NO TANGENZIALE

Novembre 19, 2008

 

 

IL COMUNE DI CASSINETTA DI LUGAGNANO PRESENTA RICORSO AL TAR E PREPARA UN SECONDO ESPOSTO ALL’UNESCO

GIOVEDI’ 4 DICEMBRE ASSEMBLEA PUBBLICA

Venerdì 14 novembre, il comune di Cassinetta di Lugagnano ha presentato ricorso al Tar per richiedere l’annullamento del progetto preliminare di collegamento tra Magenta e la Tangenziale Ovest di Milano.

“Si tratta di una decisione obbligata, afferma il sindaco Domenico Finiguerra, dettata da quanto deliberato dal consiglio comunale, che ha impegnato sindaco e giunta ad opporsi con ogni mezzo politico, legale e amministrativo a qualsiasi ipotesi di progetto che possa preludere alla realizzazione di un collegamento di tipo autostradale. E siccome il proseguimento della Malpensa-Boffalora fino ad Abbiategrasso, per come è stato progettato, andrà a formare uno dei tasselli del sistema di tangenziali esterne milanesi, confermiamo la nostra opposizione intransigente. Senza tentennamenti e senza scendere a compromessi. Restiamo al fianco dei Comitati No-Tangenziale e dei 14 mila cittadini dell’abbiatense e del magentino che hanno firmato contro la realizzazione dell’autostrada nel Parco del Ticino e in coerenza con il parere contrario espresso dal Parco del Ticino e dall’Unesco”.

Per informare la cittadinanza, l’Amministrazione comunale ha convocato un’assemblea pubblica per il 4 dicembre 2008 ore 21. L’adunanza si terrà presso la sala consiliare di Piazza Negri.

“Stiamo anche valutando l’opportunità di ripresentare il caso all’Unesco, che nell’aprile 2003 aveva già minacciato la revoca del riconoscimento di Riserva della Biosfera qualora il progetto non fosse stato rispettoso dei vincoli paesaggistici ed urbanistici tesi al mantenimento e alla salvaguardia dell’ecosistema, il cui valore è riconosciuto dal consesso internazionale. I consiglieri regionali della nostra zona puntano su Expo 2015, un evento che ritengo completamente privo di senso nell’era di internet, per accelerare la realizzazione di questa infrastruttura. Però, leggendo il titolo di questa kermesse, ovvero “Nutrire il Pianeta”, mi sembra davvero contraddittorio calare sull’unica realtà agricola forte della Provincia di Milano progetti a base di cemento che ne andranno a compromettere irrimediabilmente la sua stessa vocazione agricola. Mi sarebbe piaciuto vedere lo stesso impegno profuso per le autostrade a favore dei pendolari e del trasporto pubblico, invece devo prendere atto che l’unica iniziativa a loro favore è l’opposizione alla riduzione di corse da parte di Trenitalia. Davvero pochino per chi, dal Pirellone, si propone di migliorare la qualità della vita dei cittadini”.

Cari Cassinettesi, negli scorsi giorni avete ricevuto un volantino con il quale Forza Italia, AN e UDC rispondevano a una lettera aperta che ho scritto al Presidente Formigoni, il quale ha affermato che la Lombardia è in ritardo nei suoi processi di “sviluppo” a causa della «cultura del “no” e dello pseudoambientalismo che frena le opere».

Forse perché ripresi dai loro diretti superiori oppure per dare una dimostrazione di fedeltà al capo, i rappresentanti locali del Centrodestra (ad eccezione della Lega Nord) si sono prodigati in una difesa d’ufficio di Formigoni e in un gratuito attacco sconclusionato al sottoscritto.

Assieme alla lista civica Per Cassinetta, ritengo doveroso e corretto rispondere pubblicamente all’attacco personale ricevuto.

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Lo scritto di Forza Italia, AN e UDC termina con l’invito a connettermi alla realtà. Ma quale realtà? Quella medioevale in cui loro vivono? Quella in cui se si scrive al feudatario criticando il suo operato si ottiene  risposta dai suoi vassalli di turno?

