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18
Mag
09

Discorso di Capo Seattle

“Il Grande Capo a Washington ci manda a dire che desidera comprare la nostra terra. Il Grande Capo ci manda anche parole di amicizia e di buona volontà. Questo è gentile da parte sua perché noi sappiamo che egli ha poco bisogno della nostra amicizia in cambio. Ma noi prenderemo in considerazione la sua offerta. Perché sappiamo che se noi non vendiamo la nostra terra l’uomo bianco può venire con i fucili e prendersela.

Come è possibile comprare o vendere il cielo, il tepore della terra? L’idea è estranea a noi. Se noi non possediamo la freschezza dell’aria e lo scintillio dell’acqua sotto il sole, come potete voi comprarli?

Ogni zolla di questa terra è sacra al il mio popolo. Ogni lucente ago di pino, ogni riva sabbiosa, ogni lembo di bruma dei boschi ombrosi, ogni radura ed ogni ronzio di insetti è sacro nella memoria e nell’esperienza del mio popolo. La linfa che scorre nel cavo degli alberi reca con sé la memoria dell’uomo rosso.

I morti dell’uomo bianco dimenticano la loro terra natale quando vanno a passeggiare tra le stelle. I nostri morti non dimenticano mai questa terra meravigliosa, perché essa è la madre dell’uomo rosso. Noi siamo parte della terra e la terra è parte di noi. I fiori profumati sono nostre sorelle; il cervo, il cavallo, la grande aquila sono nostri fratelli; le creste rocciose, il profumo delle praterie, il calore dei pony e l’uomo, tutti appartengono alla stessa famiglia.

Per questo, quando il Grande Capo di Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra, ci chiede molto. Il Grande Capo ci manda a dire che ci riserverà uno spazio ove muoverci affinché possiamo vivere confortevolmente fra di noi. Egli sarà nostro padre e noi saremo i suoi figli.

Prenderemo, dunque, in considerazione la sua offerta. Ma non sarà facile. Questa terra è sacra per noi. Quest’acqua scintillante che scorre nei torrenti e nei fiumi non è solo acqua, è il sangue dei nostri padri. Se vi venderemo la nostra terra, dovete ricordarvi che essa è sacra e dovete insegnare ai vostri figli che essa è sacra e che ogni riflesso spirituale nell’acqua chiara dei laghi parla di avvenimenti e di ricordi nella vita del mio popolo. Il mormorio dell’acqua è la voce del padre di mio padre. I fiumi sono nostri fratelli, essi ci dissetano quando abbiamo sete. I fiumi trasportano le nostre canoe e nutrono i nostri figli. Se vi venderemo le nostre terre, dovete ricordarvi ed insegnarlo ai vostri figli, che i fiumi sono i nostri e i vostri fratelli e dovete usare per essi le stesse gentilezze che usereste per un fratello.

L’uomo rosso si è sempre ritirato di fronte all’uomo bianco che avanzava, come la foschia delle montagne corre prima del sole del mattino. Ma le ceneri dei nostri padri sono sacre. Le loro tombe sono suolo sacro, e così queste colline, questi alberi, questa parte di terra è per noi consacrata. Sappiamo che l’uomo bianco non comprende i nostri costumi. Per lui una parte di terra è uguale ad un’altra, perché è come uno straniero che irrompe furtivo nel cuore della notte e carpisce alla terra tutto quello che gli serve. La terra non è suo fratello ma suo nemico e quando l’ha conquistata passa oltre. Egli abbandona la tomba di suo padre dietro di sé e ciò non lo turba. Rapina la terra ai suoi figli, e non si preoccupa. La tomba di suo padre, il patrimonio dei suoi figli cadono nell’oblio. Egli tratta sua madre, la terra, e suo fratello, il cielo, come cose da comprare, sfruttare, vendere come si fa con le pecore o con le perline luccicanti. La sua ingordigia divorerà la terra e lascerà dietro di sé solo deserto.

Io non so. I nostri modi sono diversi dai vostri. La vista delle vostre città provoca dolore agli occhi dell’uomo rosso. Ma forse ciò è perché l’uomo rosso è selvaggio e non capisce. Non c’è nessun posto silenzioso nelle città dell’uomo bianco. Nessun luogo ove percepire lo schiudersi delle gemme a primavera, o ascoltare il fruscio delle ali di un insetto. Ma forse è perché io sono un selvaggio e non comprendo. Un assordante frastuono sembra insultare le orecchie. E quale significato ha vivere in quei posti se l’uomo non può ascoltare il grido solitario del caprimulgo o il chiacchierio delle rane attorno ad uno stagno? Io sono un uomo rosso e non capisco. L’indiano preferisce il suono dolce del vento che si slancia come una freccia sulla superficie di uno stagno, e l’odore del vento reso terso dalla pioggia meridiana o profumato dal pino pignone.

L’aria è preziosa per l’uomo rosso, giacché tutte le cose condividono lo stesso respiro: gli animali, gli alberi, gli uomini tutti condividono lo stesso respiro. L’uomo bianco non sembra dare importanza all’aria che respira; come un uomo in agonia da molti giorni egli è intorpidito dal puzzo. Ma se noi vi venderemo la nostra terra dovrete ricordarvi che l’aria per noi è preziosa, che l’aria condivide il suo spirito con tutto ciò che essa fa vivere. Il vento che diede il primo alito ai nostri nonni è lo stesso che raccolse il loro ultimo sospiro. E il vento deve dare anche ai nostri figli lo spirito della vita. E se noi vi venderemo la nostra terra voi la dovete custodire divisa come sacra, come un luogo dove anche l’uomo bianco può andare ad assaggiare il dolce vento che reca le fragranze della prateria.

