La ricostruzione, L’Aquila
Luglio 4, 2009

FORUM PER LA RICOSTRUZIONE SOCIALE
diritti, lavoro, saperi e democrazia
7 luglio 2009
Piazza 3e32, via Strinella, L’Aquila
Alex Zanotelli, Gianni Rinaldini, FIOM CGIL Sergio Ciancaglini, Argentina Paul Maquet, Perù Giuseppe De Marzo, A Sud Pierluigi Sullo, Carta Presidio No Dal Molin Movimento No Tav Presidio contro la discarica di Chiaiano Comitati Irpini Mauro Borromeo Maurizio Donato, Università di Teramo Domenico Fininguerra, Sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Stop al consumo del territorio*******************************
Martedì prossimo 7 luglio si terrà a L’Aquila, promosso da cittadini, associazioni, sindacati e territori, un forum dedicato ai temi della ricostruzione sociale, declinata a partire da diritti, lavoro, sicurezza, trasparenza, difesa di territori e ambiente, in una sola parola: dalla democrazia.
Il Forum sarà la risposta dei movimenti e della società civile all’illegittimità del G8, e sarà lo strumento per esprimere sostegno attivo e solidarietà ai cittadini e alle cittadine de L’Aquila vittime del terremoto e della speculazione che prima e dopo il 6 aprile è stata e continua ad essere compiuta sulla pelle degli aquilani e delle aquilane.
La gestione dell’emergenza in Abruzzo, così come della crisi provocata dalle politiche del G8, giornalmente impoverisce le persone, distrugge posti di lavoro, fa chiudere aziende, erode diritti e patrimonio ambientale in tutto il territorio nazionale.
Le scelte del governo Berlusconi, così come quelle del G8, evidenziano gli errori di un modello di sviluppo che non fa i conti con i limiti delle risorse del pianeta e con la sostenibilità sociale delle sue politiche.
PROGRAMMA
ore 10.00 – 13.00
Emergenza e democrazia
ore 13.00
Pranzo sociale e incursioni musicali
ore 14.00 – 18.00
Crisi ed emergenza: Quale ricostruzione?
DO YOU REMEMBER?
Luglio 3, 2009
E’ passato. Il sedicente Decreto Sicurezza. E sono orogogliosi. Ora possono mostrare a milioni di italiani, cui hanno fatto prima venire la bava alla bocca, quanto sono stati bravi a far passare l’atto più demagogico, populista e razzista.
Mi vergogno. Di essere italiano. Di essere un rappresentante delle sue istituzioni.
Chiedo scusa a tutte le persone che soffriranno a causa di questo scellerato provvedimento.
Vergogna: il G8 costa più della lotta alla povertà
Giugno 30, 2009

