
Comune di Cassinetta di Lugagnano
NOTIZIE PER LA STAMPA
TANGENZIALE ANAS NEL PARCO DEL TICINO E NEL PARCO SUD: LA MAGGIORANZA DEI COMUNI DICE NO
Ieri pomeriggio presso il Pirellone, il sindaco del Comune di Cassinetta di Lugagnano, insieme ai colleghi di Albairate, Boffalora Sopra Ticino, Cisliano, Cusago, Ozzero e Robecco sul Naviglio, ha nuovamente espresso il proprio parere contrario al Progetto definitivo di collegamento tra la SS11 e la tangenziale Ovest, presentato il 19 marzo scorso da ANAS e Regione Lombardia. Un parere sottoscritto e messo a verbale in un documento congiunto ed inequivocabile (che si allega in copia), che preannuncia il parere contrario dei 7 comuni (su 9) anche in occasione della conferenze di servizi che si terrà a Roma il prossimo 26 maggio.
“La nostra posizione non è mai cambiata – afferma Domenico Finiguerra – ed è nota da tempo, fin dal novembre del 2002. Ma oggi, è la stragrande maggioranza dei comuni ad aver dichiarato e deliberato la propria opposizione al progetto scellerato dell’ANAS. Una contrarietà sancita all’unanimità anche dal Parco Agricolo Sud Milano.
La Regione Lombardia e l’Assessore Cattaneo prendano atto di un fatto politico. Il territorio dice no. Lo dicono i comuni interessati per oltre il 90% dal progetto dell’ANAS. Lo dicono le associazioni degli agricoltori. Lo dicono migliaia di cittadini che chiedono miglioramenti alla viabilità locale e non progetti faraonici, dannosi per l’ambiente e per il paesaggio.
Nell’incontro di ieri abbiamo tutti anche appreso, dalle vive parole dell’Assessore Cattaneo, che mancano ancora ben 140 milioni all’appello, e che il progetto, partito da quota 215, è lievitato fino a 420 milioni di euro. Cifre enormi, che se messe a disposizione del trasporto pubblico e del miglioramento della viabilità locale, razionalizzandola, mettendola in sicurezza e rendendola più fluida (eliminando ad esempio tutti i semafori) come richiediamo da almeno dieci anni, risolverebbero i problemi di mobilità. Problemi che qualcuno si illude di risolvere con opere sproporzionate, che in realtà servono solo ad aprire a nuove colate di cemento nell’ultimo polmone verde della Provincia di Milano.”
Il sindaco Finiguerra torna anche sulle dichiarazioni del collega Albetti, il quale vista la popolazione del Comune di Abbiategrasso si sente legittimato a decidere per tutti e sulla testa degli altri comuni. “La gravità di queste affermazioni e l’arroganza istituzionale dimostrata dal collega mi lasciano davvero basito. Siamo in presenza di una supponenza condita di prepotenza che ritengo inaccettabile. Il Sindaco Albetti si scusi, soprattutto con i cittadini di Cassinetta di Lugagnano. Che lo ricordo, hanno votato democraticamente il sottoscritto e la sua lista civica sulla base di un programma chiaro e netto. Non esistono comuni di seria A e comuni di serie B, e se qualcuno lo pensa, e soprattutto lo ricerca nella pratica politica quotidiana, sappia che è un atteggiamento che non può non avere gravi conseguenze sui rapporti istituzionali.”
All’incontro di ieri pomeriggio è risultato assente il Parco del Ticino. Una sedia vuota che non è passata inosservata. “Mi sembra davvero strano che la Presidente Bertani non abbia trovato un consigliere o un funzionario in grado di sostituirla. In proposito, faccio presente, al Parco del Ticino innanzitutto, che qualora la Regione e il CIPE decidessero di procedere approvando il progetto ANAS, presenteremo un nuovo esposto all’Unesco, affichè l’organismo dell’ONU possa preservare il Parco del Ticino stesso. Quest’ultimo, infatti, è una delle sei Riserve della Biosfera italiane, e come tale è sottoposta alla tutela e vigilanza dell’Unesco.
