RISPUNTA L’AMMAZZAPARCHI

Gennaio 30, 2009

C’era da aspettarselo. L’avevano promesso. Ci riproveranno.

Formigoni, Boni & co.

Nel testo dela nuova proposta di legge di riordino dei parchi lombardi svetta  l’articolo 8,  il quale prevede che la giunta regionale nella fase istruttoria del coordinamento del parco o delle sue varianti garantirà il confronto tra l’ente gestore e il comune, in caso di conflitto tra un parco e un ente locale, l’ultima parola spetterà al Pirellone.

Praticamente, viene riproposto l’emendamento ammazzaparchi, il quale consentiva appunto ai comuni di bypassare il parere contrario dei parchi concordando la variante direttamente in Regione. 

Così,  se un comune ha un attacco improvviso di incontinenza edilizia (che l’ente parco, a causa di vincoli, lacci e laciuoli non può soddisfare), ci pensa mammina regione.

Ma comunque, la nuova legge di Formigoni è già più avanti. Perchè? Perchè garantirà l’eliminazione dello stesso dissenso. Come? Facile. Nominando i direttori dei Parchi.

Avete mai sentito un direttore dell’ASL mettere in discussione il modello sanitario lombardo?

 

Cari Cassinettesi, negli scorsi giorni avete ricevuto un volantino con il quale Forza Italia, AN e UDC rispondevano a una lettera aperta che ho scritto al Presidente Formigoni, il quale ha affermato che la Lombardia è in ritardo nei suoi processi di “sviluppo” a causa della «cultura del “no” e dello pseudoambientalismo che frena le opere».

Forse perché ripresi dai loro diretti superiori oppure per dare una dimostrazione di fedeltà al capo, i rappresentanti locali del Centrodestra (ad eccezione della Lega Nord) si sono prodigati in una difesa d’ufficio di Formigoni e in un gratuito attacco sconclusionato al sottoscritto.

Assieme alla lista civica Per Cassinetta, ritengo doveroso e corretto rispondere pubblicamente all’attacco personale ricevuto.

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Lo scritto di Forza Italia, AN e UDC termina con l’invito a connettermi alla realtà. Ma quale realtà? Quella medioevale in cui loro vivono? Quella in cui se si scrive al feudatario criticando il suo operato si ottiene  risposta dai suoi vassalli di turno?

La mia realtà è ben diversa. Io esprimo le mie opinioni, le sottoscrivo con nome e cognome, ci metto la mia faccia e rispondo direttamente ai miei interlocutori. Non ho bisogno di nascondermi dietro sigle di partito, né mai delegherei ad altri le mie risposte.

FI, AN e UDC non condividono il mio pensiero? E dove starebbe la novità? Il dissenso e la critica nel rispetto dell’altro sono il sale della democrazia. L’insulto, invece, no.

Per i partiti di centrodestra io non sono un signore? Mentre invece Formigoni lo è davvero? Non mi pare di aver mai detto che il Presidente non lo sia. Quanto al giudizio formulato sulla mia persona lascio a Voi ogni considerazione. La gratuità dell’offesa si commenta da sé.

Dicono che Formigoni è un ottimo governatore, perché amministra la nostra regione da 15 anni e “qualcosa di buono lo avrà fatto…o no?! “. Peccato che a sostegno di tanta magnificenza non portano un solo esempio di buon governo.

Mi si permetta, comunque, di dissentire recisamente da chi valuta la bontà di un politico dal numero di anni in cui detiene il potere. E’ un metro di misura che non accetto. Il ventennio fascista dovrebbe averci insegnato qualcosa.

Sono davvero compiaciuto che oggi, finalmente, dopo anni di polemiche inutili e pretestuose sui nostri progetti di riqualificazione, l’opposizione riconosca che siamo stati capaci “di spendere bene i soldi del Presidente FORMIGONI”.

Faccio però notare che i soldi non sono di Formigoni. Egli è l’amministratore dei soldi dei cittadini lombardi e non certo il solo titolare del bene comune. Mi pare molto pericoloso ipotizzare che se ad un Comune vengono riconosciuti finanziamenti regionali (costituiti, ripeto, dalle tasse di tutti i cittadini) e il suo sindaco non è dello schieramento politico del Governatore della regione, i finanziamenti siano da considerarsi una gentile concessione.

Cosa significa? Che chi ha votato per un partito diverso da Forza Italia, AN e UDC, oppure non è andato a votare, se riceve servizi come tutti i cittadini, è solo per gentile concessione di chi detiene il potere? Ma siamo seri! E non voglio pensare che dietro le parole dei nostri oppositori ci sia una velata minaccia a smetterla di attaccare politicamente il loro “capo”, pena il taglio di finanziamenti.

Mai, prima dell’amministrazione della lista Per Cassinetta, i finanziamenti regionali sono stati tanto utilizzati. Questo è oggettivamente vero. E questi soldi sono giunti a Cassinetta di Lugagnano perché il sottoscritto e gli assessori della mia giunta, vecchia e nuova, cui dovrebbero andare il ringraziamento ed il riconoscimento di tutti, hanno saputo presentare progetti tanto validi da meritare di essere finanziati.