Perugia, 29 giugno 2009 – Alla vigilia del G8, Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Incredibile, ma vero. Il G8 costa più dell’intero bilancio che l’Italia dedica alla lotta alla povertà. 400 milioni di euro contro i miseri 321,8 milioni stanziati quest’anno dal governo italiano per lottare contro la morte per fame e la miseria nel mondo. Una vergogna che getta un’ombra inquietante sul vertice che si sta per aprire a L’Aquila.
Nonostante il fumo mediatico che è stato innalzato attorno a questo evento, lo scandalo non può essere cancellato. Quest’anno ci sono cento milioni di persone in più che muoiono di fame e il nostro governo butta 400 milioni di euro o forse più per organizzare un vertice. Salvo poi dire che la crisi gli impedisce di mantenere gli impegni internazionali contro la povertà. O, peggio ancora, fare, come accadrà all’Aquila, nuovi annunci e distribuire nuove promesse. Tutto questo è intollerabile.
E’ noto che i problemi dell’umanità non si risolvono con i vertici. Ma con un lavoro quotidiano sistematico e coerente in istituzioni internazionali democratiche ed efficienti. E tuttavia, se davvero fosse necessario riunire gli otto paesi più industrializzati, si potrebbe fare, senza troppi costi aggiuntivi, in una delle tante sedi istituzionali esistenti nel mondo.
Il problema è ancora più serio, perché in un mondo che cambia rapidamente, la formula (G8) è ormai palesemente obsoleta. Tant’é che dal G8 si sta rapidamente passando al G20 e ogni anno gli organizzatori di turno sono costretti ad allungare la lista degli invitati.
Per questo al primo punto dell’Agenda del G8 dell’Aquila ci dovrebbe essere un obiettivo ragionevole: abolire queste costosissime parate annuali inconcludenti e investire sulle istituzioni internazionali (democratiche o da democratizzare) come l’Onu che possono davvero fare la differenza.
In attesa che il sogno si avveri, vale la pena di ricordare che:
1. i “grandi” che s’incontreranno in Italia detengono potere, risorse e mezzi in grado di determinare, nel bene e nel male, le condizioni di vita e il futuro di tanta parte dell’umanità. Su di loro pesa come un macigno la responsabilità di aver fatto tante promesse e di non averle ancora mantenute. Non basterà una foto sulle macerie del terremoto per liberarsene;
2. nei prossimi giorni, all’Aquila, si consumerà una grande messa in scena mediatica sulla pelle dei terremotati che forse riceveranno in dono il restauro di qualche monumento ma non quello che più desiderano: una ricostruzione certa e condivisa. Se dopo il terremoto, Berlusconi avesse annullato il G8 e versato la somma risparmiata agli sfollati dell’Abruzzo i benefici sarebbero stati più grandi ed efficaci;
3. nessuno conosce davvero i conti di questo G8. Bertolaso ha detto che sono stati impegnati 500 milioni di €. Poi si è parlato di risparmi ma la confusione delle cifre è totale. Una gran parte è stata spesa in Sardegna. Qualche decina di milioni sono stati spesi per le riunioni preparatorie. Altri sono stati spesi all’Aquila per accogliere e proteggere i leader mondiali. Altri ancora ne verranno spesi in questi giorni. Possibile che nel nostro paese non si possa sapere realmente quanto ci è costato questo G8? Da dove sono stati presi i fondi? A quali altre attività sono stati sottratti? Il Parlamento dovrebbe esigere un bilancio completo e dettagliato. Indovinate un po’ chi pagherà il conto?”
VIVA IL G8…
Giugno 25, 2009
Alla vigilia del G8 2009, mi rinfresco la memoria con il G8 2008…

Dal G8 di Tokio arrivano importanti notizie per l’ambiente, per il futuro del pianeta e dei popoli che lo abitano.
I mutamenti climatici? C’è tempo fino al 2050! I “grandi (?)” governanti affrontano il problema del surriscaldamento del pianeta e delle emissioni di gas serra, rinviandolo alle prossime generazioni. Complimenti e disgusto.
Il pianeta sta morendo di caldo, i ghiacci si sciolgono, gli ecosistemi, non solo quelli marini, sono entrati in evidente disequilibrio, gli eventi meteorologici estremi sono sempre più frequenti … e i grandi della terra, da autentici paladini decidono di mettere, ancora un avolta, la testa sotto la sabbia e di rinviare di altri 40 anni le dicisioni che andrebbero prese subito.
Il pianeta (anzi, una parte del pianeta) sta morendo di fame, milioni di bambini hanno mosche intorno alla testa, la crisi energetica sta influenzando ed infiammando i prezzi dei beni alimentari, insomma, è evidente a tutti quanto il modello economico attuale sia incompatibile con il benessere degli abitanti del pianeta terra (mentre al contrario è molto adatto a rinverdire le tasche dei pochi potenti) … e i grandi della terra se la cavano con dichiarazioni demenziali, che dovrebebro essere considerate al limite del ridicolo. Dovrebbero. Invece, stante la complicità della stampa di casa nostra, sempre più cagnolino da compagnia e non da guardia del potere politico, causa la affinità di fini con lo stesso potere politico, le farneticazioni (ma siamo sicuri siano farneticazioni e nonrispondano ad un disegno ben preciso?), diventano titoli degni di altissima considerazione.
Come quella di Silvio Berlusconi, che arriva perfino a ipotizzare 1000 nuove centrali nucleari per risolvere la crisi energetica.
TG1, il TG2, il TG4, il TG5, TG6, TG7, TG8, TG45, non approfondiscono il tema, non dicono che il nucleare è diseconomico, che è pericoloso (nessuna assicurazione al mondo copre i rischi legati alle centrali nucleari), che l’uranio sta finendo, che le scorie sono un problemino… No.
E certo, perché mica sono fessi. I padroni dei giornali. Sono gli stessi che si butteranno a pesce sulla torta del nucleare, che in Italia, naturalmente, sarà finanziato dal pubblico.
Piatto ricco? Mi ci ficco! Viva il G8!
La storia delle cose 2
Marzo 2, 2009
La storia delle cose 1
Febbraio 25, 2009
Annie Leonard ci spiega qual’è il problema della corsa al consumismo iniziata negli anni 50. Il perchè oggi ci stiamo dirigendo contro un muro.
NUOVI AMERICANI
Novembre 5, 2008

