La trappola del partito

Febbraio 17, 2009

di Concita De Gregorio, Direttore de l’Unità – Fondato da Antonio Gramsci nel 1924

17 febbraio 2009

I due giorni che abbiamo appena trascorso sono stati i più bui nella breve storia del Partito democratico. Delle sue oligarchie, per l’esattezza: punite con severità assoluta da un elettorato stanco di lotte intestine e clandestine, dei giochi di potere sotterranei eppure così visibili, di mezze frasi dovute alla stampa e sorrisi di fratellanza esibiti ai fotografi da un residuo e sempre meno convinto obbligo di decenza. Dalla necessità di nascondere una lotta fratricida fatta di colpi bassi e bassissimi: una guerra che mai si cura del bene comune, dell’alleanza politica, dell’interesse pubblico, delle città e delle Regioni, delle persone che ci vivono, del Paese. Una politica dimentica di essere al servizio del Paese e dei cittadini, convinta che i cittadini siano al suo servizio: serbatoio di voti da usare alla bisogna come merce inerte. Gli oligarchi hanno ancora una volta giocato la loro partita a scacchi, fieri di escogitare ogni giorno nuovi trucchi, inedite strategie di offensiva reciproca. Gli elettori li hanno puniti: esausti, esasperati, nauseati fino al punto di farsi del male, pratica che del resto nel centrosinistra è consueta.

La bella e netta vittoria di Matteo Renzi alle primarie fiorentine segna il punto più basso della storia del partito che da solo fino all’altro ieri ha governato la città, che l’ha retta per decenni con maggioranze assolute e spesso “bulgare”, si diceva una volta. Gli eredi dei Ds hanno giocato ad ostacolarsi a vicenda in una trama che coinvolge ora anche gli epigoni della tradizione democristiana e che dunque vede sconfitto il cattolico Pistelli (candidato della segreteria), duramente sconfitto Michele Ventura (messo in campo all’ultimo minuto contro di lui dall’ala rivale), dignitosamente sconfitta l’unica donna che pure ha scontato l’impopolarità di un partito che il sindaco uscente ha più d’una volta apertamente criticato, per tacere del massacro che è stata la vicenda Cioni. Onore dunque alla vittoria di Renzi, trentenne presidente della Provincia gradito anche da un elettorato moderato e moderatissimo. Vince un giovane che si presenta come estraneo agli apparati, sebbene non esista Alice in un paese che ha perso ogni meraviglia. Renzi è il metro esatto della saturazione dei cittadini: un segnale definitivo di voglia di cambiare, l’ultimo.

Il tracollo catastrofico del centrosinistra sardo dentro il quale Renato Soru ha avuto successo personale molto alto (di 4 punti la sua distanza da Cappellacci, di 14 quella fra gli schieramenti nei dati provvisori della sera) racconta di un Pd che ha scelto di uccidersi piuttosto che provare a esistere. Soru è stato battuto dallo strapotere mediatico ed economico del premier, certo: un’offensiva senza precedenti che affonda nel burro di un’Italia indebolita allo stremo dalla lusinga perpetua della prepotenza del denaro e del disprezzo delle regole. Ma è rimasto vittima, Soru, anche della trappola del suo stesso partito. Quello che aveva apertamente sfidato e che nelle province rosse è arrivato ad esercitare il voto disgiunto contro di lui. Una vendetta. Uno sfregio che chi poteva non ha voluto o saputo evitare. Basta, ha detto il voto. A una sola cosa serve toccare il fondo quando non uccide. A risalire leggeri, sulla terra leggeri.

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FASCISTI SU TERRA

Novembre 7, 2008

Ormai è un fiume in piena. E gli argini sono stati prima indeboliti, poi erosi e infine travolti…

 

Perchè non ci siano maiali più uguali degli altri.

 

     

 

Il percorso del referendum per l’abolizione della sciagurata legge denominata: ”Lodo Alfano” ha cominciato il suo iter.

Domani parte la raccolta firme – minimo 500 mila – in tutta Italia.

