LA MALPENSA BOFFALORA SI FERMI A MAGENTA

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 30 marzo verrà inaugurata la Boffalora-Malpensa. Un bel nastro d’asfalto in pieno Parco del Ticino. Con tanti saluti all’Unesco e alla riserva della Biosfera.

E negli ultimi giorni si sono susseguite le notizie di un’imminente avvio anche del proseguimento che da Magenta dovrebbe giungere fino alla tangenziale ovest a Cusago.
Ennessimo tentativo di “apertura delle danze” al saccheggio del territorio nella mezzaluna fertile (parco ticino e parco sud), che maldestramente ha già subito una falsa partenza ad opera dello zelante assessore leghista (ancora per molto?) Davide Boni, inventore dell’Ammazzaparchi, ritirato tra gli applausi di chi tiene all’ambiente e le rimostranze di chi evidentemente teneva ad altro. Ma l’assesosore Boni, spalleggiato incredibilmente dal presidente del Parco Ticino, ha già dichiarato che ci sarà modo e tempo di ripresentarlo.
D’altronde, talvolta chi va con lo zoppo, invece di aiutarlo a camminare, impara a zoppicare.

Comunque, resta ferma l’opposizione del Comune di Cassinetta di Lugagnano al proseguimento della Malpensa-Boffalora. Il nostro piccolo comune ha già presentato ricorso contro il progetto preliminare approvato dal CIPE.

Contrarietà manifestata anche all’incontro in Regione di mercoledì 19 marzo.

Si rinvia alla delibera approvata dal Consiglio comunale all’unanimità, atto che impegna il Sindaco e la Giunta ad opporsi, legalmente, amministrativamente e politicamente, ad ogni ipotesi che preluda alla realizzazione di collegamenti di tipo tangenziale sul territorio del Parco del Ticino

Ribadiamo quindi anche in questa sede il No a infrastrutture inutili e dannose per l’ambiente e la qualità della vita.
Confermiamo, invece, l’assenso alla messa in sicurezza delle strade esistenti (che versano in condizioni pietose e pericolose, per automobilisti, ciclisti e pedoni).
Sarebbe già una grande opera, con ricadute positive sui tempi di percorrenza dei pendolari, l’eliminazione dei samafori sulla Milano-Baggio (SP114), sulla Vigevanese (SS494).

Ma evidentemente non interessano i problemi dei lavoratori e dei pendolari.

Ciò che si vuole realizzare è il secondo anello tangenziale attorno a Milano, il nuovo limite alla grande metropoli, la nuova frontiera da conquistare.

Ma la resistenza non molla…

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