LA TERRA TREMA

AL LEONCAVALLO

 La roncola dalla parte del manico

Sabato 29 Novembre 2008 h 18

 Discussione pubblica su

Territorio, Agricolture e Cemento nell’anno dell’elezione di Milano EXPO 2015

Partecipano:

C. Bianchetti (Politecnico To),

R. Brambilla (Rete Lilliput),

V. Cancelli (Comitati NoTav),

C. Casti (Governatore di Slow Food Italia),

D. Finiguerra (Sindaco di Cassinetta di Lugagnano),

Leoncavallo (Spazio Pubblico Autogestito),

S. Passerini (Agricoltore),

P. Santeramo (Presidente CIA Lombardia Milano Lodi),

A. Savi (s.o.s Fornace).

Coordina: Paul B (La Terra Trema)

 

 

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NO EXPO

Settembre 29, 2008

Pubblico la lettera che il Comitato No Expo ha inviato al BIE.

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Al Segretario Generale del B.I.E.
Vicente Gonzalez Loscertales
 
 
                                                                                                                            Milano, 29 settembre 2008
 
 
Sappiamo che nei giorni scorsi avrebbe voluto visitare Milano. Scopo della visita: verificare lo stato di avanzamento dell’operazione expo 2015. Sappiamo anche del rifiuto del Sindaco Moratti alla Sua richiesta. Questo non ci meraviglia. Nelle precedenti occasioni, Le hanno mostrato una città finta e finte relazioni tra poteri istituzionali, amministrazioni locali e abitanti. Insomma, come si dice, hanno preso in giro Lei e il B.I.E..
 
Per questo, il Comitato No Expo, memore della Sua disponibilità all’incontro nello scorso febbraio, La invita ad una visita a Milano nelle prossime settimane.
 
Sarà l’occasione per verificare che da sette mesi, i soggetti promotori di ExpoMilano 2015 non fanno che litigare per conquistarsi la fetta più grossa di potere, ovvero di business. La governance condivisa e partecipata è già finita. Dei problemi alimentari e di modello di sviluppo sostenibile per il pianeta non parla più nessuno.
 
Potrà anche conoscere meglio la quotidianità del vivere a Milano e nella Lombardia locomotiva d’Europa. Le anticipiamo un po’ di cose per stimolare la Sua curiosità.
 
Milano è la città dove non si fanno le piste ciclabili perché tolgono spazio alla sosta auto;
nella Fiera di Milano (presa a modello per Expo 2015) si continua a lavorare in nero e tramite “caporalato”;
nei cantieri, anche per opere ritenute indispensabili per Expo, si lavora nell’illegalità e si continua a morire per la bassa sicurezza;
nella nostra città prevale l’intolleranza e l’arroganza, altro che multiculturalità e attenzione al mondo: si può morire bastonati se si è neri e si ruba un pacco di biscotti.
Qui di soldi non ce ne sono. Il Governo ha regalato Alitalia agli imprenditori e ai banchieri interessati nell’operazione Expo. Ma in parte gli è andata male e in ogni caso i finanziamenti non bastano;
finora gli unici soldi che ci sono sicuramente sono quelli di mafia e ‘ndrangheta, molto interessate agli appalti di Expo e già attive nei tanti cantieri. Le mostreremo le cave in mano alla criminalità organizzata dove vengono smaltiti rifiuti, anche tossici, prodotti nei cantieri del T.A.V., della Fiera e, probabilmente, di Citylife. 
Hanno promesso partecipazione, trasparenza, controlli, ma di tutto questo non abbiamo traccia.
 