Questo il quesito proposto: “Volete voi – è il quesito che si vuole sottoporre agli elettori – che sia abrogata la legge 23 luglio 2008, n. 124, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 173 del 25 luglio 2008, recante Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato?”.

FIRMATE, FIRMATE, FIRMATE

INFO

 

CI RISIAMO.

Settembre 28, 2008

“Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato, perche’ ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il paese”. Lo dice Massimo D’Alema a Bruno Vespa per il libro “Un’Italia diversa”.

Il super tattico baffino è grandioso. Dopo la Bicamerale e il dialogo Veltroniano, ci risiamo.

Mi pare di vedere la scena di un film grottesco in cui un uomo con le spalle al muro e un coltello puntato alla gola, dice al suo aggressore: “Guarda che se fai il bravo ragazzo, ti presto tutti i soldi che ho in tasca. Però me li devi ridare entro una settimana…”.

Ma si!!! Facciamogli fare pure il Presidente della Repubblica.

Il 12 giugno scorso ho lanciato una Petizione Nazionale Preventiva contro l’elezione del Sig. Berlusconi Silvio alla più alta carica dello stato.

L’ho inviata per conoscenza anche ai vertici del PD. Ora capisco perchè qualcuno non ha firmato. Stava già lavorando ad un’altra petizione…

Non sono iscritto ne ho vtato per il Partito Democratico, quindi non ho nessuna voce in capitolo nel “vivacissimo” dibattito interno.

Però, chi si riconosce, anche solo parzialmente e anche criticamente nel partito di Veltroni, non può restare in silenzio. E’ possibile che uno dei leader di punta, possa uscire con una proposta del genere senza che nessuno dei suoi amici e compagni di partito dica niente.

Intanto, se volete firmare e fare girare, la petizione preventiva è sempre aperta. E’ senza scadenza. Ed è piccola e gratuita opposizione…

Firma quì

APPENA IN TEMPO…

Agosto 27, 2008

Apprendo con rammaricato sconcerto che Sinistra Democratica di Milano bussa con insistente frequenza alle porte di Casa Penati. E con spaventata veemenza, cerca di scrollarsi di dosso e tenere lontano, da se e da casa Penati, le “altre sinistre”, che in questi 4 anni e mezzo hanno mandato giù tanti di quei bocconi amari (non faccio l’elenco per motivi di spazio) che prima di riprovare il sapore dolce della politica dovranno sottoporsi ad un trapianto dell’intero apparato gustativo.

Inoltre, sempre Sinistra Democratica, apre addirittura ad un’allenza con l’UDC.

Davvero non capisco, e se capisco penso male. E rafforzo la mia decisione di abbandonare SD.

Cerco di riordinare alcune idee…

Il capo indiscusso del PD milanese è più a destra della destra in politica del territorio ed è più leghista dei leghisti in politica della sicurezza (anche in questo caso non faccio l’elenco per motivi di spazio);

la Provincia di Milano e la Regione Lombardia, più che il laboratorio per un nuovo centrosinistra, sono da tempo il terreno fertile per esperimenti trasversali di modificazione genetica (politica);

la troika Formigoni-Moratti-Penati gioca a chi è più bravo ad incantare, apparire, invadere il campo altrui, stupire l’opinione pubblica (e i rispettivi simpatizzanti);

l’ex sindaco di Sesto San Giovanni non è certo stato il promotore di un’operazione di ricostruzione del centrosinistra. Anzi. Ha tirato bordate a manca e a manca, cercando di rafforzare la sua immagine di risoluto terminatore di quel che resta dell’Arcobaleno,

E Sinistra Democratica cosa fa?

Appoggia Penati senza condizioni. Diventa il cane da guardia che morde compagni fino a ieri considerati promessi sposi (PRC). Apre e promuove l’ingresso nel centrosinistra degli esponenti milanesi del partito di Totò Cuffaro.

Un mese fa ho abbandonato SD.

Appena in tempo…

Il 24 luglio 2008 ho formalmente comunicato la mia decisione di rendermi indipendente e di lasciare il movimento Sinistra Democratica.