Così prenderemo in esame la tua offerta di comprare la nostra terra. Se decideremo di accettare io porrò una condizione: l’uomo bianco dovrà trattare gli animali di questa terra come suoi fratelli.

Io sono un selvaggio e non conosco altro modo. Ho visto migliaia di carcasse di bisonti imputridire sulla prateria abbandonati dall’uomo bianco che gli ha sparato da un treno in corsa. Io sono un selvaggio e non comprendo come il “cavallo di ferro” fumante possa essere più importante del bisonte, che noi uccidiamo solo per vivere.

Che cos’è l’uomo senza gli animali? Se tutti gli animali scomparissero, l’uomo morirebbe per la grande solitudine del suo spirito. Perché quello che accade agli animali, presto accadrà all’uomo. Tutte le cose sono collegate tra loro.

Dovrete insegnare ai vostri figli che il suolo che calpestano è la cenere dei nostri nonni. Affinché i vostri figli rispettino la terra, dite loro che essa si arricchisce con la dipartita dei nostri congiunti. Insegnate ai vostri figli quello che noi abbiamo insegnato ai nostri figli: che la terra è la madre di tutti noi. Tutto ciò che accade alla terra, accade ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra essi sputano se stessi. Così noi sappiamo. La terra non appartiene all’uomo; l’uomo appartiene alla terra. Così noi sappiamo. Tutte le cose sono collegate come i membri di una famiglia sono legati dallo stesso sangue. Tutte le cose sono collegate. Tutto ciò che accade alla terra accade ai figli della terra. Non è l’uomo che tesse la trama della vita: egli ne è soltanto un filo. Tutto ciò che egli fa alla trama lo fa a sé stesso.

Persino l’uomo bianco, il cui Dio cammina e dialoga con lui come amico con amico, non può sottrarsi al destino comune. Dopo tutto, possiamo essere fratelli. Vedremo. Una cosa noi sappiamo che forse l’uomo bianco scoprirà un giorno: il nostro Dio è lo stesso Dio. Voi forse pensate che lo possedete come volete possedere la nostra terra; ma non lo potete. Egli è il Dio dell’uomo, e la Sua misericordia è uguale per l’uomo rosso e per l’uomo bianco. La terra è a Lui preziosa e nuocere alla terra è accumulare disprezzo sul suo Creatore.

Anche i bianchi passeranno, forse prima di tutte le altre tribù. Continuate a contaminare i giacigli dei vostri focolari e una notte soffocherete nei vostri stessi rifiuti.

Ma nel morire risplenderete luminosamente, infiammati dalla forza del Dio che vi ha portato in questa terra e per qualche motivo speciale vi ha dato il dominio su questa terra e sull’uomo rosso. Questo destino è per noi un mistero, perché non capiamo quando tutti i bisonti vengono massacrati, i cavalli selvaggi domati, i luoghi più segreti delle foreste violati da molti uomini e la vista delle colline fiorite rovinata dai fili che parlano. Dov’è il bosco? Andato. Dov’è l’aquila? Andata.

Come dire addio all’agile pony e alla caccia? E’ la fine della vita e l’inizio della sopravvivenza.

Così prenderemo in considerazione la tua offerta di comprare la nostra terra. Se saremo d’accordo dovrai assicurarci la riserva che ci hai promesso. Là, forse, potremo finire i nostri brevi giorni come desideriamo. Quando l’ultimo uomo rosso sarà scomparso dalla terra e la sua memoria sarà solo l’ombra di una nube attraverso la prateria, queste spiagge e queste foreste conterranno ancora gli spiriti del mio popolo. Perché essi amano questa terra, come il neonato ama il battito del cuore di sua madre. Quindi se noi vi venderemo la nostra terra amatela come noi l’abbiamo amata. Abbiatene cura come noi ne abbiamo avuta. Conservate nella vostra mente la memoria della terra come è quando la prendete. E con tutta la vostra forza, con tutta la vostra mente, con tutto il vostro cuore, preservatela per i vostri figli e amatela … come Dio ama tutti noi.

Una cosa noi sappiamo. Il nostro Dio è lo stesso Dio. Questa terra è preziosa per Lui. Nemmeno l’uomo bianco può essere esonerato dal comune destino.

Possiamo essere fratelli, dopo tutto. Vedremo.”

04
Apr
09

STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO, IN DIRETTA NAZIONALE

Sarà un lunedì nella Fossa dei Leoni??!!

In diretta nazionale su Radio Radicale

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I Parlamentari radicali – eletti con il Partito Democratico – hanno invitato il nostro Movimento (Stop al Consumo di Territorio) ad intervenire ad un incontro nazionale che si terrà a Roma lunedì 6 aprile, con orario 15,00 – 19,00, trasmesso in diretta da Radio Radicale sull’intero territorio nazionale, avente per oggetto:

-          la nuova legge urbanistica dello Stato, più esattamente “legge quadro sul governo del territorio”, che il Parlamento si appresta a varare in tempi molto brevi;

-          la difesa del patrimonio paesaggistico e del suolo agricolo ancora esistente;

-          il cosiddetto “piano-casa” governativo e le ipotesi di un possibile piano nazionale di rottamazione edilizia e ridisegno urbanistico del territorio (la cosiddetta “rottamazione edilizia”).

