Carissimi cittadini…

 

 

Carissimi Cassinettesi, il 2008 volge al termine e come di consueto approfitto delle festività natalizie per rivolgere alla cittadinanza un breve messaggio di riflessione e di augurio.

“Tutto va bene. Andate al supermercato è mettete in moto l’economia”. “State tranquilli e passate un felice Natale che tutto si aggiusterà”.

Anch’io avrei voluto cogliere l’occasione di questa mia breve lettera per slanciarmi in proclami di ottimismo, come quelli che il Presidente del Consiglio non perde occasione di inviare via etere al popolo italiano.

Però, penso che un politico, un amministratore locale o chiunque abbia qualche responsabilità di governo, a tutti i livelli, debba cercare di non perdere mai il contatto con la realtà e osservare un obbligo civile e morale: quello di dire sempre la verità ai cittadini, anche e soprattutto quando questa non è gradevole.

Mi rendo conto che questo mio esordio sarà letto da alcuni come un attacco strumentale a Silvio Berlusconi. Non importa. Perché credo che negare l’evidenza della crisi o ancora peggio “condirla” con barzellette e aneddoti simpatici, sia molto più grave e molto poco rispettoso di quelle famiglie che, a causa della crisi profonda e strutturale che sta scuotendo l’economia, non solo non riescono a vivere allegramente il Natale ma temono per il futuro dei propri figli.

Non voglio entrare nel merito delle misure economiche messe in campo dal governo. Ci saranno altre occasioni. Voglio però esprimere una semplice considerazione e sottoporla alla vostra attenzione.

La crisi che sta sconvolgendo l’occidente è aggravata dal venire meno di alcune  caratteristiche e virtù nella nostra società che, avendo poco a che vedere con i principi del libero mercato, ne sono state spazzate via.

La solidarietà, i rapporti di vicinato, le reti sociali che un tempo erano dei veri e propri ammortizzatori, sono stati soppiantati dalla competitività, dall’assistenza a pagamento, dalla mercificazione di tutte le relazioni.

Cari Cassinettesi, il mio augurio per il 2009, che rivolgo a tutti noi, è quello di saper ritrovare la giusta dimensione delle cose, di saper (ri)trovare quello spirito di comunità che può spingere gli uomini a soccorrere le persone in difficoltà senza pretendere nulla in cambio.

Questa sarebbe la vera cura per la crisi mondiale. Una cura che è già essa stessa nuova e migliore qualità della vita. Una nuova economia parallela, basata sul dono disinteressato. Forse sarebbe questa la ricetta migliore. Una ricetta che però, siccome non mette in circolo monete e banconote, non viene neanche presa in considerazione. Ma che è possibile.

Una ricetta che potrebbe dipingere nuove relazioni e modelli sociali. Dove chi riceve qualcosa o accetta un aiuto, si obbliga a restituirlo. Dove chi si trova in difficoltà non teme di scivolare verso il baratro, ma sa che c’è qualcuno pronto a tendergli una mano e non si abbandona alla disperazione.

Lo facevano e lo facevate un tempo, nelle cascine, nelle corti. Non è utopia. E’ solo comunità solidale. Lo abbiamo dimenticato. Forse perchè abbagliati da un progresso che è foriero di comfort e tecnologie, che però non ci sono di nessuna utilità nei momenti in cui ci mancano il pane e l’amore.

L’anno che si aprirà tra breve, ci vedrà nuovamente impegnati a difendere il territorio da progetti scellerati, coma la Tangenziale ANAS per Malpensa, o da ipotesi irrispettose per la salute, come l’inceneritore di Abbiategrasso. Sarà un anno che riserverà importanti novità alla macchina amministrativa che da tempo necessita di una messa a punto, di una manutenzione generale.

Sarà un anno da affrontare con tutti i limiti e le difficoltà che caratterizzano le piccole realtà comunali come la nostra, ma anche con la stessa intensità e passione civile che abbiamo riversato e profuso negli ultimi sette anni.

Carissimi Cassinettesi, chiudo questi miei pensieri, augurando a voi tutti, alle famiglie, ai nonni e ai bambini, un Buon Natale ed un pacifico anno nuovo.

Ma un forte abbraccio di vicinanza lo riservo a tutti coloro che convivono da poco o da molto tempo con la malattia e la solitudine, e a coloro che in un tempo vicino o lontano, hanno perduto una persona cara. Le festività rendono più intensi e palpabili i sensi di vuoto e di smarrimento. Spero davvero che possiate trovare nello sguardo tenero di un neonato, nella calorosa stretta di mano di un amico o nella semplice e sincera parola di un vicino, un motivo buono e sufficiente per sorridere, o quantomeno per ritrovare alcuni momenti di serenità.

Con affetto,

il sindaco, Domenico Finiguerra

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