RISPUNTA L’AMMAZZAPARCHI

Gennaio 30, 2009

C’era da aspettarselo. L’avevano promesso. Ci riproveranno.

Formigoni, Boni & co.

Nel testo dela nuova proposta di legge di riordino dei parchi lombardi svetta  l’articolo 8,  il quale prevede che la giunta regionale nella fase istruttoria del coordinamento del parco o delle sue varianti garantirà il confronto tra l’ente gestore e il comune, in caso di conflitto tra un parco e un ente locale, l’ultima parola spetterà al Pirellone.

Praticamente, viene riproposto l’emendamento ammazzaparchi, il quale consentiva appunto ai comuni di bypassare il parere contrario dei parchi concordando la variante direttamente in Regione. 

Così,  se un comune ha un attacco improvviso di incontinenza edilizia (che l’ente parco, a causa di vincoli, lacci e laciuoli non può soddisfare), ci pensa mammina regione.

Ma comunque, la nuova legge di Formigoni è già più avanti. Perchè? Perchè garantirà l’eliminazione dello stesso dissenso. Come? Facile. Nominando i direttori dei Parchi.

Avete mai sentito un direttore dell’ASL mettere in discussione il modello sanitario lombardo?

 

DALL’ASSEMBLEA

Dicembre 7, 2008

Da Cronaca Quì

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Continua la battaglia contro il prolungamento a sud della Boffalora-Malpensa

Contro la tangenziale si alza la voce: “Quella strada non la vogliamo!”

CASSINETTA DI LUGAGNANO 06/12/2008 – “Se dal punto di vista legale, con la legge obiettivo, le possibilità di realizzare la tangenziale ci sono è dal punto di vista politico che la questione è ancora aperta. Dobbiamo essere in grado di dare vita ad un movimento culturale di cittadini che prendano coscienza del problema e contrastino una strada inutile e dannosa”. Così si è espresso il sindaco di Cassinetta di Lugagnano l’altra sera in un’aula consiliare gremita di gente come non si era mai visto, perchè si parlava di un argomento che tocca tutto il sud ovest Milano. Quello del prolungamento a sud della Boffalora-Malpensa: “Non chiederemo lo spostamento della strada di qualche centinaio di metri – ha detto Finiguerra -, la nostra battaglia è per il bene di tutto il territorio non solo del nostro piccolo paese. E se la perderemo non sarà la nostra sconfitta, sarà la sconfitta di tutti”.
In mezzo al pubblico c’erano tanti agricoltori proprietari di cascine ed aziende che tra le campagne di Robecco sul Naviglio lavorano da anni in mezzo a fontanili e rogge. C’erano i comitati “No tangenziale” che hanno raccolto oltre 13mila firme. L’opera costerà 280milioni di euro, per una strada a doppia carreggiata con due corsie per senso di marcia, corsia di emergenza e spartitraffico che dalla rotonda che immette nella Boffalora-Malpensa a Magenta, arriverà a Robecco sul Naviglio, continuerà per la frazione di Castellazzo dè Barzi, lambierà Cassinetta di Lugagnano e continuerà fino alla tangenziale ovest. Una strada che, secondo le preoccupazioni di molti, metterà in ginocchio gli agricoltori (molti dei quali già contattati da importanti ditte di distribuzione carburanti) pronti a sottolineare come la tangenziale anche dotata di opere di mitigazione, sia essa interrata o in trincea, provocherà un impatto devastante. Pronti a dare battaglia i comitati “No tangenziale”. Secondo Massimo Marotta i danni, dal punto di vista viabilistico, saranno enormi: “Auto e mezzi pesanti che usciranno dalla Milano-Torino entreranno tutti nei nostri paesi”, ha detto.