Ricordo che la Commissione Italiana UNESCO è già intervenuta nel 2003, proprio su segnalazione del Comune di Cassinetta di Lugagnano e di molte centinaia di cittadini, minacciando la revoca del riconoscimento appena ricevuto”.
Cassinetta di Lugagnano, 20 maggio 2006
ERAVAMO RIMASTI SOLI…
Maggio 4, 2009


Comune di Cassinetta di Lugagnano
NOTIZIE PER LA STAMPA
TANGENZIALE ANAS, UN PROGETTO SCELLERATO IL COMUNE DI CASSINETTA DI LUGAGNANO CONFERMA IL PROPRIO PARERE CONTRARIO
IL SINDACO FINIGUERRA, FAREMO NUOVAMENTE RICORSO AL TAR E PRESENTEREMO UN SECONDO ESPOSTO ALL’UNESCO
La Giunta Comunale di Cassinetta di Lugagnano ha confermato il proprio parere contrario al Progetto definitivo della Superstrada di collegamento tra la SS11 e la tangenziale Ovest. L’amministrazione guidata dal sindaco Domenico Finiguerra che fin dal novembre del 2002, si è messa al fianco dei Comitati No Tangenziale, mantiene quindi inalterata la propria ferma opposizione alla scellerata infrastruttura. Un’opera considerata sproporzionata rispetto alle esigenze del territorio, voluta solo per aprire alla cementificazione nel Parco del Ticino e nel Parco Sud.
“Risolleveremo la questione a Bruxelles per la mancata effettuazione della Valutazione di Impatto Ambientale sui Siti di Imporanza Comunitaria, una grave carenza, sulla quale la commissione petizioni del parlamento europeo ha già chiesto di aprire una procedura di infrazione al governo italiano – afferma il primo cittadino -. Presto presenteremo un nuovo esposto all’Unesco, affichè l’organismo dell’ONU possa preservare il Parco del Ticino. Quest’ultimo, infatti, è una delle sei Riserve della Biosfera italiane, e come tale è sottoposta alla tutela e vigilanza dell’Unesco. Ricordo a tutti, Regione, Ministero ed Ente Parco, che la Commissione Italiana è già intervenuta nel 2003, proprio su segnalazione del Comune di Cassinetta di Lugagnano e di molte centinaia di cittadini, minacciando la revoca del riconoscimento appena ricevuto.”
Ma dopo le recenti prese di posizione di altri comuni, Domenico Finiguerra ci tiene anche a puntualizzare alcuni passaggi importanti, affinché siano ben chiare le responsabilità e le posizioni in campo.
“Come tutti sanno, il nostro atteggiamento non è mai cambiato e l’abbiamo ribadito in ogni incontro formale. E per questa nostra intransigenza abbiamo subito da più parti l’accusa di essere troppo radicali, degli estremisti. Di non voler scendere a compromessi.
Bene, oggi alla luce del progetto definitivo presentato da ANAS, tutti possono giudicare. L’unico compromesso possibile era in realtà quello di accettare l’ipotesi di una vera e propria autostrada. Le richieste del territorio sono state completamente disattese. Anche un bambino capirebbe che le cosiddette mitigazioni e le belle parole inventate per addolcire la pillola, le cosiddette “strade parco” erano e sono solo una presa in giro. Un insulto all’intelligenza. E sono davvero contento che alcuni sindaci che pensavano di sedersi al tavolo delle trattative, dopo aver ricevuto la cosiddetta “porta in faccia” abbiano fatto retromarcia e siano tornati su posizioni contrarie.