La mia realtà è ben diversa. Io esprimo le mie opinioni, le sottoscrivo con nome e cognome, ci metto la mia faccia e rispondo direttamente ai miei interlocutori. Non ho bisogno di nascondermi dietro sigle di partito, né mai delegherei ad altri le mie risposte.

FI, AN e UDC non condividono il mio pensiero? E dove starebbe la novità? Il dissenso e la critica nel rispetto dell’altro sono il sale della democrazia. L’insulto, invece, no.

Per i partiti di centrodestra io non sono un signore? Mentre invece Formigoni lo è davvero? Non mi pare di aver mai detto che il Presidente non lo sia. Quanto al giudizio formulato sulla mia persona lascio a Voi ogni considerazione. La gratuità dell’offesa si commenta da sé.

Dicono che Formigoni è un ottimo governatore, perché amministra la nostra regione da 15 anni e “qualcosa di buono lo avrà fatto…o no?! “. Peccato che a sostegno di tanta magnificenza non portano un solo esempio di buon governo.

Mi si permetta, comunque, di dissentire recisamente da chi valuta la bontà di un politico dal numero di anni in cui detiene il potere. E’ un metro di misura che non accetto. Il ventennio fascista dovrebbe averci insegnato qualcosa.

Sono davvero compiaciuto che oggi, finalmente, dopo anni di polemiche inutili e pretestuose sui nostri progetti di riqualificazione, l’opposizione riconosca che siamo stati capaci “di spendere bene i soldi del Presidente FORMIGONI”.

Faccio però notare che i soldi non sono di Formigoni. Egli è l’amministratore dei soldi dei cittadini lombardi e non certo il solo titolare del bene comune. Mi pare molto pericoloso ipotizzare che se ad un Comune vengono riconosciuti finanziamenti regionali (costituiti, ripeto, dalle tasse di tutti i cittadini) e il suo sindaco non è dello schieramento politico del Governatore della regione, i finanziamenti siano da considerarsi una gentile concessione.

Cosa significa? Che chi ha votato per un partito diverso da Forza Italia, AN e UDC, oppure non è andato a votare, se riceve servizi come tutti i cittadini, è solo per gentile concessione di chi detiene il potere? Ma siamo seri! E non voglio pensare che dietro le parole dei nostri oppositori ci sia una velata minaccia a smetterla di attaccare politicamente il loro “capo”, pena il taglio di finanziamenti.

Mai, prima dell’amministrazione della lista Per Cassinetta, i finanziamenti regionali sono stati tanto utilizzati. Questo è oggettivamente vero. E questi soldi sono giunti a Cassinetta di Lugagnano perché il sottoscritto e gli assessori della mia giunta, vecchia e nuova, cui dovrebbero andare il ringraziamento ed il riconoscimento di tutti, hanno saputo presentare progetti tanto validi da meritare di essere finanziati.

Evidentemente, i predecessori, miei e del sindaco Zagon, pur avendo maggiori affinità politiche con il Presidente Formigoni, non hanno mai saputo presentare progetti ritenuti così meritevoli da essere finanziati.

Venendo alla ferma opposizione alla realizzazione alla Milano-Malpensa, progetto sul quale sarà convocata a breve un’assemblea pubblica, ricordo innazitutto che il Consiglio Comunale ha votato all’unanimità, nella seduta del 19 dicembre 2003, la linea dura contro la strada Milano-Malpensa. Una delibera che impegna tutt’oggi il sottoscritto e la giunta ad opporsi in ogni sede, politica, legale e amministrativa, alla realizzazione della tangenziale. Un progetto che stravolgerà per sempre il nostro territorio. E che accelererà ulteriormente la speculazione edilizia nel Parco del Ticino.

Noi teniamo fede agli impegni assunti in consiglio comunale e in campagna elettorale. Impegno sul quale abbiamo ricevuto mandato da oltre il 62% di voi cittadini. Se FI, AN e UDC hanno cambiato idea (ammesso che siano mai stati contrari alla Tangenziale ANAS), si sono dimenticati di comunicarlo ai cittadini.