E Igor Bonazzoli del comitato di Magenta ha ricordato un’iniziativa collaterale che stanno portando avanti. Quella sulla qualità dell’aria nel territorio, inevitabilmente danneggiata dal proliferare di strade. Ciò che accadrà è ancora tutto da vedere. A Robecco sul Naviglio l’ultimo consiglio comunale ha creato una spaccatura nella maggioranza in tema di tangenziale. E la stessa Cassinetta ha presentato ricorso al Tar: “Per diversi motivi – ha concluso Finiguerra – per cominciare la legge obiettivo scavalca l’autonomia dei comuni. Poi non è stata rispettata la VIA, la valutazione di impatto ambientale. Quella strada rappresenta semplicemente uno dei tasselli della tangenziale esterna milanese”.

Lo stato di avanzamento del progetto:
Secondo indiscrezioni il progetto definitivo del prolungamento a sud della Boffalora-Malpensa doveva essere pronto entro la fine di novembre. Così non è stato, anche se le voci dicono che non manca molto. Una volta che il documento otterrà il via libera dalle amministrazioni comunali passerà al Cipe che lo approverà in via definitiva. Quindi Anas avrà mandato di realizzare il progetto esecutivo e si partirà con la gara d’appalto. E’ dal 2002 che si parla della tangenziale. L’inizio lavori è preventivato per la fine del 2010, la fine tassativamente entro la fine del 2014. Alla vigilia di Expo 2015. Sulla strada pende ancora la petizione presentata al Parlamento di Bruxelles dai comitati “No tangenziale” che verrà ridiscussa non appena il progetto diventerà definitivo.

 

Scritto da: GM – graziano.masperi@cronacaqui.it
 

 

NO TANGENZIALE

Novembre 19, 2008

 

 

IL COMUNE DI CASSINETTA DI LUGAGNANO PRESENTA RICORSO AL TAR E PREPARA UN SECONDO ESPOSTO ALL’UNESCO

GIOVEDI’ 4 DICEMBRE ASSEMBLEA PUBBLICA

Venerdì 14 novembre, il comune di Cassinetta di Lugagnano ha presentato ricorso al Tar per richiedere l’annullamento del progetto preliminare di collegamento tra Magenta e la Tangenziale Ovest di Milano.

“Si tratta di una decisione obbligata, afferma il sindaco Domenico Finiguerra, dettata da quanto deliberato dal consiglio comunale, che ha impegnato sindaco e giunta ad opporsi con ogni mezzo politico, legale e amministrativo a qualsiasi ipotesi di progetto che possa preludere alla realizzazione di un collegamento di tipo autostradale. E siccome il proseguimento della Malpensa-Boffalora fino ad Abbiategrasso, per come è stato progettato, andrà a formare uno dei tasselli del sistema di tangenziali esterne milanesi, confermiamo la nostra opposizione intransigente. Senza tentennamenti e senza scendere a compromessi. Restiamo al fianco dei Comitati No-Tangenziale e dei 14 mila cittadini dell’abbiatense e del magentino che hanno firmato contro la realizzazione dell’autostrada nel Parco del Ticino e in coerenza con il parere contrario espresso dal Parco del Ticino e dall’Unesco”.

Per informare la cittadinanza, l’Amministrazione comunale ha convocato un’assemblea pubblica per il 4 dicembre 2008 ore 21. L’adunanza si terrà presso la sala consiliare di Piazza Negri.

“Stiamo anche valutando l’opportunità di ripresentare il caso all’Unesco, che nell’aprile 2003 aveva già minacciato la revoca del riconoscimento di Riserva della Biosfera qualora il progetto non fosse stato rispettoso dei vincoli paesaggistici ed urbanistici tesi al mantenimento e alla salvaguardia dell’ecosistema, il cui valore è riconosciuto dal consesso internazionale. I consiglieri regionali della nostra zona puntano su Expo 2015, un evento che ritengo completamente privo di senso nell’era di internet, per accelerare la realizzazione di questa infrastruttura. Però, leggendo il titolo di questa kermesse, ovvero “Nutrire il Pianeta”, mi sembra davvero contraddittorio calare sull’unica realtà agricola forte della Provincia di Milano progetti a base di cemento che ne andranno a compromettere irrimediabilmente la sua stessa vocazione agricola. Mi sarebbe piaciuto vedere lo stesso impegno profuso per le autostrade a favore dei pendolari e del trasporto pubblico, invece devo prendere atto che l’unica iniziativa a loro favore è l’opposizione alla riduzione di corse da parte di Trenitalia. Davvero pochino per chi, dal Pirellone, si propone di migliorare la qualità della vita dei cittadini”.

