Aspettando i papaveri e fiordalisi
Aprile 1, 2009

Di Renata Lovati, Contadina
Mi permetto di inserirmi nel dibattito sul progetto A.N.A.S, collegamento veloce con Malpensa.
Ci tengo a precisare il luogo dove dovrebbe portare questa spropositata infrastruttura, perché così chiunque nel nostro territorio può riflettere sull’interesse e il beneficio che questa strada porterà.
Sono contenta naturalmente che se ne riparli e le persone vengano coinvolte anche dalle amministrazioni che si sono finalmente accorte che al tavolino della Regione non si riusciva a cambiare il volto di un’opera devastante, costosa ed inutile.
Del resto il nostro territorio è già mutato profondamente in questi ultimi anni, grazie agli insediamenti logistici, ai centri commerciali, alle villettopoli.
La sensibilità fortunatamente sta cambiando, nel giro di soli due o tre anni, parlare di consumo di suolo non è più un’eresia, pian piano i semi gettati da chi lanciò per primo un grido di allarme per la conservazione dei nostri paesaggi e delle bellezze del nostro Paese, stanno incominciando a dare i loro frutti.
Il primo probabilmente fu il prof. Asor Rosa che diede vita al coordinamento dei comitati toscani per la difesa del territorio.
Da allora in tanti hanno fatto la loro parte e io come coordinatrice degli agricoltori del progetto papaveri e fiordalisi ho lavorato, e in una fase iniziale, devo dire tanto, per cercare di diffondere quel messaggio che era partito da Bosco in Città nel 2006, seminando i primi campi di cereali con le fioriture scomparse proprio dentro alla città di Milano.
All’idea iniziale di riavvicinare i cittadini ai paesaggi agricoli e ridare valore alla biodiversità, ho aggiunto quella della sensibilizzazione al problema del consumo di suolo provocato nelle aree agricole dall’eccessiva urbanizzazione
Ma chi si voleva sensibilizzare?
Il Sindaco di Cisliano, che positivamente sta muovendosi per cercare di fermare il progetto, ha giustamente detto che l’amministrazione del Parco Sud poco ha fatto per tutelare il nostro territorio se non a parole o con campagne di immagine su papaveri e fiordalisi.
Ora io credo che con questa piccola iniziativa, che tuttavia si sta allargando e pian piano trova consensi anche al di fuori delle nostre zone, siamo riusciti a sensibilizzare non solo i cittadini, ma anche qualche amministratore e una piccola parte di agricoltori.
Se non fosse stato per questi ultimi che hanno dapprima strabuzzato gli occhi di fronte alla mia proposta, e poi hanno aderito con coraggio e con sensibilità diverse a questa iniziativa, l’assessora all’ambiente e all’agricoltura non avrebbe seminato neanche un’aiuola.
Il comitato tecnico agricolo del Parco, per quanto ne so, ha cercato più volte di mettere in evidenza le carenze di valutazione dell’impatto ambientale dell’opera, l’ultima pochi giorni dopo che ad Ottobre2008, in sede UE, era stata accolta la petizione presentata dai cittadini e da alcuni Comuni.
Le risposte della politica purtroppo prendono strade diverse dai nostri desideri, ma in questo caso io auspico che la ragionevolezza e il senso di appartenenza al nostro territorio ci unisca nel desiderio di preservare una delle poche zone agricole e accoglienti intorno alla grande città.
Un’altra mobilità è possibile con lo sforzo di ognuno di noi.
Cerchiamo di unire gli sforzi dei Comuni, dei cittadini, degli agricoltori, delle associazioni, dei comitati, dei Gas, che stanno promuovendo la creazione di un distretto equosolidale del Sud Milano, di tutti coloro che hanno capito quanto sia inutile e dannoso questo progetto autostradale.
Mi sento di chiedere che, con coraggio, le amministrazioni del Parco Sud e del Parco del Ticino, tutelino, non solo a parole, come in tanti pensano, l’agricoltura e la qualità di vita di questo territorio.
Se con un semplice ma profondo slogan per ottenere un cibo Buono, Pulito e Giusto l’associazione di Slow Food è riuscita con il suo progetto di Orti in condotta ad allestirne uno persino alla Casa Bianca, forse noi con un concetto simile per una mobilità Pubblica, Pulita e Giusta riusciremo a fermare il progetto ANAS.