La provincia di Milano retta da Penati e dal centrosinistra ha approvato la Tangenziale. E io, a differenza di molti altri che chinano il capo davanti agli “ordini di scuderia”, mi sono dimesso dal partito cui appartenevo.

Messo di fronte alla scelta se rimanere iscritto ad un partito oppure restare fedele alla linea politica e al mandato ricevuto dai cittadini, non ho esitato. Ho scelto Cassinetta di Lugagnano, gli interessi della sua comunità e del suo territorio.

Se i rappresentanti di FI, AN e UDC, sono contrari alla strada (ma apprendiamo oggi che forse non lo sono), hanno lo stesso coraggio di lasciare i loro partiti per restare fedeli a Cassinetta di Lugagnano? Temo di no. E forse sta proprio qui uno dei motivi della loro sconfitta. Forse è per questo che mentre alle elezioni politiche il centrodestra di Berlusconi raggiunge punte di oltre il 65% dei voti, alle comunali il centrodestra locale non va oltre il 37%.

Nella nota del centrodestra, si afferma che gli altri sindaci sono collaborativi e che fanno gli interessi dei rispettivi territori.

Faccio notare che la nostra dura opposizione ha obbligato il ministero dell’ambiente e dei beni culturali a prescrivere particolari opere di mitigazione per il territorio, il paesaggio e il patrimonio artistico di Cassinetta di Lugagnano e precise prescrizioni a tutela dell’agricoltura e dell’ambiente.

A differenza degli altri comuni che si dovranno sorbire ponti e cavalcavia, a Cassinetta la strada passerebbe (uso il condizionale perché la battaglia non è chiusa) a raso o addirittura interrata e senza nessuno svincolo (eliminato su protesta del nostro comune).

Forse FI, AN e UDC, per non essere da meno rispetto ai loro compagni di partito di Abbiategrasso, Magenta o Robecco avrebbero voluto uno svincolo anche per Cassinetta? Così da vedere transitare sul nostro ponte tutti i mezzi provenienti da Abbiategrasso e diretti verso Malpensa o verso la l’Autostrada Milano Torino? Se così è, lo dicano chiaramente. E si assumano le relative responsabilità.

Lo ribadiamo con chiarezza. Noi continueremo ad opporci al Progetto ANAS e ad ogni soluzione che possa preludere alla realizzazione di collegamenti autostradali nel Parco del Ticino. Come deciso dal consiglio e come votato dai cittadini.

Infine, avrei preferito che l’opposizione proseguisse nella sua lettera aperta, rammentando quanto da me non fatto. Perché forse sarebbe davvero meglio, per tutta Cassinetta, che l’opposizione si decidesse a fare seriamente il suo lavoro e si concentrasse maggiormente sulle imperfezioni, sulle carenze e sugli errori dell’amministrazione comunale o dei suoi uffici, che pure ci sono. Sono sicuro che se l’opposizione si dedicasse alle segnalazioni dei disservizi, delle manutenzioni mancate, degli aspetti da migliorare, forse farebbe qualcosa di più utile alla comunità. Lasciando che al sottoscritto risponda il signor Roberto Formigoni in persona, che di sicuro dispone dei mezzi per farlo.

E sempre che egli abbia qualcosa da rispondere.

 

Il sindaco
Domenico Finiguerra

DIFESA D’UFFICIO…

Ottobre 9, 2008

Un mese fa, dopo aver letto un’intervista di Formigoni, decisi di scrivere al “celeste” una lettera aperta (clicca quì).

A distanza di un mese, Forza Italia, Allenaza Nazionale e UDC, hanno distribuito a Cassinetta di Lugagnano questo volantino

A breve la mia risposta

ORGOGLIO

Agosto 27, 2008

Il comune di Cassinetta di Lugagnano ha vinto il Premio Comuni a Cinque Stelle nella categoria “Gestione del Territorio”.

A nome di tutta l’amministrazione comunale e della comunità di Cassinetta di Lugagnano, rivolgo un sentito ringraziamento agli organizzatori e all’associazione Comuni Virtuosi per il prestigioso riconoscimento ricevuto.

