Mi risponde Carlo Petrini

Dicembre 11, 2008

 

Qualche settimana fa, ho scritto una lettera aperta a Carlo Petrini, con la quale manifestavo le mie perplessità rispetto alla presenza della Lumachina di Slowfood sotto i piedi dell’Uomo Vitruviano di Expo2015.

Ecco la risposta del presidente di Slowfood

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Caro Domenico Finiguerra,

Ho letto con molta attenzione la Sua lettera del 23 ottobre e sono a dirle non solo che la condivido, ma che non ho alcuna intenzione di fare la foglia di fico rispetto a una speculazione edilizia attorno all’Expo 2015, a dispetto del tema di questa manifestazione, che ho condiviso e sostenuto.
Stia certo che non assisterò passivamente o, peggio ancora “complice” di un’ulteriore colata di cemento, per il rispetto del movimento che rappresento e per quella poca credibilità che mi è ancora riconosciuta.
Non stia a disagio, ogni cosa a suo tempo. E complimenti per il Suo lavoro.
Sinceri auguri,
Carlo Petrini

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COMUNE DI CASSINETTA DI LUGAGNANO

TANGENZIALE ANAS – MALPENSA EXPO 2015
QUALE FUTURO PER IL NOSTRO TERRITORIO?

GIOVEDÌ 4 DICEMBRE 2008 ORE 21

SALA CONSILIARE – PIAZZA NEGRI 3

ASSEMBLEA PUBBLICA

SCARICA IL VOLANTINO

 

Venerdì 14 novembre, il comune di Cassinetta di Lugagnano ha presentato ricorso al Tar per richiedere l’annullamento del progetto preliminare di collegamento tra Magenta e la Tangenziale Ovest di Milano.

“Si tratta di una decisione obbligata, afferma il sindaco Domenico Finiguerra, dettata da quanto deliberato dal consiglio comunale, che ha impegnato sindaco e giunta ad opporsi con ogni mezzo politico, legale e amministrativo a qualsiasi ipotesi di progetto che possa preludere alla realizzazione di un collegamento di tipo autostradale.

E siccome il proseguimento della Malpensa-Boffalora fino ad Abbiategrasso, per come è stato progettato, andrà a formare uno dei tasselli del sistema di tangenziali esterne milanesi, confermiamo la nostra opposizione intransigente. Senza tentennamenti e senza scendere a compromessi.

Restiamo al fianco dei Comitati No-Tangenziale e dei 14 mila cittadini dell’abbiatense e del magentino che hanno firmato contro la realizzazione dell’autostrada nel Parco del Ticino e in coerenza con il parere contrario espresso dal Parco del Ticino e dall’Unesco”.

Per informare la cittadinanza, l’Amministrazione comunale ha convocato un’assemblea pubblica per il 4 dicembre 2008 ore 21:00 L’adunanza si terrà presso la sala consiliare di Piazza Negri.

“Stiamo anche valutando l’opportunità di ripresentare il caso all’Unesco, che nell’aprile 2003 aveva già minacciato la revoca del riconoscimento di Riserva della Biosfera qualora il progetto non fosse stato rispettoso dei vincoli paesaggistici ed urbanistici tesi al mantenimento e alla salvaguardia dell’ecosistema, il cui valore è riconosciuto dal consesso internazionale.

I consiglieri regionali della nostra zona puntano su Expo 2015, un evento che ritengo completamente privo di senso nell’era di internet, per accelerare la realizzazione di questa infrastruttura.

Però, leggendo il titolo di questa kermesse, ovvero “Nutrire il Pianeta”, mi sembra davvero contraddittorio calare sull’unica realtà agricola forte della Provincia di Milano progetti a base di cemento che ne andranno a compromettere irrimediabilmente la sua stessa vocazione agricola.

Mi sarebbe piaciuto vedere lo stesso impegno profuso per le autostrade a favore dei pendolari e del trasporto pubblico, invece devo prendere atto che l’unica iniziativa a loro favore è l’opposizione alla riduzione di corse da parte di Trenitalia.

Davvero pochino per chi, dal Pirellone, si propone di migliorare la qualità della vita dei cittadini”.