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Sottoscrivo ogni parola dell’amica Renata
No Tangenziale
R…ESISTEREMO
Dicembre 20, 2008

Prendo atto con grande preocuppazione dell’approvazione del progetto definitivo da parte di ANAS e, soprassedendo in attesa di chiarimenti su quanto affermato da Ciucci (ANAS) in ordine alla mancanza di circa 140 milioni per la realizazione dell’infrastruttura, confermo che l’opposizione del Comune di Cassinetta di Lugagnano non si fermerà davanti ad un atto del cda ANAS, ma proseguirà in tutte le sedi: legali, amministrative e politiche.
MAGENTA 18/12/2008 – La notizia che era nell’aria è arrivata. Il Consiglio di Amministrazione dell’Anas, presieduto da Pietro Ciucci, ha approvato il progetto definitivo per l’avvio delle procedure di Legge Obiettivo dei lavori di collegamento tra la strada statale 11 ”Padana Superiore”, a Magenta, e la Tangenziale ovest di Milano, che prevede la realizzazione della variante di Abbiategrasso e l’adeguamento in sede del tratto Abbiategrasso-Vigevano della strada statale 494 ”Vigevanese”, fino al ponte sul fiume Ticino.
Si tratta del prolungamento a sud della Boffalora-Malpensa (sul quale pende il ricorso al Tar del comune di cassinetta di Lugagnano e la procedura di infrazione della commissione petizioni al parlamento Europeo) che attraverserà la frazione robecchese di Castellazzo dè Barzi e passerà per Albairate. Quella che, in sostanza, va a rappresentare un anello della tangenziale esterna milanese e contro loa quale sono state raccolte oltre 13mila firme.
”Questo intervento – ha detto Ciucci – si inquadra nel complesso di opere di adeguamento e potenziamento della viabilità di connessione con l’aeroporto di Malpensa al fine di migliorare, in continuita’ con il collegamento viario Boffalora-Malpensa, l’accessibilita’ veloce all’aerostazione dal bacino territoriale sud-ovest milanese, con contestuali effetti di riequilibrio dei carichi di traffico e di decongestionamento della rete esistente”.
L’itinerario stradale attraversa nove Comuni edè stato suddiviso in tre tratte funzionali: la tratta A, compresa tra la strada statale 11, nel Comune di Magenta, e l’interconnessione verso Abbiategrasso, nel Comune di Albairate, per una lunghezza complessiva di 10 km; la tratta B, compresa tra l’interconnessione nel Comune di Albairate e la Tangenziale ovest di Milano, per una lunghezza complessiva di 12 km; e la tratta C, compresa tra l’interconnessione di Albairate ed il termine del tratto di adeguamento in sede nel Comune di Abbiategrasso, in corrispondenza dell’inizio dell’intervento relativo al nuovo Ponte sul Fiume Ticino escluso, per una lunghezza complessiva di oltre 10 km.
”Questa infrastruttura – ha concluso Ciucci – richiede un investimento di circa 420 milioni di euro, dei quali oltre 281 milioni sono giàfinanziati, mentre per la restante parte si rende necessario un nuovo finanziamento”. Il progetto definitivo per appalto integrato verrà ora inviato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il completamento delle procedure approvative e per i finanziamenti necessari.
Scritto da: GM – graziano.masperi@cronacaqui.it
DALL’ASSEMBLEA
Dicembre 7, 2008
Da Cronaca Quì
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Continua la battaglia contro il prolungamento a sud della Boffalora-Malpensa
Contro la tangenziale si alza la voce: “Quella strada non la vogliamo!”
E Igor Bonazzoli del comitato di Magenta ha ricordato un’iniziativa collaterale che stanno portando avanti. Quella sulla qualità dell’aria nel territorio, inevitabilmente danneggiata dal proliferare di strade. Ciò che accadrà è ancora tutto da vedere. A Robecco sul Naviglio l’ultimo consiglio comunale ha creato una spaccatura nella maggioranza in tema di tangenziale. E la stessa Cassinetta ha presentato ricorso al Tar: “Per diversi motivi – ha concluso Finiguerra – per cominciare la legge obiettivo scavalca l’autonomia dei comuni. Poi non è stata rispettata la VIA, la valutazione di impatto ambientale. Quella strada rappresenta semplicemente uno dei tasselli della tangenziale esterna milanese”.