Evidentemente, i predecessori, miei e del sindaco Zagon, pur avendo maggiori affinità politiche con il Presidente Formigoni, non hanno mai saputo presentare progetti ritenuti così meritevoli da essere finanziati.

Venendo alla ferma opposizione alla realizzazione alla Milano-Malpensa, progetto sul quale sarà convocata a breve un’assemblea pubblica, ricordo innazitutto che il Consiglio Comunale ha votato all’unanimità, nella seduta del 19 dicembre 2003, la linea dura contro la strada Milano-Malpensa. Una delibera che impegna tutt’oggi il sottoscritto e la giunta ad opporsi in ogni sede, politica, legale e amministrativa, alla realizzazione della tangenziale. Un progetto che stravolgerà per sempre il nostro territorio. E che accelererà ulteriormente la speculazione edilizia nel Parco del Ticino.

Noi teniamo fede agli impegni assunti in consiglio comunale e in campagna elettorale. Impegno sul quale abbiamo ricevuto mandato da oltre il 62% di voi cittadini. Se FI, AN e UDC hanno cambiato idea (ammesso che siano mai stati contrari alla Tangenziale ANAS), si sono dimenticati di comunicarlo ai cittadini.

La provincia di Milano retta da Penati e dal centrosinistra ha approvato la Tangenziale. E io, a differenza di molti altri che chinano il capo davanti agli “ordini di scuderia”, mi sono dimesso dal partito cui appartenevo.

Messo di fronte alla scelta se rimanere iscritto ad un partito oppure restare fedele alla linea politica e al mandato ricevuto dai cittadini, non ho esitato. Ho scelto Cassinetta di Lugagnano, gli interessi della sua comunità e del suo territorio.

Se i rappresentanti di FI, AN e UDC, sono contrari alla strada (ma apprendiamo oggi che forse non lo sono), hanno lo stesso coraggio di lasciare i loro partiti per restare fedeli a Cassinetta di Lugagnano? Temo di no. E forse sta proprio qui uno dei motivi della loro sconfitta. Forse è per questo che mentre alle elezioni politiche il centrodestra di Berlusconi raggiunge punte di oltre il 65% dei voti, alle comunali il centrodestra locale non va oltre il 37%.

Nella nota del centrodestra, si afferma che gli altri sindaci sono collaborativi e che fanno gli interessi dei rispettivi territori.

Faccio notare che la nostra dura opposizione ha obbligato il ministero dell’ambiente e dei beni culturali a prescrivere particolari opere di mitigazione per il territorio, il paesaggio e il patrimonio artistico di Cassinetta di Lugagnano e precise prescrizioni a tutela dell’agricoltura e dell’ambiente.

A differenza degli altri comuni che si dovranno sorbire ponti e cavalcavia, a Cassinetta la strada passerebbe (uso il condizionale perché la battaglia non è chiusa) a raso o addirittura interrata e senza nessuno svincolo (eliminato su protesta del nostro comune).

Forse FI, AN e UDC, per non essere da meno rispetto ai loro compagni di partito di Abbiategrasso, Magenta o Robecco avrebbero voluto uno svincolo anche per Cassinetta? Così da vedere transitare sul nostro ponte tutti i mezzi provenienti da Abbiategrasso e diretti verso Malpensa o verso la l’Autostrada Milano Torino? Se così è, lo dicano chiaramente. E si assumano le relative responsabilità.

Lo ribadiamo con chiarezza. Noi continueremo ad opporci al Progetto ANAS e ad ogni soluzione che possa preludere alla realizzazione di collegamenti autostradali nel Parco del Ticino. Come deciso dal consiglio e come votato dai cittadini.

Infine, avrei preferito che l’opposizione proseguisse nella sua lettera aperta, rammentando quanto da me non fatto. Perché forse sarebbe davvero meglio, per tutta Cassinetta, che l’opposizione si decidesse a fare seriamente il suo lavoro e si concentrasse maggiormente sulle imperfezioni, sulle carenze e sugli errori dell’amministrazione comunale o dei suoi uffici, che pure ci sono. Sono sicuro che se l’opposizione si dedicasse alle segnalazioni dei disservizi, delle manutenzioni mancate, degli aspetti da migliorare, forse farebbe qualcosa di più utile alla comunità. Lasciando che al sottoscritto risponda il signor Roberto Formigoni in persona, che di sicuro dispone dei mezzi per farlo.

E sempre che egli abbia qualcosa da rispondere.

 

Il sindaco
Domenico Finiguerra

DIFESA D’UFFICIO…

Ottobre 9, 2008

Un mese fa, dopo aver letto un’intervista di Formigoni, decisi di scrivere al “celeste” una lettera aperta (clicca quì).

A distanza di un mese, Forza Italia, Allenaza Nazionale e UDC, hanno distribuito a Cassinetta di Lugagnano questo volantino

A breve la mia risposta

MA MI FACCIA IL PIACERE…

Settembre 10, 2008

LETTERA APERTA

Egregio sig. Formigoni,

in un’intervista sull’inserto economico di Repubblica lei ha affermato che la Lombardia è in ritardo nei suoi processi di “sviluppo” a causa della «cultura del “no” e di uno pseudoambientalismo che frena le opere».