Sono convinto che, in questa fase storica, non solo in Italia, la politica debba ricostruire se stessa a partire dalla base, dai territori, dalle problematiche e dalle contraddizioni che da globali si sostanziano a livello locale.

Se si vuole davvero partecipare alla ricostruzione di un rinnovato senso civico e cercare di ridare speranza e futuro al nostro pianeta, al nostro paese e alle nostre comunità, bisogna avere il coraggio di rimettere tutto in discussione e sgomberare il campo da equivoci. Comprese le proprie appartenenze partitiche. Che in questa fase sono solo di intralcio alla costruzione di un vero partito dei cittadini, per il bene comune, per la terra, per l’aria e per l’acqua, per la giustizia, per la pace tra i popoli e tra le generazioni, per i diritti civili, per la salute.

Chi decide di impegnarsi politicamente deve compiere una scelta:

A) cercare di salire su un grande transatlantico. Bello, luminoso, nuovo, che solchi rotte apparentemente sicure. Ma difficilmente questa bella nave potrà esplorare gli angoli dell’oceano dove nascono nuove specie deformi, i vortici dove si ammassano i rifiuti del pianeta, i fiordi morti dove l’acqua si imputridisce. Ma sarà impossibile per questo ingombrante natante risalire fiumi e addentrarsi in quelle terre dove gli uomini cercano di sopravvivere ad un modello di sviluppo che toglie loro il pane di bocca… e la natura stenta a riprodursi. Una bella nave, sicura per chi ci abita (anche se la punta di un iceberg nella nebbia può sempre apparire all’ultimo momento), ma devastante per chi capita sotto le sue eliche d’acciaio o per chi respira la sua fuliggine cancerogena.

oppure

B) costruirsi una zattera, leggera, che si accompagni ad altre mille zattere, umili, a remi. Che vada ad esplorare nuove terre e che si avventuri alla ricerca di un nuovo mondo. Che riscopra il desiderio della lotta per gli ultimi e per gli oppressi. Che riesca a ritrovare le virtuose correnti che portano all’isola della giustizia e della pace o alla città della gioia e della felicità, senza distizioni di sesso, censo, razza o religione. Che riesca a raggiungere tutti gli scogli pericolosi, anche per la grande nave, per costrirci sopra nuovi fari segnalatori, in grado di tracciare una nuova rotta, più sicura e più rispettosa della terra e di tutti i suoi abitanti. Una zattera fatta di materiale riciclabile, riutilizzabile, recuperabile. Una zattera sicuramente più pericolosa, facilmente ribaltabile dalle onde anomale provocate dal grande transatlantico, ma altrettanto facilmente in grado di ritrovare il filo d’acqua e restituire la luce del sole ai suoi marinai .

Io ho deciso. Comincio a costruire la mia zattera.

Tutti i marinai lo sanno, se si resta troppo vicini ad una grande nave, o si chiede di essere issati a bordo o si rischia di essere travolti dalla sue onde o ancora peggio dalle sue terribili eliche d’acciaio…

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E siccome credo nella trasparenza degli atti e dei comportamenti politici, pubblico la mia lettera indirizzata al coordinatore provinciale di SD.

LASCIO SD

Luglio 24, 2008

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Gent.ma Chiara Cremonesi
Coordinatore Provinciale
Sinistra Democratica Milano

Cara Chiara,
dopo mesi di riflessione ho maturato la decisione di rendermi indipendente da Sinistra Democratica.

E’ risultato sempre più difficile conciliare le mie posizioni e le mie convinzioni con quanto sostenuto o sottaciuto da SD a livello provinciale.

Grandi infrastrutture, rifiuti e inceneritori, Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale e Expo 2015. Su questi temi, a mio modo di vedere strategici, SD non è riuscita a differenziarsi da quanto portato avanti dal Partito Democratico e dal suo alfiere Filippo Penati. E in diverse occasioni, tali posizioni (del PD e di Penati) sono state da me duramente e pubblicamente contestate.

