Rifiuti: ci stanno imbrogliando alla grande

 

Ricevo e volentieri pubblico dall’

Associazione Marco Mascagna onlus

www.giardinodimarco.it

Rifiuti: ci stanno imbrogliando alla grande

A credere ai mass media Berlusconi ha compiuto il miracolo risolvendo il problema rifiuti in Campania. La realtà è che ci stanno imbrogliando ancora una volta e che la pagheremo cara. Vediamo perché esaminando una serie di fatti.

– “A Parco Saurino ho trovato una discarica perfettamente attrezzata nel 2002, mai usata. Come è possibile che nessuno si sia posto il tema di utilizzare una discarica che da sola può contenere tutti i rifiuti prodotti dalla Campania in 6 mesi e, dunque, usandola non ci sarebbe mai stata l’emergenza?”. Questa è la denuncia che Walter Ganapini, Assessore all’Ambiente della Regione Campania dal febbraio 2008 nonché uno dei maggiori esperti di rifiuti italiani, ha fatto il primo giugno 2008. A questa precisa denuncia il Commissariato non ha mai risposto. Nei giorni successivi, anzi, il Commissario si è negato a incontri con i giornalisti e non ha rilasciato nessuna dichiarazione: una strategia ben nota in comunicazione quando si è nel torto. (L’intervista a Ganapini è su www.openpolis.it/dichiarazione/356713)

– “A Parco Saurino, in un campo, ho trovato abbandonati i vagli mobili acquistati nel 2002 e mai usati, del valore di qualche decina di milioni di euro”, queste macchine che non sono mai state usate avrebbero potuto far funzionare correttamente gli impianti CDR e impedire che venissero prodotte milioni di ecoballe. Questa è un’altra denuncia di Ganapini a cui il Commissariato non ha dato risposta (vedi la medesima intervista sul medesimo sito).

– Il Governo approva il decreto rifiuti che deroga a 47 leggi nazionali (molte di esse sono recepimenti di normative europee). Grazie all’emergenza verranno smaltiti rifiuti indifferenziati e anche pericolosi in discariche, verranno costruiti 4 inceneritori capaci di bruciare oltre il 60% dei rifiuti prodotti attualmente in Campania, sono definitivamente ripristinati i CIP6 per gli inceneritori Campani (cioè l’elargizione di circa 60 euro per ogni tonnellata di rifiuto bruciato, soldi presi tramite la tassa del 7% sulle bollette dell’energia elettrica, che dovrebbe invece finanziare le energie rinnovabili; finanziare l’incenerimento è contrario alla normativa europea e la UE ha più volte richiamato l’Italia).

L’Unione Europea mette sull’avviso l’Italia: “Le autorità italiane devono rispettare la legislazione comunitaria in materia ambientale. La normativa comunitaria in materia ambientale stabilisce un quadro per la tutela della salute umana e dell’ambiente. Sarebbe paradossale se, per affrontare rischi di carattere sanitario a breve termine, fossero nuovamente messi in pericolo la salute umana e l’ambiente, ad esempio per la mancata applicazione di disposizioni chiave della direttiva sulle discariche, che prevedono obblighi sanitari di lungo periodo che dipendono dalla natura, pericolosa o non pericolosa, dei rifiuti destinati a discarica” (Commissione Europea 17/6/08).

– Un recente documento dell’ANIDA (le imprese che costruiscono inceneritori) dal titolo “Proposta per un Piano nazionale dei termovalorizzatori dei rifiuti urbani” propone di costruire nuovi inceneritori per una capacità complessiva di 17 milioni di tonnellate l’anno. In tale maniera si potrebbe bruciare il 65% dei rifiuti attualmente prodotti in Italia. L’inizio del documento è significativo: «Durante la campagna elettorale dell’aprile scorso, diversi partiti politici hanno sostenuto la necessità e l’utilità della termovalorizzazione quale strumento decisivo per superare le emergenze ambientali attuali e future». I diversi partiti sono PdL, UDC, PD. La proposta di introdurre i CIP6 è del PD, la Lega è recalcitrante ma poi vota a favore insieme a PDL e UDC. Il documento propone anche di bruciare i rifiuti tal quali, senza più trattarli in impianti per separare dai rifiuti la parte bruciabile (il CDR che è circa il 30-40% dei rifiuti) e di ripristinare i CIP6 per tutti gli inceneritori presenti e futuri in Italia.

Parte la raccolta differenziata a Napoli. Si inizia con 20.000 abitanti dei Colli Aminei. In soli 2 mesi si arriva ad una percentuale del 73% di raccolta differenziata. Ad ottobre la raccolta sarà estesa al Rione Alto, Chiaiano, Ponticelli, Bagnoli, Pianura: entro dicembre 2008 riguarderà 100.000 abitanti ed entro fine 2009 200.000 abitanti, entro il 2011 600.000 abitanti.  Anche in moltissimi Comuni della Campania è partito il porta a porta con percentuali di raccolta intorno al 60-70%.

