RIFIUTI ZERO

Capannori (LU) è il primo comune in Italia ad aver aderito alla “Strategia rifiuti zero”. Attraverso una delibera consiliare l’amministrazione ha voluto cioè impegnarsi in una sfida totalmente controcorrente e per questo rivoluzionaria.
Infatti se oggi aprissimo a caso una qualsiasi pagina di giornale o ci collegassimo con un telegiornale nazionale, le uniche parole legate al tema dei rifiuti sarebbero sporcizia, emergenza, termovalorizzatori… In questa cittadina toscana, al contrario, le parole (e i fatti) raccontano di un modo nuovo e diverso di amministrare un territorio: buon senso, inventiva, concretezza.
In questi anni il Comune di Capannori ha dimostrato che l’aumento dei rifiuti non è più un dato immodificabile, ma solo un fattore che può essere governato con il coraggio di una politica che guarda alla sostenibilità e alla necessità di scelte coraggiose e concrete per un comune futuro possibile. A Capannori si è costruita cioè una politica ambientale i cui punti fondamentali sono essenzialmente due: sostenibilità e partecipazione.
Il Comune ed ASCIT (l’azienda locale che si occupa della raccolta dei rifiuti) hanno dunque avviato una completa riorganizzazione del servizio andando ad eliminare dal territorio tutti i cassonetti ed attivando la raccolta domiciliare “porta a porta”, con la consegna a tutte le famiglie degli strumenti per la raccolta differenziata.
Qui il “Porta a porta” è un sistema ormai consolidato: su oltre 26 mila dei 45 mila cittadini del comune, con una raccolta differenziata che supera l’80%. Sono bastate queste cifre per far schizzare la raccolta a livello comunale oltre il 57% nel 2007. Con questi dati già dal 2006 Capannori è il primo comune toscano per raccolta differenziata. 
Con la raccolta differenziata dal 2004 al 2007 sono stati avviati a riciclaggio 56.861 tonnellate di rifiuti. A Marlia e Lammari (le due frazioni più abitate servite dal porta a porta) sono stati avviati a riciclo, dal gennaio 2006 al dicembre 2007, ben 8.288 tonnellate di rifiuti.
Dall’avvio del “Porta a porta”, grazie all’aumento della raccolta differenziata c’è stata una riduzione dei rifiuti indifferenziati di oltre 10.000 tonnellate.
Grazie alla sola raccolta differenziata della carta nel 2007 si è risparmiato l’abbattimento di 100.000 alberi, il consumo di 2.85 milioni di litri di acqua, l’emissione di 9.100 tonnellate di CO2. Per un termine di paragone 2,85 milioni di litri di acqua risparmiati equivalgono al risparmio idrico del consumo annuo di ben 31.647 cittadini.
Grazie al riciclo del vetro e della plastica, la mancata emissione in atmosfera di CO2 è stata pari a ben 821.200 kg. Grazie all’utilizzo di sfalci e potature si è ottenuto un risparmio di 1.074.500 kg di CO2.
Sommando questi dati si ottiene la mancata emissione di 1.904.800 tonnellate di CO2 in atmosfera, dato che coincide con il mancato consumo di 676.204 barili di petrolio.
Nel 2007 sono state raccolte 15.723 tonnellate di materiale differenziato.  In Provincia di Lucca il costo medio di conferimento dell’indifferenziato è di 160 euro alla tonnellata. Se queste 15.723 tonnellate fossero finite nel circuito dei rifiuti indifferenziati sarebbero stati necessari ben 2.515.680,00 euro per il loro smaltimento. La spesa di conferimento agli impianti di riciclaggio di queste 15.723 tonnellate è stata invece di 507.688 euro. Inoltre, occorre considerare che la carta è una risorsa. Infatti, dalla vendita delle 6.439 tonnellate di carta raccolta nel 2007, sono stati ricavati ben  340.010 euro.
Andando dunque a sottrarre il costo di smaltimento dei materiali differenziati, al ricavo ottenuto con la vendita della carta, si ottiene un costo complessivo per le 15.723 tonnellate di rifiuti differenziati di 167.678 euro. Se confrontiamo questo dato con il costo che sarebbe derivato dallo smaltimento nel ciclo dell’indifferenziato, il risparmio nel conferimento agli impianti è dunque pari a 2.348.000 euro nel solo 2007. Qualcosa di incredibile!