Siccome è strano, pubblico l’agenzia Adnkronos che a sorpresa ha ripreso una mia lettera.
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Milano, 12 set. (Adnkronos) – Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni “prenda atto  che in tre lustri la sua amministrazione non ha lasciato finora nessun segno sulla terra di Lombardia, ad eccezione di qualche bretellina qua’ e la’, di un aeroporto che sembra diretto verso il fallimento, di progetti autostradali faraonici. Nessun intervento degno di nota per agevolare i pendolari che si muovono in treno o in autobus”. E’ un passo di una lunga lettera aperta che Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano (Milano), invia al presidente lombardo, in risposta alle accuse di Formigoni alla ‘cultura del no’ di una parte del movimento ambientalista.
Il sindaco, che si definisce uno degli avversari di Formigoni, “che sul territorio dissente dalla sua politica e che partecipa con umilta’ e pochi mezzi alla resistenza sommersa che si oppone al disastro ambientale”, parla anche dell’Expo 2015: “Questa attesa isterica, esasperata ed esasperante, che fa apparire Expo2015 come la soluzione di tutti problemi – afferma – e’ indicatore di questo smarrimento profondo. Culturale e di prospettiva. Sperate di mascherare il misero fallimento della vostra politica ricercando nuovamente ‘la Milano da bere’. Temo, e credo – conclude – che sara’ soprattutto una ‘Milano da mangiare’”.
(Red-Tog/Zn/Adnkronos)
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SIAMO RIMASTI SOLI…

Settembre 29, 2008

Il 19 settembre si è tenuta in Regione Lombardia una sorta di pre-conferenza dei servizi per decidere se procedere o meno con la progettazione definitiva della bretella autostradale che collegherà la Tangenziale Ovest a Malpensa.

Un nastro d’asfalto largo 25 metri taglerà il Parco del Ticino (riserva della Biosfera Unesco) e il Parco Agricolo Sud (uno dei più grandi d’Europa). Per andare a costruire uno dei tasselli del sistema di tangenziali esterne milanesi, nuova frontiera per la conquista da parte di palazzinari e immobiliaristi dell’ultimo terreno pregiato della provincia di Milano.

L’unico ente che ha dichiarato la propria contrarietà è stato il Comune di Cassinetta di Lugagnano, per mezzo della bocca del sottoscritto. Gli altri comuni finora contrari, Albairate e Cisliano, hanno con sorpresa apprezzato il buon lavoro dei progettisti, che evidentemente avevano accolto alcune richieste di miglioramento (forse è questa la vera sindrome di Nimby). Dalla Presidente del Parco del Ticino, Milena Bertani, nessuna parola. Il Presidente del Parco Sud, Assesore Provinciale Bruna Brembilla, assente.

Che altro aggiungere…

Nei giorni successivi, l’ottimo sindaco di Abbiategrasso, città Slow a sedicente vocazione agricola, dichiara che finalmente avremo l’infrastruttura che ci mancava. Che neanche a farlo apposta… collegherà brillantemente anche l’impianto inceneritore che il comune maglia nera nella raccolta differenziata (19%) sta cercando di realizzare. Sul punto torneremo molto presto.

Quindi Il Comune di Cassinetta di Lugagnano è rimasto solo. Devo dire che me l’aspettavo. Era solo questione di tempo. Speriamo che i cittadini facciano un po’ di compagnia…

Speriamo…

Intanto, segnalo che in molti si lamentano del fatto che il pezzo di autostrada fin quì realizzato (da Malpensa a Boffalora) sta rendendo difficoltosa la circolazione locale nei comuni attraversati. Di questi molti, molti sono quelli che richiedevano a gran voce la nuova arteria. Perchè lo sviluppo… perchè non possiamo perdere la sfida Expo 2015… perchè non possiamo certo vivere di sola agricoltura…

E cosa pensavano, che costruissero un’autostrada per andare da Mesero a Bernate Ticino.