Per coerenza con le mie convinzioni e con il mio operato amministrativo di sindaco di Cassinetta di Lugagnano, non posso continuare a militare in un movimento che a livello provinciale porta avanti o comunque non contrasta istanze ed idee del tutto diverse dalle mie.

1. Come ben sanno tutti i compagni milanesi impegnati nelle istituzioni provinciali e regionali, ho da molti anni una posizione contraria rispetto ad una delle più importanti infrastrutture (tangenziali esterne milanesi) che segnerà, insieme ad EXPO 2015, l’avvio della conquista immobiliarista del Parco del Ticino e del Parco Agricolo Sud Milano.
Ma l’assessore provinciale alla viabilità di SD, porta al tavolo istituzionale una posizione favorevole all’opera, seppur con richieste di attenzione e di mitigazione.

2. Negli ultimi mesi, insieme a molte associazioni locali, comitati, reti di acquisto solidali, agricoltori, sto partecipando ad una mobilitazione contraria all’inceneritore di Abbiategrasso. Una mobilitazione che è naturale conseguenza sia di una convinzione generale circa la pericolosità e stupidità di una politica dei rifiuti basata sugli inceneritori, sia di un semplice fatto: i cittadini del comune che mi onoro di amministrare raggiungono quasi l’80% di raccolta differenziata e il comune vicino (amministrato da Forza Italia e da un “sindaco segretario di Formigoni”), invece di puntare anch’esso alla raccolta differenziata come tutti i comuni vicini, decide di costruirsi un bell’impianto con l’OK di Penati e Brembilla.
Anche in tal caso la componente di SD in provincia approva il piano rifiuti che prevede proprio il nuovo forno di Abbiategrasso (contrario PRC, astenuti i Verdi).

3. Sono assolutamnete convinto che EXPO 2015 non sarà nient’altro che una vasta operazione immobiliare all’italiana, con enormi fette di territorio che passeranno da destinazione agricola a residenziale.
Ma devo prendere atto che SD, invece di “stonare” veramente rispetto al coretto deprimente di Moratti-Formigoni-Penati, decanta, certo con toni più dimessi, le chances per Milano e le opportunità di riqualificazione urbanistica, limitandosi a chiedere solo maggiore attenzione.

4. Dopo essermi fatto promotore di una grande mobilitazione contro l’emendamento cosiddetto ammazzaparchi proposto dall’assessore regionale leghista Boni (mobilitazione vincente, ma solo per ora, credo), insieme alle associazioni di categoria degli agricoltori, sto partecipando ad una campagna di sensibilizzazione contro la ridefinizione degli ambiti agricoli del PTCP.
Ma ho dovuto osservare che SD (e anche i silenzi contano) non riesce ad avere il coraggio necessario per “guastare” i compromessi di Penati con il Comune di Milano (senza dimenticare la vicenda del CERBA di Veronesi, gravissimo precedente per le sorti future del parcoSud).

Credo tu possa benissimo immaginare l’imbarazzo di sedersi a tavoli istituzionali o di partecipare a dibattiti pubblici consapevole di avere un’etichetta SD addosso, e vedersi rinfacciare dai propri avversari politici il fatto che i miei compagni non sono d’accordo con me.

Cara Chiara, sono davvero spiacente, ma nonostante la stima che nutro nei tuoi confronti, è diventato per me impossibile continuare a militare, addirittura rappresentandola quale coordinatore di zona, in Sinistra Democratica.

Mi (ti) risparmio la manfrina che si usava ai tempi del PCI-PDS-DS che portava i dissidenti ad iscriversi in altre federazioni.
Sono il Sindaco di un piccolo comune della Provincia di Milano. E’ quì che faccio politica. Ed è quì che voglio trovare i miei compagni di viaggio.

Confermandoti comunque, il mio impegno politico, in qualità di indipendente, e la mia disponibilità a collaborare con te e con i compagni che vorranno utilizzare la mia piccola esperienza, ti auguro un buon lavoro, per la sinistra e per il bene dell’Italia.
Fraternamente.

Domenico Finiguerra

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MA RISVEGLIATI, ITALIA!!!