Cassinetta di Lugagnano era rimasta sola. L’ha riportato ampiamente la stampa locale; l’hanno chiaramente certificato i verbali degli incontri agli atti della Regione. Ricordo che all’incontro del 19 settembre 2008, quando l’Assessore Raffaele Cattaneo ha chiesto il parere di tutti i Comuni e dei Parchi, sono stato l’unico sindaco a manifestare in modo chiaro ed inequivocabile una netta contrarietà, senza possibilità alcuna di scendere a patti o compromessi. Tant’è che lo stesso Assessore Cattaneo concludeva compiaciuto l’incontro riportando a verbale: “A parte Cassinetta, gli altri Comuni sono tutti favorevoli”.
Oggi, però, pare che la nostra condizione di isolamento sia venuta meno. Mentre all’indomani del suddetto incontro, da molti considerato conclusivo, sembrava che Cassinetta fosse rimasta appunto isolata, oggi la nostra posizione è diventata ampiamente maggioritaria. Infatti, oltre ai comuni di Albairate e Cisliano, registro con piacere la contrarietà del Comune di Robecco S/N, del Comune di Ozzero, del Comune di Cusago, del Parco Agricolo Sud Milano
Così, ad esprimersi favorevolmente sono rimasti solo i comuni di Magenta e di Abbiategrasso, mentre non ha ancora deliberato il proprio parere il Parco del Ticino, che comunque in passato ha già espresso una valutazione negativa, fortemente critica e corredata da relazioni indipendenti condotte da professionisti autorevoli.
Alla luce di tutto ciò, se la Regione Lombardia e il CIPE dovessero andare avanti approvando il progetto, sarebbe un atto gravissimo, irrispettoso della volontà della maggioranza degli enti coinvolti e dal significato politico gravissimo. L’assessore Cattaneo, il Presidente Formigoni ed ANAS si fermino. Ritirino il progetto e riconvochino tutti i comuni per ridiscutere a partire dalle esigenze del territorio e del mondo agricolo, rispettando il titolo di Riserva della Biosfera del Parco del Ticino e la vocazione agricola dello stesso Parco Sud.”
Il Comune di Cassinetta di Lugagnano desidera infine ringraziare i Comitati No Tangenziale che in questi giorni stanno organizzando e coordinando l’invio delle osservazioni all’ANAS da parte degli espropriandi. Un lavoro mai cessato e che ha contribuito a mantenere alta l’attenzione, organizzando iniziative di informazione e mobilitazione contro questo progetto, che se realizzato sarà il primo passo verso il declino ambientale e del paesaggio dell’abbiatense e del magentino. Un colpo mortale all’agricoltura, alle numerose aziende agrituristiche e alle ipotesi di filiera corta e di economia locale e solidale che con fatica si stanno radicando nel territorio
R…ESISTEREMO
Dicembre 20, 2008

Prendo atto con grande preocuppazione dell’approvazione del progetto definitivo da parte di ANAS e, soprassedendo in attesa di chiarimenti su quanto affermato da Ciucci (ANAS) in ordine alla mancanza di circa 140 milioni per la realizazione dell’infrastruttura, confermo che l’opposizione del Comune di Cassinetta di Lugagnano non si fermerà davanti ad un atto del cda ANAS, ma proseguirà in tutte le sedi: legali, amministrative e politiche.
MAGENTA 18/12/2008 – La notizia che era nell’aria è arrivata. Il Consiglio di Amministrazione dell’Anas, presieduto da Pietro Ciucci, ha approvato il progetto definitivo per l’avvio delle procedure di Legge Obiettivo dei lavori di collegamento tra la strada statale 11 ”Padana Superiore”, a Magenta, e la Tangenziale ovest di Milano, che prevede la realizzazione della variante di Abbiategrasso e l’adeguamento in sede del tratto Abbiategrasso-Vigevano della strada statale 494 ”Vigevanese”, fino al ponte sul fiume Ticino.
Si tratta del prolungamento a sud della Boffalora-Malpensa (sul quale pende il ricorso al Tar del comune di cassinetta di Lugagnano e la procedura di infrazione della commissione petizioni al parlamento Europeo) che attraverserà la frazione robecchese di Castellazzo dè Barzi e passerà per Albairate. Quella che, in sostanza, va a rappresentare un anello della tangenziale esterna milanese e contro loa quale sono state raccolte oltre 13mila firme.
