INCENERITORE? CHI DECIDE? E’ GIA’ DECISO?

Venerdì sera nel corso dell’ottima assemblea pubblica organizzata dalla RETE GAS “I Fontanili”, soprassedendo sulla qualità delle relazioni (davvero puntuali ed interessanti quelle del Dott. Cavallo e del Dott. Ivo Colombo) sono rimasto davvero colpito dagli interventi dei rappresentanti del comune di Abbiategrasso, forieri di moltissimi spunti di riflessione che, insieme alla lettura di alcuni articoli di stampa, mi portano ad effettuare alcune considerazioni.  

1. A parte le battute fuori luogo e volutamente fuorvianti circa l’abitudine di cittadini dei comuni limitrofi a gettare l’immondizia nei cassonetti di Abbiategrasso, pratica che avrebbe dovuto spingere ulteriormente l’amministrazione abbiatense ad eliminare i cassonetti stessi e ad introdurre una seria raccolta differenziata (comunque chiedo all’Amministrazione comunale di Abbiategrasso di voler trasmettere al sottoscritto la documentazione comprovante tale deplorevole comportamento, affinché il Comune di Cassinetta di Lugagnano possa procedere ad applicare le salatissime sanzioni), mi è sembrato di assistere ad una difesa impacciata di una scelta, quella dell’inceneritore, già presa e non rinegoziabile (“perchè tanto non è non ci siano altri fonti di inquinamento”, “non abbiamo indicazioni di aumento di tumori dovuti all’inceneritore”, “cosa volgiamo diventare, come Napoli?”)

2. Nonostante quanto su inteso, l‘Assessore ai lavori Pubblici, Walter Bertani, e il Presidente dell’AMAGA, Franco Bardazzi, hanno più volte assicurato che qualsiasi decisione in merito alla realizzazione del nuovo inceneritore (mi rifiuto di chiamarlo termovalirizzatore, termine usato solo Italia; ma si sa che siamo maestri nella mistificazione…) sarà presa solo a seguito di coinvolgimento (referendum? sondaggio? interviste?) della popolazione e solo dietro assicurazioni tecnico-scientifiche circa la ricaduta sulla salute dei cittadini. Una novità, ma attendo clamorosa smentita e conseguente rientro nei ranghi.

3. Sul Giorno del 7 marzo 2008, un articolo a firma di Fabrizio Provera, da conto del fatto che dopo la cancellazione del nostro forno dal “Piano Rifiuti” della Provincia di Milano, su sollecitazione di numerosi esponenti politici (anche del PD) e dopo l’intervento della Regione Lombardia (uno dei famosi “ganci” del sindaco Albetti), Abbiategrasso potrebbe riottenere il “maltolto”.

4. Sul Giornale di oggi, 10 marzo 2008, il sindaco Albetti, sulla base di motivi economici (riduzione dei costi su riscaldamento e gas) ed ambientali (?) dichiara di essere spinto (da chi?) a sostenere la costruzione-raddoppio dell’inceneritore di Abbiategrasso. “Chiuderebbe il ciclo di smaltimento dei rifiuti e consentirebbe anche l’autonomia della mia città”, dice infatti Albetti.

5. Dalla lettura della stampa appare evidente anche ad un bambino che il comune di Abbiategrasso ha in realtà già deciso, da tempo e in condivisione con il PD. Che se dipendesse dal suo sindaco il forno si farebbe a partire da domani mattina.

6. Si cerca in ogni modo di confondere la popolazione con “armi di distrazione di massa” (Napoli, il teleriscaldamento, le biomasse, ecc.) omettendo di dire che:
a. comunque, gli inceneritori lasciano sempre e comunque un 25% di ceneri da smaltire;
b. le nanoparticelle (2,5 e 1) non sono trattenute dai filtri di nuovissima generazione e quindi è falso che non vi siano ricadute sulla salute umana, animale e vegetale;
c. raccolta differenziata e inceneritore sono in chiara ed evidente contraddizione: se differenzio carta, vetro, lattine, plastica, indumenti e stracci, umido, e punto anche sulla riparazione e sul riuso, cosa mi resta da incenerire?

7. Prima conclusione. Se davvero si vuole evitare la costruzione-raddoppio dell’inceneritore, bisogna costruire da subito una forte mobilitazione dei cittadini. Il convegno di venerdì sera è stata la prima occasione per avviare i dibattito e per cominciare ad informare gli abitanti non solo di Abbiategrasso ma di tutto l’Est Ticino. 

8. Seconda conclusione. Come cittadino dell’abbiatense e come sindaco, mi metto a disposizione di una battaglia che non può essere orientata, almeno per quanto mi riguarda, soltanto ad evitare che il forno sia realizzato sul nostro territorio, bensì volta all’affermazione della generale messa al bando della politica dei rifiuti imperniata sugli inceneritori. Una battaglia che necessariamente mette al centro l’obiettivo del superamento di questo modello di sviluppo e l’avvio di una seria politica che metta anche la “decrescita”, che può essere anche felice, tra i suoi obiettivi.

 

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