L’incontro sarà trasmesso in diretta da Radio Radicale sull’intero territorio nazionale.

Convegno: Piano casa, rottamazione edilizia e riforma della legge sul governo del territorio.

Lunedì 6 aprile 2009, Partito Radicale
Via di Torre Argentina 76 (terzo piano), Roma 

Ore 14.30
Saluto di Bruno Mellano, Presidente di Radicali Italiani
Relazione introduttiva di Aldo Loris Rossi, autore del “Manifesto di Torino”, approvato dal XXIII Congresso mondiale dell’Unione internazionale degli Architetti

Ore 15
Presiede Elisabetta Zamparutti, deputata radicale componente la Commissione Ambiente

Interventi programmati:

Maria Cristina Treu, Ordinario di urbanistica al Politecnico di Milano

Paolo Berdini, Urbanista

Giuliano Cannata, Segretario dell’Autorità di Bacino del Sarno

Francesco Erbani, giornalista de “La Repubblica”

Arturo Diaconale, direttore de l’Opinione e Presidente Parco Gran Sasso-Laga

Luca Molinari, Architetto e docente

Domenico Finiguerra, “Stop al Consumo di Territorio” e  Sindaco di Cassinetta di Lugagnano, primo Comune italiano a “crescita zero”

Vittorio Sgarbi, Sindaco di Salemi

Sebastiano Venneri, Vice Presidente Legambiente

Carlo Ripa di Meana, Presidente Comitato Nazionale del Paesaggio

Mirella Belvisi, Italia Nostra

Marcello Paolozza, Rete Romana di Muto Soccorso

Valeria di Blasio, Associazione No auto

Pierluigi Mantini, deputato (UDC) primo firmatario pdl 1794 su principi in materia di governo del territorio

Massimo Pompili, deputato (PD) e Assessore della Regione Lazio all’Urbanistica

 

Ore 18.30
Domande ed interventi dal pubblico

09
Gen
09

STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO – SECONDA FASE

Ai primi sottoscrittori della Campagna Nazionale
“Stop al Consumo di Territorio”
 

Carissime e carissimi,
la risposta che abbiamo ricevuto alla prima fase della Campagna Nazionale “Stop al Consumo di Territorio” è andata al di là di ogni nostra più rosea previsione.
In pochi giorni si avvicinano ormai a mille le adesioni di singoli cittadini, amministratori, comitati, associazioni, architetti ed urbanisti provenienti da tutta Italia.
 
In queste ore è stato aperto, in forma ancora parziale, il sito internet dedicato alla nostra Campagna Nazionale:
http://www.stopalconsumoditerritorio.it
dove verranno progressivamente fatte convergere anche le singole campagne locali che si sono sviluppate e si potranno sviluppare in tutto il Paese.
 
Su facebook sono stati creati da pochissimi giorni sia un gruppo (http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=55328756150), che una causa (http://apps.facebook.com/causes/178309?m=7d6fff67&recruiter_id=24690248)
 
L’attenzione è in crescita, ma si sa che per renderla davvero visibile, dobbiamo far diventare la nostra campagna, un caso nazionale.
E siccome il consumo di territorio E’ una piaga nazionale, il tema DEVE venire fuori.
Con la vostra adesione, avete alzato la mano. Avete detto che ci siete. Ora, vi chiediamo di entrare nel movimento di opinione, prenderlo in mano insieme a noi e propagarlo, come un’onda anomala.
Rendendolo da un lato una realtà di livello nazionale, dall’altro uno strumento locale, da utilizzare per dare maggior forza alle azioni di tutela del paesaggio, dell’ambiente e del patrimonio artistico e architettonico che molti di Voi conducono o condurrebbero nel territorio di appartenenza.
 
Ciò che chiediamo, ora, è di moltiplicare la campagna.
Inviate e chiedete l’adesione a tutte le vostre mailing list.
Stampate il volantino e  il manifesto, magari integrandolo con una declinazione locale, distribuitelo nei vostri territori e raccogliete le adesioni di chi non ha accesso a internet.
 
Sono in pochi a tirare le fila del mattone e del cemento, ma sono saldati da una specie di malta invisibile. Sono pochi, ma si sa … gli interessi talvolta sanno muovere le montagne …
Noi, chi vorrebbe tutelare e salvare il patrimonio d’Italia, siamo in tanti, ma disuniti e disarticolati. Dispersi in valli, baie e radure.
Per riuscire a competere e ad incidere veramente dobbiamo unire le forze e presentarci come una realtà unita che dica forte e chiaro STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO.
 
L’obiettivo è semplice e concreto: mettere al centro dell’agenda politica nazionale e delle migliaia di agende politiche locali il tema del risparmio del suolo.
 
Questa campagna è nata quasi per caso, da un fortuito incontro tra cittadini, urbanisti e amministratori. Sarebbe un bene per tutto il paese, se l’incontro fortuito avvenisse con tutti gli italiani.
 