Un ulteriore elemento positivo dell’esperienza di raccolta domiciliare a Capannori è l’aspetto del lavoro. Il “porta a porta” necessita infatti di un numero più elevato di operatori. Dall’inizio del sistema di raccolta “Porta a porta” ad oggi ci sono state circa 30 nuove assunzioni. Questo non ha significato però maggiori costi perché questi sono stati compensati dai risparmi ottenuti dal mancato smaltimento dei rifiuti indifferenziati. Questi risparmi sono stati investiti non solo in mezzi più piccoli ed ecologici ed in nuovo personale ma anche garantendo un risparmio sulla tariffa al cittadino.
Con i risparmi ottenuti dal non dover smaltire i rifiuti indifferenziati, oltre a coprire i costi delle nuove assunzioni, il Comune ha riconosciuto una riduzione della tariffa ai cittadini, pari al 20% sulla parte variabile.
I cittadini di Capannori possono inoltre conferire qualsiasi tipologia di rifiuti presso due isole ecologiche realizzate con un sistema informatico che registra ogni conferimento, attribuendo all’utente un punteggio e registrandolo su una tessera magnetica. Alla fine dell’anno, il punteggio si trasforma in un bonus economico inviato con assegno direttamente  a domicilio.
Ma è sul fronte della riduzione dei rifiuti che il Comune di Capannori sta ottenendo risultati ancora più sorprendenti. Oltre alla pratica ormai capillarmente diffusa del compostaggio domestico, incentivato con un ulteriore sconto del 10% sulla parte variabile della tariffa, il Comune ha cominciato a vendere latte alla spina, in collaborazione con un produttore a soli 200 metri di distanza dal luogo in cui è stato sistemato l’erogatore automatico. Ebbene, ogni giorno vengono distribuiti circa 600 litri di latte crudo al prezzo di 1 euro al litro, vantaggioso sia per il cittadino (che risparmia 30-40 centesimi ogni volta) che per il produttore (che ricava più del doppio di quanto non avrebbe percepito dal circuito tradizionale).
Il progetto “Il mio latte appena munto” garantisce anche una diminuzione consistente di rifiuti, infatti le famiglie si portano il recipiente da casa, evitando così di consumare inutili contenitori usa e getta.
Stesso percorso è stato seguito per la messa al bando delle acque minerali in bottiglia nelle mense scolastiche, sostituite da brocche di acqua fresca (controllata ed economica) del rubinetto. Il progetto, avviato in via sperimentale in alcune scuole, ha già permesso di risparmiare all’ambiente circa 10.000 bottigliette di plastica usa e getta.
Con lo stesso obiettivo di diminuire l’utilizzo delle acque minerali ma anche per valorizzare i luoghi delle fonti naturali presenti sul territorio come luoghi di “bene comune”,  è stato costruito un percorso denominato: “La Via della Buona Acqua”. Il percorso valorizza la presenza delle fonti con una cartellonistica stradale e l’indicazione delle proprietà dell’acqua che ne sgorga e la garanzie dell’assoluta sicurezza nell’utilizzo.
E’ stato inoltre costituito un tavolo con tutti i comitati paesani che organizzano le sagre (circa di 10 nel territorio comunale), e con loro è stato concordato un percorso di progressiva eliminazione di stoviglie usa e getta per i coperti. Il progetto “Eco sagre”, pensato per ridurre la scia di rifiuti che si lasciano dietro le tante manifestazioni estive organizzate ogni anno, ha preso spunto dal progetto “Ecofeste” lanciato con successo qualche anno fa dalla Provincia di Parma, e ripreso da diversi enti locali italiani.
Per settembre, infine, è in programma l’introduzione negli asili nido comunali dei pannolini lavabili in sostituzione degli usa e getta, oltre che a forme di incentivo per tutti i bambini da zero a tre anni residente nel territorio comunale.
Un progetto ambizioso, quello di Capannori, frutto dell’impegno e della passione di amministratori intelligenti e virtuosi (la città di Capannori è iscritta dal 2008 all’Associazione dei Comuni Virtuosi), che hanno scelto di interpretare il proprio ruolo in modo diverso e originale: al servizio del pianeta e dei suoi abitanti. 
 