Questo e altro Le mostreremo, se vorrà accettare il nostro invito. Non possiamo offrirle hotel a cinque stelle, cene o feste di gala. Non potrà certo rivedere la città vetrina che ha conosciuto, avrà modo però di scoprire fatti che nessuno, se non noi, Le verrà mai a dire.
Siamo sicuri, però, che apprezzerà l’ospitalità dei milanesi che lottano per sopravvivere ad una città sempre più Moloch e potrà conoscere l’altra Milano, cioè i luoghi che verranno cancellati per sempre dai grattacieli, le speculazioni, gli interventi di Expo; vedrà le aree e le attività agricole che saranno divorate da capannoni e infrastrutture varie; avrà modo di capire le ragioni di quei cittadini, la maggioranza, che pagheranno e saranno le vittime della Milano dell’Expo.
 
La aspettiamo.
 
COMITATO NO EXPO – Milano

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Intervista

Lettera aperta a Formigoni

L’astuzia di Bertoldo

Settembre 15, 2008

Ricevo e volentieri pubblico

L’astuzia di Bertoldo

che era stato destinato dal Re ad essere appeso ad una albero ma, per via di una ambigua interpretazione del regolamento, poteva lui scegliere quale. Guarda caso non trovava mai quello giusto!

Qualcosa di simile sta avvenendo a Brugherio ove il Sindaco tergiversa, contro ogni ragionevole attuazione della volontà legittimamente espressa da 2.890 concittadini, ad indire (“entro 30 giorni”, vedi art. 5 comma 6) il Referendum sull’appartenenza alla futura Provincia di Monza-Brianza.

Accampa difficoltà a reperire nel bilancio la copertura dei costi, ma dovrebbe ben sapere che:

 le spese elettorali, in una democrazia, sono spese obbligatorie: si vota in base a regole precostituite, non in seguito alle variabili della congiuntura economica;

 l’istituto del referendum consultivo è previsto dallo Statuto Comunale, per altro recentemente riapprovato: non si tratta quindi di un “imprevisto” se non per chi lo avesse votato a titolo ornamentale, con la riserva mentale che tanti cittadini non sarebbero comunque riusciti ad attivarlo entro i brevi e perentori termini statutari;

 il costo del referendum, limitato e “una tantum”, è incomparabilmente inferiore ai costi della nuova Provincia, elevati e permanenti: chi volesse piangere sui “costi della politica” ha una magnifica occasione: pretendere la sospensione delle nuove Province che si aggiungeranno nel 2009 alle tante esistenti, già proclamate inutili da autorevolissimi leaders politici nonché Ministri (sia in carica che ombra);

 il Referendum ha senso se effettuato entro il prossimo novembre: altrimenti si fanno scappare i buoi prima di chiudere la stalla.

Quindi il Sindaco Bertoldo si faccia coraggio ed esegua la volontà del Re (che nella attuale Repubblica costituzionale è il popolo sovrano) nonché si attenga alle frequenti esortazioni di un partito democratico per definizione, che incitano continuamente all’apertura, al confronto, al dialogo ed all’ascolto dei cittadini.

Comitato promotore Referendum Consultivo

Brugherio, settembre 2007

APPENA IN TEMPO…

Agosto 27, 2008

Apprendo con rammaricato sconcerto che Sinistra Democratica di Milano bussa con insistente frequenza alle porte di Casa Penati. E con spaventata veemenza, cerca di scrollarsi di dosso e tenere lontano, da se e da casa Penati, le “altre sinistre”, che in questi 4 anni e mezzo hanno mandato giù tanti di quei bocconi amari (non faccio l’elenco per motivi di spazio) che prima di riprovare il sapore dolce della politica dovranno sottoporsi ad un trapianto dell’intero apparato gustativo.

Inoltre, sempre Sinistra Democratica, apre addirittura ad un’allenza con l’UDC.

Davvero non capisco, e se capisco penso male. E rafforzo la mia decisione di abbandonare SD.

