L’astuzia di Bertoldo
Settembre 15, 2008
Ricevo e volentieri pubblico

L’astuzia di Bertoldo
che era stato destinato dal Re ad essere appeso ad una albero ma, per via di una ambigua interpretazione del regolamento, poteva lui scegliere quale. Guarda caso non trovava mai quello giusto!
Qualcosa di simile sta avvenendo a Brugherio ove il Sindaco tergiversa, contro ogni ragionevole attuazione della volontà legittimamente espressa da 2.890 concittadini, ad indire (“entro 30 giorni”, vedi art. 5 comma 6) il Referendum sull’appartenenza alla futura Provincia di Monza-Brianza.
Accampa difficoltà a reperire nel bilancio la copertura dei costi, ma dovrebbe ben sapere che:
le spese elettorali, in una democrazia, sono spese obbligatorie: si vota in base a regole precostituite, non in seguito alle variabili della congiuntura economica;
l’istituto del referendum consultivo è previsto dallo Statuto Comunale, per altro recentemente riapprovato: non si tratta quindi di un “imprevisto” se non per chi lo avesse votato a titolo ornamentale, con la riserva mentale che tanti cittadini non sarebbero comunque riusciti ad attivarlo entro i brevi e perentori termini statutari;
il costo del referendum, limitato e “una tantum”, è incomparabilmente inferiore ai costi della nuova Provincia, elevati e permanenti: chi volesse piangere sui “costi della politica” ha una magnifica occasione: pretendere la sospensione delle nuove Province che si aggiungeranno nel 2009 alle tante esistenti, già proclamate inutili da autorevolissimi leaders politici nonché Ministri (sia in carica che ombra);
il Referendum ha senso se effettuato entro il prossimo novembre: altrimenti si fanno scappare i buoi prima di chiudere la stalla.
Quindi il Sindaco Bertoldo si faccia coraggio ed esegua la volontà del Re (che nella attuale Repubblica costituzionale è il popolo sovrano) nonché si attenga alle frequenti esortazioni di un partito democratico per definizione, che incitano continuamente all’apertura, al confronto, al dialogo ed all’ascolto dei cittadini.
Comitato promotore Referendum Consultivo
Brugherio, settembre 2007
DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA
Luglio 24, 2008
Il 24 luglio 2008 ho formalmente comunicato la mia decisione di rendermi indipendente e di lasciare il movimento Sinistra Democratica.
Sono convinto che, in questa fase storica, non solo in Italia, la politica debba ricostruire se stessa a partire dalla base, dai territori, dalle problematiche e dalle contraddizioni che da globali si sostanziano a livello locale.
Se si vuole davvero partecipare alla ricostruzione di un rinnovato senso civico e cercare di ridare speranza e futuro al nostro pianeta, al nostro paese e alle nostre comunità, bisogna avere il coraggio di rimettere tutto in discussione e sgomberare il campo da equivoci. Comprese le proprie appartenenze partitiche. Che in questa fase sono solo di intralcio alla costruzione di un vero partito dei cittadini, per il bene comune, per la terra, per l’aria e per l’acqua, per la giustizia, per la pace tra i popoli e tra le generazioni, per i diritti civili, per la salute.
Chi decide di impegnarsi politicamente deve compiere una scelta:
A) cercare di salire su un grande transatlantico. Bello, luminoso, nuovo, che solchi rotte apparentemente sicure. Ma difficilmente questa bella nave potrà esplorare gli angoli dell’oceano dove nascono nuove specie deformi, i vortici dove si ammassano i rifiuti del pianeta, i fiordi morti dove l’acqua si imputridisce. Ma sarà impossibile per questo ingombrante natante risalire fiumi e addentrarsi in quelle terre dove gli uomini cercano di sopravvivere ad un modello di sviluppo che toglie loro il pane di bocca… e la natura stenta a riprodursi. Una bella nave, sicura per chi ci abita (anche se la punta di un iceberg nella nebbia può sempre apparire all’ultimo momento), ma devastante per chi capita sotto le sue eliche d’acciaio o per chi respira la sua fuliggine cancerogena.
oppure
B) costruirsi una zattera, leggera, che si accompagni ad altre mille zattere, umili, a remi. Che vada ad esplorare nuove terre e che si avventuri alla ricerca di un nuovo mondo. Che riscopra il desiderio della lotta per gli ultimi e per gli oppressi. Che riesca a ritrovare le virtuose correnti che portano all’isola della giustizia e della pace o alla città della gioia e della felicità, senza distizioni di sesso, censo, razza o religione. Che riesca a raggiungere tutti gli scogli pericolosi, anche per la grande nave, per costrirci sopra nuovi fari segnalatori, in grado di tracciare una nuova rotta, più sicura e più rispettosa della terra e di tutti i suoi abitanti. Una zattera fatta di materiale riciclabile, riutilizzabile, recuperabile. Una zattera sicuramente più pericolosa, facilmente ribaltabile dalle onde anomale provocate dal grande transatlantico, ma altrettanto facilmente in grado di ritrovare il filo d’acqua e restituire la luce del sole ai suoi marinai .