Segnalo il libro di Luca Mercalli e Chiara Sasso. Le mucche non mangiano cemento… almeno per ora

NO EXPO

Settembre 29, 2008

Pubblico la lettera che il Comitato No Expo ha inviato al BIE.

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Al Segretario Generale del B.I.E.
Vicente Gonzalez Loscertales
 
 
                                                                                                                            Milano, 29 settembre 2008
 
 
Sappiamo che nei giorni scorsi avrebbe voluto visitare Milano. Scopo della visita: verificare lo stato di avanzamento dell’operazione expo 2015. Sappiamo anche del rifiuto del Sindaco Moratti alla Sua richiesta. Questo non ci meraviglia. Nelle precedenti occasioni, Le hanno mostrato una città finta e finte relazioni tra poteri istituzionali, amministrazioni locali e abitanti. Insomma, come si dice, hanno preso in giro Lei e il B.I.E..
 
Per questo, il Comitato No Expo, memore della Sua disponibilità all’incontro nello scorso febbraio, La invita ad una visita a Milano nelle prossime settimane.
 
Sarà l’occasione per verificare che da sette mesi, i soggetti promotori di ExpoMilano 2015 non fanno che litigare per conquistarsi la fetta più grossa di potere, ovvero di business. La governance condivisa e partecipata è già finita. Dei problemi alimentari e di modello di sviluppo sostenibile per il pianeta non parla più nessuno.
 
Potrà anche conoscere meglio la quotidianità del vivere a Milano e nella Lombardia locomotiva d’Europa. Le anticipiamo un po’ di cose per stimolare la Sua curiosità.
 
Milano è la città dove non si fanno le piste ciclabili perché tolgono spazio alla sosta auto;
nella Fiera di Milano (presa a modello per Expo 2015) si continua a lavorare in nero e tramite “caporalato”;
nei cantieri, anche per opere ritenute indispensabili per Expo, si lavora nell’illegalità e si continua a morire per la bassa sicurezza;
nella nostra città prevale l’intolleranza e l’arroganza, altro che multiculturalità e attenzione al mondo: si può morire bastonati se si è neri e si ruba un pacco di biscotti.
Qui di soldi non ce ne sono. Il Governo ha regalato Alitalia agli imprenditori e ai banchieri interessati nell’operazione Expo. Ma in parte gli è andata male e in ogni caso i finanziamenti non bastano;
finora gli unici soldi che ci sono sicuramente sono quelli di mafia e ‘ndrangheta, molto interessate agli appalti di Expo e già attive nei tanti cantieri. Le mostreremo le cave in mano alla criminalità organizzata dove vengono smaltiti rifiuti, anche tossici, prodotti nei cantieri del T.A.V., della Fiera e, probabilmente, di Citylife. 
Hanno promesso partecipazione, trasparenza, controlli, ma di tutto questo non abbiamo traccia.
 
Questo e altro Le mostreremo, se vorrà accettare il nostro invito. Non possiamo offrirle hotel a cinque stelle, cene o feste di gala. Non potrà certo rivedere la città vetrina che ha conosciuto, avrà modo però di scoprire fatti che nessuno, se non noi, Le verrà mai a dire.
Siamo sicuri, però, che apprezzerà l’ospitalità dei milanesi che lottano per sopravvivere ad una città sempre più Moloch e potrà conoscere l’altra Milano, cioè i luoghi che verranno cancellati per sempre dai grattacieli, le speculazioni, gli interventi di Expo; vedrà le aree e le attività agricole che saranno divorate da capannoni e infrastrutture varie; avrà modo di capire le ragioni di quei cittadini, la maggioranza, che pagheranno e saranno le vittime della Milano dell’Expo.
 
La aspettiamo.
 
COMITATO NO EXPO – Milano

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Articoli correlati

Intervista

Lettera aperta a Formigoni

Non bruciamo una risorsa.