Cogliamo l’occasione per informare che la prima assemblea pubblica di presentazione del movimento di opinione si terrà
 
Sabato 24 Gennaio, ore 10
a Cassinetta di Lugagnano (Milano) – Sala Consiliare – Piazza Negri
 
Siete tutti invitati fin d’ora e per chi è più lontano, lanciamo un’idea.
Sarebbe auspicabile che seguissero o si svolgessero in contemporanea con quella di Cassinetta, altre 19 assemblee pubbliche di presentazione, una per ciascuna Regione d’Italia. Oppure: oltre 100 assemblee pubbliche, una per Provincia.
Anzi, dalle colline del Piemonte due date sono già state decise:
 
Asti, 7 Febbraio 2009
Alba (Cuneo), 14 Febbraio 2009
 
Assemblee dove incontrarsi, superare la freddezza della rete e rendere concreta e visibile la mobilitazione nazionale.
 
Questa che proponiamo è una bozza di lavoro, di avvio. E naturalmente sono benvenute idee/proposte/spunti.
 
Nell’augurare ancora a voi tutti e alle Voste famiglie un Pacifico anno 2009, Vi salutiamo e Vi ringraziamo
 
Domenico Finiguerra, Gino Scarsi, Alessandro Mortarino e Gianni Rinaudo

16
Dic
08

STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO. CAMPAGNA NAZIONALE

logo-stop-al-consumo-di-territorioSTOP AL CONSUMO DI TERRITORIO

campagna nazionale

 L’Italia è un paese meraviglioso. Ricco di storia, arte, cultura, gusto, paesaggio.

Ma ha una malattia molto grave: il consumo di territorio.

Un cancro che avanza ogni giorno, al ritmo di quasi 250 mila ettari all’anno.

Dal 1950 ad oggi, un’area grande quanto tutto il nord Italia è stata Seppellita sotto il cemento.

Il limite di non ritorno, superato il quale l’ecosistema Italia non è più in grado di autoriprodursi è sempre più vicino. Ma nessuno se ne cura.

Fertili pianure agricole, romantiche coste marine, affascinanti pendenze montane e armoniose curve collinari, sono quotidianamente sottoposte alla minaccia, all’attacco e all’invasione di betoniere, trivelle, ruspe e mostri di asfalto.

Non vi è angolo d’Italia in cui non vi sia almeno un progetto a base di gettate di cemento: piani urbanistici e speculazioni edilizie, residenziali e industriali; insediamenti commerciali e logistici; grandi opere autostradali e ferroviarie; porti e aeroporti, turistici, civili e militari.

Non si può andare avanti così! La natura, la terra, l’acqua non sono risorse infinite.

Il paese è al dissesto idrogeologico, il patrimonio paesaggistico e artistico rischia di essere irreversibilmente compromesso, l’agricoltura scivola verso un impoverimento senza ritorno, le identità culturali e le peculiarità di ciascun territorio e di ogni città, sembrano destinate a confluire in un unico, uniforme e grigio contenitore indistinto.

La Terra d’Italia che ci accingiamo a consegnare alle prossime generazioni è malata.

Curiamola!

STOP AL CONSUMO

DI TERRITORIO

 Aderisci alla campagna nazionale: altritalialtromondo@gmail.com

campagna promossa da

AltritAsti , Gruppo P.E.A.C.E. Pace, Economie Alternative, Consumi Etici – www.altritasti.it

AltrItalialtroMondo, il blog del sindaco di Cassinetta di Lugagnano – http://domenicofiniguerra.wordpress.com

Cibernetica Sociale Italia, www.ciberneticasociale.org

Eddyburg, Urbanistica, politica, società – www.eddyburg.it

Movimento per la Decrescita Felice  - www.decrescitafelice.it

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MANIFESTO NAZIONALE E PRIME ADESIONI

STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO

Movimento di opinione per la difesa del diritto al territorio non cementificato

Campagna nazionale

 

Il consumo di territorio nell’ultimo decennio ha assunto proporzioni preoccupanti e una estensione devastante. Pur in presenza di un sensibile calo demografico della popolazione italiana negli ultimi vent’anni, il nostro Paese ha cavalcato una urbanizzazione ampia, rapida e violenta. Le aree destinate a edilizia privata, le zone artigianali, commerciali e industriali con relativi svincoli e rotonde si sono moltiplicate ed hanno fatto da traino a nuove grandi opere infrastrutturali  (autostrade, tangenziali, alta velocità, ecc.).

 

Soltanto negli ultimi 15 anni circa tre milioni di ettari, un tempo agricoli, sono stati asfaltati e/o cementificati. Questo consumo di suolo sovente si è trasformato in puro spreco, con decine di migliaia di capannoni  vuoti e case sfitte: suolo sottratto all’agricoltura, terreno che ha cessato di produrre vera ricchezza. La sua cementificazione riscalda il pianeta, pone problemi crescenti al rifornimento delle falde idriche e  non reca più alcun beneficio, né sull’occupazione né sulla qualità della vita dei cittadini.

 

Questa crescita senza limiti considera il territorio una risorsa inesauribile, la sua tutela e salvaguardia risultano subordinate ad interessi finanziari  sovente speculativi: un circolo vizioso che, se non interrotto, continuerà a portare al collasso intere zone e regioni urbane. Un meccanismo deleterio che permette la svendita di un patrimonio collettivo ed esauribile come il suolo, per finanziare i servizi pubblici ai cittadini (monetizzazione del territorio).