E’ per me motivo di orgoglio, essere sindaco di questo comune e ricevere in sua rappresentanza questo premio. Un nuovo punto di partenza per affronatare altre ed impegnative sfide. Nella complessiva e generale ricerca di un nuovo modo di amministare i beni comuni e di fare politica. Nell’interesse della collettività e nel rispetto delle generazioni future di questo paese e di questo pianeta.

Il 24 luglio 2008 ho formalmente comunicato la mia decisione di rendermi indipendente e di lasciare il movimento Sinistra Democratica.

Sono convinto che, in questa fase storica, non solo in Italia, la politica debba ricostruire se stessa a partire dalla base, dai territori, dalle problematiche e dalle contraddizioni che da globali si sostanziano a livello locale.

Se si vuole davvero partecipare alla ricostruzione di un rinnovato senso civico e cercare di ridare speranza e futuro al nostro pianeta, al nostro paese e alle nostre comunità, bisogna avere il coraggio di rimettere tutto in discussione e sgomberare il campo da equivoci. Comprese le proprie appartenenze partitiche. Che in questa fase sono solo di intralcio alla costruzione di un vero partito dei cittadini, per il bene comune, per la terra, per l’aria e per l’acqua, per la giustizia, per la pace tra i popoli e tra le generazioni, per i diritti civili, per la salute.

Chi decide di impegnarsi politicamente deve compiere una scelta:

A) cercare di salire su un grande transatlantico. Bello, luminoso, nuovo, che solchi rotte apparentemente sicure. Ma difficilmente questa bella nave potrà esplorare gli angoli dell’oceano dove nascono nuove specie deformi, i vortici dove si ammassano i rifiuti del pianeta, i fiordi morti dove l’acqua si imputridisce. Ma sarà impossibile per questo ingombrante natante risalire fiumi e addentrarsi in quelle terre dove gli uomini cercano di sopravvivere ad un modello di sviluppo che toglie loro il pane di bocca… e la natura stenta a riprodursi. Una bella nave, sicura per chi ci abita (anche se la punta di un iceberg nella nebbia può sempre apparire all’ultimo momento), ma devastante per chi capita sotto le sue eliche d’acciaio o per chi respira la sua fuliggine cancerogena.

oppure

B) costruirsi una zattera, leggera, che si accompagni ad altre mille zattere, umili, a remi. Che vada ad esplorare nuove terre e che si avventuri alla ricerca di un nuovo mondo. Che riscopra il desiderio della lotta per gli ultimi e per gli oppressi. Che riesca a ritrovare le virtuose correnti che portano all’isola della giustizia e della pace o alla città della gioia e della felicità, senza distizioni di sesso, censo, razza o religione. Che riesca a raggiungere tutti gli scogli pericolosi, anche per la grande nave, per costrirci sopra nuovi fari segnalatori, in grado di tracciare una nuova rotta, più sicura e più rispettosa della terra e di tutti i suoi abitanti. Una zattera fatta di materiale riciclabile, riutilizzabile, recuperabile. Una zattera sicuramente più pericolosa, facilmente ribaltabile dalle onde anomale provocate dal grande transatlantico, ma altrettanto facilmente in grado di ritrovare il filo d’acqua e restituire la luce del sole ai suoi marinai .

Io ho deciso. Comincio a costruire la mia zattera.

Tutti i marinai lo sanno, se si resta troppo vicini ad una grande nave, o si chiede di essere issati a bordo o si rischia di essere travolti dalla sue onde o ancora peggio dalle sue terribili eliche d’acciaio…

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E siccome credo nella trasparenza degli atti e dei comportamenti politici, pubblico la mia lettera indirizzata al coordinatore provinciale di SD.

PER CASSINETTA RISPONDE

Luglio 17, 2008

NO ALLA TANGENZIALE, NO ALL’INCENERITORE

SI ALLA TUTELA DELLA SALUTE, DELL’AMBIENTE E DEL PAESAGGIO

 

IL SINDACO E LA GIUNTA VADANO AVANTI COSI’

 

PER CASSINETTA E PER LE PROSSIME GENERAZIONI

 

Carissimi cittadini,

recentemente avete assistito ad un attacco a freddo dell’UDC di Cassinetta (e/o di Abbiategrasso?) al nostro sindaco Domenico Finiguerra.