Lo stato di avanzamento del progetto:
Secondo indiscrezioni il progetto definitivo del prolungamento a sud della Boffalora-Malpensa doveva essere pronto entro la fine di novembre. Così non è stato, anche se le voci dicono che non manca molto. Una volta che il documento otterrà il via libera dalle amministrazioni comunali passerà al Cipe che lo approverà in via definitiva. Quindi Anas avrà mandato di realizzare il progetto esecutivo e si partirà con la gara d’appalto. E’ dal 2002 che si parla della tangenziale. L’inizio lavori è preventivato per la fine del 2010, la fine tassativamente entro la fine del 2014. Alla vigilia di Expo 2015. Sulla strada pende ancora la petizione presentata al Parlamento di Bruxelles dai comitati “No tangenziale” che verrà ridiscussa non appena il progetto diventerà definitivo.
IL 4 DICEMBRE ASSEMBLEA. A CASSINETTA
Novembre 26, 2008
COMUNE DI CASSINETTA DI LUGAGNANO
TANGENZIALE ANAS – MALPENSA EXPO 2015
QUALE FUTURO PER IL NOSTRO TERRITORIO?
GIOVEDÌ 4 DICEMBRE 2008 ORE 21
SALA CONSILIARE – PIAZZA NEGRI 3
ASSEMBLEA PUBBLICA
SCARICA IL VOLANTINO
DIECI ANNI DI MALPENSA 2000: QUALE BILANCIO ?
Ottobre 28, 2008

Comunicato stampa
L’ipocrita titolo di un convegno organizzato due anni fa a Somma Lombardo era: “Malpensa 2000, problema o opportunità?” La decisa contestazione attuata dai Comitati ambientalisti fornì la risposta con lo slogan: “Malpensa 2000 problemi”.
Ora siamo a dieci anni dall’inaugurazione (25/10/98) e possiamo fare un bilancio chiedendoci quali problemi ha risolto e quali invece ha creato la presenza del mega aeroporto che ha come riferimento la città di Milano e come territorio il Parco del Ticino.
Un aeroporto è un’infrastruttura trasportistica, per viaggiare, ma i milanesi partono tuttora più volentieri da Linate, e ciò è dimostrato dalle resistenze bipartisan alla chiusura del city airport.
Malpensa è comodo per chi ci abita vicino ma, chi ci abita vicino, subisce però 700 sorvoli al giorno: un disagio quotidiano.
Aumento pazzesco del traffico aereo e veicolare, conseguente inquinamento acustico ed atmosferico, dimostrati e confermati da numerosi studi e dalla recente sentenza del Tribunale di Milano, sono le conseguenze dirette: una tragedia ambientale con danni alla salute.
Cementificazione, consumo irreversibile del territorio, danno ambientale e paesaggistico sul Parco del Ticino. Tutto questo perchè non è stato rispettato il P.R.G.A. (Piano Regolatore Generale Aeroportuale), che poneva un limite a 12 milioni di passeggeri, limite concordato a suo tempo con i Comuni del circondario che non dissero “NO”. Dando l’assenso ad un ampliamento a 12 milioni, dopo pochi anni se ne trovarono illegalmente (leggasi “Ticinia”, 19/11/2000, firmato da 87 sindaci) 24 milioni.
Ma non basta perchè la tragedia ambientale (ma anche occupazionale, sociale, sanitaria, ecc,) non è ancora finita. Incombono infatti due minacce sinergiche tra loro: il piano industriale di SEA e l’Expo 2015. I 12 milioni del P.R.G.A sono già diventati 24, il piano di S.E.A ne prevede 45 e l’imminenza dell’Expo assegnato a Milano fornisce l’alibi per sostenere questo ulteriore ed inutile ampliamento che prevede la terza pista ed una serie di altre opere dall’impatto devastante. Ulteriore inutile ampliamento perchè l’aeroporto dovrebbe essere un’infrastruttura al servizio del territorio, ma è invece evidente che i milioni di passeggeri attuali e previsti dai piani S.E.A. vengono “reclutati” in tutto il centro-nord Italia a sostegno del sistema “malpensocentrico”. Questo è contrario all’interesse nazionale ed alla convenienza dei passeggeri che, con un miglior uso dei numerosi e ben distribuiti aeroporti esistenti, potrebbero decollare dall’aeroporto a loro più vicino risparmiando viaggi di centinaia di chilometri con tutto quel che comporta.