Cerco di riordinare alcune idee…

Il capo indiscusso del PD milanese è più a destra della destra in politica del territorio ed è più leghista dei leghisti in politica della sicurezza (anche in questo caso non faccio l’elenco per motivi di spazio);

la Provincia di Milano e la Regione Lombardia, più che il laboratorio per un nuovo centrosinistra, sono da tempo il terreno fertile per esperimenti trasversali di modificazione genetica (politica);

la troika Formigoni-Moratti-Penati gioca a chi è più bravo ad incantare, apparire, invadere il campo altrui, stupire l’opinione pubblica (e i rispettivi simpatizzanti);

l’ex sindaco di Sesto San Giovanni non è certo stato il promotore di un’operazione di ricostruzione del centrosinistra. Anzi. Ha tirato bordate a manca e a manca, cercando di rafforzare la sua immagine di risoluto terminatore di quel che resta dell’Arcobaleno,

E Sinistra Democratica cosa fa?

Appoggia Penati senza condizioni. Diventa il cane da guardia che morde compagni fino a ieri considerati promessi sposi (PRC). Apre e promuove l’ingresso nel centrosinistra degli esponenti milanesi del partito di Totò Cuffaro.

Un mese fa ho abbandonato SD.

Appena in tempo…

Il 24 luglio 2008 ho formalmente comunicato la mia decisione di rendermi indipendente e di lasciare il movimento Sinistra Democratica.

Sono convinto che, in questa fase storica, non solo in Italia, la politica debba ricostruire se stessa a partire dalla base, dai territori, dalle problematiche e dalle contraddizioni che da globali si sostanziano a livello locale.

Se si vuole davvero partecipare alla ricostruzione di un rinnovato senso civico e cercare di ridare speranza e futuro al nostro pianeta, al nostro paese e alle nostre comunità, bisogna avere il coraggio di rimettere tutto in discussione e sgomberare il campo da equivoci. Comprese le proprie appartenenze partitiche. Che in questa fase sono solo di intralcio alla costruzione di un vero partito dei cittadini, per il bene comune, per la terra, per l’aria e per l’acqua, per la giustizia, per la pace tra i popoli e tra le generazioni, per i diritti civili, per la salute.

Chi decide di impegnarsi politicamente deve compiere una scelta:

A) cercare di salire su un grande transatlantico. Bello, luminoso, nuovo, che solchi rotte apparentemente sicure. Ma difficilmente questa bella nave potrà esplorare gli angoli dell’oceano dove nascono nuove specie deformi, i vortici dove si ammassano i rifiuti del pianeta, i fiordi morti dove l’acqua si imputridisce. Ma sarà impossibile per questo ingombrante natante risalire fiumi e addentrarsi in quelle terre dove gli uomini cercano di sopravvivere ad un modello di sviluppo che toglie loro il pane di bocca… e la natura stenta a riprodursi. Una bella nave, sicura per chi ci abita (anche se la punta di un iceberg nella nebbia può sempre apparire all’ultimo momento), ma devastante per chi capita sotto le sue eliche d’acciaio o per chi respira la sua fuliggine cancerogena.

oppure

B) costruirsi una zattera, leggera, che si accompagni ad altre mille zattere, umili, a remi. Che vada ad esplorare nuove terre e che si avventuri alla ricerca di un nuovo mondo. Che riscopra il desiderio della lotta per gli ultimi e per gli oppressi. Che riesca a ritrovare le virtuose correnti che portano all’isola della giustizia e della pace o alla città della gioia e della felicità, senza distizioni di sesso, censo, razza o religione. Che riesca a raggiungere tutti gli scogli pericolosi, anche per la grande nave, per costrirci sopra nuovi fari segnalatori, in grado di tracciare una nuova rotta, più sicura e più rispettosa della terra e di tutti i suoi abitanti. Una zattera fatta di materiale riciclabile, riutilizzabile, recuperabile. Una zattera sicuramente più pericolosa, facilmente ribaltabile dalle onde anomale provocate dal grande transatlantico, ma altrettanto facilmente in grado di ritrovare il filo d’acqua e restituire la luce del sole ai suoi marinai .

Io ho deciso. Comincio a costruire la mia zattera.

Tutti i marinai lo sanno, se si resta troppo vicini ad una grande nave, o si chiede di essere issati a bordo o si rischia di essere travolti dalla sue onde o ancora peggio dalle sue terribili eliche d’acciaio…

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E siccome credo nella trasparenza degli atti e dei comportamenti politici, pubblico la mia lettera indirizzata al coordinatore provinciale di SD.