L’accusa che gli esponenti locali del partito di Totò Cuffaro hanno rivolto al nostro primo cittadino e all’amministrazione comunale è sostanzialmente quella di opporsi sia alla tangenziale, che dovrebbe passare a meno di 300 metri dal nostro naviglio, che al forno inceneritore, che il Comune di Abbiategrasso vorrebbe costruire a meno di 2 Km da Cassinetta di Lugagnano.

Si rincara la dose rimproverando al sindaco la sua preconcetta difesa del verde del nostro territorio.

 

Non c’è che da restare basiti!!!

 

Domenico Finiguerra e la lista Per Cassinetta hanno ricevuto un mandato preciso dagli elettori, che a grandissima maggioranza (oltre il 62%) hanno preferito il programma, delle donne e degli uomini che si battono per difendere il verde, l’ambiente, il paesaggio e l’agricoltura, dalla violenza di un progetto scellerato, che comprometterà il futuro di tutto l’Est Ticino, Abbiatense e Magentino.

Invitiamo tutti e soprattutto gli esponenti locali dell’UDC a recarsi nei comuni interessati dalla bretella Boffalora-Malpensa appena terminata (Marcallo, Mesero, Cuggiono ecc. ecc.) per visionare con i loro occhi lo scempio realizzato. Con l’accordo dei sindaci. Accontentati da 4 alberelli e due piste ciclabili.

Si accusa il sindaco per non aver proposto soluzioni alterative.

Ricordiamo che fin dall’inizio il Comune di Cassinetta ha chiesto la razionalizzazione e la messa in sicurezza delle strade esistenti. A partire dalla statale 526 Robecco/Abbiategrasso.

Ma, evidentemente, l’obiettivo di ANAS, Regione Lombardia e Comune di Abbiategrasso non è migliorare la viabilità locale a favore dei pendolari e dei ciclisti, bensì realizzare il secondo anello tangenziale milanese, e contestualmente aprire al saccheggio del territorio.

Per la cronaca ricordiamo che l’esponente locale dell’UDC ha votato una delibera (passata all’unanimità) che obbliga il Comune ad opporsi politicamente e legalmente ad ogni progetto che preluda alla realizzzazione di collegamenti di tipo tangenziale o autostradale. Forse i capipartito di Abbiategrasso hanno richiamato all’ordine i loro uomini di stanza a Cassinetta?

 

Quanto all’inceneritore di Abbiategrasso, è davvero stucchevole ricevere critiche perché ci si oppone.

Cassinetta di Lugagnano, insieme agli altri comuni del Consorzio Navigli, ha investito sulla raccolta differenziata, sul riciclaggio e sul recupero, sul compostaggio, trovando vie virtuose nella gestione dei rifiuti, …

e dovrebbe stare zitta se il comune più vicino ed importante decide di praticare la facile e malsana via dell’inecerimento dei rifiuti?

I cìttadini di Cassinetta separano pazientemente l’immondizia e dovrebbero respirare i fumi dell’impianto di Abbiategrasso senza battere ciglia?

Lo faccia pure l’UDC, sia di Casssinetta che di Abbiategrasso.

La lista Per Cassinetta e il sindaco Finiguerra continueranno invece a battersi per salvaguardare la salute dei cittadini, e a settembre cominceranno a raccogliere le firme per dire no all’impianto di Mendosio.

L’ UDC ATTACCA

Luglio 17, 2008

Riporto fedelmente l’intervento dell’UDC di Cassinetta-Abbiategrasso
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Care/i Cassinettesi,

l’UDC di Cassinetta si permette di entrare nelle vostre case per proporvi una riflessione.

Da parecchio tempo leggiamo sui quotidiani e sui settimanali locali interventi rilasciati dal nostro sindaco Dott. Finiguerra, in merito alla famosa bretella che da Magenta collegherà la strada Milano/Baggio. Successivamnete lo stesso ha espresso il proprio punto di vista con riguardo al termovaorizzatore di Abbiategrasso, ed infine, recentemente, ha espresso la sua preconcetta difesa del territorio.

