TTIP, TUTTI I PERICOLI DELL’ACRONIMO MISTERIOSO

TTIP, TUTTI I PERICOLI DELL’ACRONIMO MISTERIOSO
Sta passando quasi inosservato e tranquillo un acronimo di cui dovremmo tutti essere molto preoccupati: TTIP.
Cos’è? E’ un trattato di liberalizzazione commerciale che vuole abbattere dazi e dogane tra Europa, Stati Uniti e Canada, rendendo più facile e reciprocamente penetrante il commercio tra le due sponde dell’oceano atlantico. Le trattative vanno avanti in gran segreto (salvo fughe di notizie e rivelazioni di wikileaks) e la linea ufficiale è che il TTIP creerà posti di lavoro e crescita economica. Un miracolo!
In realtà, a beneficiarne saranno soprattutto le grandi aziende. Essendo un accordo che punta ad abbattere le barriere commerciali, il TTIP prevede degli strumenti che aiuteranno le multinazionali che si sentiranno penalizzate dalle decisioni assunte dai governi in ordine a limiti, prescrizioni e regole da seguire per commercializzare o sfruttare le risorse di un determinato territorio: grazie all’arbitrato internazionale le multinazionali avranno infatti il diritto di citare in giudizio gli stati se ritengono di subire perdite a causa di leggi per la tutela dell’ambiente o dei diritti dei consumatori. Un trattato che di fatto legittima e veste di democrazia il dominio dell’economia e della finanza sulla politica e sui diritti, sacrificando sull’altare della competizione globale e del dio mercato, qualsiasi ambizione a migliorare o anche solo a mantenere elevati standard per i prodotti e la sicurezza alimentari, per i diritti dei lavoratori, per la tutela dell’ambiente. In definitiva, liberalizzazioni, privatizzazioni e saccheggio del territorio anche per sfruttarne il sottosuolo sarebbero il banchetto quotidiano apparecchiato a puntino.
Ma le formichine si sono mosse da tempo. La rete Stop-TTIP è cresciuta in modo costante in tutta Europa, raggiungendo le 2 milioni di firme. Sono nati comitati locali in tutta Italia, formando una vera coalizione di più di 250 organizzazioni della società civile. Una mobilitazione che unisce tutti coloro che si oppongono a questo modello di sviluppo, perché dire Stop TTIP significa difendere la piccola agricoltura che verrebbe annientata dall’aumento delle importazioni di prodotti a basso costo e di bassa qualità coltivati in spregio ai diritti dei lavoratori, proteggersi da pesticidi e OGM oggi vietati in Europa, tutelare i nostri 271 prodotti tipici, arginare l’ondata di privatizzazioni dei servizi pubblici che con il trattato finirebbero sul mercato (alla faccia del referendum del 2011 che ha visto oltre 27 milioni di Italiani dire chiaramente NO alla privatizzazione dei servizi pubblici locali, acqua compresa).
La mobilitazione sta raggiungendo l’apice proprio in questi giorni, con presidi e iniziative di controinformazione in tutte le città rivolte ad una cittadinanza tenuta sostanzialmente all’oscuro. E culminerà tra il 9 (con il ‪#‎TTIPTuesday‬ e l’invio di un’ondata di tweets ai parlamentari europei) e il 10 giugno, con la protesta diffusa durante il voto dell’Europarlamento a Strasburgo. Votazione che darà indicazioni alla Commissione Europea sui limiti e le criticità da considerare durante il negoziato. Limiti e criticità che intorpiditi dalla quasi segretezza del trattato rappresentano un serio offuscamento per la stessa democrazia. (http://stop-ttip-italia.net/)

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