– Vista l’emergenza e visto che in Campania si producono 2,8 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno – come recita il cappello di tutti i recenti documenti, ordinanze e decreti sui rifiuti in Campania – saranno realizzati 4 inceneritori (uno dovrebbe entrare in funzione nel 2009, gli altri non prima del 2011), si sono aperte diverse discariche, altre sono in costruzione e altre ancora in progetto (Berlusconi e Bertolaso hanno dichiarato il 4/9/08 che “bisogna allestire altre discariche per una capacità complessiva di 3-4 milioni di tonnellate”). Quindi avremo tante discariche capaci di accogliere da sole tutti i rifiuti prodotti in Campania nei prossimi 24-30 mesi e tanti inceneritori capaci di smaltire il 60% dei rifiuti prodotti in Campania (il solo inceneritore di Acerra può smaltire il 25% dei rifiuti prodotti). E le politiche di riduzione dei rifiuti, il riciclaggio, il compostaggio, previsti dalla normativa europea e nazionale che fine faranno? E i rifiuti raccolti in maniera differenziata dai tanti Comuni della Campania?

– In Sicilia è stato siglato un accordo che introduce la regola del “deliver or pay”: in base a essa la quantità di rifiuti da conferire all’inceneritore viene fissata in maniera autoritativa fin dall’inizio insieme alla tariffa di conferimento; se un Comune fa troppa raccolta differenziata e non conferisce all’inceneritore abbastanza rifiuto indifferenziato, paga lo stesso. La regola del “deliver or pay” è stata richiesta anche per gli inceneritori della Campania.

– Stante l’attuale normativa europea l’Italia riceverà salatissime multe per avere contravvenuto alle norme che vietano lo smaltimento di rifiuti indifferenziati e tossici in discarica, l’incenerimento di rifiuti indifferenziati, il finanziamento dell’incenerimento dei rifiuti (CIP6).

I famigerati CIP6 non solo sono un enorme esborso di soldi per l’incenerimento ma distorcono anche l’economia di mercato, perché rendono non conveniente economicamente il riciclaggio della carta e di gran parte delle plastiche (polistirene, polipropilene, ecc.): conviene infatti più bruciarle e intascare i CIP6 che venderle a cartiere e industrie della plastica.

 In conclusione l’emergenza rifiuti è stata determinata ad arte ed è stata risolta mettendo in piedi un sistema sovradimensionato ed estremamente dispendioso dal punto di vista economico: nell’immediato, quando sarà a regime e ancora più quando la UE ci comminerà le sue multe. Un sistema che non tutela la salute dei cittadini e dell’ambiente (per tale motivo smaltire rifiuti indifferenziati e pericolosi in discarica e bruciare rifiuti indifferenziati sono vietati dalla UE), ma che fa guadagnare cifre da capogiro a molti. Un “grande affare”, un mare di soldi, e, quando ci sono tanti soldi, in tanti ci si buttano per accaparrarsene una parte. Forse così si spiega il silenzio di voci critiche, l’afasia di gran parte degli “esperti” (troppe consulenze e finanziamenti hanno avuto grazie all’emergenza rifiuti!). Tutti in riga per non disturbare il grande affare, per non rischiare ritorsioni, per non esporsi. Perfino un istituto autorevole come l’Istituto Superiore della Sanità ha firmato un documento insieme all’Ordine dei Medici e al Commissariato nel quale si dice che “Gli impianti di incenerimento (quale quello che entrerà in funzione ad Acerra) non rappresentano un rischio aggiuntivo per la salute delle popolazioni residenti nelle aree circostanti. Il loro impatto ambientale è paragonabile a quello conseguente a normali situazioni di traffico urbano”. (www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/rifiuti_piano_salute/index.html).

Ora si stima che l’inquinamento atmosferico prodotto dal traffico automobilistico (in particolare quello urbano) determina oltre 30.000 morti all’anno in Italia (Künzli Lancet 2000), per cui tale asserzione è una palese contraddizione, una mistificazione indegna.

Che possiamo fare di fronte a questo quadro desolante? Bisogna:

smascherare questa mistificazione, informando quante più persone è possibile del grande imbroglio;

fare in modo che la raccolta differenziata sia dappertutto un successo come ai Colli Aminei, per rendere evidente l’inutilità di 4 inceneritori e di altre discariche;

impedire che la regola del “deliver or pay” sia adottata anche in Campania;

– rallentare il più possibile la costruzione degli inceneritori di S. Maria la Fossa, Salerno e Napoli (quello di Acerra basta e soverchia per bruciare il CDR che residua dalla raccolta differenziata). In questa maniera si può arrivare nel giro di un anno o poco più ad una situazione di fatto che faccia capire anche ai più distratti o ideologici l’assurdità del sistema messo in piedi dal Governo Berlusconi con l’appoggio dell’UDC e del PD.

 

 Associazione Marco Mascagna onlus

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