Per ogni problema ha espresso parere negativo senza proporre soluzioni alternative! Qual è il risultato ottenuto? La bretella stradale si farà.

Non era forse meglio arrivare ad un accordo conciliando l’esigenza di non procurare danni eccessivi al territorio, determinando un minor impatto ambientale e nel contempo portare a casa qualche beneficio per la nostra comunità?

Cerchiamo di non rimanere fuori dalla realtà anche in merito alla realizzazione del termovalorizzatore, ragionando sui benefici alla popolazione in termini di risparmio economico, ma anche chiedendo con forza l’utilizzo delle migliori tecnologie per gli impianti.

RingraziandoVi per l’attenzione a noi prestata, lasciamo a Voi la riflessione, sempre disponibili ad un confronto costruttivo.

Indirizzo e-mail: udc.abbiategrasso-cassinetta@fastwebnet.it

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Parte 1

Parte 2

Parte 3

Parte 4

Parte 5

Un’intervista a cura di Fabio Prina, www.sosteniamoci.it

 

Articolo pubblicato su Repubblica, Domenica 11 maggio 2008

I piccoli comuni italiani fanno festa perché sanno di essere una risorsa preziosa, sebbene troppo spesso ignorata. Fino a qualche decennio fa non avevano un ruolo, appartenevano a una provincia sorniona che se voleva evadere dal suo isolamento – dorato o subìto – poteva solo guardare alla città. Oggi no. Internet ha reso ogni piccolo nucleo abitato un centro del mondo, diversificato secondo ogni prospettiva e integrato in una rete internazionale di affinità elettive.
E vivere in piccoli centri è oggi un privilegio che spesso permette di fuggire ai problemi delle zone urbane sovraffollate e sovrainquinate. Ma c’è di più. Di fronte alla crisi ambientale che sta emergendo, i piccoli comuni sono più reattivi e pronti a cambiare registro, a diventare luoghi di sperimentazione e di emulazione di buone pratiche.

In primo luogo c’è ancora spazio fisico, agricoltura e suolo non cementificato per intenderci, per mettere in pratica la filiera corta, la coltivazione delle biomasse, l’uso delle energie rinnovabili. Ma poi c’è il tessuto sociale giusto che permette il dialogo con i cittadini e l’attuazione in tempi brevi di nuovi stili di vita. La Lombardia è la regione italiana con il maggior numero di piccoli comuni, ce ne sono 1152 sotto i 5000 abitanti.

A Cassinetta di Lugagnano, nell’ovest Milano, il sindaco Domenico Finiguerra combatte strenuamente per salvare il suolo agrario da nuove autostrade e cementificazioni annesse, e fa bene: in vista della scarsità alimentare che aleggia sul mondo i terreni che oggi i palazzinari gli vogliono sottrarre nutriranno la Milano di domani. A Roncoferraro, provincia di Mantova, anche se di abitanti ne ha 6600, da un paio d’anni funziona l’impianto termico alimentato a cippato per scaldare gli edifici pubblici con i pioppi coltivati in zona. Tornando in provincia di Milano, Albairate ha applicato l’elettronica alla raccolta rifiuti e fa pagare i cittadini non sulla base della superficie occupata, ma della quantità prodotta e differenziata. A Rocca Susella, nell’Oltrepo Pavese, 229 abitanti, si sta realizzando un villaggio ecologico a energia rinnovabile. A Mezzago si è istituita la Deco, Denominazione comunale di origine, per favorire il consumo di prodotti locali, come l’asparago rosa: meno chilometri percorsi, meno inquinamento, meno rifiuti. L’Associazione dei Comuni Virtuosi è piena di buoni esempi da imitare: ora tocca ai grandi. A quando, per esempio, la raccolta dell’umido a Milano? Si produrrebbe tanto buon compost per l’agricoltura dei comuni limitrofi e si chiuderebbe un cerchio virtuoso.

OKMUSIK

Marzo 15, 2008

Domenica 16 marzo

dalle 19 alle 20
il sindaco di Cassinetta di Lugagnano
Domenico Finiguerra
ospite del programma radio di Sosteniamoci in onda su