Contro le leggi vergogna,
in difesa del libero giornalismo e della legge uguale per tutti.
Per testimoniare la nostra fedeltà alla Costituzione repubblicana

MARTEDI’ 8 LUGLIO ORE 18

 

PIAZZETTA (loggia) DEI MERCANTI (vicino a Duomo)

 

 

Primi promotori:
Comitato milanese per la Legalità
Le Girandole

Nando Dalla Chiesa
Chiara Cremonesi
Carlo Monguzzi
Basilio Rizzo

Per adesioni: posta@nandodallachiesa.it

MOBILITAZIONE

Giugno 23, 2008

INFORMAZIONE DA DIFFONDERE IL PIU’ POSSIBILE

Appello alla mobilitazione.

Lunedì a Milano
Scritto da Nando dalla Chiesa
19 June 2008

 

Occorre rispondere. Con Gianni Barbacetto, Basilio Rizzo e altri amici sto indicendo una manifestazione a Milano per lunedì pomeriggio alle 18 davanti al Palazzo di Giustizia. Questo è il testo dell’appello. Fate girare!
 
“Rompiamo gli indugi. Il nuovo assalto di Silvio Berlusconi ai principi di legalità e alla giustizia non può vederci testimoni immobili e dunque complici. Ancora una volta il potere politico viene usato per tutelare posizioni processuali personali, senza alcuno scrupolo né verso i principi costituzionali né verso gli effetti che si producono a cascata sull’amministrazione della giustizia, sulla sicurezza e sulla libertà d’informazione. Le scelte accomodanti dell’opposizione si stanno rivelando semplicemente sciagurate. L’idea che l’acquiescenza verso Berlusconi sia segno di maggiore consapevolezza e maturità politica sta portando il Paese alla deriva, privandolo di una voce forte e coerentemente risoluta nella difesa della Costituzione e della decenza repubblicana in parlamento.
 
Noi crediamo che la logica alla quale Berlusconi sta assoggettando l’azione del suo nuovo governo e della sua maggioranza meriti una forte risposta democratica, libera dai complessi di colpa che la politica e l’informazione hanno cercato di gettare su chi negli anni passati si è mobilitato contro le leggi-vergogna e contro la manomissione della Costituzione. Non è stata la difesa dei principi di legalità costituzionale a fare perdere il centrosinistra, il quale anzi dal 2002 ha sempre vinto tutte le prove amministrative, fino alle politiche del 2006.
 
Non è la nettezza dei principi che fa perdere, come ha dimostrato il divario tra i risultati di Rita Borsellino in Sicilia e i disastrosi risultati successivi. A far perdere voti è l’incapacità di governare emersa tra rivalità, ambizioni, narcisismi e rendite ideologiche ai danni del governo Prodi. Ed è, oggi, l’incapacità di rappresentare i propri elettori, sempre più inclini a non partecipare al voto.
 
Per questo invitiamo i cittadini milanesi a una prima mobilitazione in difesa della Costituzione e della giustizia per lunedì 23 giugno alle 18 davanti al Palazzo di giustizia, luogo simbolico per l’opinione pubblica legalitaria della città.
 
Del tutto consapevoli che non siamo noi il “già visto”. Il “già visto”, la ripetizione infinita della storia, una storia di arroganze istituzionali, è Silvio Berlusconi. Davanti a noi c’è solo una scelta: se tacere per stanchezza o mettere una volta ancora le nostre energie al servizio della democrazia repubblicana e dello spirito delle leggi.
 
Comitato milanese per la legalità”

BOOM!!!

Maggio 16, 2008

Formigoni & Co. approvano la legge obiettivo regionale.

Con l’astensione del PD.

Tic Tac, Tic Tac …. boom!

Può cominciare la conquista del West.

I protagonisti e le comparse, si accomodino.