(L’intervista ad Alessio Ciacci, assessore all’ambiente del Comune di Capannori) 
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Un pensiero su “RIFIUTI ZERO

  1. Mi dispiace deludervi ma non è tutto oro quel che luccica a Capannori! Conosco bene la situazione e se a chi non vive a Capannori Ciacci può raccontare novelle mischiate a mezze verità, ai cittadini capannoresi non può raccontare balle senza finire nel ridicolo.

    Consiglio a tutti di essere cauti e di contenere gli entusiasmi quando non si può esser sicuri di quello che si sente dire.

    L’amministrazione di Capannori (di cui fa parte Ciacci) ha sicuramente fatto un’ottima cosa introducendo la raccolta porta a porta visto che, come ormai stanno a dimostrare numerosi esempi di successo in tutto il mondo, consente di ottenere importanti risultati sul fronte ambientale ed economico. Conditio sine qua non per ottenere questi risultati, come ormai sanno anche tutti i bambini (mi correggo…quasi tutti, visto che Ciacci sembra non sapere…oppure fa finta di non sapere) è l’implementazione corretta e completa dell’intera filiera dei rifiuti, dalla raccolta, alla valorizzazione, allo smaltimento (secondo il principio che ogni comunità deve farsi carico dei rifiuti che produce). In particolare la valorizzazione dei materiali differenziati con il porta a porta attraverso adeguati impianti sul territorio consente di risparmiare i costi da parte delle aziende comunali e, infine, di abbattere i costi di tasse e tariffe a carico dei cittadini.

    Ebbene a Capannori l’amministrazione comunale ha colpevolmente mancato di chiudere la filiera, impedendo di fatto la realizzazione di un impianto di compostaggio sul proprio territorio, rendendo -di fatto- il sistema della raccolta differenziata che coinvolge quasi 40.000 persone un grande “gigante dai piedi di argilla”.

    Sarò più chiaro:

    1.Alla fine degli anni ’90 la Regione Toscana, la Provincia di Lucca, il Comune di Lucca, il Comune di Capannori, il Comune di Porcari e il Comune di Altopascio, firmarono un accordo comprensoriale che individuava in un’area su Capannori (località Salanetti)la sede di un impianto di compostaggio (pensate che il presidente della ASCIT -la società partecipata dei rifiuti attiva anche su Capannori- era l’attuale sindaco uscente di Capannori!!). L’accordo condusse l’ASCIT a finanziare negli anni seguenti un progetto esecutivo (pagato con i soldi dei cittadini) che fu poi inserito nel Piano Industriale dell’Ambito Territoriale Ottimale n.2-RIFIUTI. Su questo progetto fu anche attivato successivamente un contributo a fondo perduto da parte dello Stato per oltre 6 milioni di euro.

    2.I lavori per la realizzazione dell’impianto non sono mai partiti, benché gli strumenti urbanistici sia comunali che provinciali lo prevedessero sulle carte. L’unico soggetto che sin da subito manifestò disappunto rispetto alla localizzazione dell’impianto furono i rappresentanti della ex cartiera Linder e Perla (ora Wepa) che a Salanetti, nell’area adiacente a quella in cui era previsto l’impianto di compostaggio, avevano una cartotecnica (carta igienica) e temevano di subire una lesione di immagine accostando la carta igienica alla “spazzatura”. Giustamente le rimostranze della Linder e Perla non furono accolte perchè di fatto non avevano alcun fondamento, dato il bassissimo impatto previsto per quella tipologia di impianto.

    3.Quando si è insediata l’amministrazione della quale fa parte anche Ciacci tutti speravano che la realizzazione dell’impianto di compostaggio andasse finalmente in porto e invece…niente di fatto!
    Sulle prime l’amministrazione ha giustificato la decisione di non realizzare più l’impianto facendo riferimento al fatto che l’area prevista ricade in un contesto a pericolosità idraulica molto elevata, secondo gli studi dell’autorità di bacino del fiume Arno. Ma anche i bambini sanno (mi correggo…quasi tutti, visto che Ciacci sembra non sapere…oppure fa finta di non sapere) che le classificazioni dell’Autorità di bacino non sono -di per sé- impedimenti a costruire, ma stanno ad indicare che, a corredo dell’intervento edificatorio, devono essere previste adeguate opere di “mitigazione del rischio idraulico”. E infatti le “opere di mitigazione del rischio idraulico” erano giustamente previste nel progetto esecutivo dell’impianto di compostaggio. Oltretutto si tratta di un impianto di evidente importanza pubblica e comprensoriale, destinato a sorgere in un’area adiacente ad un’area industriale: quale logica si vorrebbe seguire? C’è spazio per le fabbriche ma non per un impianto di utilità pubblica? Ma non scherziamo signori!

    4.Dal momento in cui l’amministrazione della quale fa parte Ciacci ha deciso di non realizzare più l’impianto di compostaggio a Salanetti, è iniziato il “balletto delle localizzazioni” che, come anche i bambini sanno (mi correggo…quasi tutti, visto che Ciacci sembra non sapere…oppure fa finta di non sapere), innescano soltanto dinamiche conflittuali nella cittadinanza, secondo la vecchia logica N.I.M.B.Y (Not In My Back Yard): in sostanza…l’impianto non lo vuole più nessuno!

