solidale “I fontanili”.

L’accesso è libero e gratuito fino ad esaurimento posti.

 http://www.liblab.org/editoria/parole-sull-acqua/sabato-5-aprile-2008/index.asp

Padre Alex Zanotelli


Caro Walter, pace e bene!Oggi, giornata Mondiale dell’acqua, mi sono sentito ancora più spinto a scriverti questa lettera aperta. Ho esitato molto a farlo proprio perchè siamo in piena campagna elettorale., ma alla fine ho deciso di scriverla mosso dall’enorme grido degli impoveriti che mi ruggisce dentro.
Tu sei venuto a trovarmi a Korogocho, una spaventosa baraccopoli di Nairobi – Kenia, e hai toccato con mano come “vivono” i baraccati d’Africa. Davanti a quell’inferno umano, tu hai pianto. Mi avevi promesso, in quella densa conversazione nella mia baracca, che avresti portato quell’immenso grido di sofferenza umana nell’area politica. Ora che sei il segretario del PD sembra che ti sia dimenticato di quel “grido dei poveri”. Non ne sento proprio parlare. Non chiedo carità (non serve!), chiedo giustizia, quella distributiva che è il campo specifico della politica. E non parlo solo della fame del mondo (fa già parte degli 8 obiettivi del Millennio, su cui si è fatto quasi nulla!), ma soprattutto della sete del mondo. (Infatti non è più il petrolio il bene supremo, ma l’acqua che, con i cambiamenti climatici, andrà scarseggiando). Se per questo è vero, perchè nel tuo progframma elettorale appoggi la privatizzazione dell’acqua? Lo sai che questo significa la morte di milioni di persone per sete? Con questa logica di privatizzazione, se oggi abbiamo cinquanta milioni di morti per fame, domani avremo cento milioni di morti di sete. Sono scelte politiche che si pagano con milioni di morti.
Caro Walter, perchè quelle tue lacrime su Korogocho non le puoi trasformare in gocce d’acqua per i poveri? L’acqua è sacra, l’acqua è vita.
Caro Walter, perchè non puoi proclamare che l’acqua non è una merce, ma un diritto fondamentale umano, che deve essere gestita dalle comunità locali con totale capitale pubblico, al minimo costo possibile per l’utente, senza essere SPA?
Solo così potrai asciugare le tue lacrime e quelle degli impoveriti del pianeta, ma anche dei poveri del Nord come le classi deboli di questa mia Napoli. Chi dei nostri poveri potrà mai bere l’acqua del rubinetto, con bollette aumentate del 300%, come è avvenuto ad Aprilia (Latina)?
Caro Walter, sull’acqua ci giochiamo tutto, ci giochiamo la nostra stessa democrazia, ci giochiamo il futuro del pianet.
Caro Walter, non dimenticarti di quelle lacrime di Korogocho!

Alex Zanotelli