Per il decennale S.E.A. organizza una festa al terminal 1: noi la vediamo in un altro modo, cioè che Malpensa, da dieci anni, tutti i giorni “fa la festa” al nostro territorio, al Parco del Ticino.
Non è quindi una festa ma una veglia al capezzale dell’agonizzante Parco del Ticino.
Gallarate, 25 ottobre 2008
LEGAMBIENTE Gallarate
LEGAMBIENTE Novara
C.OVES.T. ONLUS Varallo Pombia
UNI.CO.MAL. LOMBARDIA
AMICI DELLA NATURA AD ARSAGO
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sottoscrivo
SIAMO RIMASTI SOLI…
Settembre 29, 2008

Il 19 settembre si è tenuta in Regione Lombardia una sorta di pre-conferenza dei servizi per decidere se procedere o meno con la progettazione definitiva della bretella autostradale che collegherà la Tangenziale Ovest a Malpensa.
Un nastro d’asfalto largo 25 metri taglerà il Parco del Ticino (riserva della Biosfera Unesco) e il Parco Agricolo Sud (uno dei più grandi d’Europa). Per andare a costruire uno dei tasselli del sistema di tangenziali esterne milanesi, nuova frontiera per la conquista da parte di palazzinari e immobiliaristi dell’ultimo terreno pregiato della provincia di Milano.
L’unico ente che ha dichiarato la propria contrarietà è stato il Comune di Cassinetta di Lugagnano, per mezzo della bocca del sottoscritto. Gli altri comuni finora contrari, Albairate e Cisliano, hanno con sorpresa apprezzato il buon lavoro dei progettisti, che evidentemente avevano accolto alcune richieste di miglioramento (forse è questa la vera sindrome di Nimby). Dalla Presidente del Parco del Ticino, Milena Bertani, nessuna parola. Il Presidente del Parco Sud, Assesore Provinciale Bruna Brembilla, assente.
Che altro aggiungere…
Nei giorni successivi, l’ottimo sindaco di Abbiategrasso, città Slow a sedicente vocazione agricola, dichiara che finalmente avremo l’infrastruttura che ci mancava. Che neanche a farlo apposta… collegherà brillantemente anche l’impianto inceneritore che il comune maglia nera nella raccolta differenziata (19%) sta cercando di realizzare. Sul punto torneremo molto presto.
Quindi Il Comune di Cassinetta di Lugagnano è rimasto solo. Devo dire che me l’aspettavo. Era solo questione di tempo. Speriamo che i cittadini facciano un po’ di compagnia…
Intanto, segnalo che in molti si lamentano del fatto che il pezzo di autostrada fin quì realizzato (da Malpensa a Boffalora) sta rendendo difficoltosa la circolazione locale nei comuni attraversati. Di questi molti, molti sono quelli che richiedevano a gran voce la nuova arteria. Perchè lo sviluppo… perchè non possiamo perdere la sfida Expo 2015… perchè non possiamo certo vivere di sola agricoltura…
E cosa pensavano, che costruissero un’autostrada per andare da Mesero a Bernate Ticino.
Segnalo il libro di Luca Mercalli e Chiara Sasso. Le mucche non mangiano cemento… almeno per ora
Malpensa, Perché fermarsi solo a tre piste?
Settembre 15, 2008

Comunicato stampa
Perché fermarsi solo a tre piste?
All’inizio di questa settimana i vertici di SEA hanno presentato ai sindaci del Cuv il nuovo piano industriale, piano che tanto per cambiare punta sempre e solo alla sviluppo indiscriminato e insostenibile (anche economicamente parlando) dell’aeroporto a scapito del territorio e del Parco del Ticino e a scapito di uno sviluppo ecosostenibile.