    5.In questa triste storia segnalo anche la vergognosa latitanza della Provincia di Lucca (l’amministrazione Baccelli, attualmente in carica) che, pur essendo l’unico ente titolato a decidere dove localizzare gli impianti in provincia (gli strumenti urbanistici provinciali sono sovraordinati rispetto a quelli comunali) e pur avendo la possibilità di nominare commissari ad acta nel caso in cui un ente “sottoordinato” negasse l’”adeguata collaborazione”, non ha fatto niente sino ad oggi, accettando il comportamento vergognoso di una amministrazione che per di più si definisce di centro-sinistra.

    6.Chi ci ha rimesso in tutta questa triste storia? I cittadini di Capannori e l’ASCIT (l’azienda partecipata dei rifiuti). I cittadini di Capannori non hanno potuto godere di sostanziali riduzioni sulle tasse e sulle tariffe e per di più si sono trovati a pagare un progetto esecutivo che il Comune di Capannori ha reso carta straccia perdendo anche il contributo statale a fondo perduto messo a disposizione dello Stato. L’ASCIT non ha potuto godere delle dinamiche virtuose di abbattimento dei costi perché i materiali differenziati devono essere spediti fuori regione (in giro per l’Italia) con centinaia e centinaia di TIR che, alla faccia del Ciacci, rimettono in circolo un bel po’ di inquinamento! Dov’è la coerenza?
    Voglio essere ancora più chiaro. Le indicazioni dell’amministrazione comunale della quale fa parte anche il Ciacci sono sempre state di “non aumentare le tasse e le tariffe a carico dei cittadini”. L’ASCIT, con tutta la buona volontà, più di tanto non ha potuto fare. Di fatto ogni anno a Capannori le tasse e le tariffe rifiuti sono AUMENTATE. E questo lo potevano prevedere anche i bambini (quasi tutti, visto che Ciacci sembra non sapere…oppure fa finta di non sapere), visto che manca l’impianto di compostaggio sul territorio.
    Sulle prime l’amministrazione ha provato a bluffare e a sostenere che gli aumenti da un anno all’altro erano soltanto “allineamenti” rispetto all’inflazione. La novella è durata poco, ovvero fino a quando, numeri alla mano, altri hanno sbattuto in facci all’amministrazione le cifre VERE.
    Quando la raccolta porta a porta si è estesa nel 2008 all’intero territorio comunale, un regolamento prevedeva che, a partire dal 2009 (confermato da Ciacci sui giornali in data 16 maggio 2009), i cittadini coinvolti potevano usufruire di uno sconto sulla tassa/tariffa del 20% (che poi, come si è detto, non era un vero e proprio sconto, visto che le tasse/tariffe sono sempre aumentate). Poiché l’Ascit ha finito per approvare per il 2009 un bilancio fortemente “a rischio” in quanto centrato su una grande quantità di crediti di incerta esigibilità (contenziosi di centinaia di migliaia di euro), l’azienda stessa non se la è sentita di riconoscere lo sconto del 20% per il 2009 ai nuovi cittadini coinvolti nel porta a porta! E’ roba da matti! Questo, oltre che profondamente ingiusto, è anche pericoloso perché qualsiasi cittadino “parte offesa” può rivolgersi al TAR e vincere agilmente la causa. A quel punto che resta dell’ASCIT? L’ASCIT sarebbe destinata a scomparire se non fosse che, alla fine, interverranno ancora una volta i comuni a ricapitalizzare l’azienda e/o a ripianare i buchi di bilancio con i soldi del cittadino. Non è l’ora di finirla con questa giostra?
    Successivamente Ciacci ha sostenuto che le tariffe di ASCIT sono tra le più basse in Toscana…vero…ma solo per metà! In realtà i confronti con le tariffe applicate in altri contesti quasi mai si possono fare perché non si tratta di grandezze “omogenee”. Mi spiego meglio. Ciacci dice che le tariffe a Capannori sono più basse delle tariffe applicate a Viareggio e a Lucca. Vero. Omette però di dire che a Viareggio durante i mesi estivi la popolazione vede una impennata clamorosa che aumenta a dismisura i costi per i rifiuti e a Lucca le esigenze peculiari di “spazzamento” legate alla presenza del centro storico fanno anche qui lievitare i costi. Basta con le falsità!

    7.Chiunque sarà il prossimo sindaco a Capannori avrà in dono dall’amico Ciacci il problema dell’assetto economico-finanziario dell’ASCIT e una raccolta differenziata “dalle caviglie troppo deboli per sopportare il proprio peso”…bisogna ringraziare il centro-sinistra? Smettiamola con tutta la retorica dei “Rifiuti Zero”! Attenti a non “prendere granchi”.

    Invito l’assessore Ciacci, per il benne della sinistra, a non mistificare la realtà perché la mistificazione uccide la verità. Di solito questo lo fanno le destre…debbo ricredermi?

    Su quanto ho detto non temo smentite, sfido chiunque a un contraddittorio.

    Maurizio Franceschi

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