 

 

 

 

 

LA TERRA TREMA

AL LEONCAVALLO

 La roncola dalla parte del manico

Sabato 29 Novembre 2008 h 18

 Discussione pubblica su

Territorio, Agricolture e Cemento nell’anno dell’elezione di Milano EXPO 2015

Partecipano:

C. Bianchetti (Politecnico To),

R. Brambilla (Rete Lilliput),

V. Cancelli (Comitati NoTav),

C. Casti (Governatore di Slow Food Italia),

D. Finiguerra (Sindaco di Cassinetta di Lugagnano),

Leoncavallo (Spazio Pubblico Autogestito),

S. Passerini (Agricoltore),

P. Santeramo (Presidente CIA Lombardia Milano Lodi),

A. Savi (s.o.s Fornace).

Coordina: Paul B (La Terra Trema)

 

 

SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO

EXPO 2015 AVVELENA MILANO

Novembre 19, 2008


NOI L’EXPO NON LO PAGHIAMO.
Se fino a ieri Expo 2015 era un problema per l’impatto sui territori in termini di cementificazione, speculazione, consumo del suolo e mobilità; oggi, a fronte della crisi finanziaria ed economica globale, Expo diventa un pericoloso imbuto per depredare risorse pubbliche, tagliare altri impieghi del denaro dei contribuenti, svendere patrimonio e beni comuni a speculatori e presunti imprenditori, così bravi da saper stare a galla solo grazie a concessioni, tariffe e regalie pubbliche (vedi Alitalia).
Expo 2015 è solo un passaggio per una più ampia ristrutturazione del territorio Lombardo e di una riorganizzazione del sistema di potere economico-politicofinanziario. Un affare che va al di là di Expo e che richiede risposte forti, diffuse, capaci di mobilitare consenso, partecipazione, conflitto sociale e dei territori.
Contrapporremo alla follia di amministratori incapaci che pensano solo al profitto, il buon senso, i bisogni e la tenacia di chi ha a cuore il diritto a vivere oggi e domani città e territori sani, solidali, a misura dei cittadini più deboli e non in mezzo a gittate di cemento, centri commerciali, mega infrastrutture che squarciano i territori senza portare nulla in termini di reale beneficio.
Non lasceremo che il consumo di territorio renda invivibile la Lombardia più di quanto lo sia già; non lasceremo inquinare aria, acqua e suolo per la cecità di chi pensa infinite le risorse ambientali e irrisorio se il cibo si avvelena. Non possiamo assistere muti mentre speculatori e mafie varie si spartiscono affari, drogando il mercato della casa, in nome di Expo, senza che ci si preoccupi di vigilare e impedire il fenomeno.
Non aspetteremo che smantellino il trasporto pubblico locale per fare autostrade e TAV e non siamo disposti a veder svendere i beni comuni, scuola in primis, per soddisfare l’ego di chi vuole usare Expo per perpetuare vecchi e nuovi poteri (basta fare due conti e si scopre che all’art. 14 della legge 133/08 si stanziano 1486 mln di euro per Expo e all’art. 66 della stessa legge se ne tagliano 1441 all’Università).
Vogliamo cambiare rotta, vogliamo chiedere soluzioni drastiche per diminuire il congestionamento, l’inquinamento di aria, acqua e suolo; soluzioni nuove per il diritto alla mobilità; ridurre l’impatto energetico e investire nelle energie rinnovabili; ridurre i rifiuti e riciclare i rimanenti, altro che inceneritori.
Vogliamo una città spazio pubblico, con politiche abitative realistiche e non favole come quelle che quotidianamente sentiamo da chi amministra Milano.
Vogliamo affrontare i problemi alimentari, a partire dall’agricoltura e dal consumo di prodotti locali, privilegiando la filiera corta ai centri commerciali.
Vogliamo l’interesse pubblico e il bene comune al centro delle priorità, per la difesa dei diritti fondamentali delle persone, dalla salute – che passa anche per la tutela dell’ambiente – al reddito, dalla casa alla sicurezza sul lavoro.
Con queste parole d’ordine attraverseremo i territori e le mobilitazioni dei prossimi mesi, per costruire dal basso un’altra Milano e un’altra Lombardia, saremo là dove il mostro Expo divorerà i territori, perché non vogliamo pagare le loro speculazioni, non vogliamo pagare il loro Expo.
 www.noexpo.itinfo@noexpo.it
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sottoscrivo

 

 

 

NO TANGENZIALE

Novembre 19, 2008

 

 

IL COMUNE DI CASSINETTA DI LUGAGNANO PRESENTA RICORSO AL TAR E PREPARA UN SECONDO ESPOSTO ALL’UNESCO

GIOVEDI’ 4 DICEMBRE ASSEMBLEA PUBBLICA

Venerdì 14 novembre, il comune di Cassinetta di Lugagnano ha presentato ricorso al Tar per richiedere l’annullamento del progetto preliminare di collegamento tra Magenta e la Tangenziale Ovest di Milano.