Sabato 12 luglio dalle 10 fino a sera in P.za Marconi ad Abbiategrasso il gruppo di acquisto solidale i Fontanili promuoverà uno spazio informativo sul tema rifiuti: come ridurli alla fonte, come differenziare e riciclare invece di “termodistruggerli”.

Nel corso della giornata distribuzione gratuita di compost (ottimo concime per orti e giardini), offerto dall’impianto di compostaggio di Albairate, pannelli informativi sui pericoli degli inceneritori, raccolta firme promossa da Sosteniamoci contro la costruzione di un inceneritore ad Abbiategrasso (firma quì)e dimostrazione pratica, con la supervisione di un “ospite” a sorpresa, di come tutti noi scegliendo bene quando facciamo la spesa, possiamo contribuire a ridurre rifiuti e materie prime.

Invitiamo tutti, grandi e piccini, a partecipare.

La Rete Gas i Fontanili

 

FIRMA

NO ALL’INCENERITORE DI ABBIATEGRASSO 

Parte 1

Parte 2

Parte 3

Parte 4

Parte 5

Un’intervista a cura di Fabio Prina, www.sosteniamoci.it

 

(RaiNews24) La Guardia di Finanza di Milano ha eseguito diverse ordinanze di custodia cautelare nei confronti di primari, ex primari e altri medici della clinica privata Santa Rita. Delle 14 ordinanze di custodia cautelare (2 in carcere e 12 ai domiciliari) eseguite, 13 riguardano  medici e una il rappresentante legale della clinica.

Tra le accuse contestate dai pm, c’è anche l’omicidio volontario aggravato da crudeltà, oltre alle ipotesi di reato di lesioni personali gravissime, truffa al sistema sanitario nazionale e falso ideologico.

L’accusa di omicidio aggravato dalla crudeltà e dall’aver agito per percepire il profitto si riferisce a cinque casi di pazienti, in particolare anziani in condizioni di forte debilitazione, operati nonostante non fosse necessario. Secondo le indagini in conseguenza dell’intervento i cinque sono morti. Il reato di lesioni gravissime, si riferisce invece a operazioni ritenute dagli inquirenti inutili su malati terminali o comunque con prognosi infausta.

La clinica Santa Rita in qualità di ente giuridico è indagata in base alla Legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. La clinica, attraverso l’alterazione delle cartelle cliniche ha ottenuto dal Servizio Sanitario Nazionale un indebito rimborso finora accertato di circa 2,5 milioni di euro, somma equivalente che questa mattina è stata sequestrata dai militari della Guardia di Finanza.

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Ecco una delle degenerazioni del modello sanitario lombardo. 
Ma non è solo uno dei tanti episodi di truffa ai danni del Sistema sanitario nazionale da parte di una struttura accreditata. Pratica comunque abbastanza ricorrente in Lombardia.

Oggi si arriva addirittura all’omicidio. Cure non necessarie, ma prestate a danno della vita dei pazienti, perchè ben remunerate dal sistema lombardo basato sull’accreditamento. Un unico obiettivo: il profitto.

Forse il sistema sanitario della Lombardia non è l’eccellenza che Formigoni & co. vogliono far trasparire attraverso le loro campagne mediatiche.

Il meccanismo che lega ad ogni intervento un valore economico è deleterio. La trasformazione in business della salute dei cittadini è un fatto gravissimo, venduto di nascosto alla cittadinanza insieme alla libertà di scelta (un cavallo di battaglia del “celeste” Formigoni).

Hanno fatto sentire tutti i cittadini dei “signori” perchè potevano curarsi nelle strutture private accreditate. E le strutture pubbliche sono ridotte spesso al ruolo di gestori di servizi e interventi che non fanno utili. Che non interessano al privato. Mentre laddove vi sono eccellenze pubbliche, si trovano liste d’attesa chilometriche.

Ma basta chiedere alla struttura accreditata…e il pap test o la visita specialistica è servita.

