SVEGLIA!

Ma se il petrolio, le trivellazioni, la benzina, le raffinerie fossero la via d’accesso al benessere, alla bella vita, la Basilicata sarebbe la regione più povera d’Italia? Sarebbe la terra da dove i giovani se ne vanno appena possono in cerca di futuro, dove il 31,6% di chi ha dai 15 ai 34 anni non ha un lavoro, e il 28% delle famiglie vive al di sotto della soglia di povertà?
Sveglia!

NI ICI, NI ALLEURS!

Agosto. Mese di sole, di mare e di vacanze (per quei pochi che possono ancora permettersele). Ultimamente per le amministrazioni comunali è anche il mese delle osservazioni e delle scadenze. Uffici vuoti per ferie ma adempimenti da espletare in date da bollino rosso (preferibilmente a cavallo di ferragosto). Non certo una casualità  quando si parla di geotermia, eolico, idrocarburi. Ultima in ordine di tempo la comunicazione pervenuta in comune e relativa alla richiesta della Saras  per la proroga del permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi denominata ‘Igia’, con eventuali osservazioni da esprimersi entro il 9 agosto. L’area interessata è di circa 188 kmq di cui 77 kmq ricadono nel Medio Campidano. Come se non bastassero le richieste della Tosco Geo (geotermia) per altri 250 kmq o quelle relative ad impianti solari termodinamici, parchi eolici, biomasse etc. Permessi su permessi, osservazioni su osservazioni, scadenze su scadenze, su cui è persino difficile raccapezzarsi. Progetti e richieste che comprendono territori e popolazioni la cui unica forma di coinvolgimento è dettata dal numero di protocollo comunale che attesta l’avvenuto ricevimento dell’e-mail contenente  la proposta e l’iter procedurale a cui attenersi. Per chi come noi, avesse l’ardire di obiettare (inviate osservazioni di ordine tecnico e procedurale progetto IGIA ), ecco configurato il reato del NIMBY  (non nel mio giardino) gridato a gran voce dalle multinazionali e dai fautori del progresso e dello pseudo sviluppo. Uno sviluppo, il loro, in cui il profitto di pochi è sovraordinato al pubblico interesse. Uno sviluppo, il loro, incurante del territorio e delle popolazioni interessate che favorisce esclusivamente un utilizzo industriale delle risorse. Che si disinteressa ai processi di crescita già in atto a livello locale. Che ci considera gente da elemosina, gente che si accontenta delle briciole (ipotetiche misure di mitigazione del danno), dove nessuno pensa e progetta. A loro, vorrei rispondere mutuando i concetti espressi  dagli attivisti francesi anti fracking : NI ICI NI ALLEURS. Né qui né altrove si annidi la speculazione, né qui né altrove si saccheggi il territorio, né qui né altrove si depredino i beni comuni. Oggi più che mai le parole degli attivisti francesi sono anche le mie.

Andrea Caddeo, Assessore all’Ambiente del comune di Sardara (Comuni Virtuosi)

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