 

Tutto ciò porta da una parte allo svuotamento di molti centri storici e dall’altra all’aumento di nuovi residenti in nuovi spazi e nuove attività, che significano a loro volta  nuove domande di servizi e così via all’infinito, con effetti alla lunga devastanti. Dando vita a quella che si può definire la “città continua”. Dove esistevano paesi, comuni, identità municipali, oggi troviamo immense periferie urbane, quartieri dormitorio e senza anima: una “conurbazione” ormai completa per molte aree del paese.

 

Ma i legislatori e gli amministratori possono fare scelte diverse, seguire strade alternative? Sì!

Quelle che risiedono in una politica urbanistica ispirata al principio del risparmio di suolo e alla cosiddetta “crescita zero”, quelle che portano ad  indirizzare il comparto edile sulla ricostruzione e ristrutturazione energetica del patrimonio edilizio esistente.

Il movimento di opinione per lo STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO e i sottoscritti firmatari individuano 6 principali motivi a sostegno della presente campagna nazionale di raccolta firme.

 

STOP: PERCHÉ?

 1.     Perché il suolo ancora non cementificato non sia più utilizzato come “moneta corrente” per i bilanci comunali.

2.     Perché si cambi strategia nella politica urbanistica: con l’attuale trend in meno di 50 anni buona parte delle zone del Paese rimaste naturali saranno completamente urbanizzate e conurbate.

3.     Perché occorre ripristinare un corretto equilibrio tra Uomo ed Ambiente sia dal punto di vista della sostenibilità (impronta ecologica) che dal punto di vista paesaggistico.

4.     Perché il suolo di una comunità è una risorsa insostituibile perché il terreno e le piante che vi crescono catturano l’anidride carbonica, per il drenaggio delle acque, per la frescura che rilascia d’estate, per le coltivazioni, ecc.

5.     Per senso di responsabilità verso le future generazioni.

6.     Per offrire a cittadini, legislatori ed amministratori una traccia su cui lavorare insieme e rendere evidente una via alternativa all’attuale modello di società.

 

STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO

I seguenti firmatari richiedono una moratoria generale ai piani regolatori e delle lottizzazioni, in attesa che ciascun Comune faccia una precisa “mappatura” di case sfitte e capannoni vuoti.

Sottoscrivono quindi questo manifesto perché si blocchi il consumo di suolo e si costruisca esclusivamente su aree già urbanizzate, salvaguardando il patrimonio storico del Paese.

  

l’ Elenco parziale dei  primi sottoscrittori della campagna nazionale

per lo “Stop al Consumo di Territorio” 

21
Nov
08

La roncola dalla parte del manico

 

 

LA TERRA TREMA

AL LEONCAVALLO

 La roncola dalla parte del manico

Sabato 29 Novembre 2008 h 18

 Discussione pubblica su

Territorio, Agricolture e Cemento nell’anno dell’elezione di Milano EXPO 2015

Partecipano:

C. Bianchetti (Politecnico To),

R. Brambilla (Rete Lilliput),

V. Cancelli (Comitati NoTav),

C. Casti (Governatore di Slow Food Italia),

D. Finiguerra (Sindaco di Cassinetta di Lugagnano),

Leoncavallo (Spazio Pubblico Autogestito),

S. Passerini (Agricoltore),

P. Santeramo (Presidente CIA Lombardia Milano Lodi),

A. Savi (s.o.s Fornace).

Coordina: Paul B (La Terra Trema)

 

 

SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO

28
Ago
08

COMUNI A CINQUE STELLE. A CASSINETTA IL PREMIO PER LA GESTIONE DEL TERRITORIO

Foto del sig. klausbergheimer tratta da Flickr

Graduatoria finale relativa alla seconda edizione del Premio nazionale “Comuni a 5 stelle”, promosso dall’Associazione dei Comuni Virtuosi, patrocinato e in collaborazione con: Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ANCI, Coordinamento Agenda 21 Italia, Regione Emilia Romagna, Regione Liguria, Provincia di Ancona, Res Tipica, Movimento per la Decrescita Felice, CARTA.   

 

 

 

 

 

 

 

“Nella categoria “gestione del territorio” la vittoria va al Comune di Cassinetta di Lugagnano (MI), per aver approvato un Piano Strutturale Comunale a crescita zero, prima esperienza assoluta del genere in Italia.

 

Nella categoria “impronta ecologica” la vittoria va al Comune di Correggio (RE), per la quantità, diversità e complessità delle azioni intraprese, nonché per i risultati raggiunti (certificazione EMAS, Scuola in bio-edilizia, riqualificazione pubblica illuminazione, impianti fotovoltaici su edifici pubblici, mense scolastiche bio).

Nella categoria “rifiuti” la vittoria va al Comune di Monte San Pietro (BO), per l’attivazione del sistema di raccolta differenziata porta a porta, per i risultati conseguiti e per l’impegno nella complessiva riduzione dei rifiuti. Una menzione speciale in questa categoria va al Comune di Capannori (LU), per aver adottato l’opzione zero rifiuti come strategia di qui al 2020 e per i risultati già oggi conseguiti nella raccolta differenziata porta a porta. Per le politiche messe in campo miranti alla riduzione alla fonte dei rifiuti.