L’affermazione “Malpensa avrà tre piste e tre Terminal” presuppone ancora una volta che le cose verranno imposte dall’alto e che gli strumenti giuridico-legislativi, quali la VIA e la VAS, verranno per così dire dribblati e applicati in via postuma o ad opera realizzata (quando non servono a nulla), così come è avvenuto proprio per Malpensa.
Dire che nello sviluppo dello scalo varesino troveranno spazio sia la VIA che la VAS è una vera e propria eresia, poichè casomai dovranno essere la VIA e la VAS a stabilire cosa dovrà essere realizzato per sviluppare l’aeroporto sapendo che avranno esito positivo solo quelle opere rispettose dell’ambiente.Molto probabilmente in SEA sono convinti che VIA e VAS servono per assecondare le volontà dei proponenti piuttosto che “misurare” gli impatti positivi(pochi) e negativi (tanti) di un’opera o di una serie di piani e programmi sull’ambiente.
Partendo già da una situazione di VIA negativa è scontato che oggi sarà molto difficile avere una VIA positiva o una VAS sostenibile per l’ambiente, poichè i danni causati alle matrici ambientali in questi anni difficilmente verranno migliorati da un aumento dei sorvoli o delle movimentazioni aeree, soprattutto se si considera che verra presa in considerazione dagli effetti una zona piu vasta rispetto alla situazione odierna.
Affermare inoltre che la terz apista risolverà i problemi ambientali è a dir poco assurdo; se si vuole portare Malpensa ad avere 45 milioni di passeggeri, partendo dagli attuali 20-22 milioni è innegabile che bisognerà utilizzare le attuali due piste ai livelli odierni, utilizzando la terza per raggiungere i 45 milioni. Così però Lonate Pozzolo avrebbe il 100% degli atterraggi e anche un buon 50% dei decolli e questo non mi sembra accettabile.
Ma visto che di ambiente SEA, non ne vuole sentire parlare mi chiedo perchè fermarsi a tre piste?Perchè non fare anche la quarta?
Se la terza la si realizzerà a sud, in piena Brughiera, si potrà costruire la quarta pista inclinata sulla direttrice Torre di Controllo – ampanile di Tornavento; anchè perchè se è vero che una terza pista comporterà la delocalizzazione di Via S. Anna è innegabile che la stessa terza pista renderà la residenza non più compatibile anche a Tornavento, quindi a questo punto…perchè fermarsi solo a tre piste??
Quello che emerge è ancora una volta un sistema malpensocentrico, mentre sarebbe più utile e sensato un network sinergico basato sul Sistema Aeroportuale del Nord d’Italia che tenga conto delle 11 piste esistenti tra Torino e Trieste.Malpensa quindi dovrebbe rientrare all’interno di queesto network che attraverso un criterio di specializzazione stabilisca un ruolo per tutte le piste del Nord d’Italia.
Attraverso la specializzazione, anche applicando una V.A.S. sui piani/programmi applicata al sistema del trasporto aereo, riusciremo a capire quale sia lo sviluppo sostenibile di ogni aeroporto, rispettando le normative fino ad oggi mai applicate, rispettando l’ambiente, il territorio e i cittadini.
Cosi facendo si andrà a potenziare l’offerta e non a diminuirla, non più su un solo aeroporto, strategia bocciata dal mercato vista la crescita delle altre realtà del nord, ma su un sistema spalmato sulle diverse realtà aeroportuali.
Prima si parlava solo di Malpensa, ora si parla di sistema milanese (Malpensa + Linate), mentre la vera soluzione è quella che per certi versi dovrebbe superare i confini provinciali e regionali che oggi conosciam; pensiamo piuttosto ad una ripartizione economica, chiamata Nord d’italia, dove finalmente le considerazioni ambientali, il tessuto produttivo, quello sociale, quello economico entrino tutti con lo steso peso, la stessa importanza, lo stesso valore nei procedimenti decisionali.
Questa è la vera programmazione strategica, questa è la vera sfida ambientale che dobbiamo portare avanti. Questa è la vera e nuova cultura ambientale di cui la Provincia di Varese, la Lombardia e l’Italia hanno bisogno. ma soprattutto ne ha bisogno il Parco del Ticino, riserva MAB dell’Unesco, patrimonio da tutelare e non da uccidere.