”Questo intervento – ha detto Ciucci – si inquadra nel complesso di opere di adeguamento e potenziamento della viabilità di connessione con l’aeroporto di Malpensa al fine di migliorare, in continuita’ con il collegamento viario Boffalora-Malpensa, l’accessibilita’ veloce all’aerostazione dal bacino territoriale sud-ovest milanese, con contestuali effetti di riequilibrio dei carichi di traffico e di decongestionamento della rete esistente”.
L’itinerario stradale attraversa nove Comuni edè stato suddiviso in tre tratte funzionali: la tratta A, compresa tra la strada statale 11, nel Comune di Magenta, e l’interconnessione verso Abbiategrasso, nel Comune di Albairate, per una lunghezza complessiva di 10 km; la tratta B, compresa tra l’interconnessione nel Comune di Albairate e la Tangenziale ovest di Milano, per una lunghezza complessiva di 12 km; e la tratta C, compresa tra l’interconnessione di Albairate ed il termine del tratto di adeguamento in sede nel Comune di Abbiategrasso, in corrispondenza dell’inizio dell’intervento relativo al nuovo Ponte sul Fiume Ticino escluso, per una lunghezza complessiva di oltre 10 km.
”Questa infrastruttura – ha concluso Ciucci – richiede un investimento di circa 420 milioni di euro, dei quali oltre 281 milioni sono giàfinanziati, mentre per la restante parte si rende necessario un nuovo finanziamento”. Il progetto definitivo per appalto integrato verrà ora inviato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il completamento delle procedure approvative e per i finanziamenti necessari.
Scritto da: GM – graziano.masperi@cronacaqui.it
DIECI ANNI DI MALPENSA 2000: QUALE BILANCIO ?
Ottobre 28, 2008

Comunicato stampa
L’ipocrita titolo di un convegno organizzato due anni fa a Somma Lombardo era: “Malpensa 2000, problema o opportunità?” La decisa contestazione attuata dai Comitati ambientalisti fornì la risposta con lo slogan: “Malpensa 2000 problemi”.
Ora siamo a dieci anni dall’inaugurazione (25/10/98) e possiamo fare un bilancio chiedendoci quali problemi ha risolto e quali invece ha creato la presenza del mega aeroporto che ha come riferimento la città di Milano e come territorio il Parco del Ticino.
Un aeroporto è un’infrastruttura trasportistica, per viaggiare, ma i milanesi partono tuttora più volentieri da Linate, e ciò è dimostrato dalle resistenze bipartisan alla chiusura del city airport.
Malpensa è comodo per chi ci abita vicino ma, chi ci abita vicino, subisce però 700 sorvoli al giorno: un disagio quotidiano.
Aumento pazzesco del traffico aereo e veicolare, conseguente inquinamento acustico ed atmosferico, dimostrati e confermati da numerosi studi e dalla recente sentenza del Tribunale di Milano, sono le conseguenze dirette: una tragedia ambientale con danni alla salute.
Cementificazione, consumo irreversibile del territorio, danno ambientale e paesaggistico sul Parco del Ticino. Tutto questo perchè non è stato rispettato il P.R.G.A. (Piano Regolatore Generale Aeroportuale), che poneva un limite a 12 milioni di passeggeri, limite concordato a suo tempo con i Comuni del circondario che non dissero “NO”. Dando l’assenso ad un ampliamento a 12 milioni, dopo pochi anni se ne trovarono illegalmente (leggasi “Ticinia”, 19/11/2000, firmato da 87 sindaci) 24 milioni.