Nella categoria “mobilità sostenibile” la vittoria va al Comune di Morbegno (SO), per l’attivazione di buone prassi ormai consolidate, che si inseriscono in una progettualità più complessiva di gestione equilibrata del territorio.

Nella categoria “nuovi stili di vita” la vittoria va ex-equo ai Comuni di San Miniato (PI) e Gorgonzola (MI), per aver attivato percorsi concreti e inclusivi, a partire dal contesto scolastico, mirando ad una maggior consapevolezza dei comportamenti quotidiani di ognuno al cospetto della Terra e dei popoli che la abitano.

La giuria ha inoltre deciso di assegnare una menzione speciale dedicata ai progetti risultati più originali, per questo vengono segnalati i Comuni di Olivadi, San Vito sullo Ionio e Cenadi (CZ) per il progetto “Sole, ambiente, risparmio”, il Comune di Castelbuono (PA) per il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti per mezzo di asini, il Comune di Torraca (SA) per l’installazione dei LED su tutta la pubblica illuminazione.

Tra le amministrazioni oltre i 50.000 abitanti, la giuria assegna una menzione speciale al Comune di Padova, per essersi dotato di un Piano energetico comunale all’avanguardia, nell’analisi dei consumi e nelle soluzioni messe in campo per la drastica riduzione degli stessi.

Il vincitore assoluto 2008 risulta essere Ponte nelle Alpi (BL), per aver presentato progettualità di eccellenza in tutte e cinque le categorie del premio, dimostrando di agire con una strategia davvero complessiva, finalizzata ad una sostanziale riduzione dell’impronta ecologica del territorio.”

La giuria

La giuria era così composta: Gianluca Fioretti (Sindaco di Monsano), Gianluca Carmosino (giornalista di “CARTA”), Maurizio Fauri (Polo Tecnologico per l’Energia), Maurizio Pallante (Movimento Decrescita Felice), Ignazio Garau (Città del Bio), Michele Buono (giornalista di “Report”), Marco Boschini (Comuni Virtuosi), Roberto Pirani (Rete Rifiuti Zero), Eliana Caramelli (Associazione Cambieresti?), Francesco Gesualdi (Centro Nuovo Modello di Sviluppo).

 

 

 

 

 

28
Ago
08

Il Festival dei Comuni a 5 stelle

Venerdì 5 settembre 2008 – ore 12.00

MUNICIPIO DI CAPANNORI (LU) – Piazza Aldo Moro

Conferenza stampa dei Comuni a 5 stelle

Intervengono: Eugenio Baronti – Assessore all’Ambiente della Regione Toscana

Gianluca Fioretti – Sindaco di Monsano (AN) e Presidente Associazione Comuni Virtuosi

Alessio Ciacci – Assessore all’Ambiente del Comune di Capannori (LU)

Ignazio Garau – Coordinatore “Città del Bio”

Domenico Finiguerra – Sindaco di Cassinetta di Lugagnano (MI)

 

Domenica 7 settembre 2008 – ore 15.30

Parco Comunale di Capannori

Cerimonia di premiazione Comuni a 5 stelle

Intervengono: Marco Boschini – Associazione Comuni Virtuosi

Francesco Gesualdi – Centro Nuovo Modello di Sviluppo

Maurizio Fauri – Polo Tecnologico per l’Energia

Roberto Pirani – Rete Rifiuti Zero

Michele Buono – Giornalista di “Report”

 

Sono stati invitati i sindaci e le giunte comunali degli enti locali vincitori: Ponte nelle Alpi (BL), Padova, Cassinetta di Lugagnano (MI), Correggio (RE), Monte San Pietro (BO), Capannori (LU), Morbegno (SO), San Miniato (PI), Gorgonzola (MI), Olivadi (CZ), San Vito sullo Ionio (CZ), Cenadi (CZ), Castelbuono (PA), Torraca (SA).

Sono stati inoltre invitati gli amministratori di tutti gli enti locali iscritti alla seconda edizione del Premio.

I premi verranno consegnati dal Presidente dell’Associazione dei Comuni Virtuosi Gianluca Fioretti, dal Coordinatore della rete Città del Bio Ignazio Garau, dal Presidente del Polo Tecnologico per l’Energia Maurizio Fauri.

27
Ago
08

ORGOGLIO

Il comune di Cassinetta di Lugagnano ha vinto il Premio Comuni a Cinque Stelle nella categoria “Gestione del Territorio”.

A nome di tutta l’amministrazione comunale e della comunità di Cassinetta di Lugagnano, rivolgo un sentito ringraziamento agli organizzatori e all’associazione Comuni Virtuosi per il prestigioso riconoscimento ricevuto.

E’ per me motivo di orgoglio, essere sindaco di questo comune e ricevere in sua rappresentanza questo premio. Un nuovo punto di partenza per affronatare altre ed impegnative sfide. Nella complessiva e generale ricerca di un nuovo modo di amministare i beni comuni e di fare politica. Nell’interesse della collettività e nel rispetto delle generazioni future di questo paese e di questo pianeta.

08
Giu
08

UNA RETE LOMBARDA PER LA DIFESA DEL TERRITORIO E DELL’AMBIENTE

VERSO LA COSTITUZIONE DELLA RETE LOMBARDA DEI COMITATI

PER LA DIFESA DEL TERRITORIO E DELL’AMBIENTE

Il grado di vivibilità e di sostenibilità ambientale del territorio lombardo sta notevolmente peggiorando. Questo è quanto dicono tutta una serie di indicatori che attestano uno scadimento dei parametri relativi alla qualità dell’aria, sistemi di trasporto, rifiuti, qualità dell’acqua, siti contaminati, inquinamento acustico, inquinamento elettromagnetico, ecc.