Dott. Walter Girardi
Federazione dei Verdi – Lonate Pozzolo
TERRITORIO RESISTENTE 1. NO TANGENZIALE
Giugno 23, 2008

Ho ricevuto questa lettera, ne continuano ad arrivare tutti i giorni e spero che continuino ad arrivare..
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Egregio signor Sindaco del
Comune di Milano (sindaco@comune.milano.it)
Comune di Abbiategrasso (sindaco@comune.abbiategrasso.mi.it)
Comune di Albairate (sindaco@comune.albairate.mi.it)
Comune di Boffalora (sindaco@boffaloranet.it)
Comune di Cassinetta di Lugagnano (finiguerra@comune.cassinettadilugagnano.mi.it)
Comune di Cisliano (sindaco@comune.cisliano.mi.it)
Comune di Cusago (sindaco@comune.cusago.mi.it,)
Comune di Magenta (sindaco@comunedimagenta.it)
Comune di Marcallo (sindaco@marcallo.it,)
Comune di Ozzero (sindaco@comune.ozzero.mi.it)
Comune di Robecco sul Naviglio (sindaco@comune.robeccosulnaviglio.mi.it
Alla Presidenza del
Parco Agricolo Sud Milano (bruna.brembilla@provincia.milano.it)
Parco della valle del Ticino (presidenza@parcoticino.it)
All’Assessorato Trasporti e Viabilità della Provincia di Milano (p.matteucci@provincia.milano.it)
Alla Direzione Centrale Trasporti e Viabilità della Provincia di Milano (p.minotti@provincia.milano.it)
All’Assessore alle infrastrutture Regione Lombardia (raffaele_cattaneo@regione.lombardia.it,)
All’Assessore all’Agricoltura Regione Lombardia (viviana_beccalossi@regione.lombardia.it)
Sono un cittadino fortemente preoccupato dall’accelerazione che in questi mesi ha avuto il progetto Anas di collegamento fra a Magenta e Tangenziale Ovest di Milano.
Non capisco come si possa sostenere o accettare, più o meno passivamente (anche attraverso le contrattazioni al tavolo regionale di queste ultime settimane) un’opera che causerà un danno ambientale irreversibile.
La parola irreversibile deve fare riflettere: dà infatti il senso dell’enorme responsabilità che gli amministratori si accollano avallando delle scelte che peseranno come un macigno su tutte le persone che vivono in questo territorio e le generazioni future.
I problemi si possono risolvere in vari modi, dipende dall’ottica con la quale li si guarda. La scelta della superstrada è perdente in partenza, perché trattasi di un’ arrischiata e avventurosa manovra “tampone”.
I problemi della viabilità dei vari comuni, possono e devono essere risolti senza cedere come merce di scambio il Parco Sud e quello del Ticino. Non si può nascondere che norme come il fallito “decreto ammazzaparchi” o le nuove disposizioni regionali che consentiranno l’edificazione ai lati delle infrastrutture (e l’inevitabile speculazione) vanificheranno ogni presunta compensazione ambientale, ridicolizzandone il senso e la stessa esistenza.
Tutti noi abbiamo ereditato un Parco grazie alla lungimiranza di un gruppo di amministratori che molti anni fa si sono mossi in modo esemplare, nell’interesse del cittadino. La regione Lombardia ha finanziato progetti con il consorzio agrituristico dell’abbiatense e del magentino e le aziende agricole hanno potenziato le loro attività investendo in ristrutturazioni che aumentino la ricettività turistica in un’ottica di tutela e salvaguardia del nostro territorio. Ora, si vuole assaltare quest’area preservata attraverso un’ aggressiva politica di urbanizzazione.
Intorno a Milano abbiamo zone completamene compromesse, sotto molti aspetti invivibili, come il Nord Milano, che registrano oltre l’80 % di superficie edificata; il sud-est e sud-ovest di Milano, grazie ai vincoli imposti dal Parco Sud e Parco del Ticino, offre ai suoi cittadini circa il 70 % di territorio usufruibile, ossia non edificato.
L’assessora provinciale e presidente del Parco Sud Bruna Brembilla, nel recente convegno del 23 maggio ad Abbiategrasso , ha affermato “che occorre valorizzare l’attività economica agricola che disegna e caratterizza il nostro territorio” non nascondendo “che salvaguardia e sviluppo sono due temi che possono entrare in conflitto”.