Altro che eccellenza. Il sistema sanitario lombardo, ha finanziato con danaro pubblico le strutture private.

E ora magari, Formigoni chiederà il federalismo differenziato. Per finanziare una spesa sanitaria fuori controllo.

Per sovvenzionare qualche altra clinica come la Santa Rita.

LA CLINICA DELLA MORTE. NELLA LOMBARDIA DI FORMIGONI. IL CELESTE…

 

PETIZIONE POPOLARE

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE LOMBARDIA
AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI MILANO
AL SINDACO DI ABBIATEGRASSO

Noi sottoscritti

Considerato che:

1. la soluzione impiantistica dell’incenerimento/termovalorizzazione dei rifiuti necessita di ingenti risorse finanziarie, ma non chiude il ciclo dei rifiuti, necessitando comunque di impianti di pretrattamento e soprattutto discariche per rifiuti pericolosi nei quali conferire le ceneri prodotte (30- 35 %);

2. in molte realtà nazionali, comprese esperienze locali molto vicine (Cassinetta di Lugagnano, Novara ecc.) sono state adottate strategie gestionali dei rifiuti che hanno determinato in pochi mesi una forte riduzione della produzione dei rifiuti e, soprattutto, quote di raccolta differenziata di molto superiori al 65% grazie anche al nuovo impianto di compostaggio di Albairate. Queste strategie, oltre che a diminuire la quantità di rifiuto destinato allo smaltimento, hanno creato anche molti posti di lavoro e opportunità di business per le imprese locali.

3. che la città di Abbiategrasso non effettua ancora il servizio di raccolta differenziata “porta a porta” ed è ancora vincolata alla ormai obsoleta soluzione del cassonetto stradale; soluzione che permette una raccolta differenziata di solo il 19%

4. le emissioni degli inceneritori sono una fonte importante di polveri fini, di metalli tossici e di più di 200 sostanze chimiche organiche, tra le quali sostanze cancerogene, mutagene ed interferenti endocrini. Le emissioni contengono anche altri composti non identificati, dei quali non si conosce il
potenziale di danno sulla salute e sull’ambiente [ Rapporto della Società Britannica di MedicinaEcologica pubblicato nel dicembre 2005 ] ; http://www.comitatinrete.it/Rapporto%20BSEM%20-.pdf .
Inoltre un recentissimo articolo comparso sul numero 1052 del Venerdì di Repubblica del 16 maggio, è riportata la notizia che 435 (QUATTROCENTO TRENTACINQUE) ricerche scientifiche internazionali provano un aumento di tumori e nascite malformi spaventoso in prossimità dei termovalorizzatori.

Preoccupati del fatto che:

reiterate dichiarazioni circolate a mezzo stampa sembrano orientare la decisione dell’ampliamento e riammodernamento del già esistente ma inutilizzato inceneritore di Abbiategrasso

Ritenendo che:

la scelta dell’incenerimento sia antitetica alle politiche di riduzione, recupero e riciclo dei rifiuti stabilite dalle normative europee recepite nella legislazione italiana

Chiediamo

che il Sindaco di Abbiategrasso come responsabile della salute dei cittadini, si impegni ad adottare un Piano dei rifiuti che:

A) NON PREVEDA l’ampliamento o riammodernamento dell’inceneritore di Abbiategrasso ma anzi che questo venga demolito e l’area bonificata. Nell’ipotesi che, anche dopo l’attuazione di una raccolta differenziata spinta, si necessiti di un impianto per lo smaltimento dei rifiuti residui di quest’ultima, chiediamo che questo impianto sia basato sulla tecnologia del trattamento a freddo (sistemi meccanici biologici).

B) fissi un obiettivo del 55% di raccolta differenziata da attuare nel più breve tempo possibile

Chiediamo inoltre che:

le risorse finanziarie destinate all’eventuale ampliamento e riammodernamento dell’inceneritore di Abbiategrasso siano invece destinate a promuovere la raccolta differenziata e la strategia di recupero dei rifiuti.

per firmare vai su

WWW.SOSTENIAMOCI.IT

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