 Siamo in presenza di una situazione di degrado e di crisi ambientale che non è solo conseguenza di un dato quantitativo, l’alta densità degli insediamenti produttivi, residenziali, o di modelli di consumo e di
trasporto tipicamente urbani. Questa situazione è anche e soprattutto il frutto di una politica orientata all’abbandono di strumenti di programmazione e di governo del territorio, di una politica orientata a dare
preminenza all’interesse privato rispetto all’interesse pubblico. Ed ancora, nel corso di questi anni abbiamo assistito ad una politica di sviluppo fondata su un’idea di crescita senza limiti, rivolta a rilanciare la
Lombardia come “territorio della competizione e della produzione” tramite una piena valorizzazione economica – meglio sarebbe dire pieno sfruttamento – dei fattori di contesto territoriale: ambiente, risorse naturali, beni comuni, servizi. Tale, in definitiva, è il progetto di Expo 2015. Presentato come un progetto che mette al centro i temi agroalimentari in realtà Expo è il paravento ideale dietro cui si nasconde una nuova ondata di speculazioni immobiliari, cementificazioni, realizzazioni di grandi opere, autostrade,
alta velocità, ecc.

 Di contro a questo modello di sviluppo che è causa di distruzioni ambientali sempre più vistose e visibili si sono costruite nel corso degli anni una molteplicità di iniziative di denuncia, di dibattito, di mobilitazione. Iniziative ambientali e pratiche di partecipazione per lo più agite sul piano locale, rivolte a difendere i propri territori dal saccheggio e dalle privatizzazioni. Noi riteniamo che queste pratiche e
iniziative territoriali, al di là di essere una risposta fondamentale sul terreno della difesa della qualità della vita e della salute, rappresentano un potenziale di cambiamento, la possibilità di delineare un altro modo di
fare economia, di intendere lo sviluppo non più incentrato sulla crescita fine a se stessa, ma basato sulla capacità di interagire positivamente con i cicli ambientali. Una idea di sviluppo qualitativo capace di ridurre e recuperare rifiuti, di fermare la cementificazione e le grandi opere speculative, di affermare il diritto alla mobilità nei termini di un rilancio delle diverse forme di trasporto pubblico e collettivo, di approntare un politica energetica fondata sul risparmio e le fonti rinnovabili, di attuare una politica di risanamento territoriale e di riuso urbano, di attuare una politica di difesa dei beni comuni, di contrastare i cambiamenti climatici tema quest’ultimo per cui è prevista l’importante manifestazione nazionale del 7 giugno a Milano.

 I comitati, le diverse realtà associative che operano sui temi della salvaguardia del territorio e dell’ambiente possono rappresentare – laddove la politica tradizionale allo stato attuale registra e segnala una sua crisi profonda di rapporto con l’insediamento sociale – un terreno di ricostruzione di una nuova stagione di partecipazione, di vertenze in direzione di una difesa durevole delle risorse ambientali e territoriali, di un ripensamento del nostro modello di sviluppo. Unitamente al riconoscimento e alla valorizzazione piena di tutti i contributi, le sollecitazioni che sono proprie di una politica di prossimità ci sembra altrettanto importante costruire la dimensione di una riflessione e di un intervento più a carattere regionale attraverso la condivisione di obbiettivi comuni e molteplici.

 A tal proposito, come persone, comitati, organismi vari impegnati a vario titolo sui temi della salvaguardia del territorio e dell’ambiente, nonché della difesa dei beni comuni, proponiamo un incontro regionale per dare vita ad una rete aperta a tutti gli interessati – come già avviene in Toscana e in altre regioni – quale strumento di supporto alle forme di partecipazione, di mobilitazione, di vertenze presenti a livello locale.

sabato 14 giugno, ore 10- 16

presso la Sala Conferenze presso il Teatro Donizzetti 

Bergamo,

piazza Cavour,

introducono Ezio Locatelli e Mario Agostinelli, partecipa Alberto Asor Rosa

Promuovono, aderiscono e intervengono:

