LE STESSE LACRIME DI COCCODRILLO

L’Italia si sbriciola, smotta, frana. I fiumi esondano, gli argini non tengono. E la gente muore travolta dal dissesto idrogeologico.
E voi pensate solo a grandi opere. Alle autostrade, ai ponti, alle esposizioni, alle olimpiadi e ai giubilei che si portano sempre dietro altro cemento e altro asfalto.
Mentre la cura e la prevenzione sono sempre i fanalini di coda.
Perché i soldi non ci sono mai. E non ci sono mai perché voi avete in mente solo la filiera del mattone, dell’edilizia, dei cantieri miracolosi.
E ci ritroviamo puntualmente a piangere sui morti causati anche dall’alluvione di cemento.
Cambiano gli attori ma la tragedia è sempre la stessa.
E sono sempre le stesse anche le lacrime di coccodrillo.

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