Giugno 17, 2008

Silvio Berlusconi, alla fine, ha gettato la maschera. Che per la verità solo gli sciocchi riuscivano a vedere.

E decide di approfittare della luna di miele che lo vede in grande sintonia con il paese (i sondaggi indicherebbero un 65% di gradimento per il suo governo) e dei campionati europei di calcio per sistemare ancora una volta alcune “cosuccie” molto urgenti, per lui.

1. Stop alle intercettezioni. Varando il disegno di legge Berlusconi-Alfano-Ghedini sulle intercettazioni, azzera la cronaca giudiziaria per tutta la fase delle indagini, fino all’inizio vero e proprio del processo. Vale a dire che dal momento in cui viene commesso un reato, fino a quando viene processata la persona sospettata di averlo commesso, i cittadini non potranno avere accesso ad una corretta informazione. Ancora più grave è il fatto che non si potrà più procedere ad intercettazioni per tutti i reati puniti con pene inferiori ai dieci anni o quelli contro la pubblica amministrazione. Ciò significa che non si potranno più scoprire con le intercettazioni i seguenti reati di: usura, truffe, sequestri di persona, il contrabbando, l’usura, lo sfruttamento della prostituzione, la rapina, il furto in appartamento. (Si noti che lo scandalo della clinica Santa Rita – clinica della morte - non sarebbe venuta alla luce). Alla faccia della sicurezza. Ma per questo pensano di intercettare direttamente i delinquenti fuori dalle noste case con 3000 soldati. Complimenti!

2. Stop ai processi. Per fermare il suo processo che lo vede imputato di corruzione in atti giudiziari, decide di fermare per un anno tutti i processi per i reati commessi fino al 30 giugno 2002.

3. Rilancio del “lodo Schifani” che prevede la sospensione di tutti procedimenti giudiziari per le 5 più alte cariche dello stato. Così, se tra cinque anni riesce a salire al quirinale (Firma quì la petizione nazionale preventiva), magari grazie al proficuo e produttivo dialogo con il PD, (in cui Berlusconi le suona e Veltroni le prende), riesce ad ottenere l’immunità per i prossimi 12 anni.

Intanto gli italiani sono intontiti dalla campana ovattata che suona, quella del grande maestro della comunicazione. Si fanno delle belle “ronfate” davanti all’intrattenimento soporifero, ogni tanto si ridestano per ammirare l’ondeggiare delle anche dell’ultima aspirante velina, sperano di esultare per un gol della nazionale, alla fine si addormentano definitivamente con Bruno Vespa e il Ministro della Repubblica Alfano che danno i numeri… Al mattino si alzano e se li giocano al lotto sperando di…

Si alzano ma non si svegliano…

Forse qualcuno dovrebbe cominciare a fare quel lavoro duro e ingrato dell’opposizione. Intransigente e democratica. Chiara e limpida. Senza scambi sottobanco, del tipo Presidenza della RAI o poltrone simili.

Forse l’esponente principale dello schieramento avverso a quello di Berlusconi dovrebbe cominciare a riflettere seriamente sulle sue responsabilità nei confronti del grande pezzo di paese e del popolo che un tempo sognava un’Italia diversa. Giusta, libera, onesta ed equa. Riflettere seriamente e onestamente. E pacatamente, trarne le dovute conseguenze.

Forse l’esponente pricipale dello schieramento avverso a quello di Berlusconi dovrebbe cominciare a preoccuparsi, non più delle trame e degli intrighi di corte del suo partito, ma del distacco e della disillusione che alberga nell’ex popolo della sinistra.

Forse sarebbe ora di cominciare un vero dialogo. Ma tra tutti coloro che non si riconoscono in questa politica. Tra tutti i cittadini che vorrebbero svegliarsi in un’Italia diversa. Un diaologo tra tutti quelli che non si vogliono rassegnare all’idea che tutto sia perduto. Che vorrebbero pensare e costruire un futuro diverso, per loro e per le prossime generazioni. Un dialogo tra tutti quelli che vorrebbero gridare e magari già lo fanno tutte le sere davati al TG: “MA RISVEGLIATI! ITALIA!”