Mario Agostinelli ( portavoce contratto mondiale energia)
Ezio Locatelli ( già Consigliere regionale e Parlamentare, comitati ambientalisti vari)
Pino Vanacore (portavoce Unaltralombardia)
Luigi Mara (Centro per la Salute Giulio A. Maccacaro)
Domenico Finguerra (Sindaco Cassinetta di Lungagnano)
Bruno Muratore (ex Dirigente Regione Lombardia–settore Agricoltura), *Ivana Brunato*, *Livio Muratore* (Cgil Varese), *Giorgio Ferraresi* (Politecnico di Milano), *Gianni Beltrame* (Professore di urbanistica), *Francesco Chiodelli* (dipartimento architettura e pianificazione del Politecnico di Milano), *Francesco Macario* (urbanista nonché assessore al Comune di Bergamo), *Fausto Amorino* /Assessore all’ambiente al Comune di Bergamo), *Marco Caldiroli* (Medicina Democratica), *Andrea Di Stefano* (direttore rivista Valori), *Franco Morabito* (Presidente Circolo Peppino Impastato Paullo), *Antonio Frascone* (Unaltralombardia Magenta), *Paolo Cagna Ninchi* (Unaltralombardia Milano), *Massimo Tafi* (esperto di comunicazione, Varese), *Bianca Dacomo Antoni* (Lista Fo), *Luca Trada* (No expo), *Sergio Finardi* (Attac Italia), *Andrea Savi* (Associazione ex Fornace Rho), *Antonio Corbelletti*, (Rete Green, Pavia), *Dijiana Pavlovic* (cittadina italiana, Comunità Rom), *Salvatore Amura* (Vicepresidente Associazione Rete Nuovi Municipi), *Roberto Fumagalli * (Presidente Circolo ambientale “Ilaria Alpi” Merone-Como), *Nicoletta Pirotta *( Territorio precario-Como), *Massimo Patrignani *(Forum Ambientalista), *Maurizio Mazzucchetti e Marina Zanella* (Comitato contro l’interporto di Montello), *Matteo Gaddi* (Associazione culturale Punto Rosso), *Davide Biolghini* (Lilliput Milano), *Rolando Mastrodonato* (Vivi e Progetta Milano), *Amalia Navoni* (Comitato San Siro Milano),* Franco Azzali * (Lega Cultura di Piadena), *Roberto Molinari* (Forum Sinistra Canegrate), *Sergio Cordibella* (ex Consigliere regionale), *Sergio Clerici* (No Polo logistico, Arese), *Tronconi Pierattilio* (No centrale di Bertonico), *Adriano Pirotta* (ingegnere, esperto in trasporti e territorio), *Francesca Berardi*(Comitato per l’acqua pubblica Cremona), *Giorgio, Simone e Stefano* *Zenoni* (architetti), *Emanuela Garibaldi*(architetto), *Marco Brusa* (ingegnere nucleare, consulente associazioni ambientaliste), *Rocco Cordì* (Unaltralombardia Varese), *Alessandro Moroni* (Comitato promotore Parco Agricolo/Ecologico Bergamo, *Giovanna Galli* (Comitato Ambientalista Treviglio), *Pino Timpani* (Associazione per i Parchi del Vimercatese), *Daniele Icari* (Terra Nostra), *Rete Bassa Ceru, Mattia Avigo* (Collettivo uscita di sicurezza), *Comitato per la salvaguardia sociale e ambientale della Martinella*, *Paolo Longaretti *(Comitato di Levate), *Alberto Scanzi *(Presidente Circolo Gramsci di Bergamo), *Adele Ghilardi *(Comitato pendolari Romano di Lombardia), *Anna e Joris Bettoni *(Tavernola Democratica), *Adriana Beretta * (Comitato ecologico Caravaggese), *Milvo Ferrandi* (Comitato per Redona), *Claudio Sala* (Comitato contro il megacentro commerciale di Quitntano), *Vittorio Armanni* (consigliere provinciale di Bergamo), *Luca Benedini* (Codiamsa di Mantova). Partecipa *Ezio Corradi* (coordinamento dei Comitati ambientalisti Lombardia)
Per informazioni, adesioni: *eziolocatelli@tin.it*
12
Mag
08

PRESIDIO

MARTEDI’ 13 MAGGIO – ORE 10 –
PRESIDIO DAVANTI AL PIRELLONE
CONTRO LA LEGGE OBIETTIVO REGIONALE
per rappresentare più di 1200 cittadini che chiedono il ritiro della proposta di legge n.226 della Giunta regionale in discussione in consiglio regionale

Il territorio lombardo sta per subire un nuovo attacco dalla solita trasversale compagine che lega grandi opere, politica, speculazione edilizia: il tutto alla faccia degli ignari cittadini che si vedono fare bei discorsi sull’ambiente, ma che giorno per giorno vedono sparire ampie fette di territorio agricolo e di qualità della vita.

Dopo il tentativo andato male del decreto ammazzaparchi, ecco che si fa strada un nuovo progetto di legge dal titolo “INFRASTRUTTURE DI INTERESSE CONCORRENTE STATALE E REGIONALE ” nel quale l’articolo 10 comma 3 è una autentica bomba ad orologeria rendendo più facilmente edificabili le aree attigue alle grandi opere autostradali, cioè BRE.BE.MI, Pedemontana, Tem ecc. Questo progetto è stato approvato dalla Giunta Regionale il 3 aprile 2007 e fino ad ora non è stato oggetto di alcuna pubblicizzazione: è stato recentemente approvato in Commissione Bilancio e va in aula martedì 13 maggio per l’approvazione definitiva.

Proprio per far conoscere questa pericolosa manovra, Rete Lilliput, Associazione parchi del vimercatese, Comitato No Expo, Ass. La Rondine-Oltrepo Pavese, Amici di Beppe Grillo di Pavia, Italia Nostra – Sezione di Pavia, Sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Coordinamento Nord Sud del Mondo, Comitato beni comuni zona 8, Amici di Beppe Grillo di Milano – Associazione GAM, Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia,
Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni contro l’autostrada Broni-Pavia-Mortara, Associazione Nuovo Municipio, Ass.ne Eco-nazionalista Domà Nunch

 



Domenico Finiguerra è il Sindaco di Cassinetta di Lugagnano.

CONTATTI

domenico.finiguerra@gmail.com

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