L’America ha un nuovo Presidente. Dopo 8 anni di Bushismo, una nuova speranza circola per il pianeta.
Guerre, fame nel mondo, cambiamento climatico.
Yes We Wait.
VOLA VOLA L’APE MAIA
Ottobre 13, 2008
La notizia non è nuova.
Le api stanno morendo. In tutto il mondo. E’ un dato di fatto. Un’orrenda verità statistica. Succede costantemente da molti anni. Non vi è più margine d’errore.
Qualcuno, si dice Einstein, ha detto: “Se le api dovessero scomparire, al genere umano resterebbero cinque anni di vita”. Non mi sembra una tesi tanto campata in aria.
Non è geniale, ma naturale ed intuitiva: niente api, niente impollinazione, niente frutta e vegetali. Un effetto domino senza limiti.
Mele, pere, mandorle, agrumi, pesche, kiwi, castagne, ciliegie, albicocche, susine, meloni, pomodori, zucchine, soia, girasole e colza, ovvero tutte quelle piante la cui produzione dipende completamente o in parte dalle api (grazie alla loro impollinazione) sarebbero a rischio di estinzione.
Non siete vegeteriani e siete carnivori indomabili? Sarebbero a rischio anche le colture foraggiere, fondamentali per i prati destinati a pascolo e quindi anche l’allevamento potrebbe essere destinato a essere coinvolto dalla spirale perversa innescata dalla scomparsa delle api.
Molte le cause possibili. Inquinamento, cambiamenti climatici e pesticidi.
Si ipotizza anche una colpa dei nostri telefonini luccicanti, vibranti e chattanti. Infatti, secondo uno studio dell’Università di Landauanche, anche l’inquinamento elettromagnetico ha le sue colpe. Le api, stordite e sviate dal segnale dei telefonini, perdono il senso dell’orientamento e non riescono a tornare all’alveare, morendo.
Senza voler essere sempre i soliti catastrofisti, forse è il caso che il problema si affronti.
O pensiamo di attendere la nuova generazione di telefonini. Che invieranno sms in grado di impollinare ciò che incontrano viaggiando nell’etere?
COMUNI DI PACE
Ottobre 3, 2008
4 ottobre 2008
“giornata della Pace, della fraternità e del dialogo
tra appartenenti a culture e religioni diverse”

Quest’anno ricorre il 60° anniversario della Dichiarazione universale dei Diritti Umani.
Stasera ad Arluno, ore 20.45
fiaccolata per
- ribadire il valore dei Diritti umani, che fanno dell’umanità una sola famiglia;
- sottolineare l’importanza dell’ascolto e del dialogo fra le religioni e le culture;
- invitare all’accoglienza e alla solidarietà verso gli stranieri presenti in Italia;
- ribadire che ogni essere umano merita rispetto.
Partecipa