A prescindere dal mio radicale e totale dissenso rispetto alla politica e al modello di “pseudosviluppo” che lei promette ai Lombardi e persegue da quasi 15 anni, non è forse un’ingenua ammissione della propria incapacità a governare ammettere di essere in ritardo?

Non c’è Tg Regionale o testata locale che ogni giorno non magnifichi la sua opera di Governatore, giovane ed eterna promessa della politica nazionale.

Lei appare puntuale sui nostri teleschermi almeno tre volte al giorno: al mattino per la presentazione del progetto del nuovo raccordo di collegamento; al pomeriggio per magnificare Expo 2015 e le grandi opportunità che comporterà; alla sera per spiegare il progetto della nuova sede regionale (qualcuno la chiama la sua Piramide).

Lei incarna, e giustamente viene rappresentato come tale dai media super-indipendenti, la figura del grande pilota alla guida della grande fuoriserie italiana della modernità e dello sviluppo, la grande regione Lombardia.

… e poi, ammette che vi sono ritardi! Però per colpa dello “pseudombientalismo”.

Sig. Formigoni, come avrebbe detto Totò, “ma mi faccia il piacere”!!!

Lei possiede tutti gli strumemnti e i mezzi per poter fare ciò che vuole della Lombardia. E spesso lo fa!

Ammettere di essere in ritardo, scaricando le sue responsabilità su chi non la pensa come lei (e la sua larga cerchia di vassalli, valvassini e valvassori) è esercizio di bassa politica, e forse potrebbe stare quì la vera ed incoffessabile motivazione per la quale il Sig. Berlusconi ha preferito la signora Gelmini.

Si assuma le sue responsabilità davanti ai cittadini e dica che tutte le bellissime presentazioni, annunci, inaugurazioni non erano altro che fumo negli occhi.

Senza entrare nel merito delle grandi opere che taluni, ma non io, ritengono necessarie allo sviluppo, prenda atto che in 3 lustri, la sua amministrazione non ha lasciato finora nessun segno sulla terra di Lombardia, ad eccezione di qualche bretellina quà e là, di un aeroprto che sembra diretto verso il fallimento, di progetti autostradali faraonici. Nessun intervento degno di nota per agevolare i pendolari che si muovono in treno o in autobus.

In fondo una presa d’atto del suo fallimento, purtoppo, l’ha già dimostrata. Nella stessa intervista, ricorda come «Il ruolo dei privati è fondamentale. Le casse pubbliche non sono più in grado di sostenere il fabbisogno di infrastrutture del Paese. Dobbiamo mettere i privati in grado di intervenire impostando regole che permettano di valorizzare al massimo le opportunità che una nuova infrastruttura porta con sé e convogliare questo accrescimento di valore per finanziare la realizzazione dell’opera stessa. C’è un articolo della nostra legge “Obiettivo” regionale che prevede questo».

In sostanza, la legge citata è l’ammissione che siccome non siete in grado di realizzare gli scempi da soli, vi farete aiutare dai privati, che già gustano il boccone succolento. Volete costruire le autostrade e le pagate con il territorio. Un bel centro commerciale, un lunapark, un bel polo logistico o una bella speculazione immobiliare e… voilà! Il privato valorizza e l’infrastuttura è servita.

 

Un’ultima cosa su Expo 2015. Signor Formigoni, lei fa politica da molti anni. E in cuor suo sa la verità vera: Milano e la Lombardia non hanno più un’anima, non hanno un’identità. E questa attesa isterica, esasperata ed esasperante, che fa apparire Expo2015 come la soluzione di tutti problemi è indicatore di questo smarrimento profondo. Culturale e di prospettiva. Sperate di mascherare il misero fallimento della vostra politica ricercando nuovamente “la Milano da Bere”. Temo, e credo, che sarà soprattutto una “Milano da Mangiare”.

Orgoglioso di essere uno dei suoi avversari che sul territorio dissente dalla sua politica e che partecipa con umiltà e pochi mezzi alla resistenza sommersa che si oppone al disastro ambientale che insieme a tanti altri sta cercando di realizzare,

nella speranza che i mass media di distrazione di massa, finalmente si dedichino, ritrovando un minimo di spina dorsale, ad accurata indagine circa le conseguenze sull’ambiente e l’agricoltura della sua politica territoriale ed urbanistica,

scusandomi per la poco cortese forma di questa mia lettera aperta e chiedendo altrettanto a lei per aver riversato su altri (tra cui il sottoscritto) le sue responsabilità di governatore,

la saluto con formalità

Domenico Finiguerra – Sindaco di Cassinetta di Lugagnano

BOOM!!!

Maggio 16, 2008

Formigoni & Co. approvano la legge obiettivo regionale.

Con l’astensione del PD.

Tic Tac, Tic Tac …. boom!

Può cominciare la conquista del West.

I protagonisti e le comparse, si accomodino.