TERRITORIO RESISTENTE 1. NO TANGENZIALE

Ho ricevuto questa lettera, ne continuano ad arrivare tutti i giorni e spero che continuino ad arrivare..

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Egregio signor Sindaco del

Comune di Milano (sindaco@comune.milano.it)

Comune di Abbiategrasso (sindaco@comune.abbiategrasso.mi.it)

Comune di Albairate (sindaco@comune.albairate.mi.it)

Comune di Boffalora (sindaco@boffaloranet.it)

Comune di Cassinetta di Lugagnano (finiguerra@comune.cassinettadilugagnano.mi.it)

Comune di Cisliano (sindaco@comune.cisliano.mi.it)

Comune di Cusago (sindaco@comune.cusago.mi.it,)

Comune di Magenta (sindaco@comunedimagenta.it)

Comune di Marcallo (sindaco@marcallo.it,)

Comune di Ozzero (sindaco@comune.ozzero.mi.it)

Comune di Robecco sul Naviglio (sindaco@comune.robeccosulnaviglio.mi.it

Alla Presidenza del

Parco Agricolo Sud Milano (bruna.brembilla@provincia.milano.it)

Parco della valle del Ticino (presidenza@parcoticino.it)

All’Assessorato Trasporti e Viabilità della Provincia di Milano (p.matteucci@provincia.milano.it)

Alla Direzione Centrale Trasporti e Viabilità della Provincia di Milano (p.minotti@provincia.milano.it)

All’Assessore alle infrastrutture Regione Lombardia (raffaele_cattaneo@regione.lombardia.it,)

All’Assessore all’Agricoltura Regione Lombardia (viviana_beccalossi@regione.lombardia.it)

 

Sono un cittadino fortemente preoccupato dall’accelerazione che in questi mesi ha avuto il progetto Anas di collegamento fra a Magenta e Tangenziale Ovest di Milano.

Non capisco come si possa sostenere o accettare, più o meno passivamente (anche attraverso le contrattazioni al tavolo regionale di queste ultime settimane) un’opera che causerà un danno ambientale irreversibile.

La parola irreversibile deve fare riflettere: dà infatti il senso dell’enorme responsabilità che gli amministratori si accollano avallando delle scelte che peseranno come un macigno su tutte le persone che vivono in questo territorio e le generazioni future.

I problemi si possono risolvere in vari modi, dipende dall’ottica con la quale li si guarda. La scelta della superstrada è perdente in partenza, perché trattasi di un’ arrischiata e avventurosa manovra “tampone”.

I problemi della viabilità dei vari comuni, possono e devono essere risolti senza cedere come merce di scambio il Parco Sud e quello del Ticino. Non si può nascondere che norme come il fallito “decreto ammazzaparchi” o le nuove disposizioni regionali che consentiranno l’edificazione ai lati delle infrastrutture (e l’inevitabile speculazione) vanificheranno ogni presunta compensazione ambientale, ridicolizzandone il senso e la stessa esistenza.

Tutti noi abbiamo ereditato un Parco grazie alla lungimiranza di un gruppo di amministratori che molti anni fa si sono mossi in modo esemplare, nell’interesse del cittadino. La regione Lombardia ha finanziato progetti con il consorzio agrituristico dell’abbiatense e del magentino e le aziende agricole hanno potenziato le loro attività investendo in ristrutturazioni che aumentino la ricettività turistica in un’ottica di tutela e salvaguardia del nostro territorio. Ora, si vuole assaltare quest’area preservata attraverso un’ aggressiva politica di urbanizzazione.

Intorno a Milano abbiamo zone completamene compromesse, sotto molti aspetti invivibili, come il Nord Milano, che registrano oltre l’80 % di superficie edificata; il sud-est e sud-ovest di Milano, grazie ai vincoli imposti dal Parco Sud e Parco del Ticino, offre ai suoi cittadini circa il 70 % di territorio usufruibile, ossia non edificato.

L’assessora provinciale e presidente del Parco Sud Bruna Brembilla, nel recente convegno del 23 maggio ad Abbiategrasso , ha affermato “che occorre valorizzare l’attività economica agricola che disegna e caratterizza il nostro territorio” non nascondendo “che salvaguardia e sviluppo sono due temi che possono entrare in conflitto”.

Come si fa ad affermare questo e poi accettare, nei fatti, un’opera così sproporzionata rispetto alle reali esigenze del territorio?

I vantaggi che i comuni ricaverebbero dalla superstrada, oltre a quello di raggiungere più rapidamente Malpensa, sarebbero irrisori, specie se confrontati allo snaturamento sociale, ambientale, paesaggistico e alla frammentazione dei terreni coltivati che il territorio subirebbe. In questo modo si continua ad incentivare il trasporto privato quando il prezzo dei carburanti e il livello di inquinamento dovrebbero consigliare di trovare mobilità alternative, ossia più mezzi pubblici e soluzioni che potrebbero migliorare lo scorrimento del traffico senza grandi danni e spese.

In conclusione, chiedo di contrastare con tutti i mezzi la realizzazione di quest’infrastruttura. Contrattare piccole modifiche progettuali non inciderebbe minimamente sull’impatto generale dell’opera.

Solo une vera riflessione consapevole, la ricerca congiunta di soluzioni alternative al progetto ANAS, e quindi un vero atto di responsabilità verso il territorio che si è stati chiamati a gestire e a preservare nel migliore dei modi, potrebbe scongiurare quest’opera devastante i cui effetti graveranno sulle spalle di tutti i cittadini.

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Ribadisco la mia ferma e totale contrarietà allo scellerato progetto.

Domenico Finiguerra – Sindaco di Cassinetta di Lugagnano

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