MA MI FACCIA IL PIACERE…

LETTERA APERTA

Egregio sig. Formigoni,

in un’intervista sull’inserto economico di Repubblica lei ha affermato che la Lombardia è in ritardo nei suoi processi di “sviluppo” a causa della «cultura del “no” e di uno pseudoambientalismo che frena le opere».

A prescindere dal mio radicale e totale dissenso rispetto alla politica e al modello di “pseudosviluppo” che lei promette ai Lombardi e persegue da quasi 15 anni, non è forse un’ingenua ammissione della propria incapacità a governare ammettere di essere in ritardo?

Non c’è Tg Regionale o testata locale che ogni giorno non magnifichi la sua opera di Governatore, giovane ed eterna promessa della politica nazionale.

Lei appare puntuale sui nostri teleschermi almeno tre volte al giorno: al mattino per la presentazione del progetto del nuovo raccordo di collegamento; al pomeriggio per magnificare Expo 2015 e le grandi opportunità che comporterà; alla sera per spiegare il progetto della nuova sede regionale (qualcuno la chiama la sua Piramide).

Lei incarna, e giustamente viene rappresentato come tale dai media super-indipendenti, la figura del grande pilota alla guida della grande fuoriserie italiana della modernità e dello sviluppo, la grande regione Lombardia.

… e poi, ammette che vi sono ritardi! Però per colpa dello “pseudombientalismo”.

Sig. Formigoni, come avrebbe detto Totò, “ma mi faccia il piacere”!!!

Lei possiede tutti gli strumemnti e i mezzi per poter fare ciò che vuole della Lombardia. E spesso lo fa!

Ammettere di essere in ritardo, scaricando le sue responsabilità su chi non la pensa come lei (e la sua larga cerchia di vassalli, valvassini e valvassori) è esercizio di bassa politica, e forse potrebbe stare quì la vera ed incoffessabile motivazione per la quale il Sig. Berlusconi ha preferito la signora Gelmini.

Si assuma le sue responsabilità davanti ai cittadini e dica che tutte le bellissime presentazioni, annunci, inaugurazioni non erano altro che fumo negli occhi.

Senza entrare nel merito delle grandi opere che taluni, ma non io, ritengono necessarie allo sviluppo, prenda atto che in 3 lustri, la sua amministrazione non ha lasciato finora nessun segno sulla terra di Lombardia, ad eccezione di qualche bretellina quà e là, di un aeroprto che sembra diretto verso il fallimento, di progetti autostradali faraonici. Nessun intervento degno di nota per agevolare i pendolari che si muovono in treno o in autobus.

In fondo una presa d’atto del suo fallimento, purtoppo, l’ha già dimostrata. Nella stessa intervista, ricorda come «Il ruolo dei privati è fondamentale. Le casse pubbliche non sono più in grado di sostenere il fabbisogno di infrastrutture del Paese. Dobbiamo mettere i privati in grado di intervenire impostando regole che permettano di valorizzare al massimo le opportunità che una nuova infrastruttura porta con sé e convogliare questo accrescimento di valore per finanziare la realizzazione dell’opera stessa. C’è un articolo della nostra legge “Obiettivo” regionale che prevede questo».

In sostanza, la legge citata è l’ammissione che siccome non siete in grado di realizzare gli scempi da soli, vi farete aiutare dai privati, che già gustano il boccone succolento. Volete costruire le autostrade e le pagate con il territorio. Un bel centro commerciale, un lunapark, un bel polo logistico o una bella speculazione immobiliare e… voilà! Il privato valorizza e l’infrastuttura è servita.

 

Un’ultima cosa su Expo 2015. Signor Formigoni, lei fa politica da molti anni. E in cuor suo sa la verità vera: Milano e la Lombardia non hanno più un’anima, non hanno un’identità. E questa attesa isterica, esasperata ed esasperante, che fa apparire Expo2015 come la soluzione di tutti problemi è indicatore di questo smarrimento profondo. Culturale e di prospettiva. Sperate di mascherare il misero fallimento della vostra politica ricercando nuovamente “la Milano da Bere”. Temo, e credo, che sarà soprattutto una “Milano da Mangiare”.

Orgoglioso di essere uno dei suoi avversari che sul territorio dissente dalla sua politica e che partecipa con umiltà e pochi mezzi alla resistenza sommersa che si oppone al disastro ambientale che insieme a tanti altri sta cercando di realizzare,

nella speranza che i mass media di distrazione di massa, finalmente si dedichino, ritrovando un minimo di spina dorsale, ad accurata indagine circa le conseguenze sull’ambiente e l’agricoltura della sua politica territoriale ed urbanistica,

scusandomi per la poco cortese forma di questa mia lettera aperta e chiedendo altrettanto a lei per aver riversato su altri (tra cui il sottoscritto) le sue responsabilità di governatore,

la saluto con formalità

Domenico Finiguerra – Sindaco di Cassinetta di Lugagnano

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