“Si tratta di una decisione obbligata, afferma il sindaco Domenico Finiguerra, dettata da quanto deliberato dal consiglio comunale, che ha impegnato sindaco e giunta ad opporsi con ogni mezzo politico, legale e amministrativo a qualsiasi ipotesi di progetto che possa preludere alla realizzazione di un collegamento di tipo autostradale. E siccome il proseguimento della Malpensa-Boffalora fino ad Abbiategrasso, per come è stato progettato, andrà a formare uno dei tasselli del sistema di tangenziali esterne milanesi, confermiamo la nostra opposizione intransigente. Senza tentennamenti e senza scendere a compromessi. Restiamo al fianco dei Comitati No-Tangenziale e dei 14 mila cittadini dell’abbiatense e del magentino che hanno firmato contro la realizzazione dell’autostrada nel Parco del Ticino e in coerenza con il parere contrario espresso dal Parco del Ticino e dall’Unesco”.

Per informare la cittadinanza, l’Amministrazione comunale ha convocato un’assemblea pubblica per il 4 dicembre 2008 ore 21. L’adunanza si terrà presso la sala consiliare di Piazza Negri.

“Stiamo anche valutando l’opportunità di ripresentare il caso all’Unesco, che nell’aprile 2003 aveva già minacciato la revoca del riconoscimento di Riserva della Biosfera qualora il progetto non fosse stato rispettoso dei vincoli paesaggistici ed urbanistici tesi al mantenimento e alla salvaguardia dell’ecosistema, il cui valore è riconosciuto dal consesso internazionale. I consiglieri regionali della nostra zona puntano su Expo 2015, un evento che ritengo completamente privo di senso nell’era di internet, per accelerare la realizzazione di questa infrastruttura. Però, leggendo il titolo di questa kermesse, ovvero “Nutrire il Pianeta”, mi sembra davvero contraddittorio calare sull’unica realtà agricola forte della Provincia di Milano progetti a base di cemento che ne andranno a compromettere irrimediabilmente la sua stessa vocazione agricola. Mi sarebbe piaciuto vedere lo stesso impegno profuso per le autostrade a favore dei pendolari e del trasporto pubblico, invece devo prendere atto che l’unica iniziativa a loro favore è l’opposizione alla riduzione di corse da parte di Trenitalia. Davvero pochino per chi, dal Pirellone, si propone di migliorare la qualità della vita dei cittadini”.

 

 

Caro Carlo Petrini,

 

in occasione dei Colloqui di Dobbiaco che si sono tenuti a settembre nella piccola cittadina sudtirolese, ho avuto la fortuna e l’occasione di incontrarla davanti a un’ottimo strudel di mele e con la presente mi concedo la libertà di scriverle.

 

Nel suo intervento in Val Pusteria, citava dati e fatti concreti a dimostrazione della precarietà dello stato di salute del nostro paese e dell’intero pianeta. Precarietà dovuta anche al grave fenomeno del consumo di suolo agricolo.

Un tema, quest’ultimo, molto ben ripreso in un suo articolo pubblicato su Repubblica.

Mi permetta di riprenderne alcuni passaggi significativi:

“Che effetto vi farebbe se vi dicessero che su tutto il territorio del Lazio e dell’Abruzzo non esiste più un solo filo d’erba, neanche un orto; che le due Regioni sono state completamente, e dico completamente, cementificate? Sono sicuro che la maggioranza degli italiani inorridirebbe. Forse avrebbero una reazione un po’ diversa tutti quelli che a vario titolo sono invischiati in speculazioni edilizie”.