RIECCOMI ITALIA!!!

Aprile 20, 2008

NON E’ CHE FORSE LO ABBIAMO PRESO TROPPO SUL RIDERE, QUESTO SIGNOR BERLUSCONI?

Nella campagna elettorale in corso c’è un nodo platealmente eluso : quello della criminalità organizzata. Non tanto il crimine declinato alla voce “sicurezza” che invece abbonda nei programmi elettorali. Ma il crimine come impresa, come fattore di “sviluppo”, oltre che di corruzione ed inquinamento morale, e ambientale. Su questa criminalità, la Mafia s.p.a., una delle più potenti e ramificate d’Europa, è calato un inaccettabile silenzio. La Mafia è da tempo non solo un problema del Sud ma anche del Nord del Paese. La gravità di questa omissione è molto più incidente da queste parti, dove una certa vocazione elusiva, se non omertosa, attorno al fenomeno criminale si è in questi anni camuffata e nascosta dietro l’emergenza securitaria. Per questa ragione abbiamo salutato con favore la scelta della SINISTRA, L’ARCOBALENO di candidare come capolista al Senato in Lombardia RITA BORSELLINO.

E’ una scelta coraggiosa perché indica nelle “Mafie del Nord“, nello “sviluppo” drogato dai capitali illeciti, nei proventi delle droghe e del mercato della prostituzione, nelle agenzie preposte al lavaggio del denaro sporco e del riciclaggio , nelle speculazioni edilizie di saccheggio del territorio, un ruolo portante del modello economico lombardo oggi dominante.
Se le “Mafie del Nord” non hanno ancora prodotto guerre criminali come nei regni di Gomorra, la Lombardia di quelle guerre è stata però retrovia e terra di reinvestimento di profitti e capitali illeciti tanto da diventare la 4° regione italiana a densità mafiosa.
Votare RITA BORSELLINO significa rafforzare la sua denuncia contro le mafie e le collusioni tra politica, economia ed organizzazioni criminali.
Significa dare voce e forza alla società civile, a chi non si rassegna al silenzio e a piegare il capo di fronte all’ingiustizia.
Votare RITA BORSELLINO in Lombardia significa fare una scelta di parte. Significa accendere i riflettori su un lato oscuro della tanto decanta “Padania” e porre anche qui le condizioni di un riscatto e di una liberazione dalla criminalità organizzata, condizione fondamentale per costruire una società più giusta e sana.
DARIO FO, premio Nobel per la letteratura, FRANCA RAME, attrice,Vittorio AGNOLETTO Parlamentare Europeo, Alberto ANGHILERI Dirigente sindacale LeccoPierfranco ARRIGONI Dirigente sindacale Lombardia, Antonio BAGNASCHI Assessore Provincia di Lodi, Vincenzo BARONE Avvocato, Maurizio BARUFFI consigliere comunale di Milano, Sandro BARZAGHI Assessore Provincia Milano, Luigi BENEVELLI Psichiatra- Forum salute mentale Lombardia, Nerina BENUZZI Dirigente sindacale, Franco BERRINO Direttore Dipartimento Istituto Tumori Milano, Marco BERSANI Attac-Italia, Roberto BIORCIO docente univ.Bicocca, Antonello BOATTI Architetto Docente Politecnico Milano, RobertoBORRONI Già sottosegretario Agricoltura governi Prodi D’Alema Amato, Enrico BOSANI Consigliere Comunale Lodi, Giacinto BOTTI dirigente sindacale Lombardia, Giovanni BRAMBILLA Agricoltore, Lella BRAMBILLA dirigente sindacale Lombardia, Ivana BRUNATO Dirigente sindacale Varese, SilviaBUZZELLI Docente Universià Bocconi, Riccardo