Come si fa ad affermare questo e poi accettare, nei fatti, un’opera così sproporzionata rispetto alle reali esigenze del territorio?
I vantaggi che i comuni ricaverebbero dalla superstrada, oltre a quello di raggiungere più rapidamente Malpensa, sarebbero irrisori, specie se confrontati allo snaturamento sociale, ambientale, paesaggistico e alla frammentazione dei terreni coltivati che il territorio subirebbe. In questo modo si continua ad incentivare il trasporto privato quando il prezzo dei carburanti e il livello di inquinamento dovrebbero consigliare di trovare mobilità alternative, ossia più mezzi pubblici e soluzioni che potrebbero migliorare lo scorrimento del traffico senza grandi danni e spese.
In conclusione, chiedo di contrastare con tutti i mezzi la realizzazione di quest’infrastruttura. Contrattare piccole modifiche progettuali non inciderebbe minimamente sull’impatto generale dell’opera.
Solo une vera riflessione consapevole, la ricerca congiunta di soluzioni alternative al progetto ANAS, e quindi un vero atto di responsabilità verso il territorio che si è stati chiamati a gestire e a preservare nel migliore dei modi, potrebbe scongiurare quest’opera devastante i cui effetti graveranno sulle spalle di tutti i cittadini.
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Ribadisco la mia ferma e totale contrarietà allo scellerato progetto.
Domenico Finiguerra – Sindaco di Cassinetta di Lugagnano
leggi anche
COMUNICATO STAMPA
PROSECUZIONE MALPENSA BOFFALORA
FINIGUERRA RISPONDE AL SINDACO DI ABBIATEGRASSO
CASSINETTA DI LUGAGNANO (2 Aprile 2008) – “Il proseguimento della Malpensa-Boffalora fino ad Abbiategrasso, passando per Cassinetta, andrà a formare uno dei tasselli dell’anello esterno delle nuove tangenziali esterne milanesi, che oggi forse sembrerà allievare le pene di alcuni pendolari ma che tra qualche anno sarà intasata come e più delle autostrade esistenti. Confermiamo la nostra opposizione intransigente, insieme ai 14 mila cittadini dell’abbiatense e del magentino che hanno firmato contro la realizzazione dell’autostrada nel Parco del Ticino e in coerenza con il parere contrario espresso dal Parco del Ticino e dall’Unesco. Una opposizione che il Comune di Cassinetta di Lugagnano ribadirà ancora una volta questa mattina in Regione all’Assessore Raffaele Cattaneo”.
Così il sindaco Domenico Finiguerra, ribadisce la netta contarietà del piccolo comune sul Naviglio Grande al progetto di tangenziale ANAS e risponde al collega Albetti, che lo ha accusato di polemizzare strumentalmente con Abbiategrasso pensando solo al particolare e non al generale.
“Comprendo l’entusiasmo che la vicinanza ai poteri forti può provocare, però invito Roberto Albetti a soppesare con più attenzione le parole. Trovo ipocrita accusare gli altri di particolarismo. Ricordo infatti, che il comune di Abbiategrasso, pur non cedendo un metro quadro alla nuova autostrada, si vedrà realizzata una bella circonvallazione gratuitamente. Al contrario è risaputo che il Comune di Cassinetta di Lugagnano non ha mai chiesto nulla in cambio di un ipotetico parere favorevole. Ne ha mai avanzato richieste di cambio di tracciato per motivi campanilistici. Noi, a differenza di altri, abbiamo sempre dichiarato la nostra avversità generale al modello di trasporto imperniato su grandi infrastrutture autostradali.
La moralità della politica, diversamente da quanto dice Albetti, non è mantenere gli impegni. Quella si chiama semmai serietà. E comunque, non credo che per il campione Formigoni sia un grande successo da vantare la realizzazione di un impegno con dieci anni di ritardo.
Credo invece che la moralità nella politica sia pensare e agire con onestà nell’interesse delle prossime generazioni. E al riguardo il sottoscritto non accetta lezioni da chi sta progettando per Abbiategrasso e per l’Abbiatense un futuro fatto solo di cemento e di inceneritori”.