“L’Italia è al primo posto in Europa per la produzione e il consumo di cemento armato, 46 milioni di tonnellate l’anno: le cave legali e abusive hanno un impatto paesaggistico tremendo, e i cementifici inquinano molto, mangiandosi vigne, campi coltivati, boschi, o compromettendo l’ecosistema di quelli viciniori che gli sopravvivono. Il tutto per foraggiare la costruzione selvaggia di villette a schiera, outlet, depositi e quant’altro”

 

Chiudeva la sua accorata testimonianza così:“Lasciate stare i suoli agricoli, sono una risorsa insostituibile, pulita, bella e produttiva. Sono il luogo che ci fa respirare, che riempie gli occhi, che ci dà da mangiare e che custodisce la nostra memoria, la nostra identità. Continuare a distruggerli, dopo tutto lo scempio che è già stato fatto, non è da Paese civile ….”

 

Detto questo, però, devo confessarle un mio disagio.

Leggendo la sua bellissima lettera (avrei voluto scriverla io!), non riuscivo a cancellare dal mio sfondo visivo il simbolo di Slowfood, la  simpatica lumachina.

 

Da dove sortiva il mio disagio?

Mi inquietava aver visto la lumachina sulle brochure e sugli inviti patinati di EXPO 2015. Proprio sul grande volano che avrà l’effetto moltiplicatore delle brutture e delle sciagure da lei ben denunciate.

 

Come molti cittadini della pianura lombarda ho un orto. L’ho recentemente ampliato, riducendo lo spazio dedicato alle rose per fare posto ad una nuova fila di insalata. E come capita a molti altri dilettanti dell’orto, mi imbatto spesso in lumachine, simili a quella del vostro fortunato stemma.

 

Un animale che, pur recando alcuni danni, mi risulta simpatico. Perchè comunque cerca di sopravvivvere. Come la maggior parte di noi esseri viventi. Facendo della lentezza la sua virtù, ed accontentandosi di mangiucchiare qualche foglia qua e la.

 

Caro Petrini, sarebbe davvero un peccato se la Lumachina di Slowfood, invece di continuare a “mangiare le foglie”, si adattasse (senza volerlo) agli eventi. E, date le circostanze e le apparenze che le vengono prospettate, accettasse di imitare (inconsapevolmemte) un altro animale, il camaleonte. Trasformandosi essa stessa in foglia. Però di fico.

 

Questo è il rischio.

Slowfood rischia di diventare un paravento cultural-gastronomico.

 

Una foglia di fico, appunto. Buona per nascondere ruspe e betoniere.

Un ingrediente gustoso per vendere meglio ai milanesi e a tutti gli italiani la favola della “Nuova Milano da Bere” di Expo 2015.

Un grande kermesse presa al volo e pensata per coprire l’incapacità politica e culturale della classe dirigente milanese, lesta nell’approfittare della scorciatoia del grande evento mondiale, per distogliere l’attenzione dal vuoto morale e di prospettiva. Che oggi, chiunque, passeggiando per Milano, può respirare insieme a nanoparticelle di varia origine.

 

Da qui al 2015, questa enorme vetrina chiamata Expo, sarà il pretesto legittimante per nuove colate di cemento, nuove autostrade, nuovi autogrill, nuovi lunapark e nuovi capannoni. Strappando all’agricoltura vaste aree del Parco Agricolo Sud Milano e del Parco del Ticino.

Proprio come lei teme.

 

Giustamente, Slowfood promuove la filiera corta e la valorizzazione dei prodotti locali, il ritorno alla sobrietà dei consumi semplici e la riscoperta di alcuni vecchi valori contadini.

Non comprendo, però, come sarà per lei possibile coniugare tutto questo con Expo 2015.

 

La ritengo persona troppo intelligente, per credere che Slowfood possa pensare di motivare alla propria storia, alla propria coscienza e ai propri adernti e simpatizzanti, la partecipazione a questo evento, ricorrendo solo allo slogan della signora Moratti: “Expo 2015. Nutrire il Pianeta”.

 

Una frase che, a chi osserverà la provincia di Milano all’indomani della grande “abbuffata”, suonerà come la classica beffa successiva al danno.

Una beffa ancora maggiore, se sarà realizzata con l’inconsapevole complicità (ma le scrivo proprio per questo!), di chi vorrebbe tutelare l’agricoltura e ne predica in tutto il mondo la salvaguardia.

 

Io sono solo un piccolo sindaco di un piccolo comune. Non ho agganci politici importanti e non ho certo nessuna possibilità di influire (come altri, come lei) sul corso delle cose.

