AVANZA IL CEMENTO

Modifica dei confini del Parco Sud, è polemica: “Avanza il cemento”

Di Davide Bortone

ZELO SURRIGONE – Qualcuno la giudica come una sorta di “Ammazzaparchi bis”. Altri plaudono, indicandola come uno strumento utile per razionalizzare le esigenze del territorio. Di certo, la variante dei confini del Parco Agricolo Sud Milano sta facendo discutere. A destra. E pure a sinistra del presidente dell’ente, nonchè assessora provinciale all’Ambiente, Bruna Brembilla.

“Siamo in presenza di un vero e proprio delirio di onnipotenza del cemento rispetto alla terra – attacca Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano – non si perde occasione per edificare. La posizione assunta da Bruna Brembilla non mi sorprende solo perché considero centrosinistra e centrodestra uguali sotto il profilo della gestione del territorio: siamo di fronte alla riproposizione, in chiave Pd, della cosiddetta ‘Legge Ammazzaparchi’ del Pirellone”.

Non la pensa così Paola Belcuore, sindaco di centrodestra di Zelo Surrigone. “Nessuno di noi si sogna di cementificare il Parco – commenta – anzi, noi sindaci del sud ovest milanese ci teniamo moltissimo a salvaguardarlo. Se l’ente Parco ha concesso l’opportunità a qualche Comune di modificare i confini è solo per andare incontro a esigenze di razionalizzazione del territorio, che possono anche migliorare la qualità della vita degli abitanti: per esempio noi, in passato, abbiamo richiesto al Parco di poter ampliare la zona industriale esistente, per insediare lì nuove attività produttive ed evitare che queste fossero altrimenti inserite in contesti residenziali, dove potevano creare ovvi disagi”. Di certo c’è che la modifica dei confini non vuol dire per forza cementificazione.

Un esempio? Trezzano creerà un superparco attrezzato, in cambio di territori prima vincolati dal Parco dove sarà realizzata una nuova strada. “La delibera votata ieri a maggioranza – evidenzia il presidente di Legambiente Lombardia, Damiano Di Simine – parla di ‘aree di ricomposizione e riassetto dei margini urbani’ ai fini della riqualificazione paesaggistica e ambientale. Secondo noi la soluzione proposta è sbagliata, in quanto pretende di risolvere un problema serio per la vivibilità dei nostri centri urbani con una terapia, quella del cemento, che produce un ulteriore danno al parco, cancellando suoli e superfici agricole.

“L’obiettivo di queste proposte – spiega Massimo D’Avolio, presidente Pd dell’Assemblea dei sindaci del Parco Sud – è di favorire un’equilibrata organizzazione dei territori comunali del Parco così da garantire il soddisfacimento dei bisogni essenziali delle collettività locali riqualificando le zone degradate e assicurando la qualità ambientale dell’area protetta. Si tratta di un’esigenza molto sentita e richiesta dai sindaci dei Comuni del Parco perché il territorio è cambiato così come sono cambiate le esigenze”.

“Questa scelta – dichiara Bruna Brembilla, presidente del Parco Sud – integra il lavoro degli ultimi quattro anni in cui la Provincia e il Parco sud hanno lavorato per realizzare i Piani di cintura, cinque grandi parchi metropolitani attraverso il principio della compensazione che porterebbe ad edificare poche aree marginali e degradate nel parco per qualche migliaio di abitanti, in cambio di 20 milioni di mq di aree verdi”.

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