Io ho deciso. Comincio a costruire la mia zattera.
Tutti i marinai lo sanno, se si resta troppo vicini ad una grande nave, o si chiede di essere issati a bordo o si rischia di essere travolti dalla sue onde o ancora peggio dalle sue terribili eliche d’acciaio…
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E siccome credo nella trasparenza degli atti e dei comportamenti politici, pubblico la mia lettera indirizzata al coordinatore provinciale di SD.
ANCHE A MILANO IN PIAZZA CONTRO LE LEGGI VERGOGNA
Luglio 7, 2008
Per testimoniare la nostra fedeltà alla Costituzione repubblicana
MARTEDI’ 8 LUGLIO ORE 18
Comitato milanese per la Legalità
Le Girandole
Chiara Cremonesi
Carlo Monguzzi
Basilio Rizzo
Per adesioni:
posta@nandodallachiesa.itMOBILITAZIONE
Giugno 23, 2008
INFORMAZIONE DA DIFFONDERE IL PIU’ POSSIBILE
Appello alla mobilitazione.
Lunedì a Milano
Scritto da Nando dalla Chiesa
19 June 2008
Occorre rispondere. Con Gianni Barbacetto, Basilio Rizzo e altri amici sto indicendo una manifestazione a Milano per lunedì pomeriggio alle 18 davanti al Palazzo di Giustizia. Questo è il testo dell’appello. Fate girare!
“Rompiamo gli indugi. Il nuovo assalto di Silvio Berlusconi ai principi di legalità e alla giustizia non può vederci testimoni immobili e dunque complici. Ancora una volta il potere politico viene usato per tutelare posizioni processuali personali, senza alcuno scrupolo né verso i principi costituzionali né verso gli effetti che si producono a cascata sull’amministrazione della giustizia, sulla sicurezza e sulla libertà d’informazione. Le scelte accomodanti dell’opposizione si stanno rivelando semplicemente sciagurate. L’idea che l’acquiescenza verso Berlusconi sia segno di maggiore consapevolezza e maturità politica sta portando il Paese alla deriva, privandolo di una voce forte e coerentemente risoluta nella difesa della Costituzione e della decenza repubblicana in parlamento.
Noi crediamo che la logica alla quale Berlusconi sta assoggettando l’azione del suo nuovo governo e della sua maggioranza meriti una forte risposta democratica, libera dai complessi di colpa che la politica e l’informazione hanno cercato di gettare su chi negli anni passati si è mobilitato contro le leggi-vergogna e contro la manomissione della Costituzione. Non è stata la difesa dei principi di legalità costituzionale a fare perdere il centrosinistra, il quale anzi dal 2002 ha sempre vinto tutte le prove amministrative, fino alle politiche del 2006.
Non è la nettezza dei principi che fa perdere, come ha dimostrato il divario tra i risultati di Rita Borsellino in Sicilia e i disastrosi risultati successivi. A far perdere voti è l’incapacità di governare emersa tra rivalità, ambizioni, narcisismi e rendite ideologiche ai danni del governo Prodi. Ed è, oggi, l’incapacità di rappresentare i propri elettori, sempre più inclini a non partecipare al voto.
Per questo invitiamo i cittadini milanesi a una prima mobilitazione in difesa della Costituzione e della giustizia per lunedì 23 giugno alle 18 davanti al Palazzo di giustizia, luogo simbolico per l’opinione pubblica legalitaria della città.
Del tutto consapevoli che non siamo noi il “già visto”. Il “già visto”, la ripetizione infinita della storia, una storia di arroganze istituzionali, è Silvio Berlusconi. Davanti a noi c’è solo una scelta: se tacere per stanchezza o mettere una volta ancora le nostre energie al servizio della democrazia repubblicana e dello spirito delle leggi.
Comitato milanese per la legalità”