Ma non basta perchè la tragedia ambientale (ma anche occupazionale, sociale, sanitaria, ecc,) non è ancora finita. Incombono infatti due minacce sinergiche tra loro: il piano industriale di SEA e l’Expo 2015. I 12 milioni del P.R.G.A sono già diventati 24, il piano di S.E.A ne prevede 45 e l’imminenza dell’Expo assegnato a Milano fornisce l’alibi per sostenere questo ulteriore ed inutile ampliamento che prevede la terza pista ed una serie di altre opere dall’impatto devastante. Ulteriore inutile ampliamento perchè l’aeroporto dovrebbe essere un’infrastruttura al servizio del territorio, ma è invece evidente che i milioni di passeggeri attuali e previsti dai piani S.E.A. vengono “reclutati” in tutto il centro-nord Italia a sostegno del sistema “malpensocentrico”. Questo è contrario all’interesse nazionale ed alla convenienza dei passeggeri che, con un miglior uso dei numerosi e ben distribuiti aeroporti esistenti, potrebbero decollare dall’aeroporto a loro più vicino risparmiando viaggi di centinaia di chilometri con tutto quel che comporta.
Per il decennale S.E.A. organizza una festa al terminal 1: noi la vediamo in un altro modo, cioè che Malpensa, da dieci anni, tutti i giorni “fa la festa” al nostro territorio, al Parco del Ticino.
Non è quindi una festa ma una veglia al capezzale dell’agonizzante Parco del Ticino.
Gallarate, 25 ottobre 2008
LEGAMBIENTE Gallarate
LEGAMBIENTE Novara
C.OVES.T. ONLUS Varallo Pombia
UNI.CO.MAL. LOMBARDIA
AMICI DELLA NATURA AD ARSAGO
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sottoscrivo
SIAMO RIMASTI SOLI…
Settembre 29, 2008

Il 19 settembre si è tenuta in Regione Lombardia una sorta di pre-conferenza dei servizi per decidere se procedere o meno con la progettazione definitiva della bretella autostradale che collegherà la Tangenziale Ovest a Malpensa.
Un nastro d’asfalto largo 25 metri taglerà il Parco del Ticino (riserva della Biosfera Unesco) e il Parco Agricolo Sud (uno dei più grandi d’Europa). Per andare a costruire uno dei tasselli del sistema di tangenziali esterne milanesi, nuova frontiera per la conquista da parte di palazzinari e immobiliaristi dell’ultimo terreno pregiato della provincia di Milano.
L’unico ente che ha dichiarato la propria contrarietà è stato il Comune di Cassinetta di Lugagnano, per mezzo della bocca del sottoscritto. Gli altri comuni finora contrari, Albairate e Cisliano, hanno con sorpresa apprezzato il buon lavoro dei progettisti, che evidentemente avevano accolto alcune richieste di miglioramento (forse è questa la vera sindrome di Nimby). Dalla Presidente del Parco del Ticino, Milena Bertani, nessuna parola. Il Presidente del Parco Sud, Assesore Provinciale Bruna Brembilla, assente.
Che altro aggiungere…
Nei giorni successivi, l’ottimo sindaco di Abbiategrasso, città Slow a sedicente vocazione agricola, dichiara che finalmente avremo l’infrastruttura che ci mancava. Che neanche a farlo apposta… collegherà brillantemente anche l’impianto inceneritore che il comune maglia nera nella raccolta differenziata (19%) sta cercando di realizzare. Sul punto torneremo molto presto.
Quindi Il Comune di Cassinetta di Lugagnano è rimasto solo. Devo dire che me l’aspettavo. Era solo questione di tempo. Speriamo che i cittadini facciano un po’ di compagnia…
Intanto, segnalo che in molti si lamentano del fatto che il pezzo di autostrada fin quì realizzato (da Malpensa a Boffalora) sta rendendo difficoltosa la circolazione locale nei comuni attraversati. Di questi molti, molti sono quelli che richiedevano a gran voce la nuova arteria. Perchè lo sviluppo… perchè non possiamo perdere la sfida Expo 2015… perchè non possiamo certo vivere di sola agricoltura…
E cosa pensavano, che costruissero un’autostrada per andare da Mesero a Bernate Ticino.
Segnalo il libro di Luca Mercalli e Chiara Sasso. Le mucche non mangiano cemento… almeno per ora