La mia voce non può certo essere pari (per volume) a quella del Sindaco di Milano. Né la piccola comunità che governo ha il peso della grande metropoli umana posta al centro della più grande regione italiana.

Però, la consapevolezza di quasi impotenza di fronte ai grandi eventi, che mi accomuna ad altri giovani e periferici amministratori e a moltissimi altri cittadini, non mi impedisce di chiedere, parlare e comunicare con chi ritengo possa svolgere un ruolo. Ed in questo caso, lei può davvero svolgerne uno importante.

 

Caro Carlo Petrini, lei è stato individuato da un’importante rivista come uno degli uomini che potrebbero cambiare il mondo.

Per questo, le chiedo di rivedere l’appoggio di Slowfood a Expo 2015. O quantomeno di approfondirne gli aspetti critici che sono tenuti nascosti agli occhi dei cittadini.

 

Sarebbe davvero utile, per fermare quella che lei giustamente chiama un’invasione del suolo agricolo da parte del cemento, se la simpatica lumachina di Slowfood cominciasse a mangiare voracemente alcune foglie che sono cresciute sotto i piedi dell’uomo vitruviano, sulle lucide ed ammiccanti brochure di Expo 2015.

 

Con sincera cordialità

 

Domenico Finiguerra

Sindaco di Cassinetta di Lugagnano (MI)

Comune del Parco del Ticino, Riserva della Biosfera Unesco

VITTUONE DA MANGIARE

Ottobre 2, 2008

Una tappa a Vittuone, Comune del Sud Milano, territorio del Parco Agricolo.

L’amministrazione porta avanti con grande determinazione un progetto di Grande Cementificazione Commerciale.

Più di un milione di metri cubi.

Expo 2015 sipone l’obiettivo di nutrire il pianeta. Con il cemento?

 

 

 

CENTRO COMMERCIALE

 

SOS Ambiente Vittuone !!

 

Il Consiglio Comunale ha approvato a maggioranza la decisione di cambiare di destinazione le aree naturali a verde a nord del Comune intorno al “bacino” Villoresi. E così aree oggi boscate pari a circa 22 ettari vengono destinate ad essere coperte da scatole di cemento: saranno fonte di ulteriore inquinamento e perderanno la loro utile funzione di riequilibrio ambientale.

La cosa grave è che hanno ignorato in spregio alle normali regole democratiche le nostre osservazioni previste dalla legge con questa motivazione: il rapporto ambientale predisposto dal proponente risulta esaustivo!

Qual è l’utilità per i cittadini di Vittuone di questa trasformazione e cementificazione del territorio? Vittuone ha una superficie molto piccola, risulta (documento uff. Tecnico comunale cementificato al 46% inserito nella V A S. 2007 (in questo computo non sono conteggiate are di nuove abitazioni ed il Mega Centro Commerciale ).

Perché prima di mettere mano a queste trasformazioni non si considerano le conseguenze ambientali: strade intasate di traffico, rumore assordante e peggioramento della qualità dell’aria per quest’ulteriore cementificazione? L’ emergenza ambientale non e’ una calamita’ naturale, ma e’ una conseguenza della superficialità, irresponsabilità ed egoismo degli uomini.

 

1.286.465 di metri cubi di nuove costruzioni: “EXPO 2015 Ambiente?”

Un volume più o meno pari a 4.000 (quattromila) volte lo spazio di un appartamento!

 

Verranno costruiti oltre 71.000 metri quadrati di capannoni alti 15 metri (pari all’altezza di un palazzo di 4-5 piani) e un albergo di nove piani alto fino a 36 metri con 1000 camere

 

A detta degli stessi presentatori del piano, ci sarà un aumento del traffico di oltre 23.000 veicoli al giorno (per un quarto costituito da veicoli pesanti), e quest’incremento, compreso gli impianti di riscaldamento delle nuove costruzioni, porterà ad un peggioramento della qualità aria, in particolare di PM 10, già oggi oltre il valore limite di protezione della salute umana.

(Rapporto arpa 20067 classifica Vittuone uno dei primi paesi della provincia più inquinato da polveri sottili primo di Milano!)