CAMANO Avvocato, Dario CANGELLI musicista, Bruno CASATI Assessore Provincia Milano, Fabio CASTAGNA Consigliere Comunale Pavia, Marco CIPRIANO Vice Presidente Consiglio Regionale Lombardia, Lello COLOMBO Musicista, Marco DAL TOSO Avvocato Segretario Giuristi Democratici, Marina D’ALTO Medico – Ginecologa, Franco DE ALESSANDRI Dirigente sindacale regione Lombardia, Andrea DE STEFANO direttore Valori, Ivan DELLA MEA Cantautore, Irene DI CARPEGNA Agricoltrice, Irma DIOLI Assessore Provincia Milano, Massimiliano DOLCI Dirigente sindacale Cremona, Alessandra FAIELLA Attrice, Tecla FARANDA Avvocato Coordinatrice Giuristi Democratici, Marco FENAROLI Dirigente sindacale Brescia, Domenico Finiguerra Sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Giuseppe FOGLIA Consigliere della Provincia di Milano, Giuseppe FORONI Dirigente sindacale Lodi, Carlo FUMAGALLI Assessore Provincia Lecco, Gianluigi GABOARDI Cooperatore Legacoop, Andrea GAIARDELLI Consigliere Provincia Milano, Iole GARUTI Docente, Gemma GATTA Epidemiologa Istituto Tumori Milano, Alfonso GRASSI docente accademia Brera, Luigi GRECO vicepresidente consiglio provincia Milano, Luca GUERRA Consigliere Provincia Milano, Pino LANDONIO Oncologo Consigliere Comunale Milano, Antonio LARENO Dirigente sindacale Milano, Vanna LORA Docente, Luigi LOTTARDI Dirigente sindacale Mantova, Giovanni LUZZI Consiglio d’Amministrazione Cooplombardia, Francesco MACARIO assessore comune Bergamo, Daniela MADELLA Funzionaria ASL Mantova, Sergio MAESTRONI sindaco Pregnana Milanese, Giuseppina MAGGIONI Consigliere Provincia Lodi, Aurelio MANCUSO, Paolo MATTEUCCI Assessore della Provincia di Milano, Mirco MAZZALI Avvocato, Vladimiro MERLIN consigliere comunale di Milano. Pietro MEZZI Assessore Provincia Milano, Enzo MINGIONE preside Fac. Socologia Bicocca, Marco MOLGORA Assessore Provincia di Lecco, Emilio MOLINARI Contratto Mondiale dell’acqua, Carlo MONTALEONE Docente Università Statale Milano, Vincenzo MORIELLO dirigente sindacale Lombardia, Benito NEGRONI Consigliere Comunale Lodi, Chiara NICOLOSI Dirigente organizzazione agricola, Luciano ONGARO consigliere comunale Bergamo, Anty PANSERA critica e storica del design, Antonello PATTA consigliere provincia Milano, Paola PEDRAZZI Dirigente sindacale Milano, Giuliano PISAPIA Avvocato, Antonio PIZZINATO Presidente ANPI Lombardia- già segretario generale Cgil, Gianpaolo PUCCI Avvocato, Walter QUINTINI Consigliere Comunale Lecco, Giuseppe RIPAMONTI sindaco Cornate d’Adda, Ermes RIVA Dirigente sindacale Monza-Brianza, Francesco RIZZATI consigliere comunale Milano, Basilio RIZZO Consigliere Comunale Milano, Massimo ROCCELLA Docente Università Torino, Andrea ROSSI Consigliere Provincia Lodi, Marcello SAPONARO Consigliere Regione Lombardia, Paolo SCANZI consigliere comunale Bergamo, Maria SCIANCATI dirigente sindacale MIlano, Martino SIGNORI Dirigente sindacale Bergamo, Giuliano SOGNI direttore orchestra, Osvaldo SQUASSINA Consigliere Regione Lombardia, Bebo STORTI Consigliere Regione Lombardia, Fabrizio TALLACHINI Direttore d’orchestra, Renato TETTAMANTI consigliere provincia Como, Mario VENINI Dirigente sindacale Lecco, Luigi VINCI ass.Punto Rosso, Angelo ZANINELLO Sindaco Cinisello Balsamo.