 

Sulla base dei dati dei valori di traffico indotto anche dal nuovo centro commerciale che porterà ad un aumento di 2000 veicoli previsti in più per l’ora di punta, si avrà un ulteriore  peggioramento dell’aria e questo punto saremmo vicini ad  

Una media del PM 10 superiore del 50% al valore limite di protezione della salute umana.

 

Solo un’amara costatazione “Quello che a Vittuone non è permessa è la Legalità”

 

La salute umana non si può barattare

 

Ma per qualcuno non è così , sappiamo che siamo nel giusto, senza estremismi, lo facciamo per i nostri figli e nipoti, per un mondo leggermente migliore, non vorremmo che da grandi ci rimproverino di non aver fatto nulla. 

 

Paolo Fagnani

Legambiente Vittuone

NO EXPO

Settembre 29, 2008

Pubblico la lettera che il Comitato No Expo ha inviato al BIE.

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Al Segretario Generale del B.I.E.
Vicente Gonzalez Loscertales
 
 
                                                                                                                            Milano, 29 settembre 2008
 
 
Sappiamo che nei giorni scorsi avrebbe voluto visitare Milano. Scopo della visita: verificare lo stato di avanzamento dell’operazione expo 2015. Sappiamo anche del rifiuto del Sindaco Moratti alla Sua richiesta. Questo non ci meraviglia. Nelle precedenti occasioni, Le hanno mostrato una città finta e finte relazioni tra poteri istituzionali, amministrazioni locali e abitanti. Insomma, come si dice, hanno preso in giro Lei e il B.I.E..
 
Per questo, il Comitato No Expo, memore della Sua disponibilità all’incontro nello scorso febbraio, La invita ad una visita a Milano nelle prossime settimane.
 
Sarà l’occasione per verificare che da sette mesi, i soggetti promotori di ExpoMilano 2015 non fanno che litigare per conquistarsi la fetta più grossa di potere, ovvero di business. La governance condivisa e partecipata è già finita. Dei problemi alimentari e di modello di sviluppo sostenibile per il pianeta non parla più nessuno.
 
Potrà anche conoscere meglio la quotidianità del vivere a Milano e nella Lombardia locomotiva d’Europa. Le anticipiamo un po’ di cose per stimolare la Sua curiosità.
 
Milano è la città dove non si fanno le piste ciclabili perché tolgono spazio alla sosta auto;
nella Fiera di Milano (presa a modello per Expo 2015) si continua a lavorare in nero e tramite “caporalato”;
nei cantieri, anche per opere ritenute indispensabili per Expo, si lavora nell’illegalità e si continua a morire per la bassa sicurezza;
nella nostra città prevale l’intolleranza e l’arroganza, altro che multiculturalità e attenzione al mondo: si può morire bastonati se si è neri e si ruba un pacco di biscotti.
Qui di soldi non ce ne sono. Il Governo ha regalato Alitalia agli imprenditori e ai banchieri interessati nell’operazione Expo. Ma in parte gli è andata male e in ogni caso i finanziamenti non bastano;
finora gli unici soldi che ci sono sicuramente sono quelli di mafia e ‘ndrangheta, molto interessate agli appalti di Expo e già attive nei tanti cantieri. Le mostreremo le cave in mano alla criminalità organizzata dove vengono smaltiti rifiuti, anche tossici, prodotti nei cantieri del T.A.V., della Fiera e, probabilmente, di Citylife. 
Hanno promesso partecipazione, trasparenza, controlli, ma di tutto questo non abbiamo traccia.
 
Questo e altro Le mostreremo, se vorrà accettare il nostro invito. Non possiamo offrirle hotel a cinque stelle, cene o feste di gala. Non potrà certo rivedere la città vetrina che ha conosciuto, avrà modo però di scoprire fatti che nessuno, se non noi, Le verrà mai a dire.
Siamo sicuri, però, che apprezzerà l’ospitalità dei milanesi che lottano per sopravvivere ad una città sempre più Moloch e potrà conoscere l’altra Milano, cioè i luoghi che verranno cancellati per sempre dai grattacieli, le speculazioni, gli interventi di Expo; vedrà le aree e le attività agricole che saranno divorate da capannoni e infrastrutture varie; avrà modo di capire le ragioni di quei cittadini, la maggioranza, che pagheranno e saranno le vittime della Milano dell’Expo.
 
La aspettiamo.
 
COMITATO NO EXPO – Milano

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